Di là dal fiume e tra gli alberi
Trama
Siamo nel secondo dopoguerra: il Colonnello dell'esercito americano Richard Cantwell, tormentato dagli spettri del fronte, è un autentico eroe di guerra che affronta la notizia della sua malattia terminale con stoica noncuranza. Deciso a trascorrere il suo fine settimana in tranquilla solitudine, commissiona a un autista militare quella che probabilmente sarà l'ultima battuta di caccia alle anatre e una visita ai suoi vecchi luoghi di ritrovo a Venezia. Mentre i piani di Cantwell cominciano a svelarsi, un incontro casuale con una giovane contessa accende in lui la speranza di un rinnovamento. Basato sull'ultimo romanzo completo di Ernest Hemingway pubblicato mentre l'autore era in vita, Di là dal fiume e tra gli alberi, cattura un fugace momento di immortalità in cui il tempo si è fermato. La storia contiene i grandi temi di Hemingway: l'amore, la guerra, la giovinezza, gli anni che passano.
Info Tecniche
Cast
Cast e Ruoli:
L.S.Colonnello Richard Cantwell
M.D.A.Renata Contarini
Jackson
L.M.Contessa Isabella Contarini
Capitano Wes O'Neill
Vanni Rizzon
Gran Maestro
Antonio Ferrigo
M.L.Guido
Agostina
Produzione: Robert MacLean (Produzione), Michael Paletta (Produzione), Kirstin Roegner (Produzione), John Smallcombe (Produzione), William J. Immerman (Produzione esecutiva).
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Il Romanzo
"Di là dal fiume e tra gli alberi" è un romanzo dello scrittore americano Ernest Hemingway, pubblicato da Charles Scribner's Sons nel 1950, dopo essere stato pubblicato a puntate sulla rivista Cosmopolitan (sei edizioni) all'inizio dello stesso anno. Il titolo deriva dalle parole pronunciate in punto di morte dal generale confederato della guerra civile statunitense Thomas J. (Stonewall) Jackson: "Attraversiamo il fiume e riposiamo all'ombra degli alberi". Nel corso degli anni molti registi hanno opzionato il romanzo, scritto sceneggiature e tentato di portare la storia sul grande schermo. I più noti sono: John Huston, Robert Altman, John Frankenheimer e Working Title. In Italia, il romanzo è edito da Mondadori.
Il genere semi autobiografico del racconto di Hemingway
La storia si apre con il colonnello Richard Cantwell, un ufficiale cinquantenne dell'esercito americano, di stanza in Italia alla fine della Seconda guerra mondiale. La maggior parte della narrazione riguarda la sua storia d'amore incrociata con una giovane donna veneziana di nome Renata.
Hemingway aveva conosciuto la giovane Adriana Ivancich, di cui si era infatuato e che utilizzò come modello per il personaggio femminile nel romanzo. Il tema centrale del romanzo è la morte e, soprattutto, il modo in cui la si affronta. Un biografo e un critico vedono un parallelo tra "Di là dal fiume e tra gli alberi" di Hemingway e "Morte a Venezia" di Thomas Mann.
Il romanzo è costruito su strati successivi di simbolismo e, come in altri suoi scritti, Hemingway impiega qui il suo stile caratteristico e scarno (la "teoria dell'iceberg"), dove la sostanza si trova sotto la superficie della trama. Tra l'altro, Adriana Ivancich ha disegnato la copertina della prima edizione del romanzo. Adriana divenne la musa di Hemingway per molti anni; gli storici le attribuiscono il merito della rinascita letteraria di Hemingway, culminata nel 1954 con la vittoria del Premio Nobel per la Letteratura "dimostrata da ultimo con Il vecchio e il Mare, e dell'influenza che ha esercitato sullo stile contemporaneo". Il ruolo del colonnello Richard Cantwell è considerato da molti la fusione di un personaggio reale, il maggiore generale Charles "Buck" Lanham, e l'alter-ego di Hemingway stesso: la figura eroica e marziale che lo ha sempre affascinato. Nel 1918 Hemingway fu gravemente ferito in Italia durante la Prima Guerra Mondiale, dopo essersi offerto volontario come autista di ambulanze per l'esercito italiano, dopo essere stato scartato dall'esercito americano a causa della scarsa vista. La conseguente zoppìa gli rimase come ricordo per tutta la vita. Nel 1944 Hemingway si arruolò nuovamente come corrispondente di guerra e fu immediatamente coinvolto negli sbarchi del D-Day. In quell'occasione si unì a un amico che sarebbe diventato suo amico per tutta la vita - il maggiore generale Charles "Buck" Lanham del 22° reggimento di fanteria. Insieme a Lanham, Hemingway sperimentò in prima persona l'implacabile brutalità della guerra durante la battaglia della foresta di Hürtgen (1944). È stata la più lunga battaglia sul suolo tedesco durante la Seconda Guerra Mondiale ed è la più lunga battaglia singola che l'esercito americano abbia mai combattuto. Il costo complessivo della Campagna della Linea Sigfrido fu di quasi 140.000 unità per gli Americani. Nel 1947 Hemingway ricevette una Stella di Bronzo per il suo coraggio durante la Seconda Guerra Mondiale. Gli fu riconosciuto il merito di essere stato sotto il fuoco in zone di combattimento per ottenere un quadro accurato delle condizioni", con l'encomio che "grazie al suo talento espressivo, il signor Hemingway ha permesso ai lettori di ottenere un'immagine vivida delle difficoltà e dei trionfi del soldato di prima linea e della sua organizzazione in combattimento".
Note di regia - Paula Ortiz
Mi chiamo Paula Ortiz, sceneggiatrice e regista, e presento il nostro film "Di là dal fiume e tra gli alberi", che è un adattamento di uno degli ultimi romanzi di Hemingway, ma anche un canto d'amore, di vita e di morte: l'incontro tra un uomo ferito e una giovane donna che si aiutano a vicenda ad accettare sé stessi, ricollegandosi al centro della vita e tornando profondamente umani. Come vedrete nel film, si tratta di una passeggiata di due notti: due persone che si trovano a un bivio vitale (lui è alla fine del suo percorso, lei sta iniziando il suo) e si sentono perse, senza casa.
In quelle due notti, nelle loro conversazioni, solo attraverso le loro parole, troveranno un luogo, un rifugio, un significato... Ecco perché attraverso questo meraviglioso personaggio, l'uomo simbolo di Hemingway, e il suo viaggio, troviamo una storia che è davvero un canto di vita.
Il film ritrae Venezia e la sua bellezza - e il testo, dove ogni linea di dialogo ha sempre diversi significati affettivi, politici, storici, sociali - ci porta alle vette di Hemingway, tra malinconia, memoria e lotta. Da parte mia, a partire dalla proposta cinematografica, ho cercato di tenere il ritmo di Hemingway, in una forma estetica ed etica contemporanea. Un film in bianco e nero che si propone di mantenere l'atmosfera classica, quell'aria antica, ma che allo stesso tempo cerca di lasciare spazio a un linguaggio cinematografico moderno e onesto. Considero questo film un dono. È stato davvero un privilegio, come donna del XXI secolo, poter lavorare e ricercare nel testo di Hemingway e tra le sue crepe, luci e ombre.
È una bella passeggiata nella notte veneziana del dopoguerra: una storia contro la guerra sulla strada della morte, della vita e della bellezza, come esperienza cinematografica - necessaria al giorno d'oggi.
dal pressbook del film
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