Ruanda, 2012. Diciotto anni dopo il genocidio dei Tutsi, una donna sopravvissuta ai massacri, Vénéranda, organizza incontri fra le vittime e le famiglie dei carnefici. Crede infatti nella possibilità di una riconciliazione, finché la gravidanza inattesa della figlia Tina la obbliga a sottoporre le sue convinzioni a un'ulteriore prova. Al primo lungometraggio, Marie-Clémentine Dusabejambo concentra il racconto sulle donne che, quasi vent'anni dopo il genocidio, continuano a vivere accanto a chi prese parte ai massacri: c'è chi pretende giustizia, chi custodisce dei segreti e chi non vuole più sentirsi chiedere di perdonare.