La magia delle notti di luna piena, in libreria il nuovo libro di Mariana Zapata

Grazie a Newton Compton Editore abbiamo potuto leggere in anteprima 'La magia delle notti di luna piena' di Mariana Zapata, autrice amatissima e bestsellers. Purtroppo, però, le nostre aspettative non sono state rispettate del tutto
La magia delle notti di luna piena - Mariana Zapata

Mariana Zapata è un'autrice statunitense che di certo non ha bisogno di grandi presentazioni. Si è fatta conoscere (e amare) dal grande pubblico grazie alle sue storie d'amore, quasi tutte incentrate sul trope dello slow burn. Vale a dire storie dove la tensione sentimentale ed emotiva era agli apici, protratta per pagine e pagine, lasciando il lettore con il fiato sospeso. Tra i suoi successi più conosciuti ci sono Non so perché ti amo (in originale From Lukov to love) e Kulti - Fidati di me. Ora, sempre con Newton Compton - editore che ha accolto tutte le storie della scrittrice - Mariana Zapata torna con un romantasy, un libro cioè che innesta elementi fantasy su una struttura che pone al centro del racconto sempre la storia d'amore. Il 7 luglio, infatti, in libreria è arrivato La magia delle notti di luna piena (The things we water), un romanzo autoconclusivo che di certo catturerà l'attenzione dei lettori che già da tempo seguono il lavoro della Zapata.

Il libro racconta la storia di Nina, una ragazza che abita a metà tra il mondo normale e quello che invece trabocca di magia, nel quale è cresciuta e del quale fanno parte anche i suoi migliori amici. Quasi in una versione riscritta della Mirabel del film Disney Encanto, Nina sembra non essere stata toccata del tutto dalla magia che la circonda e che prevede per i suoi amici la possibilità di cambiare forma. La sua vita, però, cambia quando nella sua quotidianità fa irruzione Duncan, una piccola e adorabile creatura magica dalle caratteristiche così particolari da finire con il diventare l'obiettivo di persone senza scrupoli. Ed è proprio per tenere al sicuro "il suo bambino" che Nina decide di trasferirsi al Blackrock ranch, un rifugio sicuro celato tra le montagne del Colorado, dove creature magiche estremamente diverse tra loro vivono in pace, lontane dagli esseri umani che altrimenti potrebbero dar loro la caccia.

A guidare il misterioso ranch è Henri, cugino del migliore amico di Nina nonché sua vecchia cotta. Il problema? Nina, per poter restare al ranch dopo un periodo di prova concordato, deve sposare uno degli abitanti. Un sotterfugio narrativo che la Zapata utilizza per far emergere immediatamente la tensione tra Nina e Henri, quest'ultimo "costretto" ad allontanare i vari pretendenti a una mano che vorrebbe per sé. Il rimanere al ranch, però, per Nina significa anche scavare nel suo passato, alla ricerca delle sue radici e di rispose alle sue domande. Come Duncan, infatti, anche lei è stata adottata, ma la sua magia che ribolle sotto la superficie e le tante cose che ha sentito in giro, hanno messo dentro di lei dei dubbi che aspettano di essere risolti.

La magia delle notti di luna piena aveva tutte le carte in tavola per essere un perfetto romantasy estivo, uno di quelli da cui è difficile distogliere lo sguardo e che rimane con te anche nelle notti torride di luglio. C'era la magia, lo slow burn e un world building che abbracciava un folklore vastissimo. E forse è stato proprio questo il problema principale. La magia delle notti di luna piena è un libro caotico, pieno di aneddoti (spesso inutili) e creature magiche, da Odino ai lupi mannari, dal dio del Sonno agli gnomi. Molto spesso queste creature non sono utili alla trama, ma vengono messi in mezzo come se il lettore si trovasse all'interno di una lunga galleria per scegliere il proprio animale domestico magico preferito. Anche la scrittura della Zapata sembra non essere in grado di tenere il ritmo di un romantasy: il libro inizia in medias res e per circa le prime 100 pagine è pressoché impossibile comprendere tutto, al punto che persino il co-protagonista Duncan rimane una creatura impossibile da decifrare. Il lettore non capisce cos'è, com'è fatto e che cosa è successo. Viene, al contrario, travolto da una quantità di infodump confuse e disordinate, che rendono la lettura estremamente frustrante. Le cose migliorano con l'arrivo al ranch, dove la componente romance comincia a emergere. Tornata nella sua confort zone, Mariana Zapata ritrova se stessa e, giocando su archetipi che le sono congeniali, riesce a riprendere in mano le fila del discorso. La tensione tra Henri e Nina e soprattutto il forte fascino di Henri non riescono però a salvare del tutto un romanzo che è sicuramente troppo lungo, in cui la trama finisce con l'essere una giustapposizione di dialoghi e situazioni quasi evanescenti, visto quanto poco rimangono nella mente di chi legge. Si ha davvero la sensazione di essere davanti a una grandissima occasione mancata: gli elementi per realizzare un libro imperdibile c'erano tutti, ma sono stati soffocati dalla voglia della scrittrice di scrivere tutto e nascondere, così, tutto quello che ci interessava.

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