MedFilm Festival 2025, i Premi della 31a edizione

Si è conclusa la Cerimonia di Premiazione della 31a edizione del MedFilm Festival, che ha portato quest'anno a Roma 83 film da 33 paesi e oltre 50 ospiti. Dal 6 al 16 novembre, film ed eventi nei cinema e musei della Capitale, dal concorso cinematografico ai meeting industry, dalle retrospettive storiche ai focus tematici, dagli eventi letterari alle masterclass universitarie, agli incontri in carcere con i detenuti.
MedFilm Festival 2025, i Premi della 31a edizione - Poster
[credit: Gianluca Abbate]

Si è conclusa la Cerimonia di Premiazione della 31° edizione del MedFilm Festival, la manifestazione dedicata alle cinematografie del Mediterraneo che ha portato quest'anno a Roma 83 film da 33 paesi e oltre 50 ospiti. Dal 6 al 16 novembre, film ed eventi nei cinema e musei della Capitale, dal concorso cinematografico ai meeting industry, dalle retrospettive storiche ai focus tematici, dagli eventi letterari alle masterclass universitarie, agli incontri in carcere con i detenuti, per poi portare l'orizzonte mediterraneo anche in provincia, a Zagarolo, Riano, Sacrofano e Bracciano. Tema di quest'anno "Hope", "Speranza", intesa come spinta vitale e attiva, verso un futuro di pace.

Otto i titoli del Concorso Ufficiale, selezione curata da Martina Zigiotti (responsabile del programma dei lungometraggi), assieme al comitato di selezione composto da Veronica Flora, Paola Cassano, Massimo Causo e Giuseppe Gariazzo. Tra finzione e documentario, sono film che interrogano il rapporto tra personale e politico, intimo e collettivo: Calle Málaga di Maryam Touzani (candidato marocchino agli Oscar 2026 e distribuito da Movies Inspired), A Sad and Beautiful World di Cyril Aris (candidato libanese agli Oscar 2026), Promis le ciel di Erige Sehiri (anteprima italiana in collaborazione con il FESCAAAL - Milano), Ciudad sin sueño di Guillermo Galoe, Les Tempêtes di Dania Reymond-Boughenou, Le aquile della Repubblica di Tarik Saleh (distribuito da Movies Inspired), Una donna e un bambino di Saeed Roustaee (distribuito da Movies Inspired), With Hasan in Gaza di Kamal Aljafari. Ad accompagnare la maggior parte dei film i loro registi.

Diciotto cortometraggi nel Concorso Internazionale, curato da Alessandro Zoppo: On the Edge di Sahar El Echi, Abdellah di Inès Lehaire, Bimo di Oumnia Hanader, Common Pear di Gregor Božič, Control Anatomy di Mahmoud Alhaj, Dreamy, Uncertain & Dying Everyday di Hossam Waleed, Collar di Pouyan Ramezanpour, Upon Sunrise di Stefan Ivančić, Deadlock di Lucien Beucher, Mahdi Boucif, The Devil and the Bicycle di Sharon Hakim, Melanochaita di Niko Avgoustidi, Hi Mom, It's Me, Lou Lou di Atakan Yılmaz, The Sorceress Echo di Marc Camardons, Remains di Fabio Bobbio, SOS di Anita Morina, A Good Day di Tiago Rosa-Rosso, What If They Bomb Here Tonight? di Samir Syriani, Walud di Daood Alabdulaa, Louise Zenker.

La famiglia è il fil rouge che lega i tre titoli di Atlante, sezione fuori concorso del Festival, che propone: My Father and Gheddafi esordio alla regia della regista libica Jihan K, Divine Comedy di Ali Asgari (distribuito da Teodora) e Ange di Tony Gatlif, premio alla carriera 2025. Mondi lontani ma in realtà vicinissimi sono anche quelli dove conducono i sei cortometraggi di Atlante: I'm Glad You're Dead Now di Tawfeek Barhom, Still Playing di Mohamed Mesbah, Beneath Which Rivers Flow di Ali Yahya, A Reconnaissance di Stefan Kruse, Elegia del nemico di Federico Lodoli e Carlo Gabriele Tribbioli.

