Torna l'appuntamento con Biografilm, il festival internazionale interamente dedicato alle biografie e ai racconti di vita che propone dal 6 al 18 giugno la sua 22a edizione. In occasione di Biografilm 2026, online sulla piattaforma MYmovies ONE una selezione di 20 documentari del festival provenienti da diversi Paesi nel mondo. Al contempo, la piattaforma IWonderFull accompagna il percorso festivaliero di alcuni titoli selezionati con una pubblicazione diretta in piattaforma dopo il passaggio al festival, in un'ottica di continuità tra sala e fruizione digitale.
Tra i titoli proposti da MYmovies ONE ci sono le anteprime mondiali "La fata" di Bruno Bigoni e Luca Schilirò e "Spirit Animal" di Yuri Pirondi e Inês von Bonhorst. Il primo segue Isabella, giovane dominatrice e digital sex worker, in un racconto che esplora desiderio e identità oltre le convenzioni; il secondo intreccia modernità e tradizioni ancestrali attraverso le vite di tre famiglie nomadi della Mongolia.
Ampio spazio è dedicato ai conflitti e alle tensioni geopolitiche contemporanee. In "A Simple Soldier" di Artem Ryzhykov e Juan Camilo Cruz (USA, Ucraina, Regno Unito), sul fronte della guerra in Ucraina un regista abbandona la telecamera per imbracciare un fucile sul fronte ucraino, mentre "Standby" di Daphne van den Blink (Belgio), porta gli spettatori a bordo di una nave NATO dove giovani reclute vivono l'estenuante attesa della guerra. Sul fronte delle battaglie civili si colloca anche "Burning Voice" di Anna Bruun Nørager (Danimarca, Iraq), anteprima internazionale dedicata all'attivista Tamara Amer, fondatrice della piattaforma online "Iraqi Women's Rights", per oltre un decennio voce e scudo di una generazione di donne in Iraq.
Molti documentari esplorano invece il rapporto tra identità e memoria personale. In "Between Brothers" di Tom Fassaert (Paesi Bassi, Belgio), due fratelli anziani cercano di ricucire le fratture del proprio passato, mentre "Little Sinner" di Daro Hansen, Thomas Papapetros (Danimarca), ricostruisce vent'anni di archivi personali per raccontare la lotta di una donna siriana contro i traumi della violenza. "Magilligan" di Ross McClean (Regno Unito, Irlanda, USA), ambientato in Irlanda del Nord, segue il difficile percorso di reinserimento di un detenuto che trova una possibilità di redenzione occupandosi delle pecore del carcere.
Il programma online guarda anche a esperimenti sociali e forme alternative di comunità. "Christiania" di Karl Friis Forchhammer (Danimarca), presentato in anteprima internazionale, racconta la storica comunità autogestita danese nata come esperimento radicale di libertà, mentre "Liberated Space" di Vanessa Christoffers-Trinks, Katrin Stahrenberg (Germania), torna nella Germania dei primi anni Novanta per interrogarsi sull'eredità di uno spazio femminista fondato su indipendenza e condivisione. "London Boys" di Arun Nangla, Laura Pavone (Regno Unito), anch'esso in anteprima internazionale, segue invece un gruppo di giovani bengalesi britannici per cui le motociclette diventano simbolo di appartenenza e riscatto.
Non manca uno sguardo rivolto all'ambiente e al rapporto tra esseri umani e natura. "Elements of(f) Balance" di Othmar Schmiderer (Austria), attraversa pratiche di sostenibilità e ricerca ecologica alla ricerca di possibili alternative per il futuro del pianeta, mentre "Watching People Watching Birds" di Michael Loeken, Ulrike Franke (Germania), utilizza il birdwatching come ironica metafora della crisi ecologica contemporanea. In "Tin Hinan, la dernière nomade" di Leïla Artese Benhadj (Algeria, Francia), una regista e sua madre attraversano infine il Sahara alla scoperta di uno stile di vita nomade sempre più fragile.
