I rimpianti e gli errori di una vita nel nuovo romanzo di Matt Haig

Grazie a Edizioni E/O abbiamo potuto leggere in anteprima 'Il treno di mezzanotte', romanzo in cui Matt Haig ci ricorda che non è mai troppo tardi per essere felici
Il treno di mezzanotte di Matt Haig - copertina

È appena arrivato in libreria Il treno di mezzanotte, il nuovo romanzo firmato da Matt Haig e disponibile nel catalogo di Edizioni E/O. A due anni di distanza da La vita impossibile, lo scrittore torna a muoversi nel mondo ideale della mezzanotte, che aveva regalato al suo pubblico con il romanzo La biblioteca di mezzanotte, uscito nel 2020. Non un sequel nè uno spinoff, ma un altro libro la cui vicenda si muove in un non-luogo dove c'è la possibilità di prendere la propria vita e modificarla, per quanto è possibile. Se, ne La biblioteca di mezzanotte Matt Haig aveva affrontato il tema del rimpianto raccontando le vicende di una donna che si apre alla consapevolezza che la vita è piena di opportunità, ne Il treno di mezzanotte il suo racconto si sposta su Wilbur, un uomo di ottant'anni che, dopo aver sentito di nuovo la voce del suo grande amore e aver concluso una lezione di piano, semplicemente muore. Ma la morte, per parafrasare le parole di Gandalf ne Il signore degli anelli, non è un punto di cesura, ma solo "un'altra via". 

Ed ecco allora che il vecchio si ritrova a bordo di un vecchio treno, con gli abiti indossati durante la luna di miele a Venezia e una vecchia libraria come inedito Virgilio. Per Wilbur inizia un viaggio che passa attraverso le tappe fondamentali della sua vita: l'infanzia in un quartiere povero, in una casa resa fredda dalla presenza di una madre dal cuore spezzato per la morte del marito in guerra e la presenza di un fratello burrascoso, selvaggio come solo certi cuori spezzati sanno essere. Wilbur guarda se stesso attraverso le tappe del suo viaggio, imparando a conoscere i suoi limiti e le sue paure, mentre si sposta in avanti verso l'eternità che gli viene promessa. Un'eternità che può essere raggiunta solo rispettando alcune regole di base: salire sul treno ogni volta che una fermata giunge al termine, non cercare di comunicare con il se stesso del passato e non guardare mai se stesso dormire, perché come ricorda Shakespeare il sonno può essere il ponte verso la morte. Ma ben presto, nel guardare il suo amore perduto e le amicizie tradite, inseguendo con il dito il filo rosso della tragedia che lo ha colpito, Wilbur comincia a porsi un interrogativo semplice ma spaventoso: cosa se ne fa dell'eternità se, guardando nel passato, si rende conto di aver smarrito ciò che avrebbe potuto renderlo immortale già in vita? 

Non il successo, non il denaro con cui sconfiggere lo spauracchio della povertà, ma la consapevolezza di aver tenuto fede alle promesse del suo cuore, alle ambizioni del ragazzo che era prima che uno squarcio improvviso lo rendesse una persona a metà, un morto che si trascinava nella vita con una parte di sé mai più capace di accettare gli scherzi del destino. Con Il treno di mezzanotte Matt Haig torna a parlare del tema del rimpianto: quando arriva il momento che aspetta tutti noi al traguardo di questa vita caotica, siamo costretti a fare i conti con le strade che abbiamo intrapreso, con le scelte che abbiamo ritenuto corrette e che invece potrebbero lasciarci con l'amaro in bocca. Ne La biblioteca di mezzanotte c'era ancora il tempo di trasformare il rimpianto in un'occasione di crescita e cambiamento. 

Nel nuovo romanzo, invece, Matt Haig parte da uno scenario che sembra fare del "troppo tardi" il proprio marchio distintivo. Ma ben presto il lettore si rende conto che il racconto è in realtà una corsa contro il tempo, è un invito ad abbracciare ciò che conta davvero e di lasciare andare i sogni avvelenati che inseguiamo solo perché pensiamo che siano quello che gli altri desiderano, quelli capaci di colmare un vuoto che ognuno, a modo suo, si porta dentro. Il treno di mezzanotte è un libro coccola che parla di libri e di storie e di come sono le storie, a volte, a salvarci. È una storia d'amore che affronta lutti, povertà ed errori. Un po' come accadeva anche in Come fermare il tempo, Matt Haig racconta di un uomo che insegue il suo amore in ogni vita, con ogni strumento. Anche quando deve andare contro allo status quo, anche quando deve spezzare le regole che lui stesso si è dettato. Un romanzo che avvolge con la sua dolcezza, che è sorretto da una scrittura capace di essere semplice e intensa e che tiene avvinto il lettore, anche se con una struttura quasi episodica se non proprio antologica. E, infine, una lettera d'amore a Venezia, città dei sogni e delle speranze.

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