Nella sezione Perle, dedicata al migliore, e spesso invisibile, cinema italiano, ci sono quattro film politici che interrogano il nostro modo di abitare gli spazi, di vivere in comunità e di stare in mezzo agli altri: Portuali di Perla Sardella, Come la notte di Liryc Dela Cruz, Nella colonia penale di Gaetano Crivaro, Silvia Perra, Ferruccio Goia e Alberto Diana, Abele di Fabien Volti. La sezione si completa con sei cortometraggi pionieri di un vero e proprio cinema di frontiera: Brigas di Lorenzo Spinelli, Le prime volte di Giulia Cosentino e Perla Sardella, Terremoto di Massimiliano di Lauro e Lorenzo Latrofa, Randaghi di Enrico ed Emanuele Motti, Case cadute di Gianluca Abbate, Château la Belle di Gianmarco Serra e Simona Nobile.

Confermate le altre categorie storiche del festival (Voci dal Carcere e Sguardi dal Futuro), a cui si aggiungono quest'anno nuove collaborazioni con i partner dell'area, nello specifico Made in Qatar Shortcuts 2025, Cabriolet Film Festival e Pianeta Mare Film Festival - Il miglior cinema sul pianeta blu, a sostegno dell'idea di un cinema aperto e in dialogo con le sponde del Grande Mare. Tra le novità della 31° edizione, nell'ambito del Giubileo 2025, il Premio Ecumenico istituito insieme all'Institut Français - Centre Saint-Louis.

Gli eventi speciali del MedFilm Festival 2025 annoverano la masterclass della sceneggiatrice e regista Valia Santella, la serata in collaborazione con WWF e BlueMissionMed per la proiezione del film Ocean with David Attenborough e le presentazioni di Letture dal Mediterraneo, che quest'anno si sdoppia presentando la lettura scenica al Teatro Palladium del libro Sudari. Elegia per Gaza (Feltrinelli) di Paola Caridi.

Due gli omaggi di questa edizione del MedFilm. Il primo è un dittico dedicato alla Palestina, con due titoli seminali per meglio comprendere e circoscrivere le complessità dei contesti storici: Gli ingannati di Tewfik Saleh, film del 1972 presentato in una copia restaurata da World Cinema Project e Cineteca di Bologna in collaborazione con National Film Organization e con la famiglia di Saleh; e Il tempo che ci rimane di Elia Suleiman, un amico del festival e un maestro indiscusso del cinema palestinese. Il secondo è un ricordo del grande regista francese Paul Vecchiali, Premio alla Carriera del MedFilm nel 2014, con il film di Antonio Pettinelli Paul a Mayerling - Un ritratto.

Gianluca Abbate firma il manifesto ufficiale e visual del festival, mentre Francesco Cuomo firma la realizzazione dei premi - La flottiglia dell'arte per la Pace.

MedFilm 2025 anche online grazie alla collaborazione con MYmovies ONE, piattaforma che ha scelto di ospitare una selezione dei titoli in programma. 

Premi e Vincitori della 31ma edizione del Medfilm Festival

MedFilm Festival – Concorso Ufficiale Lungometraggi
La Giuria del Concorso Ufficiale, composta da Daria D'Antonio, Gianluca Guzzo, Laika, Donatella Palermo, Antonio Piazza ha decretato:

PREMIO AMORE E PSICHE per il Miglior Film (2.000 euro) a Le aquile della Repubblica di Tarik Saleh (Svezia/Francia, 2025, 129'), con la seguente motivazione:

"Un film che fonde satira e tragedia politica in un racconto di irresistibile ambiguità morale. Riflettendo sul potere, sulla manipolazione dell'immagine e sul rapporto tra cinema e regime, il film mantiene un ritmo teso che alterna ironia e inquietudine senza mai perdere precisione drammatica. Un'opera coraggiosa che svela il meccanismo di ogni sistema in cui l'individuo è costretto a scegliere tra verità e sopravvivenza."

PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA (1.500 euro) a A Sad and Beautiful World di Cyril Aris (Libano/Stati Uniti/Germania/Arabia Saudita/Qatar, 2025, 106'), con la seguente motivazione:

"Un film che colpisce per la sua preziosa capacità di intrecciare commedia sentimentale e racconto storico e civile, trasformando la storia d'amore dei protagonisti in un ritratto vivo di Beirut."

PREMIO ESPRESSIONE ARTISTICA a Una donna e un bambino di Saeed Roustaee (Iran/Francia, 2025, 131'), con la seguente motivazione:

"Un film che trova la sua verità nella splendida interpretazione della protagonista Parinaz Izadyar e dell'intero cast artistico, la cui bravura porta questa storia dolorosa di resistenza femminile al cuore dello spettatore."

MedFilm Festival - Concorso Ufficiale Cortometraggi

La Giuria del Concorso Internazionale Cortometraggi, composta da Anny Potamiti, Carlotta Venturini, Ayesha Salam Khan, Valentina Pischedda, Pietro Macaione, Omar Zaafaoui, Tullio Edoardo Rocca, Fran Moreno Blanco, Santi Pujol Amat, Lidiya Mitiku, Letizia Zatti, Hazem Shaheen, Gauthier Gervaise e da un gruppo di detenuti di Casa di Reclusione Roma Rebibbia, Casa Circondariale Femminile Roma Rebibbia, Casa Circondariale Nuovo Complesso Roma Rebibbia, III Casa Circondariale Roma Rebibbia, assegna:

PREMIO METHEXIS PER IL MIGLIOR CORTOMETRAGGIO(1.000 euro) a Walud di Daood Alabdulaa e Louise Zenker (Siria / Germania, 2024, 25'), con la seguente motivazione:

"Una donna costretta al silenzio che affronta ogni difficoltà, trovando comunque il coraggio di aiutare gli altri, anche a costo di mettere a rischio la propria vita. Un film maturo, che sceglie le azioni al posto delle parole, gli sguardi al posto dei dialoghi, e un'ambientazione che riflette perfettamente cosa significa essere isolati dal mondo. Un sentimento con cui hanno profondamente empatizzato i detenuti che hanno formato l'altra metà di questa giuria, che hanno riconosciuto la forza e l'autenticità della realtà raccontata in questa storia toccante, umana e di straordinaria attualità."

PREMIO CERVANTES ROMA AL CORTOMETRAGGIO PIÙ CREATIVO a Melanochaita di Niko Avgoustidi (Grecia, 2025, 17'), con la seguente motivazione:

"Un film che, attraverso un semplice ma efficace escamotage narrativo, invita a riflettere sulla natura umana e sulla società contemporanea. Con leggerezza, ironia ed efficace linguaggio comico riesce a raccontare temi importanti come il bombardamento mediatico di cui subiamo ogni giorno le conseguenze e la trasformazione delle nostre città in selve di cemento, gabbie nelle quali le vere belve siamo noi esseri umani. Un corto che si divora i suoi 17 minuti, che rimane attaccato addosso, accessibile a tutti grazie al linguaggio che usa per raccontarsi."

MENZIONE SPECIALE a Control Anatomy di Mahmoud Alhaj (Palestina, 2025, 17'), con la seguente motivazione:

"Il film impiega un linguaggio sperimentale per raccontare un nuovo punto di vista sulla guerra, quello della tecnologia in relazione ai corpi, alla memoria e alla morte, ponendo una questione fondamentale: dove si posiziona in tutto questo la componente umana? Sul finale, una bomba che esplode al contrario fa ciò che solo il cinema e l'arte permettono: riscrivere la storia, un gesto poetico e radicale con cui l'autore tenta di cancellare la ferita della guerra e restituire all'umanità la possibilità di un nuovo inizio."

