Sabato 17 ottobre 2026 la ventunesima edizione della Festa del Cinema di Roma assegna il Premio alla Carriera a Javier Bardem, premio Oscar per Non è un paese per vecchi di Joel ed Ethan Coen e interprete per Woody Allen, Sam Mendes, Denis Villeneuve, Julian Schnabel, Aaron Sorkin e Alejandro Amenábar, tra gli altri. A consegnare il riconoscimento, il regista premio Oscar Paolo Sorrentino. Dopo la premiazione, la proiezione di El ser querido di Rodrigo Sorogoyen: il titolo, presentato allo scorso Festival di Cannes, in programma alla Festa nella sezione Best of 2026, vede Javier Bardem nel ruolo di Esteban Martínez, regista con un passato segnato da violenza ed eccessi.
Subito dopo, la proiezione di Klara and the Sun di Taika Waititi (sezione Grand Public). Tratto dal romanzo del Premio Nobel Kazuo Ishiguro e scritto e diretto dal Premio Oscar Taika Waititi (Jojo Rabbit), il film racconta la storia di Klara (Jenna Ortega), un'Amica Artificiale il cui unico desiderio è trovare la casa perfetta. Quando Klara incontra Josie (Mia Tharia), le due scoprono fin da subito una forte affinità e, sebbene la ragazza viva un rapporto conflittuale con la madre (Amy Adams) segnato da un grave lutto, lo stupore innocente e l'incrollabile lealtà di Klara inizieranno a sanare le ferite della famiglia, riportando la luce nel complicato mondo di Josie.
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Il trailer di 'Klara e il Sole' il film Sony Pictures scritto e diretto da Taika Waititi, e interpretato da Jenna Ortega, Amy Adams, Mia Tharia, Aran Murphy, Steve Buscemi e Natasha Lyonne.
Dalla sezione Special Screenings, la proiezione di Ultimo Fellini di Gianluigi Attorre che indaga un capitolo ancora poco esplorato nella vita di Federico Fellini, l'ultimo decennio della sua vita e della sua arte. Negli anni Ottanta e Novanta l'industria cinematografica lo celebra ma fatica a sostenere le sue visioni. Il Maestro non smette di creare e combatte per continuare a esprimersi. A condividere i suoi sogni e la sua straordinaria energia ci sono compagni di viaggio d'eccezione: Roberto Benigni, Martin Scorsese, Nicola Piovani, Vincenzo Mollica, Milo Manara e l'inseparabile segretaria Fiammetta Profili.
Due i titoli presentati all'interno della sezione Freestyle Serie, realizzata in collaborazione con Fondazione Roma Lazio Film Commission.
Si inizia con i primi due episodi de Il Milanese di Simone Spada. Raffaele Vasile, detto "Il Milanese" (Alessandro Tedeschi), ha sempre vissuto sul filo del rasoio: rapine spettacolari, lusso, belle donne e il fascino incrollabile del rapinatore gentiluomo. A spezzare l'illusione arriva una pesante condanna a ventisette anni di carcere. L'unica breccia è il Programma di giustizia riparativa ideato da Veronica (Vittoria Puccini), psicologa dell'istituto: un percorso di "mediazione" in cui i detenuti incontrano e si confrontano con le vittime dei propri reati. Per Raffaele è solo una strategia per ottenere un permesso premio ed evadere. Ma nel confronto serrato con Veronica e con il proprio passato, la sua armatura crolla: costretto ad affrontare le sue ferite più profonde, scoprirà che dal vero sé stesso non si può evadere.
In programma anche i primi due episodi di ChiaroScuro di Jan Maria Michelini. Nella serie, Cosmo Speranza (Pierpaolo Spollon) è il miglior art advisor sul mercato. Anche il più piccolo dettaglio è sufficiente per permettergli di capire se un'opera d'arte sia vera o falsa. Un'abilità che scopre tornargli utile anche quando si ritrova a collaborare con la Squadra Mobile di Roma e con l'ispettore Angelo Tiberi (Andrea Lattanzi). I due si ritrovano costretti a lavorare fianco a fianco, scoprendo di essere una coppia investigativa tanto improbabile quanto efficace. Perché, come un quadro, anche una scena del crimine può essere contraffatta.
In programma anche la presentazione, in anteprima mondiale, de Le Fantôme de l'Opéra di Alexandre Castagnetti (sezione Grand Public). Ambientato nella Parigi dei giorni nostri, il film vede protagonista Anastasia (Deva Cassel), giovane ballerina che entra a far parte del prestigioso teatro de l'Opéra. Mentre prova "L'Orpheus", un'opera maledetta che sarebbe stata composta dal Fantasma dell'Opera, si innamora di un misterioso pianista (Julien de Saint-Jean). Con l'avvicinarsi della prima rappresentazione, tra incidenti inspiegabili e rivelazioni sconcertanti, Anastasia si ritrova coinvolta in una storia d'amore impossibile, al confine tra il reale e il fantastico.
