Nel 1996, Diesel sbarca ufficialmente negli Stati Uniti, da sempre la patria del denim, sfidando Levi's sul suo stesso campo di battaglia: Lexington Avenue. È così che inizia Be Brave, il documentario su Renzo Rosso, il fondatore di Diesel e del gruppo OTB, oggi un vero e proprio impero della moda. Per raccontare la sua storia, il regista intraprende un viaggio intervistando amici, colleghi, artisti e creativi. Tutti dicono la stessa cosa: incontrare Renzo è sentirsi visti per la prima volta. Renzo Rosso però non è solo un imprenditore e un designer, è anche un genio della comunicazione, un uomo che ha sempre spinto al limite il linguaggio, la provocazione, l'ironia. Da qui la scelta di utilizzare l'IA come strumento di racconto. Un gioco con lo spettatore, una scommessa. Per provare a stimolare una discussione sul progresso tecnologico raggiunto con l'IA e sulla vera creatività che può nascere solo dalla meravigliosa stupidità umana.
«Raccontare Renzo Rosso significa confrontarsi con un pioniere che ha destrutturato i linguaggi tradizionali per creare cortocircuiti visivi e culturali. Rosso è, ed è sempre stato, fondamentalmente un provocatore. Tanto nella moda quanto nella comunicazione. Usare l'intelligenza artificiale per raccontare la sua storia non nasce quindi da una fascinazione tecnica, né da una "moda del momento". Nasce da una necessità. L'IA diventa il correlativo oggettivo del suo pensiero: un flusso generativo incessante che rompe le regole, una provocazione che ci obbliga a prendere atto del momento storico in cui viviamo e decidere di gestirlo e di non subirlo. Disobbedendo. Questo film racconta come Rosso abbia colonizzato l'immaginario collettivo usando la provocazione e il coraggio come forme d'arte e di vita. E lo racconta con un uso sperimentale e provocatorio dell'ultima frontiera della contemporaneità, l'intelligenza artificiale.»