Antonio Conte protagonista di Federico Buffa Talks
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Antonio Conte è il protagonista dell'appuntamento in due puntate de Federico Buffa Talks, la produzione originale firmata Sky Sport con Federico Buffa e il direttore Federico Ferri, su Sky e NOW, disponibile anche On Demand. Il primo episodio è disponibile da venerdì 13 giugno 2025 alle 21 su Sky Sport Uno e a mezzanotte su Sky Sport Calcio, con altri passaggi sabato 14 giugno (alle 11 e alle 23.15 su Sky Sport Uno, alle 12.30 e a mezzanotte e mezza su Sky Sport Calcio, alle 16 su Sky Sport Arena) e domenica 15 giugno (alle 9.45, alle 12.30, alle 14.45, alle 17.45, alle 22 su Sky Sport Uno; alle 23 su Sky Sport Calcio; alle 20 su Sky Sport Max). Secondo episodio in onda da venerdì 20 giugno alle 18 e alle 23 su Sky Sport Uno, a mezzanotte su Sky Sport Calcio, con altri passaggi sabato 21 giugno (alle 19.30 e alle 00.30 su Sky Sport Uno e alle 17.45 su Sky Sport Calcio) e domenica 22 giugno (alle 22 su Sky Sport Uno e alle 11.45 e alle 19 su Sky Sport Max). E ancora, approfondimenti dedicati su Sky Sport Insider, lo spazio premium del sito di Sky Sport.
Dare tutto, chiedere tutto, il titolo del libro scritto da Conte con Mauro Berruto (ed. Mondadori) e punto di partenza di questa nuova storia di sport, rappresenta l'essenza del ruolo dell'allenatore per Conte, l'idea con cui si modella e si ispira un gruppo vincente. È anche grazie a questa filosofia che Antonio Conte si è affermato oggi come uno dei migliori allenatori della sua generazione, capace di vincere lo Scudetto con tre squadre differenti - cinque in tutto: tre con la Juventus, uno con l'Inter e l'ultimo con il Napoli - dopo aver vinto anche in Inghilterra, un titolo e una FA Cup con il Chelsea.
Nei due episodi in onda dal 13 e dal 20 giugno, l'allenatore del Napoli ripercorre la sua carriera attraverso riflessioni, aneddoti e retroscena, fino all'ultima, annata culminata con lo Scudetto, un racconto che mette in luce i valori e la mentalità, la determinazione e la ferocia con cui persegue i suoi obiettivi. La prima cosa che Antonio Conte chiederebbe a chi vuole fare l'allenatore è cosa è disposto a perdere. Per lui, le vittorie sono l'unico analgesico possibile contro il dolore inflitto dalle sconfitte. E il motivo è che vincere è la sola cosa che dia un senso a tutte le rinunce e i sacrifici che un calciatore, o un allenatore, fanno per realizzare i loro sogni. Grande spazio anche all'attualità: nell'intervista, Conte rivela come è andato davvero il finale di stagione e il colloquio con il presidente De Laurentiis, parla di Napoli e anche di Juventus, con rivelazioni che riscrivono la storia recente dell'allenatore.
Una volta chiusa la carriera da calciatore Conte si dedica a quella da allenatore, con la speranza di sedersi nel giro di pochi anni sulla panchina di una grande squadra. Cosa che accade nel maggio del 2011, quando Andrea Agnelli lo ingaggia come allenatore della Juventus. Conte racconta di una lunghissima chiacchierata con il presidente bianconero, durante la quale l'allenatore percepisce di non avere alcuna chance, in quel momento, di essere scelto per il futuro del club bianconero. Invece, l'esito di quel colloquio sarà diverso e inaspettato, e comincerà così un percorso costellato di successi.
E poi, il ricordo di Giovanni Trapattoni, l'esperienza con l'Inter e con la Nazionale.
Nel corso dell'intervista, Conte ha parlato a lungo della sua storia con la Juventus (anche raccontando il suo arrivo da allenatore in bianconero) ma anche di attualità e per la prima volta ha spiegato cosa sia accaduto davvero nel finale di stagione dopo lo Scudetto a Napoli, il chiarimento con De Laurentiis e la scelta di restare sulla panchina dei Campioni d'Italia. E ancora, le voci sulla Juventus. Di seguito un estratto della lunga intervista, per gentile concessione di Sky:
Federico Buffa:
Quello che ho apprezzato tantissimo quest'anno di come hai impostato la tua squadra è che tu negli ultimi anni tendevi a giocare a tre dietro. E poi, secondo me, hai visto come giocava il Napoli di Spalletti - che giocava veramente bene dietro, perché tanto in Italia è dietro che vinci i campionati - e hai cominciato a giocare sia a quattro che a tre, alternando a situazioni. Io questa duttilità non l'avevo vista prima e, secondo me, quest'anno hai fatto un salto di qualità dal punto di vista della tua capacità di leggere, invece che di essere granitico, nei confronti di una squadra.