Nella sezione Grand Public, inoltre la proiezione de Le rose di Marrakech di Ginevra Elkann. Nel film, Leila (Nisrin Erradi), devota governante, e Isabelle (Fanny Ardant), la sua signora, vivono in una tenuta di Marrakesh sospesa nel tempo, dove bellezza e perfezione proteggono un fragile microcosmo dalle inquietudini del mondo esterno. Nel giardino, il capo giardiniere Yusef (Ahmed Hammoud) sfida persino la natura per preservarne l'armonia. Ma l'arrivo inatteso della sorella di Leila e la rivelazione di un oscuro segreto del passato incrinano l'equilibrio di questo luogo e dei suoi abitanti.
In programma anche Tangles di Leah Nelson (sezione Freestyle). La regista firma un film d'animazione in bianco e nero basato sulla graphic novel autobiografica "Tangles: A Story About Alzheimer's, My Mother, and Me", dell'autrice canadese Sarah Leavitt, che ha anche scritto il film assieme allo sceneggiatore Trev Renney e alla regista Leah Nelson.
E ancora, Dua di Blerta Basholli, inserito nel programma del Concorso Progressive Cinema. Dopo Hive, la regista torna a raccontare il Kosovo scegliendo questa volta lo sguardo di un'adolescente e facendo coincidere la scoperta di sé con l'irruzione della Storia nella vita quotidiana. La macchina da presa rimane quasi costantemente vicina alla tredicenne Dua, immortalandone esitazioni, paure e improvvise euforie senza separare i toni del coming of age dalla violenza politica che lo condiziona. Il film rappresenterà il Kosovo agli Oscar 2027.
Ancora, Sense of Water di Mohammad Rasoulof (sezione Special Screenings, rassegna "Gocce di cinema" in collaborazione con Acea). In poco meno di quaranta minuti, il regista concentra molti dei temi forti del suo cinema, legati anche alla sua esperienza personale: la persecuzione politica, le responsabilità dell'artista e soprattutto il rapporto col linguaggio. Nel film, Ali, uno scrittore iraniano in esilio, ammira con Nazanin, la sua passata amante, l'aurora boreale in una cabina di cristallo. Nel silenzio della notte polare, Ali intende dirle addio: ha deciso di tornare in Iran e riprendere a lottare, anche se ad attenderlo c'è il carcere.
In programma anche Eva Mameli Calvino. La Signora dei fiori di Alessandra Usai (sezione Special Screenings), l'eccezionale storia di una donna pioniera, scienziata visionaria e tra le prime ambientaliste italiane. Nei primi decenni del Novecento, Eva Mameli Calvino costruì un percorso straordinario, spinta da una profonda passione per la natura e la ricerca botanica, che dalla Sardegna la portò a Pavia, Cuba e Sanremo. Prima donna in Italia a conseguire la libera docenza in Botanica, nel 1926 divenne anche la prima donna a dirigere un orto botanico, a Cagliari. In un'epoca in cui alle donne veniva chiesto di scegliere tra famiglia e carriera, Eva rifiutò questa alternativa, affermandosi come scienziata e crescendo i suoi figli, tra cui il futuro scrittore Italo Calvino.
E poi la presentazione di due titoli che concorrono al Premio al Miglior Documentario, entrambi nella sezione Special Screenings.
Il primo è Alea Jacarandas di Hassen Ferhani. Il film vede il regista algerino confrontarsi con il padre, il giornalista e scrittore Ameziane Ferhani, che ha studiato in Francia negli anni Settanta e poi ha deciso di tornare nel suo Paese. Ma oltre che un dialogo tra generazioni, il film è anche e soprattutto il ritratto di una città, Algeri, di cui Ameziane mappa gli oltre duecento alberi di jacaranda, arrivati dall'America Latina a partire dal 1838; alberi che, con le loro esplosioni di fiori lilla, punteggiano l'intera città.
Il secondo è Nowruz – Nuovo giorno di Francesco Cannavà. A Torino, un gruppo di giovani donne iraniane si ritrova attorno a Homa, una squadra di calcio femminile, unite dal bisogno di sentirsi parte di una comunità. In Iran erano costrette a coprirsi e a sottostare a regole che limitano duramente i diritti delle donne; in Italia studiano, lavorano, si allenano e provano a ricostruire una quotidianità lontano da casa. Il film segue per un anno il loro percorso di autodeterminazione e la partecipazione al Balon Mundial 2025, lo storico torneo cittadino delle comunità migranti; ma all'improvviso nelle loro vite irrompe la guerra.
