ARF
Trama
ARF è un bambino, ma non sa parlare, abbaia. Però ha un ottimo fiuto e un carattere adorabile. Nato in un Paese in guerra, è stato salvato da Bianca, una cagnolina che lo ha cresciuto nel branco di randagi che vive su una collina ai margini della città. La guerra, però, giunge anche in quel luogo magico: il branco è disperso in una retata e Arf portato in un campo di prigionia insieme ad altri bambini. Ma Arf non conosce la cattiveria degli esseri umani e, anche in quel luogo triste, trova degli amici e continua a sorridere. La serenità del bambino che sa soltanto abbaiare, fa infuriare il nevrastenico comandante del campo, che condanna Arf a una terribile fine...ma Arf è un bambino speciale e ci penseranno i suoi amici cani a salvarlo creando un grande scompiglio proprio nel giorno in cui il Dittatore viene in visita per tenere un discorso ai soldati e alla Nazione. Anche lui dovrà vedersela con Arf, che rovinerà i suoi piani e riuscirà a salvare il suo branco di amici, ritrovare Bianca e la libertà, mentre scoppia la Pace.
Info Tecniche
Cast
Altro cast:
Direttore creativo: Simona Cornacchia.
Musica: Tony Canto (Editions C.A.M. Sugar).
Produzione: Paolo Rossi Pisu (Produzione).
Articoli
Video
Curiosità
Presentato in anteprima al Sottodiciotto Film Festival Campus 2023, il progetto si inserisce a pieno titolo nelle iniziative che vengono organizzate ogni anno per il 27 gennaio, Giorno della Memoria.
I titoli di coda animati dai disegni dell'autrice scorrono su una canzone scritta da Tony Canto e Simone Cristicchi su musica di Tony Canto e interpretata da Simone Cristicchi.
I Personaggi
ARF - Il protagonista della storia è un bambino venuto al mondo nel momento peggiore, questa coincidenza che renderà la sua vita straordinaria. Abbandonato a un angolo di strada con la speranza di metterlo in salvo da orribili deportazioni, il neonato viene ritrovato da Bianca, il golden retriver della sua famiglia che lo alleva con un branco di cani randagi, ai bordi della città. Arf cresce, così, proprio come un cane: invece di parlare, abbaia, ma è bravissimo a correre e ha un fiuto eccezionale. Soprattutto, Arf non conosce la cattiveria degli esseri umani. Sempre allegro e fiducioso, pronto a diventare amico di tutti, anche dei carcerieri che lo rinchiudono in un campo di prigionia per bambini. Arf attraversa gli orrori della guerra e della dittatura portando con sé una luce di felicità che sembra contagiare tutto ciò che ha intorno, persone e cose. Ed è così che la sua presenza metterà in crisi la rigida disciplina del campo e, addirittura, il terribile Dittatore che comanda l'intera Nazione.
BIANCA - Bianca, una femmina di golden retriever, la cui famiglia umana, la stessa di Arf è stata deportata. Quando ritrova il neonato avvolto in un fagotto di stoffa, lo adotta. È lei ad insegnargli tutto ciò che un cane può insegnare al proprio cucciolo. Quando i soldati disperdono il branco e portano via Arf, Bianca non si perde d'animo e segue il suo odore fino ad arrivare al campo dove è rinchiuso e a salvarlo. Una mamma cane affettuosa e coraggiosa quanto una madre umana.
IL DITTATORE - Il Dittatore è l'archetipo di ogni tiranno che negli anni ha scatenato guerre e sofferenza. Impaziente, sospettoso e terribilmente vanitoso, ha diviso l'umanità in due liste: quelli che fucilerà immediatamente e quelli che possono aspettare ancora un po'. Vive in uno stato d'ansia totale, e avrebbe bisogno di riposo, ma un dittatore deve essere sempre vigile, soprattutto quando sente che sta perdendo la guerra e quando sta per incontrare un bambino simpatico dai capelli neri, che non ha timore di lui e senza volerlo sta per distruggere la sua immagine di sovrano terribile e vincente, con un semplice… colpo di rasoio.
IL COMANDANTE DEL CAMPO - Il Comandante del campo è una delle figure emblematiche dalla storia. Un ufficiale severo, ma nevrastenico, tormentato da tic e sempre preoccupato di non essere all'altezza del compito. La visita del Dittatore lo mette in grande agitazione, ma ancor più lo fa la presenza del piccolo prigioniero che non parla, ma abbaia e soprattutto scatena un ammutinamento dei dobermann del campo. Finché, nel tentativo di sistemare tutto e compiacere il Dittatore, è proprio lui a fare il guaio estremo… Un cattivo che, nel corso della storia, cambia e ci diventa quasi simpatico.
