Emily Henry, con Funny Story torna la regina della rom-com internazionale
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Arriverà sugli scaffali il prossimo 6 giugno Funny Story - Un amore per finta, il nuovo romanzo di Emily Henry, pubblicata in Italia da HarperCollins nella collana Midnight. Un romanzo fresco, leggero e intenso che serve a incoronare ancora di più la Henry come la regina indiscussa delle rom-com contemporanee. La storia è quella di Daphne, una bibliotecaria appassionata di libri e fidanzata con Peter, un ragazzo bellissimo e con una famiglia unita, che racconta il loro primo incontro in un modo che Daphne adora. A un passo dalle nozze e dal coronamento di un sogno che non è solo romantico ma anche di vita, Dafne pensa di aver raggiunto l'inimmaginabile. Ma l'inimmaginabile le si getta addosso quando Peter torna a casa e le dice di aver capito di aver sempre amato Petra, la sua bellissima migliore amica, quella di cui Daphne non si "doveva preoccupare". Di colpo la protagonista si trova senza un fidanzato, senza prospettive future, senza amici e, soprattutto, senza casa. Ed è qui che entra in scena Miles, l'ex fidanzato di Petra, anche lui mollato da un giorno all'altro, che fa a Daphne una proposta a prima vista insensata: trasferirsi da lui e diventare coinquilini. Daphne, che si era trasferita in quella piccola cittadina del Michigan solo per amore di Peter, senza una rete di supporto e con un lavoro che non permette grandi possibilità economiche, è costretta ad accettare. Sarà l'inizio di una strana relazione di amicizia e attrazione, finché Daphne, incontrando di nuovo Peter, fingerà di essere fidanzata proprio con Miles. Ma dove finisce la menzogna e inizia la verità?
In Funny Story - Un amore per finta Emily Henry mette in campo due dei trope più amati dai lettori appassionati del genere: da una parte la forced proximity, e quindi la necessità dei due protagonisti di dover condividere lo stesso spazio circoscritto, e dall'altra il sempre amatissimo fake dating. Soprattutto nel caso della "finta relazione", Emily Henry dà il meglio di sé. Non si accontenta di metterlo su carta come un elemento a sè stante, ma lo sfrutta con una precisione chirurgica, centellinando con attenzione le scene in cui è necessario che Daphne e Miles fingano di stare effettivamente insieme e dando a ogni scena l'importanza che merita, vestendola anche di quel dolce sapore che a volte la vendetta porta con sé. Perché - e questo è sempre stato un punto forte della sua produzione - i personaggi di Emily Henry non sono mai principi e eroi, creature perfette che fanno sognare una vita altrettanto perfetta. Al contrario, sono personaggi spesso imperfetti, contraddittori, che hanno limiti e difetti che cooperano a renderli più umani agli occhi di legge e, dunque, più facilmente coinvolgenti. In un modo o nell'altro, infatti, finiamo sempre per volere molto bene ai protagonisti che Emily Henry mette nei suoi romanzi. E proprio per queste loro imperfezioni e queste loro insicurezze, Daphne e Miles mettono in scena una splendida storia d'amore che nasce dall'amicizia e che fa a meno dello spicy gratuito e si concentra soprattutto sulla conoscenza reciproca.
Ma il lato più interessante di Funny Story - che rimane comunque un romance estremamente ben scritto - è rappresentato non solo dalla storia d'amore, quanto dalla crescita della protagonista e dal messaggio che Emily Henry vuole dare. Quando la storia inizia, infatti, Daphne è una donna che dipende totalmente dall'uomo che ha deciso di sposare. E quando Peter la tradisce e annienta la sua fiducia, Daphne si trova senza niente. Come viene detto nel libro stesso, Daphne è personaggio che non ragiona in termini di me, ma di noi. Una persona che si adagia sulla persona che ha al proprio fianco, che si "attacca" a qualcun altro per capire cosa fare nel corso della sua vita. E tutto il libro è in parte anche il percorso che Daphne fa per riappropriarsi di se stessa, per capire che può esistere anche solo per se stessa: fare le proprie amicizie, prendere le sue decisioni, esprimere i propri sentimenti. Costruisce se stessa, elabora i traumi della sua infanzia - legati soprattutto a problemi con la figura paterna - e quando si innamora di Miles non lo fa perché è una scelta facile o immediata. Lo fa in modo libero e sicuro, e lo fa senza attaccarsi a lui, senza dipendere da lui. E questo, anche nel 2025, è un messaggio tutt'altro che scontato: esistere per se stessi, cercare la propria indipendenza e amare se stessi prima di poter amare chiunque altro.
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