Caged di Naike Ror, in libreria l'ottavo capitolo della Red Oak Manor Collection

Grazie a Salani abbiamo avuto modo di leggere 'Caged' di Naike Ror, nuovo capitolo della Red Oak Manor Collection: ecco perché è un libro che non dovreste lasciarvi scappare
Caged di Naike Ror - Copertina

È uscito il 16 maggio per Magazzini Salani il romanzo Caged firmato da Naike Ror, che rappresenta l'ottavo capitolo della Red Oak Manor Collection, una serie di romanzi scritti da diverse autrici italiane che dopo aver avuto un enorme successo in self sono approdate nella casa di un grande editore. Tutti i romanzi sono collegati dalla presenza dell'orfanotrofio Red Oak come ambientazione di partenza e dalla presenza, tra le pagine, di personaggi ricorrenti, con camei o semplici riferimenti, di modo che la collection può essere letta in ordine nella sua interezza o anche come serie antologica. Caged racconta la storia di Sofia Mercalli, una donna che vive a Little Italy e che è capo di un importante azienda di tessuti pregiati. Sicura di sé e determinata sul lavoro, consapevole delle sue competenze e della sua bravura, Sofia non ha però il tempo di seguire il corsus del classico corteggiamento per trovare il suo lieto fine. Per questo si è iscritta alla Never Alone, un'agenzia matrimoniale di lusso che la dovrebbe aiutare a trovare "l'uomo giusto". Peccato, però, che ogni appuntamento finisca spesso in un nulla di fatto e per Sofia c'è un solo responsabile: l'Innominabile, un uomo affascinante ed elegante, che appare quasi a ogni elemento e che Sofia è convinta le porti sfortuna. Proprio per questa convinzione, l'Innominabile diventa il suo nemico giurato. Tuttavia, dal momento che la vita ha un suo senso dell'umorismo, ben presto quest'uomo alto e affascinante entrerà nella sua vita. Il suo nome è Amos Jones, è un pastore, e ha delle idee precise sulla fede, sull'amore e sugli affari. Prima ancora che abbia il tempo di rendersene conto, Sofia si trova a dover "collaborare" con Amos e la vicinanza quasi forzata la porterà non solo a liberarsi dei suoi pregiudizi, ma anche ad accettare l'idea che l'amore non può essere una to do list da depennare, né un algoritmo. Dall'altra parte Amos - che in alcuni momenti ricorda il Charlie Hunnam di Sons of Anarchy - è un uomo ironico e sicuro di sé, che appare spesso con le maniche arrotolate sulle braccia, come a voler rimandare l'idea di essere sempre in movimento, sempre al lavoro. E in parte, è così. Con una ferita terribile che affonda le radici nel passato e che gli ha lasciato il cuore ossidato, Amos è convinto di dover fare molte cose per redimersi da una colpa che, di fatto, non ha. Se da fuori appare come un professionista estremamente scaltro, al suo interno Amos ha delle fragilità che non vuole ammettere neanche a se stesso e che guardano dritto verso il suo passato all'interno della Red Oak. 

Caged di Naike Ror - Copertina
Caged di Naike Ror - Copertina

Quando si legge un libro di Naike Ror molto spesso la sensazione che si ha è di sorpresa. Non tanto per lo stile di scrittura - che non ha di certo bisogno di conferme -, ma proprio per la scelta della trama e per la costruzione dei personaggi. Come è ben risaputo, il romance è un genere spesso demonizzato e ridicolizzato, preso di mira a causa di un maschilismo interiorizzato di cui non ci rendiamo nemmeno conto. Dal momento che è letteratura al femminile non può avere lo stesso peso della letteratura scritta da uomini per gli uomini. E proprio questo snobismo alla base, che attacca spesso ciò che non conosce, è il motivo per cui, nell'immaginario sociale dei nostri tempi, la narrativa rosa viene vista come qualcosa di assimilabile alla spazzatura, qualcosa che non ha valore e che serve solo a titillare le ormai proverbiali quanto inesistenti casalinghe annoiate - con la crisi odierna, dopotutto, chi è davvero che può permettersi di essere una casalinga annoiata? Persino la noia, in questa società capitalistica, è un privilegio. Proprio come molti altri generi, dal thriller al fantasy, anche il romance vive di cliché e di stereotipi. Ma quando questi appartengono alla narrativa rosa non sono le fondamenta di un genere, non ne rappresentano il tratto distintivo, ma si trasformano in quei difetti insormontabili per cui il romance è un genere di serie Z, talmente inutile da non avere bisogno neanche di essere analizzato o goduto. Questa premessa serve a sottolineare come Naike Ror sia sempre in realtà molto brava - anche da grande conoscitrice del genere - non solo a recuperare i cliché e gli stereotipi del genere, tanto estetici quanto narrativi, ma a modernizzarli, a modificarli, a giocarci sopra per vedere fin dove si può spingere la sua penna.  Sebbene il lavoro di scrittura sia di fatto un lavoro - con buona pace dei romantici che attendono l'ispirazione tra prati in fiore e vocazione mistica -, Naike Ror riesce non solo a non far avvertire mai il peso della costruzione del suo mondo, ma dà al lettore la sensazione di star giocando con lui, di divertirsi con lui e di essersi divertita in fase di scrittura. E Caged rappresenta un po' tutto questo.  La scrittrice ha creato un romance estremamente originale, tanto nelle professioni dei due protagonisti, quanto nelle loro interazioni, nelle scelte narrative che li portano a conoscersi, nelle passioni che condividono e in quelle che invece le differenziano. È come entrare in un mondo nuovo, pieno di angoli in bella mostra che offrono scorci che prima non avevi nemmeno pensato potessero esistere. E da questo punto di vista, leggere Caged di Naike Ror rende valido il detto secondo il quale la lettura apre la mente. Naike Ror è una scrittrice per lettori curiosi, che vanno a recuperare le canzoni di un artista agé, che scoprono la differenza tra i diverti tipi di borsa o di tessuto, che analizzano l'armocromia o che cercano di capire come funziona la vendita di un lotto di terreno. E tutto nello stesso libro. Caged è un libro-mondo, una storia d'amore che però è concreta, tridimensionale, capace di funzionare da qualsiasi angolazione la si guardi, i cui personaggi esistono anche al di fuori della coppia, con una loro personalità e una loro voce. Complice anche l'ambientazione newyorkese che ha sempre un suo fascino preciso, Caged è una storia che non solo è ben scritta e ben strutturata, ma che è capace di farti ridere con la sua ironia, di compiacerti con le citazioni di una certa cultura pop, e che ti emoziona con l'avvicinarsi di due persone che sono, a loro modo, incomplete. Ma non perché è l'amore a doverci completare, ma perché è l'amore che a volte ci dà il coraggio necessario per guardarci dentro e fronteggiare il vuoto che ci portiamo tatuato nell'anima. Caged è dunque un libro che vi consigliamo caldamente e che, lo promettiamo, divorerete in non più di 48 ore.

Caged di Naike Ror - Copertina