Premio Valentina Pedicini – Miglior Opera Prima e Seconda 

La giuria del Premio Valentina Pedicini, composta da Alessandro Cassigoli, Guendalina Folador, Lino Musella, ha decretato:

MIGLIOR FILM a My Father and Gheddafi di Jihan K (USA/Libia, 2025, 88'), con la seguente motivazione:

"Per la capacità di portare lo spettatore nell'intimo della sua vicenda personale attraverso la narrazione di un contesto storico violento e forte della storia Libica ma anche Italiana e Mondiale unita all'utilizzo di materiale d'archivio e giornalistico capace di tracciare le sfumature del terrore che si poteva insidiare da una parte della perdita improvvisa del proprio padre dall'altra nella presa di potere sempre più violenta e dittatoriale del regime di Gheddafi. Per la dolcezza malinconica con cui cerca, attraverso le tracce storiche, le linee che hanno composto il profilo forte e temerario del padre che non si è piegato davanti ad una morte certa. Perché insegna a tutti noi come ogni nostra vita possa essere esperienza e testimonianza di rivoluzione."

con MENZIONE SPECIALE a Portuali di Perla Sardella (Italia, 2024, 81'), con la seguente motivazione:

"Per la capacità di raccontare il contemporaneo generando un documento storico fondamentale che racconta lo spaccato della società attuale, in cui, al regime di repressione di parola si affianca la lotta collettiva."

Premio Miglior Coproduzione Euromediterranea
in collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione Europea

La giuria del Premio, composta da Massimo Pronio, Ado Hasanovic, Stefania Ulivi, ha decretato:

MIGLIOR FILM (2.000 euro) a Calle Malaga di Maryam Touzani (Marocco/Francia/Spagna, 2025, 116'), con la seguente motivazione:

"Un film che riesce a trattare personaggi e vicende, solitamente lasciati ai margini del racconto, con uno sguardo autentico e originale. Tragedia e commedia si tengono su un equilibrio solido grazie a un'ottima sceneggiatura ricca di sfumature da cui emerge con forza la ricchezza della convivenza fra culture. L'attrice protagonista, Carmen Maura, offre una nuova interpretazione intensa e profonda, capace di dare anima alla storia. Un'opera contemporanea che si distingue per la sua anima euro-mediterranea, riflesso di un importante sforzo di coproduzione che unisce in un fertile dialogo culturale Europa e Marocco."

MENZIONE SPECIALE a With Hasan in Gaza di Kamal Aljafari (Germania/Palestina/Francia/Qatar, 2025, 106'), con la seguente motivazione:

"Per la forza silenziosa con cui trasforma un viaggio personale in atto di memoria collettiva. Attraverso immagini fragili e reali, il film restituisce la Gaza di un tempo perduto, rendendo visibile ciò che oggi è scomparso. Un gesto semplice, ma necessario, che diventa testimonianza e resistenza. E che acquista il valore della condivisione grazie allo sforzo congiunto della coproduzione tra Palestina, Francia, Svizzera, Germania e Qatar."

Premio Ecumenico 
in collaborazione con Institut Français Centre Saint-Louis 

La giuria, composta da Suor Mary Lembo, Padre Michel Kubler, Alexey Vozniuk ha decretato:

MIGLIOR FILM (€1.500) a Promised Sky di Erige Sehiri (Francia/Tunisia/Qatar, 2025, 95'), con la seguente motivazione:

"Questa storia di quattro donne africane - tre adulte e una bambina - giunte in Tunisia ma ancora alla ricerca di una "salvezza" fatta di libertà e di pace, mette in evidenza l'autenticità di ognuna di loro, con la complessità delle proprie aspirazioni e fragilità. Una è pastora evangelica, devota alla sua comunità ma desiderosa di legarsi alla bambina senza famiglia; un'altra è senza documenti, ma non senza la volontà di farcela, anche ricorrendo all'illegalità; una terza è una studentessa ambiziosa, che però si scontra con il razzismo e l'arbitrarietà del paese che la accoglie – senza dimenticare la speranza muta e innocente della piccola orfana. I loro percorsi, uniti da una solidarietà incrollabile, tessono un film di grande ricchezza morale e anche estetica, che merita un vasto pubblico. 