Antonio Conte:
È stato per me importante, fondamentale, l'anno prima in cui praticamente io dopo il Tottenham non ho allenato e sono rimasto a casa. Mi sono messo a studiare veramente tanto anche col mio Subbuteo.
Federico Buffa:
Col Subbuteo?
Antonio Conte:
Certo, c'è sempre il Subbuteo. A casa mia c'è sempre. Cioè, a casa c'è il campetto, quindi io tante situazioni poi le rivedo, riportandole sul Subbuteo, sia la fase offensiva, che la fase difensiva. Anche al campo di allenamento.
Antonio Conte:
Io ho firmato un contratto di tre anni con il Napoli. L'obiettivo qual era? Quello che ho sempre detto: di costruire delle basi solide e non delle basi dove alla fine, alla prima situazione, potessero sgretolarsi. Il primo step ci siamo messi come obiettivo il ritorno in Europa, neanche la Champions League.
Poi il fatto che noi siamo arrivati alla vittoria del campionato, nella mia testa e nella mia visione, nel mio progetto non è cambiato assolutamente niente.
Federico Ferri:
Ecco, finisce il campionato, vinci e nella tua testa non sai se rimarrai o se dirai al presidente che il tuo percorso è finito. Ti devi confrontare con lui. Ci dici com'è andata davvero con De Laurentiis?
Antonio Conte:
Quello che mi è dispiaciuto è che su una possibilità di un eventuale divorzio tra me e il Napoli, a un mese o un mese e mezzo dalla fine del campionato si sia già iniziato a parlare, si sia parlato di me alla Juventus.
Federico Ferri:
Tu ce l'avevi un accordo con la Juventus?
Antonio Conte:
No, assolutamente io non avevo nessun accordo con la Juventus e ho rifiutato categoricamente.
Federico Ferri:
Questa storia in qualche modo incrinerà il tuo rapporto con la tifoseria della Juventus o con il tuo passato, con la tua storia?
Antonio Conte:
Solo gli stupidi possono andare dietro a queste cose. Detto questo, per me la Juventus è, era e sarà sempre la Juventus, è chiaro? Quindi nessuno, come ho detto, anche col Lecce, potrà mai inficiare il mio sentimento nei confronti di questo Club… della mia storia. Dove sono cresciuto, capisci? Mi dà fastidio perché tante volte anche dietro il mio e la mia persona... Dietro il mio personaggio tanti ci marciano, tanti comunque sono degli avvoltoi, perché comunque mi rendo conto che il nome mio è diverso rispetto a tanti.
Federico Ferri:
Capita a tutti i grandi, è così.
Antonio Conte:
Mi ricordo benissimo anche quest'anno alla presentazione del Napoli, noi siamo lì in piazzetta e a un certo punto i tifosi del Napoli iniziano a chiedermi di saltare con loro: "Chi non salta juventino è". Io stoppo tutti e dico: "Fermiamoci un attimo. Non mi potete chiedere ciò che non potrò mai fare".
Antonio Conte:
Come ho sempre ribadito, ho vinto tanto, da calciatore e anche da allenatore, ma ho perso anche tanto. E credetemi, le sconfitte che io ho avuto sono state sconfitte importanti. Perché perdere tre Champions League, una finale di Coppa del Mondo o una finale dei Campionati Europei all'ultimo minuto - e al Golden Goal - o altre finali di Uefa o di Coppa Italia o scudetti persi all'ultima giornata, sono cicatrici profonde che tu comunque ti porti. Ecco perché a volte io tiro fuori una cattiveria che può far paura, a volte un pochettino timore e cerco in tutti i modi di vincere, di vincere e celebrare la vittoria. Ecco, cosa che io in passato tante volte non ho fatto e mi sono pentito di questo.
Federico Ferri:
E lo hai fatto adesso a Napoli.
Antonio Conte:
Sì a Napoli me la sono goduta. Me la sono goduta perché, ripeto, si fa tanto per arrivare al traguardo e vincere. Una volta che tu arrivi al traguardo te la devi godere, altrimenti non ha senso. Cioè non ha senso fare il percorso e non ha senso fare tutti quei sacrifici.
Federico Ferri:
"Dare tutto. Chiedere tutto", il libro di Antonio Conte con Mauro Berruto. Possiamo chiudere, Federico, ringraziando Antonio perché a proposito di dare tutto, in questo incontro hai dato tanto.
Federico Buffa:
Grazie mille…
Antonio Conte:
Grazie a voi, è sempre bello raccontarsi.