Tra le altre proiezioni di giornata, quella di Siri Hustvedt – Dance Around the Self di Sabine Lidl (sezione Freestyle). Scrittrice, saggista e intellettuale tra le più originali del panorama contemporaneo, Siri Hustvedt si racconta alla cinepresa di Sabine Lidl, che sarà protagonista di un incontro con il pubblico dopo la proiezione. Dal Minnesota alla New York dove trova la propria voce letteraria, il film ripercorre la sua formazione, le prospettive femministe e una ricerca che intreccia arte, psicologia, identità e potere delle parole. Al centro emerge anche il lungo sodalizio umano e intellettuale con Paul Auster, suo marito, compagno di vita e interlocutore creativo.
Il programma della sezione Storia del Cinema inizia con Billy Elliot di Stephen Daldry, folgorante racconto di formazione che mescola la ruvidezza del realismo sociale britannico all'energia trascinante del musical. Il film rientra nell'ambito dell'omaggio a Tessa Ross: la produttrice londinese è stata premiata con l'Industry Lifetime Achievement Award nel corso della serata inaugurale della ventunesima edizione della Festa.
Spazio poi alla proiezione di Terrific Sergio. Attraverso gli occhi delle figlie Vanessa e Melissa, il film racconta Sergio Strizzi che, per oltre cinquant'anni, ha fotografato il cinema italiano e internazionale, da Totò a De Sica, Monicelli, Antonioni e Tornatore, fino a Huston, Gilliam e Coppola. Vanessa e Melissa Strizzi introdurranno la proiezione con i produttori Benedetta Scagnelli e Alessio Pasqua.
Il tributo al fotografo prevede inoltre una mostra di circa trenta scatti e l'immagine ufficiale della ventunesima edizione, realizzata da Strizzi sul set de L'eclisse, protagonista un'indimenticabile Monica Vitti. Il film viene proposto nella versione restaurata da StudioCanal Classics (per concessione di MondoTV).
Nell'ambito dell'omaggio a Goffredo Fofi, la presentazione di Due soldi di speranza di Renato Castellani, contrastata storia d'amore basata su fatti di cronaca e interpretata da attori non professionisti: sullo sfondo, una Napoli di incantevole povertà. Ne parlerà con il pubblico nella Sala Cinecittà, la regista e sceneggiatrice Alice Rohrwacher.
Il programma della sezione Storia del Cinema si chiude in questa giornata con la proiezione di Trainspotting di Danny Boyle, amaro j'accuse contro l'omologazione della vita borghese, con una colonna sonora indimenticabile, già consacrato come cult immortale (Restauro: Sony, per concessione di Adler Entertainment).
Sabato 17 ottobre, apre al pubblico la mostra "Luchino Visconti e la messa in scena della storia", esposizione che celebra il genio di Luchino Visconti in occasione dei centoventi anni dalla nascita e dei cinquanta dalla morte. Attraversando le sale di Castel Sant'Angelo, si può entrare nel laboratorio di Visconti e dei suoi collaboratori e seguire il dialogo con il capolavoro di Tomasi di Lampedusa, l'opera degli sceneggiatori, dello scenografo, dell'arredatore, del costumista, delle grandi sartorie, del compositore. Tutti lavoravano a qualcosa che sarebbe diventato molto più di un film, stavano inventando un modo nuovo di rappresentare la storia, facendola entrare nella leggenda: stavano creando Il Gattopardo.
A cura di Caterina d'Amico e Gian Luca Farinelli | Promossa da Castel Sant'Angelo, Presidenza della Commissione Cultura della Camera dei deputati, Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale, Cinecittà – Archivio Luce, Fondazione Cineteca di Bologna, Titanus, Fondazione Gramsci ETS | In collaborazione con Festa del Cinema di Roma.
Prosegue, infine, il programma dell'iniziativa "Roma Lazio in serie". Tra gli ospiti della sezione dedicata ai podcast, il regista e sceneggiatore Giacomo Ciarrapico. Per la sezione "Conversazioni", un incontro dal titolo "I nuovi confini della serialità – Dall'animazione ai videogame" con protagonisti Daniele Azara (Stormind Games), Maurizio Forestieri (Cartoon Italia), Marino Guarnieri (ASIFA Italia), Berenice Marisei (Lazio Innova – Spazio Attivo), Sabrina Perucca (Romics), Diego Viezzoli (Associazione VFX / Rainbow CGI). Modera Christian Uva (Roma Lazio Film Commission). Infine, il Premio RB Casting, nell'ambito della sezione "Screen Acting", organizzata dalla Fondazione Roma Lazio Film Commission e Rb Casting, in collaborazione con UICD.