MED MEETINGS 
OIM Prize – STADION VIDEO Prize – PITCHING Prize 

La Giuria dei MedFilm Works in Progress, composta da Sara Fgaier, Maria Teresa Cavina, Antonio Badalamenti ha decretato:
OIM PRIZE (10.000 euro) a In a Manner of Speaking di Val Jashari (Kosovo), prodotto da Valmira Hyseni 
PREMIO STADION VIDEO (3.500 euro) a Halima di Yassine el Idrissi (Marocco), prodotto da Yassine el Idrissi 
PREMIO FM RECORDS (1.000 euro) per la produzione della colonna sonora originale e concessione in licenza del catalogo proprietario FM Records, a titolo gratuito, nel film a Where I End and You Begin di David Power (Italia / Romania), prodotto da Raffaella Pontarelli.

I professionisti partecipanti ai MedPitching hanno decretato: 
MEDPITCHING PRIZE (1.000 euro) a El Bastardiya (Once Upon a Time in Tripoli) di Abdullah Al-Ghaly (Egitto / Libia), prodotto da Hala Lotfy

Premio Diritti Umani Amnesty International

Amnesty International ha assegnato il Premio Diritti Umani Amnesty International della 31esima edizione del MedFilm Festival a With Hasan in Gaza di Kamal Al Jafari (Germania/Palestina/Francia/Qatar, 2025, 106'), con la seguente motivazione:

"Questo film è una testimonianza struggente di una realtà che non potrà mai essere recuperata. Tutto quello che vediamo nel film non esiste più: le case, i terreni coltivati, le strade, le università ora sono macerie e quasi certamente buona parte delle persone riprese allora non sono più in vita a causa dei conflitti successivi e del genocidio in corso. Immagini girate due decenni fa diventano inaspettatamente una denuncia e comunicano la necessità di continuare a parlare di Gaza, della vita che c'era allora e ora non c'è più, delle violazioni dei diritti umani che non sono mai cessate."

WWF Medfilm Award 

Il Premio viene assegnato al film che risulta più "capace di raccontare in controluce e con una narrativa originale ed efficace la sempre più stretta connessione tra le condizioni dell'ambiente e la vita delle comunità e dei singoli abitanti che popolano la regione mediterranea". La giuria del WWF MedFilm Award, composta da Paola Di Mitri, Stefano Liberti, Elisabetta Pellini ha assegnato il WWF MEDFILM AWARD (€1.000) a Ciudad sin sueño di Guillermo Galoe (Spagna/Francia, 2025, 97'), con la seguente motivazione:

"Il film offre uno sguardo incisivo su una delle più grandi baraccopoli illegali d'Europa — abitata da famiglie impegnate nel commercio dei rottami metallici e costrette a scegliere tra la propria terra e un futuro incerto. In questo contesto, la dimensione ambientale emerge con forza: la terra come risorsa identitaria e materiale, gli strumenti di demolizione che distruggono non solo l'abitare ma l'equilibrio con il territorio, e la rottamazione stessa come metafora del ciclo produttivo e del degrado urbano-ambientale. Con linguaggio visivo essenziale e una narrazione che unisce dimensione reale e simbolica, il film invita lo spettatore a riflettere su come la crisi ambientale passi anche attraverso la perdita del luogo, della terra, del tessuto sociale. La giuria è lieta di conferirgli il premio per la sua capacità di rappresentare, con forza e poesia, l'intersezione tra ambiente, territorio e giustizia sociale."

