I freaks di Tim Burton popolano il nuovo saggio edito Weird Book

Uscirà il 4 aprile per Weird Book il saggio intitolato 'Tim Burton - Orrendi e meravigliosi mostri', scritto da Erika Pomella e incentrato sull'analisi, film dopo film, della figura del mostro nel cinema del regista di 'Edward mani di forbice'
Tim Burton - Orrendi e meravigliosi mostri - Erika Pomella
[credit: Giorgio Finamore/Weird Book]

Uscirà il 4 aprile Tim Burton - Orrendi e meravigliosi mostri, il saggio monografico firmato da Erika Pomella ed edito dalla casa editrice romana Weird Book. In poco più di 230 pagine l'autrice - scrittrice e critica cinematografica - si avventura all'interno della filmografia del regista nato a Burbank, analizzando da vicino le modalità con cui Tim Burton si è approcciato alla tradizione del mostruoso. Capace di realizzare film in cui i toni fiabeschi si sposano con atmosfere tetre e gotiche, Tim Burton non ha mai celato la propria "simpatia" per i personaggi che popolano i margini, che si muovono non visti su un confine dove normalità e particolarità sembrano quasi poter coesistere, dove chi è straordinario non si rende conto delle proprie capacità e accetta di "sottostimarsi" pur di avvertire un sentimento di appartenenza e di comunità. Un tipo di racconto, questo, che ben si sposa con la tradizione legata al monstrum, il corpo prodigioso estremamente diverso e che però anela di essere visto, di essere riconosciuto come tessuto della società. Quella stessa società che in un primo momento, spinta dalla curiosità, finge di accettare il mostro, salvo poi dargli la caccia e costringerlo a rintanarsi nello stesso antro da cui è uscito. Un po' come avviene in Frankenstein, il film del 1931 diretto da James Whale, che Tim Burton vide da bambino e del quale si innamorò al punto da renderlo il punto di partenza della sua immaginazione, ma anche di quella che in futuro sarebbe stata la sua filmografia. Pellicola, quella di Whale, che ha creato un vero e proprio immaginario collettivo - come quella della caccia al mostro fino al mulino - che Tim Burton ha interiorizzato e, in un certo senso, fatta sua. L'autrice parte proprio da qui: dall'immaginazione di un bambino che invitava a pranzo i mostri e che ha finito col renderli personaggi costanti del suo cinema. Mostri che, molto spesso, guardavano proprio al Frankenstein di Whale, come accade per Edward mani di forbice, per il mulino che si vede ne Il mistero di Sleepy Hollow, nella ciocca bianca di Sweeney Todd - The Demon Barber di Fleet Street che rimanda al film del 1935 La moglie di Frankenstein, passando per i rimandi palesi in The Nightmare Before Christmas e Frankenweenie. Quest'ultimo, soprattutto, tanto nella sua versione cortometraggio degli anni Ottanta quanto nel film in stop motion del 2012, è un vero e proprio omaggio alla creatura nata dall'immaginazione di Mary Shelley.

Tim Burton - Orrendi e meravigliosi mostri è un saggio che analizza proprio tutti questi rimandi, che si interroga su come Tim Burton abbia modellato la figura del mostro basandosi sulle cose che ha amate: non solo il film già citato, ma anche tutto il filone horror della Universal così come il cinema espressionista tedesco, i b-movie di Ed Wood, le fiabe gotiche lette da bambino: il tutto scandito dalla propria visione del mondo, dell'arte e della creatività. Perché mentre riempie la sua filmografia di una gallerie di freaks, Tim Burton racconta anche se stesso. Il suo cinema così come i suoi mostri, sotto la lente di Erika Pomella, diventano simboli e segnali di un creativo che non accetta di essere etichettato e che pure ha finito col diventare uno standard, che, muovendo i primi passi negli studi d'animazione di casa Disney, ha finito col diventare un autore non più di nicchia, ma amato dal grande pubblico, che lo ha trasformato in un aggettivo e che lo ha mercificato con gadget a tema. Tutti elementi e spunti di riflessioni che appaiono all'interno del saggio di Weird Book che, nel comunicato della stessa casa editrice viene descritto così:

Artista formatosi negli uffici della Disney, con un'estetica che ne ha scandito lo stile, Tim Burton è diventato uno dei registi più amati di Hollywood, al punto da aver trasformato la sua espressione creativa in un aggettivo. Senza mai rinunciare alla sua visione e alla sua poetica, Tim Burton ha saputo coniugare il bisogno di portare sullo schermo racconti intimi con l'urgenza dei grandi Studios di battere cassa. Dai sobborghi pastello della periferia americana alle magioni gotiche in cima alle colline, l'artista ha popolato il suo cinema di mostri e freaks, dipingendo una galleria sgargiante di creature straordinarie che raccontavano la propria unicità e il loro desiderio di appartenenza a una realtà che non li ha mai saputi comprendere davvero. Da sempre dalla parte dei diversi, di quelli considerati strani, Tim Burton ha preso l'archetipo del mostro e ne ha raccontato un'evoluzione rovesciata: dapprima il bisogno di essere parte dell'umanità e poi il desiderio di fuggire da una società troppo omologata e priva di fantasia.

Attraverso l'analisi puntuale della produzione burtoniana, partendo dai primissimi cortometraggi, passando per pellicole iconiche come Edward mani di forbice fino al recentissimo Beetlejuice Beetlejuice, questo saggio scritto da Erika Pomella descrive l'arco creativo di un artista che abbraccia il cinema espressionista tedesco, le fiabe e l'amore per i b-movie.

Tim Burton - Orrendi e meravigliosi mostri è dunque un saggio che analizza sì la filmografia intera di un regista, ma al tempo stesso si presenta all'occhio del lettore come una vera e propria dichiarazione d'amare per un artista che ha dato forma alla propria arte e ha avuto il coraggio di presentarsi nel mondo della settima arte con il suo biglietto da visita fatto di freaks, colori cupi e storie strampalate, che spesso sfidano anche le regole base della messa in scena cinematografica. Arricchito dalla splendida cover di Giorgio Finamore, il nuovo saggio di Weird Book è un titolo imperdibile per tutti gli amanti del cinema e per tutti coloro che nel cinema di Tim Burton hanno trovato un luogo sicuro.

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Tim Burton - Orrendi e meravigliosi mostri - Erika Pomella