Sanctuary of the Shadow. Santuario dell'ombra, un libro che non convince del tutto
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Grazie a Ne/oN Libri, nuovo marchio facente parte del gruppo di Edizioni E/O abbiamo avuto l'occasione di leggere in anteprima il libro di Aurora Ascher dal titolo Sanctuary of the Shadow. Santuario dell'ombra, che verrà distribuito il prossimo 11 settembre con la traduzione di Alessia Merlo e Rossella Pinto. La casa editrice ci ha messo a disposizione la copia ARC per la recensione, permettendoci così di entrare nel mondo di Harrow, una Elementale che deve nascondere il suo essere una Veggente per non incorrere nella rabbia degli esseri umani che non solo si dimostrano sempre incapaci di accettare chi è diverso, ma hanno un odio per gli Elementali, coloro che discendono dalle Regine che ora sono scomparse, lasciando il mondo in uno stato di miseria. Per nascondere la sua natura, Harrow vive e lavora in un circo guidato da uno stregone, Salizar, che sembra avere lo scopo di dare una casa a tutti coloro che sono esclusi dalla società a causa della loro natura. Ed è proprio qui che la ragazza farà la conoscenza di Raith, una creatura dal corpo nero come la notte e occhi pieni di tenebra e fuoco che non ha memoria di chi sia. tra i due nasce un'attrazione pressoché istantanea che porta Harrow a mettere in pericolo tutto quello che ha, compresa la sua vita, mentre antichi segreti tornano in superficie.
Sulla carta, Sanctuary of the shadow è un romanzo fantasy che gioca molto sull'archetipo del "freak", l'essere mostruoso che viene sbeffeggiato dai "normali" che non si rendono conto né del suo valore né della propria povertà spirituale. E non è un caso che la Ascher abbia trasportato questo racconto all'interno di un circo, da sempre teatro di questo tipo di racconti come ad esempio lo splendido Freaks di Tod Brownng che ha fatto la storia del cinema e ha dato il via a una vera e propria letteratura visiva (e non solo) sul tema del "fenomeno da baraccone". Ed è proprio la prima parte di Sanctuary of the shadow quella che funziona meglio. Fino all'arrivo di Raith tra i tendoni del circo, il libro di Aurora Ascher riusciva a catturare l'attenzione. L'atmosfera grigia, pesante, che si avverte nelle prime pagine, tra presagi d'acqua e folle inferocite, permette al lettore di entrare immediatamente nella storia, sebbene il world building venga presentato in medias res. Il coinvolgimento iniziale funziona molto bene. Tuttavia l'autrice non si è mostrata altrettanto abile nel mantenere l'equilibrio di questo coinvolgimento. Il problema principale è che la relazione tra i due protagonisti segue le tappe di un instant love che, come trope, non solo risulta datato, ma azzera qualsiasi tipo di conflitto o di coinvolgimento, perché i due protagonisti, di fatto, si amano a prima vista e sono già pronti a qualsiasi sacrificio. Anche il loro avvicinamento fisico - per saziare la voglia di spicy che ora va per la maggiore tra i lettori più accaniti - non è altro che un susseguirsi di scene gratuite che non hanno nessun peso narrativo, se non quello di sfamare un certo voyeurismo di chi legge.
Nonostante la presenza di scene molto grafiche da questo punto di vista, è indubbio che Sanctuary of the shadow. Santuario dell'ombra sia un libro pensato soprattutto per i lettori più giovani, come si evince da uno stile di scrittura estremamente elementare, immediato, che non prevede nessun grande approfondimento dei personaggi e che corre verso un finale e una risoluzione veramente troppo sbrigativa. Lo stile poi è pieno di ripetizioni, di frasi ripetute più e più volte - e qui il plauso alle traduttrici che, se non altro, hanno cercato di variare un po' il vocabolario -, come se l'autrice non sapesse bene come procedere con la sua storia e usasse determinate frasi fatte o già dette per riempire il vuoto. Questo fa sì che anche il ritmo ne risenta, apparendo ora zoppicante ora stagnante: non che sia un libro pesante da leggere e per chi è alla ricerca di un libro senza alcuna pretesa per staccare la testa potrebbe anche essere un titolo valido. Ma per gli amanti del romance o del romantasy, Sanctuary of the shadow potrebbe essere una cocente delusione. Soprattutto per coloro che sono alla ricerca di una storia con un'ambientazione totalmente legata al mondo del circo.