Premio Piuculture 

La giuria Piuculture composta da Gao Chuanyan, Hana Beraki Ghebresilasie, William Mbiena, Klein Marvin Mendiola, Serena Osma ha assegnato ha decretato:

MIGLIOR FILM a Promised Sky di Erige Sehiri (Francia/Tunisia/Qatar, 2025, 95'), con la seguente motivazione:

"Un film che finalmente ci restituisce uno spaccato quotidiano di quello che accade al di là del Mediterraneo, cioè prima della traversata, ma da un'altra prospettiva, apparentemente "normale", ma che ripropone le stesse dinamiche delle migrazioni: allontanamento, distanza, nostalgia di casa, precarietà. Una "differente" narrazione che fa emergere comunque le contraddizioni della complessità dove si incrociano minoranza cristiana in terra musulmana, sub-sahariani verso nordafricani-magrebini, ma restituendo quei valori universali che ci rendono umani: solidarietà, altruismo, fede e, soprattutto, SPERANZA, declinata in vari modi. Perché alla fine viviamo tutti sotto lo stesso cielo."

Premio delle Giurie Universitarie 

La Giuria Universitaria è composta da due giurie parallele ed autonome a quelle ufficiali, una per ciascun Concorso (Lungometraggi e Cortometraggi) ed è composta da studenti di Dipartimento ISO Istituto italiano di Studi Orientali Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Roma La Sapienza, Dipartimento di Filosofia, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Roma La Sapienza, Dipartimento di Storia Antropologia Religioni Arte e Spettacolo, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Roma La Sapienza, Macroarea di Lettere e Filosofia, Dipartimento di Storia, Patrimonio Culturale, Formazione e Società, Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo, Università degli Studi Roma Tre, Università degli Studi Internazionali di Roma UNINT, UNIMED – Unione delle Università del Mediterraneo, Università Luiss Business School – Writing School for Cinema and Television, Major - Master in Media and Entertainment, John Cabot University.

PREMIO MIGLIOR LUNGOMETRAGGIO a A Sad and Beautiful World di Cyril Aris (Libano/Stati Uniti/Germania/Arabia Saudita/Qatar, 2025, 106')

MENZIONE SPECIALE a Ciudad sin sueño di Guillermo Galoe (Spagna/Francia, 2025, 97'), con la seguente motivazione:

"Per aver raccontato con coraggio persone ai margini della società e il diritto all'abitare in ogni sua forma, tematiche tuttora tabù. Attraverso una consapevolezza e tecnica cinematografica magistrale in grado di rappresentare con veridicità palpabile un micro cosmo intriso di congetture e pregiudizi."

PREMIO MIGLIOR CORTOMETRAGGIO a What If They Bomb Here Tonight? di Samir Syriani (Libano, 2025, 17'), con la seguente motivazione:

"Il cortometraggio vincitore è in perfetto equilibrio tra comicità e suspense. Con ironia nera trasmette una sensazione di ansia in un contesto di conflitti o guerre, anche a chi non le sta vivendo. Le inquadrature trasportano nella psicologia dei personaggi, in un appartamento che diventa claustrofobico, dove banali e oggetti della quotidianità si trasformano in segni di violenza."

MENZIONE SPECIALE a The Devil and the Bicycle di Sharon Hakim (Francia / Libano, 2025, 24'), con la seguente motivazione:

"Per aver dato visibilità alla scoperta del piacere femminile attraverso gli occhi di Yasma. Il tema, ancora oggi considerato un tabù, viene affrontato con ironia e leggerezza, anche attraverso la critica ad un contesto religioso e culturale che inibisce l'autodeterminazione della donna."

