Good Spirits, la rilettura in chiave romantica de Il canto di Natale da leggere sotto l'albero
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Era il 19 dicembre 1843 quando, nelle librerie di Londra, fece per la prima volta capolino Canto di Natale, una delle opere più famose della letteratura e fiaba all'occhiello della produzione di Charles Dickens. Materiale per trasposizioni cinematografiche - da quella di Topolino a quella più recente con Will Ferrell e Ryan Reynolds in Spirited - Canto di Natale si presta anche a riletture in ambito editoriale. Ne è un buonissimo esempio Good Spirits - Un fantasma per Natale, romanzo di B.K. Borison ed edito per l'Italia da Gribaudo. La storia è quella di Harriet, una ragazza dal cuore gentile e dalla famiglia distratta, che ha ereditato dalla zia un vecchio negozio di antiquariato ma non la capacità di tenere testa a una madre sempre troppo fredda e incurante nei suoi confronti. Amante del Natale, della menta piperita e dei bastoncini di zucchero, Harriet si fa sempre in quattro per aiutare le persone a lei vicine, persino quelle che non lo meriterebbero. Capace di essere felice con poco, amante delle piccole gioie quotidiane, Harriet è una ragazza tutt'altro che cattiva. Proprio per questo non riesce a credere ai suoi occhi quando nel suo salotto, da dietro il suo bellissimo albero di Natale, emerge Nolan, che si rivela essere il Fantasma del Natale Passato. Proprio come avviene nell'opera di Dickens, Nolan ha il compito di portare le anime da redimere sulle orme del loro passato, di modo che abbiano la possibilità di cominciare a comprendere l'importanza della redenzione prima che sia troppo tardi. Solo che Harriet non somiglia per niente a tutti gli "Ebenizer Scrooge" che Nolan ha guidato nel corso dei decenni. Harriet non ha un cuore cattivo, non ha nessuna onta nel suo passato e sembra sconcertata almeno quanto Nolan di quella visita. Uno sconcerto che non diminuisce man mano che iniziano i viaggi nel passato, in cui Harriet si mostra come la ragazza semplice e adorabile che è. Ma allora perché Nolan è stato mandato da lei? Mentre si pone questo interrogativo, però, il fantasma comincia a notare dei cambiamenti. Comincia ad avvertire i sapori, si brucia le mani, ricomincia a sognare e, soprattutto, è il suo stesso passato a farsi avanti, come qualcuno che richiede attenzioni costanti. Possibile che non sia Nolan a dover salvare Harriet, ma il contrario?
Nel mondo della lettura - soprattutto in ambienti particolarmente snob - esiste l'idea che il libro sia qualcosa di sacro, qualcosa che non può essere messo in discussione, né toccato, come se fosse una vera e propria reliquia religiosa con poteri mistici. Un sentimento che si amplifica quando al centro dell'operazione c'è un classico della letteratura, un'opera che ha saputo gettare un vero e proprio standard. Per questo non è difficile immaginare qualche intellettuale chiuso in se stesso che rimugina sulla deriva dell'Alta Letteratura davanti a un retelling in chiave paranormal romance di A Christmas Carol. Ma, per chi non è sotterrato dai propri pregiudizi, Good Spirits è davvero una lettura deliziosa, una di quelle fiabe scritte e pensate per farti star bene, per farti avvertire sulla pelle la magia del periodo natalizio. Una di quelle letture che quasi riesce a convincerti che la magia esiste davvero, che è a portata di mano e non solo nelle storie che sottolineiamo nei libri o in quelle che cerchiamo sul grande schermo. Sebbene l'inizio di Good Spirits possa apparire un po' troppo frettoloso, pur insistendo su dettagli non sempre fondamentali al racconto, il risultato è un racconto dolcissimo, una coccola che non tradisce l'opera originale, ma la tratta solo come trampolino di lancio per parlare di solitudine, di bisogno di contatto umano in una società che ci vuole sempre più distaccati. Good Spirits è il racconto di chi continua a provarci, anche quando le cose non vanno affatto come sognavamo. E' il racconto di una vita passata a voler essere all'altezza delle aspettative altrui, anche quando siamo già "abbastanza". La lettura è lenta, a tratti evocativa, e sebbene Harriet in alcuni momenti possa apparire fin troppo propensa a trasformare se stessa in una vittima, la descrizione di un personaggio insicuro, pieno della sindrome dell'impostore, che anela qualsiasi forma d'affetto purché sia tale, è senza dubbio attuale e, a suo modo, struggente.
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