Hot Ones Italia, Rose Villain ospite di Alessandro Cattelan
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Rose Villain è ospite di Alessandro Cattelan a Hot Ones Italia, la versione italiana della serie statunitense con la conduzione di Alessandro Cattelan, disponibile su RaiPlay. Con Cattelan, i protagonisti si raccontano mangiando dieci alette di pollo ciascuna condita con una salsa sempre più piccante.
Nella puntata di Hot Ones Italia disponibile dal 21 marzo 2025 su RaiPlay, alla domanda di Alessandro di raccontarsi davanti ad alette in versione vegana, la cantautrice e rapper risponde:
«Sono stata vegetariana per un po' di anni poi, piano piano, dopo essermi informata sullo sfruttamento animale e sulle incidenze delle malattie ho notato che l'alimentazione vegana mi faceva stare bene fisicamente, stavo meglio mangiando vegano piuttosto che vegetariano. Così dopo aver letto un po' di libri ho provato, anche se ogni tanto sgarro soprattutto quando sono in tour nei paesini in giro per l'Italia. In America è certamente più facile: New York è una delle città più vegan friendly del mondo insieme a Los Angeles. Qualsiasi cosa tu voglia, trovi l'esatta versione vegana!»
Sull'esperienza americana, Rose Villain dice:
«Ho vissuto tanti anni a New York ma è a Los Angeles, dove ho studiato musica, che ho formato una band che si chiama "The villains- I cattivoni". Eravamo quattro sfigati e ci serviva un nome per tirarci un po' su. Facevamo pezzi rock, punk... In America ho studiato al conservatorio di musica moderna. E quando mi sono trasferita a New York ho fatto musical e teatro e mi sono perdutamente innamorata di questa città dove ho iniziato a scrivere canzoni. E lì che ho incontrato il mio producer, milanese anche lui, che voleva fare un'esperienza all'estero. All'inizio abbiamo lavorato insieme poi ci siamo sposati! Tutto ha preso forma lì finché non mi sono trovata più bene con la mia etichetta: si aspettavano che facessi altra musica, un po' troppo allegrotta. In quel periodo ero darkissima e me ne sono andata».
A proposito di Sanremo e delle tensioni provate sul palco, Rose Villain rivela:
«Io ho partecipato due volte. Dalla prima ho imparato a vivermela più tranquillamente manifestando serenità tutti i giorni; questo perché la prima volta era andata emotivamente malissimo. Per la seconda volta mi sono imposta di non leggere nulla e così ho fatto. Comunque tornando a casa a Milano, per entrambe le volte di notte continuavo a sognare interviste, domande, telecamere».
E sul successo arrivato da adulta Rose Villain confessa:
«Sono molto felice di questo! Le canzoni che scrivevo da giovane non mi piacevano. Conservo tutto in una chiavetta e la primissima – "Wild child"- ce l'ho tatuata. Il successo è arrivato a quasi trenta anni, ho una maggiore consapevolezza artistica e so cosa voglio. A vent'anni non sarei mai riuscita a gestire il successo e la popolarità». Popolarità che l'ha portata ad aprire concerti dei Coldplay: «Quattro concerti allo stadio Olimpico di Roma! A venti anni sarei stata entusiasta ma probabilmente il carico di adrenalina mi avrebbe fatto sbagliare perché avrei fatto troppo. Crescendo ho imparato: non ho ansie sul palco, solo adrenalina!... Quando ho cantato con i Coldplay davanti a centomila persone, mi sono sentita al posto giusto e ho capito che potevo fare gli Stadi e che un giorno li farò. Dopo mezz'ora di concerto con loro non volevo più scendere dal palco».
Sui momenti più felici della sua carriera, Rose Villain risponde:
«Aprire i concerti per i Coldplay è stato senz'altro un momento felice ma la gioia più grande è arrivata quando ho aperto il mio primo concerto con gente che aveva pagato il biglietto e cantava ogni parola delle mie canzoni, anche quelle che quasi non ricordavo più». E sui suoi tre album aggiunge: «Sono tutti diversi, difficile dire quale sia il più bello dei miei dischi. "Gotham" ricorda un momento frustrante: ero nostalgica, triste, malinconica. Poi sono fiorita con il contatto con il pubblico e "Sakura" ricorda la fioritura dei ciliegi in Giappone. "Vega" invece, album bello bello, è la storia delle stelle… Dalle ombre ai fiori arriviamo al firmamento anche se io non ho la pretesa di essere una stella del firmamento, mi considero piuttosto un astronauta tra le stelle».
Su come scrive le sue canzoni Rose Villain rivela:
«Scrivo quando capita, anche se ultimamente preferisco il giorno alla sera. Però devo stare sdraiata! Tendenzialmente sono con Andy (Andrea Ferrara, in arte Sixpm) che produce. Faccio una melodia e registro solo la parte melodica. Poi ne registro altre trenta, ma sul disco c'è sempre la prima. Poi mi sdraio e scrivo il testo».
Confida di divertirsi molto con "Nuova Scena":
«Io non premio la barra perfetta o la tecnica. A me piace vedere le ambizioni, perché la passione batte sempre il talento. Quando vedo qualcuno che farebbe qualsiasi cosa tra cui mettersi a studiare di notte per fare meglio degli altri e fare qualcosa di nuovo, io voto per l'originalità, per la fotta. Fabri (Fibra) ci tiene tanto alla scrittura, alla metrica, alla parte meramente tecnica del rap. Mentre Geolier apprezza l'autenticità, la credibilità, perché lui ha vissuto tutte le cose che racconta».
E di non andare spesso al cinema:
«Tarantino, Picher, Nolan, Lynch sono i miei preferiti. Di Nolan odio "Tenet". "Inception" è un capolavoro ma "Interstellar" è il mio film preferito. Però non mi fa impazzire andare al cinema. Io ho un problema con le persone, soffro di misofonia e se la gente fa dei rumori io impazzisco. Mi piace da morire andare al cinema da sola».
Infine, sull'amore con Andrea Ferrara Rose Villain dice:
«Ci siamo incontrati a New York e mi ha chiesto di sposarlo sulle montagne russe, su quella più alta di tutte, a 200 metri dal vuoto».