Intenti Artistici
La tecnica di animazione scelta è quella tradizionale 2D, i contorni dei personaggi rimangono grezzi, vibranti, i fondali acquerellati e texturizzati, l'ispirazione grafica per il design viene dall'arte dei primi del Novecento, liberty e art deco. Di grande importanza le forme e le composizioni delle immagini: linee sinuose e morbide e colori caldi per le situazioni tranquille, linee spigolose e simmetrie claustrofobiche per le fredde ambientazioni dei campi di concentramento e delle città assediate. Nessuna violenza esplicita, ma tante metafore, visioni oniriche, simboliche, linee e colori sono un veicolo fondamentale con cui emozionarsi. L'idea di base della storia si concentra nel concetto che tutto può essere osservato in molti modi: basta cambiare il punto di vista e quella che sembra essere una fine si trasforma in un nuovo inizio. La purezza, l'ingenuità e la capacità del personaggio di vedere il buono in tutte le cose sono in grado di destabilizzare anche il momento più buio della storia. Questo pensiero si riflette anche nell'animazione: le esplosioni si trasformano in fiori, il filo spinato diventa radice degli alberi, cacciabombardieri disegnati come uccelli migratori. Tutto è in continua trasformazione ed evoluzione. La particolarità del progetto è nell'idea di parlare di temi come razzismo, campi di concentramento, separazione, diversità, ma da un'angolazione assolutamente anomala: gli occhi di un cane. Gli uomini sono decisamente più intelligenti dei cani, eppure a nessun cane è mai importato del proprio colore. Da questo pensiero è nata l'idea del film, che porta temi terribili su lidi surreali. La risata viene spontanea, ma fa pensare, apre le porte del cuore e fa entrare una nuova idea.
Il Giorno della Memoria
Il 27 gennaio, in occasione della 'Giornata della Memoria', vengono organizzate cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione e riflessione, soprattutto nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto accaduto al popolo ebraico e ai deportati nei campi nazisti, per preservare in futuro la memoria di un periodo tragico e oscuro della storia del nostro Paese e dell'Europa. ARF si inserisce in questa categoria di iniziative, cercando di offrire una nuova rappresentazione degli argomenti in un modo che consenta compenetrazione ed empatia. Ricorda e racconta, in modo che ciò che è successo non accada mai più.
Note di Regia - Simona Cornacchia e Anna Russo
"ARF è un racconto poetico ambientato in una situazione terribile.
E' una favola fatta di contrasti , nei colori, nelle linee, nel ritmo. Tutto è concentrato sulla storia di un bambino che cresce con i cani fino a quando non viene "arrestato" e condotto in uno squallido luogo di prigionia. Ma Arf è un bambino speciale e con il suo animo puro ed incontaminato risponde con un sorriso e un gesto di generosità a quello che potrebbe trasformarsi in un orrore senza fine.
Così Arf sovverte le regole e crea un mondo nuovo. Soavità e leggerezza, contro rigidità e rigore. Questi concetti li abbiamo riportati nelle immagini: linee sinuose e colori caldi per il mondo "esterno", linee dure, geometriche per le città depredate e i campi di prigionia, sfruttando le emozioni che regalano i colori e sublimano le immagini.
I personaggi sono stati concepiti nella stessa maniera: i cani sempre leggeri e morbidi, mentre i soldati sono irrigiditi in tratti spigolosi. Nei soldati scompaiono persino gli occhi, come se non avessero un'anima.
Le parole si fondono perfettamente con i disegni regalandoci la possibilità di far giungere concetti importanti attraverso una sola immagine e questo era il nostro obiettivo principale: creare un prodotto che parlasse al di là delle parole e potesse raggiungere e coinvolgere chiunque.
In ARF tutto si trasforma: le cose, i fatti, le emozioni. Rami d'albero che diventano recinti di filo spinato, gocce d'acqua che diventano esplosioni, aerei da guerra che si tramutano in farfalle. Arf è un mondo in costante evoluzione, che parla in maniera semplice di qualcosa di terribile, ma lo fa con tenerezza, poesia ed innocenza come solo gli occhi di un bambino sanno fare e soprattutto…trasforma."
dal pressbook del film
Eventi
Immagini