La vita impossibile, il nuovo romanzo di Matt Haig sull'importanza di aprirsi al mondo

Matt Haig torna in libreria con un romanzo estremamente autobiografico, 'La vita impossibile', in cui attraverso l'escamotage del realismo magico e degli elementi soprannaturali, ripercorre le pagine della sua depressione e del suo tentato suicidio
La vita impossibile di Matt Haig - Copertina

Dopo Come fermare il tempo, Matt Haig è diventato un autore di punta, un autore di bestseller, per usare una terminologia tanto cara al mercato editoriale. Soprattutto, è diventare un autore, non solo nell'accezione di essere uno scrittore, ma anche di avere uno stile sempre molto riconoscibile, che per di più ruota intorno a tematiche come l'ansia, la depressione e la paura del domani. Da poco è arrivato in libreria La vita impossibile, un romanzo che a dispetto della trama dagli elementi soprannaturali e quasi fantascientifici, è forse il romanzo più autobiografico dello scrittore inglese. La storia è quella di Grace Winters, anziana insegnante di matematica ora in pensione, che vive nel ricordo del marito e di una tragedia per la quale si sente irrimediabilmente in colpa. Tutto cambia quando la donna riceve in eredità una casa a Ibiza da una sua vecchia collega, con la quale non aveva più alcun rapporto. Le due, che non potevano nemmeno considerarsi amiche, avevano condiviso un momento di fragilità e nulla più. Troppo poco, secondo Grace, per meritarsi in eredità una casa nella località spagnola famosa per la sua movida e per quello che oggi chiameremmo over-tourism estivo. Per qualche ragione, però, Grace - che, come i numeri, è logica e razionale - decide di abbandonare la sua casa e andare a vedere coi suoi occhi cosa si nasconda in Spagna, cercando di comprendere non solo perché le sia stata lasciata la casa, ma anche come sia morta la collega che gliel'ha regalata. Per lei inizierà una strana avventura fatta di immersione notturni, luci sotto la superficie dell'acqua, pensieri facili da indovinare e personaggi al limite dell'assurdo che finiranno quasi col diventare la sua bussola morale. 

La vita impossibile è un romanzo che in qualche modo si può definire dicotomico. Si muove su un sistema quasi binario, che prevede sempre due opzioni. Da una parte la razionalità, dall'altra il soprannaturale. Da una parte una donna anziana e sola. Dall'altra un mondo che aspetta di abbracciarla a braccia aperte. Da una parte la noia, dall'altra l'avventura. Da una parte il realismo della solitudine e della sofferenza, dall'altra il sogno di una realtà sognante dove tutto è possibile, persino perdonare i propri errori. Ed è duplice anche la struttura del romanzo. La vita impossibile si apre come una lettera che Grace scrive a un suo vecchio alunno che l'aveva contattata in un momento di difficoltà. Ed è per rispondere a questa missiva che Grace inizia il suo racconto della sua avventura a Ibiza, di quello che vi scoprirà e di quello che l'isola le lascerà. Una sorta di passaggio di testimone. La prima metà del libro, quella in cui conosciamo Grace, la sua vita e le sue cicatrici ancora troppo sanguinanti, è quella che funziona meglio. È piena di umanità, di sofferenza e speranza al tempo stesso, ed è così reale da farti sentire nelle ossa quello stesso dolore, quella stessa sensazione di rassegnata frustrazione che ti rende impossibile vedere le tante cose belle che sono ancora intorno a te. Grace Winters, in questa parte del romanzo, è una donna a cui è impossibile non affezionarsi: una donna distrutta dalla vita, colma dei suoi errori - perché nessun protagonista di Matt Haig si è mai vestito degli abiti scomodi della perfezione -, una donna alla ricerca di risposte a domande che non ha nemmeno il coraggio di porsi. Il suo arrivo a Ibiza, le cose strane che le accadono, il mistero che insegue con le sue gambe stanche e la mente ancora attiva, è davvero un viaggio straordinario. Poi, pian piano, La vita impossibile diventa altro. Il suo voler essere un viaggio allegorico verso il coraggio che ci vuole a riaprirsi alla vita dopo un periodo nero (che può tranquillamente rappresentare la depressione) diventa un po' troppo palese e artificiale, per cui il lettore  viene buttato un po' fuori dalla magia, come un adolescente a cui viene detto pedissequamente quello che deve fare e quello che, invece, non può fare. La storia diventa più noiosa e meno coinvolgente, nonostante la presenza di personaggi che restano estremamente vividi. Forse la vera pecca del romanzo la si trova alla fine, quando Matt Haig ricorre a un ricatto emotivo e a una facile scorciatoia che rendono il finale un po' sciatto, oltre che prevedibile. La vita impossibile rimane comunque una lettura molto gradevole, con dei picchi davvero straordinarie, che vi spingeranno a prendere la matita per sottolineare frasi che sembrano perfette per descrivere anche la vostra vita.

A margine: come dicevamo qualche riga più su, La vita impossibile può essere considerata senza dubbio il libro più autobiografico di Matt Haig. Questo perché lo scrittore, quando aveva ventiquattro anni, in una mite giornata di settembre, proprio lungo il profilo di Ibiza cercò di togliersi la vita. Matt Haig è sempre stato molto aperto rispetto allo stato della sua salute mentale e ha raccontato - anche nei suoi saggi, tutti editi sempre per Edizioni E/O - l'ansia, la depressione e quell'oscurità che lo ha spinto quasi a rinunciare a tutto, a chiudere per sempre il capitolo della sua vita. Lo scrittore ha spesso raccontato anche che per molto tempo Ibiza era un terreno ostile, un'isola malefica a cui non voleva avvicinarsi. Solo successivamente, anche grazie alla terapia e alle persone importanti della sua vita, Ibiza ha smesso di essere un mostro tentacolare pronto a divorarlo ed è diventata un'isola magica, un'isola inondata di sole che, in realtà, gli ha insegnato di nuovo a vedere le meraviglie della vita comune, quotidiana, che non ha bisogno degli entusiasmi di una felicità impossibile, ma che abbraccia la serenità di ciò che è normale. Ed è questo, forse, il miglior insegnamento che La vita impossibile ci lascia: ciò che è impossibile non è tanto trovare qualcosa di soprannaturale che migliori la nostra vita, ma comprendere che la nostra vita è già preziosa così com'è. La bellezza delle piccole cose, è questa la vita impossibile che Matt Haig sembra augurare a tutti i suoi lettori.