Happy Place, il romanzo perfetto da leggere se siete alla ricerca di una commedia romantica

'Happy Place - Una vacanza particolare' è il nuovo romanzo di Emily Henry edito da HaperCollins, perfetto da leggere in questo periodo dell'anno, quando San Valentino comincia già ad affacciarsi all'orizzonte
Happy Place - Una vacanza particolare di Emily Henry - Poster wide

Con febbraio che si avvicina all'orizzonte, si comincerà presto a stilare quelle classifiche ottime per il posizionamento su Google dal titolo "i libri perfetti da leggere a San Valentino". Muovendoci con un po' di anticipo, oggi vi presentiamo Happy Place, la nuova commedia romantica firmata da Emily Henry e pubblicata nella collana Midnight di HarperCollins. Sebbene Emily Henry non sia affatto un nome nuovo nel panorama delle commedie romantiche, Happy Place potrebbe senza dubbio essere la commedia romantica più bella che abbiate letto negli ultimi anni, se non proprio in tutta la vostra vita. Si tratta di uno di quei (rari) libri che riescono non solo ad essere ben scritti e ben studiati, ma anche a darvi un'oasi felice (come quella del titolo, dopotutto). Un luogo sicuro a cui ritornare quando la "vita reale" si fa troppo pesante o difficile. La storia è quella di Harriet che, da cinque mesi a questa parte, non riconosce più a sua vita. Non solo non è più sicura della carriera che ha intrapreso, ma soprattutto non è riuscita ancora ad abituarsi al fatto che l'amore della sua vita, Wyn, l'abbia lasciata con una chiamata di appena quattro minuti. Come si può andare avanti quando la relazione su cui puntavi ogni cosa si interrompe senza una vera spiegazione? Le cose però si complicano quando Harriet e Wyn devono trascorrere una settimana di vacanza in un cottage insieme ai loro migliori amici. Il gruppo, che si conosce dai tempi del college, ha quest'ultima occasione per passare del tempo di qualità in quella che è stata la loro oasi felice. E tanto Harriet quanto Wyn non hanno nessuna intenzione di rovinare l'atmosfera, confessando di non stare più insieme. Così i due finiranno con il rimanere intrappolati in quello che è chiaramente un fake dating. Dovranno fingere che le cose non sono mai cambiate, che i loro sentimenti siano immutati e che non si siano mai fatti del male. Ma, come si sa, la finzione a volte è l'unica strada da percorrere per scoprire la verità.

Happy Place è un romanzo che si dipana su due linee temporali. Da una parte c'è la "vita reale", quella del presente, quella fatta di problemi e sofferenze, in cui ogni parola può diventare un'arma affilata e ogni ricordo un pugno nello stomaco. Dall'altra c'è l'"oasi felice", il tempo dell'amicizia e dell'amore, delle possibilità e della speranza. Emily Henry è bravissima a far alternare queste due realtà, man mano che la storia procede. Perché è chiaro sin dall'inizio che la storia tra Wyn e Harriet non è mai davvero finita e che c'è qualcosa che il lettore non conosce e che potrebbe spiegare ciò che invece appare inspiegabile. Il vero elemento che fa funzionare alla perfezione Happy Place è la verosimiglianza. Attenzione, con questo non vogliamo in nessun modo affermare che un libro, per funzionare, debba essere necessariamente adattarsi pedissequamente alla realtà. Affatto. Anzi, chi scrive a volte si lascia irretire proprio da quelle storie così fuori dall'ordinario, così poco credibili da fare il giro e diventare sogni ad occhi aperti. Ma in una commedia come Happy Place la verosimiglianza funziona di più. Il lettore, infatti, si trova davanti due storia. La prima è quella di due ragazzi al college che fanno amicizia e si scoprono attratti l'uno dall'altra, ma non sanno come aggirare gli ostacoli e farsi coraggio. Sono due persone simili, che non si innamorano di punto in bianco, ma che parlano, si conoscono, si raccontano e si innamorano proprio alla luce di questa scoperta che nutre un'attrazione fisica che, da sola, non può mai bastare a creare un grande amore. Dall'altra parte c'è un presente con un grande buco nero: una rottura improvvisa, che invece non si è nutrita di parole e si è consumata in una manciata di sillabe dette al telefono per mettere un punto a una storia che appariva infinita. Eppure Harriet e Wyn continuano ad essere anime affini, persone abbastanza adulte da comprendere - seppure nel trope del romance della forced proximity e del fake dating - che a volte il quieto vivere è la cosa migliore e che farsi la guerra non serve a niente se non a farsi ancora più male. Happy Place è una commedia romantica matura e consapevole e che, proprio per questo, riesce a smussare i difetti (alcuni "colpi di scena" sono facilmente intuibili e alcuni personaggi secondari sono un po' troppo macchiettistici) e a trattare temi tutt'altro che scontati: come il lutto e la sua elaborazione, che a volte (se non quasi sempre) non è affatto così facile come ci vogliono far credere i racconti d'affabulazione, ma anche la precarietà della vita di oggi, dove sempre più giovani non sanno che fare e che sognano soprattutto di poter vivere dignitosamente senza dover necessariamente rinunciare al loro benessere mentale e sociale.

Pieno anche di scene divertenti e di altre estremamente romantiche, che fanno battere il cuore anche a lettori ben oltre l'adolescenza (giusto per abbattere uno stereotipo che sa sempre viene "attaccato" al genere romance), Happy Place è davvero uno di quei romanzi che si divorano, uno di quelli a cui non si vede l'ora di tornare e che si basa da una parte su un senso di familiarità che ci fa sentire "al sicuro" e dall'altra sulla capacità di farci sognare per qualcosa che forse non appartiene al nostro quotidiano, ma che può esistere in questa realtà dove l'amicizia, la gentilezza e l'empatia vengono visti sempre con occhi sospettosi se non proprio denigratori.