Altri Riconoscimenti

Il più alto riconoscimento conferito dal MedFilm Festival, il Premio Koinè, conferito alla giornalista e attivista palestinese Aya Ashour, "Per aver difeso, con la forza della verità e della parola, il diritto all'informazione e all'istruzione, raccontando al mondo cosa significa vivere oggi a Gaza". Insieme a Aya Ashour, verranno premiati Fatena Mohanna, fotografa, per aver trasformato la fotografia in un atto di resistenza civile e testimonianza storica, e Alhassan Selmi, giornalista e videomaker, per aver difeso il diritto alla verità, documentando da Gaza la vita sotto assedio e trasformando ogni reportage in un atto di resistenza civile e testimonianza storica. Seguono le motivazioni:

"Per aver difeso, con la forza della verità e della parola, il diritto all'informazione e all'istruzione, raccontando al mondo cosa significa vivere oggi a Gaza ed essere diventata un simbolo di coraggio, voglia di vivere e impegno per la verità. In una Striscia chiusa alla stampa internazionale da oltre due anni, Aya Ashour – giornalista e ricercatrice 24enne, laureata in diritto internazionale con una tesi sul ruolo delle donne nella sicurezza e nella pace – ha narrato con lucidità e profonda dignità gli orrori della guerra e la resilienza del suo popolo, continuando a testimoniare anche sotto le bombe la realtà della sua famiglia e dei civili intrappolati nel conflitto. 
Operatrice umanitaria con Save the Children e Médecins du Monde – Svizzera, giornalista per Il Fatto Quotidiano, Aya Ashour ha potuto raggiungere Siena come visiting scholar allo scopo di partecipare all'attività di studio e di ricerca dell'Università per Stranieri. Da «testimone del genocidio», come si definisce lei stessa, in Italia potrà proseguire il suo lavoro di studio e di ricerca sul trauma e sul danno al popolo palestinese, in una prospettiva di genere. «Non possiamo permetterci il lusso di dimenticare. Voglio scrivere, parlare, dare voce alle donne che hanno sopportato lo sfollamento e il trauma, ma hanno continuato ad andare avanti. Forse il mondo non è mai stato pronto a proteggerci. Ma continueremo a proteggere la nostra memoria, trasformando il dolore in Storia che nessun tiranno o fascista potrà cancellare dalla coscienza dell'umanità». Accanto ad Aya Ashour, il riconoscimento va anche a Fatena Mohanna e Alhassan Selmi, giovani testimoni della vita sotto assedio a Gaza."

"Fatena Mohanna, fotografa, racconta con immagini potenti e uniche la quotidianità di una popolazione che continua a resistere tra macerie, paura e assenza di futuro. Le sue fotografie — utilizzate anche nel recente reportage di Presa Diretta (Rai 3) — offrono uno sguardo diretto e necessario sulla tragedia in corso."

"Alhassan Selmi, giornalista, fotoreporter e videomaker, documenta per media internazionali bombardamenti, blackout e la scomparsa dei beni essenziali. Ha collaborato alle riprese di Erasmus a Gaza e del reportage Tra le macerie di Gaza, oltre a lavorare con Presa Diretta. Il suo lavoro dà voce a chi non può farsi sentire, restituendo senza mediazioni la realtà della Striscia. Entrambi si trovano attualmente a Gaza; con questo premio si intende contribuire a facilitarne l'arrivo in Italia, attraverso corridoi universitari, affinché possano proseguire la loro formazione in sicurezza."

Premio alla Carriera 2025 a Tony Gatlif, con la seguente motivazione:

"Per aver difeso, con la forza della verità e della parola, il diritto all'informazione e all'istruzione, raccontando al mondo cosa significa vivere oggi a Gaza ed essere diventata un simbolo di coraggio, voglia di vivere e impegno per la verità. In una Striscia chiusa alla stampa internazionale da oltre due anni, Aya Ashour – giornalista e ricercatrice 24enne, laureata in diritto internazionale con una tesi sul ruolo delle donne nella sicurezza e nella pace – ha narrato con lucidità e profonda dignità gli orrori della guerra e la resilienza del suo popolo, continuando a testimoniare anche sotto le bombe la realtà della sua famiglia e dei civili intrappolati nel conflitto."

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