Completano la selezione titoli che attraversano cultura pop, spiritualità e percezione del reale: "Soap Fever" di Inka Achté (Finlandia, Svezia), sul legame inatteso tra la soap opera Beautiful e la crisi economica finlandese degli anni Novanta; "Hex" di Maja Holand (Norvegia), dedicato a tre giovani donne norvegesi che usano il black metal come forma di liberazione; "The Desert of the Real" di Luuk Bouwman (Paesi Bassi), viaggio visionario tra sogno e realtà; "bauhaus forever." di Nico Weber (Germania, Paesi Bassi), meditazione sull'eredità incompiuta della modernità e sul destino delle utopie artistiche; "Everything Works Out (in the End)" di Maximilien Dejoie, road movie esistenziale attraverso l'America contemporanea insieme alla magnetica Katelyn e "Click the Link Below" di Audun Amundsen (Norvegia, Regno Unito), immersione nel mondo delle illusioni digitali e dei falsi miti del successo online.
Tra i titoli in programmazione su IWonderFull, Broken English (dal 28 luglio), film di apertura del festival, diretto da Iain Forsyth e Jane Pollard, presentato al Cinema Arlecchino il 5 giugno. Con Marianne Faithfull, Tilda Swinton, George MacKay, Zawe Ashton, Calvin Demba, Sophia Di Martino e la partecipazione di Nick Cave, il film è un ritratto dell'inimitabile cantante, cantautrice e icona Marianne Faithfull. Indomita, provocatrice e autentica, Marianne ha trascorso più di sessant'anni sovvertendo le aspettative, pubblicando più di trentacinque album e reinventandosi continuamente. Broken English è un atto di ribellione contro ogni genere narrativo: l'ultima dichiarazione di Marianne Faithfull, il suo ribelle canto del cigno.
Dal 14 luglio, disponibile Cannibali diretto da Hilary Tiscione. Il documentario, progetto realizzato da IULM Movie LAB, ripercorre la nascita e l'eredità della cosiddetta "Gioventù cannibale", fenomeno letterario esploso alla fine degli anni Novanta intorno all'antologia pubblicata da Einaudi Stile Libero. Attraverso le voci dei protagonisti e dei testimoni di quella stagione, il film ricostruisce un movimento radicale, discusso e difficilmente etichettabile, capace di segnare l'immaginario culturale italiano e di aprire una nuova frattura nel rapporto tra letteratura, linguaggio e contemporaneità.
Dal 25 agosto, disponibile Sukkwan Island, diretto da Vladimir de Fontenay e tratto dal romanzo di David Vann. Nel tentativo di riavvicinarsi al padre con cui non ha più rapporti, il tredicenne Roy accetta di trascorrere un anno di avventura con lui sulla remota e selvaggia isola di Sukkwan, nel cuore dei fiordi norvegesi. Quella che inizia come un'opportunità per ricostruire il loro rapporto si trasforma rapidamente in una lotta per la sopravvivenza. In questo intenso thriller psicologico, padre e figlio devono affrontare la dura realtà dell'ambiente ostile in cui si trovano, la forza ancestrale della natura e i loro conflitti interiori, che li hanno portati a essere due sconosciuti. Riusciranno a ricominciare da capo?
Prossimamente, la serie documentaria Sguardi in camera diretta da Francesco Corsi e Paolo Simoni, con la voce narrante di Milena Vukotic. La serie, composta da sei episodi, attraversa il cinema e la memoria attraverso testimonianze, immagini d'archivio e racconti diretti, costruendo un percorso intimo e corale sullo sguardo, sulla rappresentazione e sul modo in cui le immagini continuano a custodire e trasformare le storie. Presentata a Biografilm il 12 giugno con i primi tre episodi, mentre sabato 13 giugno gli episodi 4 e 5 della serie con la consegna a Milena Vukotic del Celebration of Lives Award.
Tra gli eventi speciali del festival, lunedì 8 giugno alle ore 21.30 al Modernissimo spazio a Bonnie: storia della madrina di Hollywood, diretto da Holly Dale, film già disponibile sulla piattaforma di I Wonder Pictures. Il documentario racconta Bonnie Timmermann, una delle casting director più influenti del cinema americano, figura chiave dietro la nascita di alcune delle carriere più iconiche di Hollywood. Attraverso il suo sguardo e la sua esperienza, il film restituisce il lavoro invisibile e decisivo di chi sa riconoscere un volto, un talento, una presenza, contribuendo a trasformare attori e attrici nelle star che il pubblico ha imparato ad amare.