Newsroom, nuovo progetto Rai che combina reportage e tecniche della serialità digitale

Un programma di approfondimento nato con l'obiettivo di creare un legame tra il pubblico della televisione generalista e quella digitale, partendo proprio dalla pubblicazione sulla piattaforma di streaming video della Rai.
Newsroom - progetto Rai 2024

La Rai presenta Newsroom, un programma ideato e condotto da Monica Maggioni, in onda dal 26 giugno 2024 su RaiPlay in formato docuseries (4 episodi da mezz'ora per ogni tema) e in prima serata su Rai 3 dal 17 luglio 2024. Un programma di approfondimento nato dalla collaborazione tra la Direzione Approfondimento e la Direzione Contenuti Digitali e Transmediali della Rai con l'obiettivo di creare un legame tra il pubblico della televisione generalista e quella digitale, partendo proprio dalla pubblicazione sulla piattaforma di streaming video della Rai.

Newsroom si presenta come un progetto capace di combinare il reportage con le tecniche della serialità digitale per offrire al pubblico racconti e inchieste sulle grandi questioni globali e di attualità. Un percorso di approfondimento che si snoda a partire da un luogo - la newsroom, la redazione - in cui un gruppo di giornalisti si pone domande, intraprende percorsi di inchiesta e analisi di current affairs, per rispondere ai quesiti di una realtà multiforme e troppe volte raccontata in modo superficiale.  E così, all'interno di Newsroom viene dato spazio a reportage, ad analisi di dati, alle parole dei protagonisti delle vicende e degli esperti, con l'intreccio delle interviste ai racconti degli inviati in varie parti del mondo.

Le prime tre serie, in onda su Raiplay il 26 giugno, il 3 e il 10 luglio, fanno entrare nel mondo del fast fashion, raccontando tutti gli aspetti sociali, ambientali ed economici legati a questo fenomeno globale, portando nell'isola di Haiti, ex paradiso turistico, oggi inferno sulla terra e nell'Artico, storico luogo incontaminato, divenuto prima linea di un confronto sempre più teso e armato tra Russia e Nato.

Newsroom, la prima docuseries: Compra, Indossa, Burra

Ogni anno nel mondo si producono 150 miliardi di nuovi capi di abbigliamento, venduti a prezzi stracciati e di qualità sempre più scadente. Li indossiamo poche volte, poi finiscono in fondo all'armadio e non li usiamo più. Ma che cosa succede quando ce ne sbarazziamo? Dove vanno a finire tutti questi vestiti? Abbiamo seguito le loro lunghissime rotte, fino al Ghana - dove inquinano le spiagge e l'oceano- e il deserto di Atacama in Cile, luoghi magnifici diventati immense discariche a cielo aperto.  Dietro ogni maglietta venduta a pochi euro, non c'è solo inquinamento, c'è anche lo sfruttamento di manodopera a basso costo e un enorme volume di affari sul quale ha messo le mani anche la criminalità organizzata.

Newsroom, la seconda docuseries: Nell'Inferno di Haiti

Avrebbe potuto essere una terra da sogno, ma l'80 per cento della capitale Port-au-Prince è in mano alle gang. Uno dei leader più potenti, chiamato "Barbecue", è accusato di aver compiuto stragi di civili. Newsroom lo ha incontrato nella sua roccaforte. E poi l'omicidio del Presidente Moïse, ancora avvolto nel mistero, riflette la drammatica storia di Haiti, segnata da dominazioni straniere, leader assassinati e violenza brutale. Vivere ad Haiti senza cibo, senza ospedali, senza scuola ed in preda a violenze di ogni genere mentre, oltre frontiera, la Repubblica Dominicana alza i muri e rimpatria gli haitiani. Siamo nei Caraibi, a un'ora da Miami, ma la povertà ad Haiti è pari alle zone più remote del Sahel. Infine, il 12 gennaio del 2010 un terremoto devastante mette in ginocchio Haiti: migliaia i morti, il Paese in macerie e il mondo intero che si mobili. 

Newsroom, la terza docuseries: Avventura nel Grande Nord

Per secoli, l'Artico è stato un luogo lontanissimo, incontaminato, mèta di esplorazioni epiche. Un luogo dove gli uomini hanno sempre collaborato per sopravvivere perché nessuno, in mezzo ai ghiacci, nella natura più estrema, può farcela da solo. E qui, negli anni del cambiamento climatico sempre più veloce, gli scienziati hanno sempre lavorato insieme per capire come preservare l'ecosistema più fragile e prezioso del pianeta.
Ma oggi tutto è cambiato. Oggi l'Artico è la prima linea di un confronto sempre più teso e armato tra Russia e Nato. Con lo scioglimento dei ghiacci, l'apertura di nuove rotte commerciali e militari, la scoperta di giacimenti di petrolio, gas e minerali, si è infatti aperta la corsa alla conquista dell'egemonia nel Grande Nord. E questa corsa ha un protagonista assoluto, determinato a lanciare da qui la sua sfida all'Occidente: Vladimir Putin. In questi anni, Putin ha acquisito in quest'area una supremazia militare e strategica che vuole difendere e rafforzare a ogni costo. 
Per capire come l'Artico sia diventato il nuovo "grande gioco" mondiale, bisogna partire dalle Svalbard. Perché chi controlla le Svalbard, avrà un enorme vantaggio nella guerra per il controllo dell'Artico.