House of time, in libreria torna Naike Ror
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Debutta il 22 novembre in libreria House of Time, romanzo edito da Always Publishing e terzo capitolo della saga Creed in love di Naike Ror. Si tratta del libro incentrato sul personaggio di Tyson, il più misterioso e adulto dei Creed, che aveva già un peso tutt'altro che scontato sia in House of Love che in House of Pain. In questa ultima fatica letteraria, divisa in quattro tempi, Naike Ror si concentra finalmente sulla storia d'amore tra Tyson e Cloé, costretti ad affrontare la differenza d'età e anche le regole di Yale, che impediscono relazioni tra un insegnante e una studentessa. Eppure, il più grande ostacolo che la coppia deve superare è proprio il carattere di Tyson. Naike Ror non si è mai preoccupata di regalare al pubblico personaggi maschili perfetti, con tratti irrealistici e angoli smussati. Al contrario, gli angoli di Tyson sono così appuntiti che ti ferisce anche mentre sfogli le pagine. Tyson non solo non è perfetto, ma ha anche lati estremamente negativi, su cui Naike Ror non fa sconti, che non cerca di romanticizzare o intenerire. Al contrario si diverte quasi a metterli in luce, e in questo modo rappresenta uno degli amori più profondi e insieme più pericolosi che si potrebbero raccontare: quello dei nonostante.
Quello tra i protagonisti di House of Time è spesso un rapporto disequilibrato, malsano, che non innalza verso il cielo, ma ti obbliga a strisciare a terra. Un rapporto che, a volte, spinge il lettore a chiedersi perché i due continuino a insistere, a farsi del male, a dire cose che stridono coi fatti. Ed è qui che entra in scena il nonostante. L'amore tra Cloé e Tyson, che si dipana su un periodo di tempo molto ampio - che copre anche gli eventi dei primi due romanzi - è una relazione così forte che vince contro tutti i nonostante. Ti amo, nonostante tu mi distrugga. Ti amo, nonostante non possa viverti alla luce del sole. Ti amo, anche se ho paura a raccontarti le ombre furiose e violente del mio passato. L'amore, in questo libro, è inteso quasi come una maledizione, un incantesimo oscuro che non ti può lasciar libera, che ti maledice a resistere.
Tyson è una persona manipolatoria, presuntuosa, con tratti che lo portano ad essere un vero e proprio narcisista. Cloé, al contrario, è una sua vittima, una ragazzina innamorata e colpita dalla stessa maledizione, che nei momenti di lucidità si rende conto di quanto quella relazione potrebbe farle male, ma al tempo stesso sa quanto le farebbe male non averla. E Naike Ror è bravissima in due aspetti: da una parte racconta con dovizia le ambiguità e i dubbi di una relazione che sembra quasi annullante. Dall'altra, è abile anche a descrivere la crescita di Cloé, che cambia man mano che la storia avanza. La ragazzina di diciassette anni dell'inizio, che agisce soprattutto per cercare di proteggere il rapporto con la sorella, si evolve. Diventa una donna che con consapevolezza sceglie di combattere per un amore che chiede sempre perdono, che sparisce e poi torna come un incendio al quale non si può resistere. Ma l'aspetto migliore di House of Time - se non si tiene conto della scrittura, che è sempre estremamente puntuale ed elegante - è proprio il suo non voler rendere romantico qualcosa che non lo è. Capiterà spesso che durante la lettura Tyson appaia quasi come il cattivo del racconto, quello che deve essere messo da parte in attesa che arrivi "l'uomo giusto".
Ci sono delle volte in cui House of Time fa male, perché ti obbliga a guardare Cloé mentre si dispera e si azzera, mentre attende una chiamata e invece ottiene solo silenzio. Ci sono delle volte in cui vorresti prenderla per le spalle e scuoterla. Ed è apprezzabile che le persone intorno a lei parlino, che sua sorella si arrabbi con Tyson, che lo guardi con sospetto, perché tutto fa sì che il racconto sia credibile, sia coinvolgente. Anche quando fa male, anche quando racconta cose sbagliate. I libri non devono insegnare o educare. Non si cerca nei libri il modo per stare al mondo, quindi non è sempre obbligatorio che un romanzo sia verosimile. Ma i buoni romanzi ci devono invitare a riflettere, a interrogarsi, a guardarci intorno nella vita reale e comprendere quello che ci succede.
House of Time non vuole essere né una denuncia né un insegnamento. Si tratta "solo" di una storia, ma una storia ha al suo interno tante voci, tante sfumature, tante varianti. L'autrice offre entrambi i punti di vista, costruisce il suo mondo accademico e poi ce lo regala. Non è lei che deve dirci come vivere il suo racconto. Siamo noi che raccogliamo le sue parole con il nostro vissuto. Questo significa che chi si è trovato ad avere davvero a che fare con un narcisista o un rapporto tossico, proverà dolore nel leggere queste pagine e rabbia. Tantissima rabbia. Eppure la lettura ne esce arricchita, più profonda, piena di quegli spigoli taglienti di cui scrivevamo all'inizio, che ci fa sanguinare e che ci ricorda che siamo vivi. Perché, per parafrasare lo splendido personaggio di Arthur (che a sua volta cita una frase importante), leggere libri ci permette di vivere numerose vite. Ci fa sentire ancora più vivi, anche se può far male.