Trama
C'è in Lonzi la radice del «femminismo italiano» ha scritto la filosofa belga Ida
Dominijanni «Lonzi non era filosofa, ma lo sapeva fare: estraeva concetti, duraturi, dall'esperienza contingente». Mentre stava ricevendo i massimi riconoscimenti come giovane critica d'arte, Carla Lonzi ha messo in atto un cambio di prospettiva.
Si è accorta che quella professione le conferiva un potere pericoloso nei confronti degli artisti.
È uscita dal ruolo che avrebbe dovuto assumere, nella cultura, nelle istituzioni.
Voleva essere diversa. Si sentiva diversa. Cercò di andare al fondo di questa sensazione, della differenza femminile, rigettando l'uguaglianza propugnata all'epoca. Uscì, di fatto, anche dal femminismo. E fu, come Carla stessa scrisse, «uno sconquasso» e anche «una festa».
Fondò insieme a Carla Accardi ed Elvira Banotti il gruppo di Rivolta Femminile, pubblicò Sputiamo su Hegel, e divenne uno dei punti di partenza in Italia di quello che poi sarebbe diventato il Pensiero della Differenza.
Accanto alla figura pubblica, considerata così intransigente, c'è da raccontare anche la figura privata, affascinante e contraddittoria. La dolcezza e la fragilità esistenziale, la dipendenza dal compagno, cioè dall'uomo, il suo legame complesso con la maternità, il doloroso rapporto con le altre donne, nello sbudellamento collettivo che è stata la pratica dell'autocoscienza.
Attraverso archivi preziosi e inediti, la regista Francesca Archibugi, che ha un forte legame
personale con Lonzi, porta per la prima volta sullo schermo la sua storia pubblica e privata, il suo pensiero e la sua eredità, fondamentali per capire ciò che le donne di tutto il mondo stanno, ancora oggi, vivendo e combattendo.
Il film comprende le interviste a: Olga Basso, Paola Basso, Sofia Basso, Maria Consagra, Angela Mioni De Carlo, Gabriella Di Milia, Silvia Fabro, Anna Maria Gehnyei, Silvia Giambrone, Laura Iamurri, Battista Lena, Ludovica Lena, Vittorio Lonzi, Maria Edgarda Marcucci, Nanni Moretti, Roberta Paoletti, Giulio Paolini, Suzanne Santoro, Giulia Siverio, Carla Subrizi, Paola Ugolini, Paola Volpi, Giovanna Zapperi.
Carla Lonzi
Carla Lonzi (Firenze, 1931 – Milano, 1982) è una scrittrice e critica d'arte italiana, femminista teorica dell'autocoscienza e della differenza sessuale.
Ha attraversato e messo in discussione i dispositivi di legittimazione dell'arte, della cultura e del sapere, elaborando una pratica intellettuale fondata sull'autonomia, sulla parola e sulla trasformazione delle relazioni.
Formatasi alla scuola di Roberto Longhi, con il quale si laurea in Storia dell'Arte nel 1956, Lonzi si afferma negli anni Sessanta come una delle voci più autorevoli della critica d'arte italiana. Attraverso l'attività curatoriale e la collaborazione con artisti italiani e internazionali — tra cui Lucio Fontana, Cy Twombly, Jannis Kounellis e Giulio Paolini — contribuisce alla definizione di una nuova sensibilità critica nei confronti delle pratiche artistiche contemporanee. Nel 1969 pubblica Autoritratto, opera fondativa e radicalmente sperimentale, costruita attraverso il montaggio delle voci di quattordici artisti: un dispositivo letterario e critico che decostruisce la linearità della narrazione storico-artistica e restituisce la complessità della scena degli anni Sessanta.
Il 1970 segna una cesura decisiva nella sua ricerca. Insieme a Carla Accardi ed Elvira Banotti fonda Rivolta Femminile e redige il Manifesto di Rivolta Femminile. Nello stesso anno pubblica Sputiamo su Hegel e La donna clitoridea e la donna vaginale, testi che sanciscono il distacco dalla cultura patriarcale e dalla tradizione politica e teorica dominante, proponendo una critica radicale dei rapporti di potere, della sessualità e dei modelli di soggettivazione femminile. L'abbandono della critica d'arte non rappresenta per Lonzi una rinuncia, ma l'apertura di un campo di ricerca più ampio e radicale, fondato sulla pratica dell'autocoscienza, sul separatismo e sulla costruzione di forme autonome di produzione e circolazione del pensiero.
Attraverso la propria casa editrice e una scrittura che intreccia teoria, autobiografia, dialogo e pratica politica, Lonzi sviluppa un pensiero capace di mettere in crisi le gerarchie del sapere e i fondamenti stessi della cultura patriarcale. In opere come Taci, anzi parla. Diario di una femminista (1978) e Vai pure. Dialogo con Pietro Consagra (1980), la parola diviene uno spazio di conflitto, relazione e possibilità.
Info Tecniche
Cast Tecnico e Artistico
Per realizzare Carla Lonzi - Dentro e fuori dal mondo diretto da Francesca Archibugi, dietro la macchina da presa si segnala il lavoro di Daria D'Antonio alla fotografia, Jacopo Quadri, Isabella Guglielmi alla direzione del montaggio, con le musiche di Battista Lena.Produzione
Carla Lonzi - Dentro e fuori dal mondo vede la produzione di Domenico Procacci (Produzione), Laura Paolucci (Produzione), Eleonora Savi (Produzione esecutiva).Cast Aggiuntivo
Fonico di mix: Paolo Segat.Montaggio del Suono: Marta Billingsley, Gianluca Gasparrini.
Ricerche di repertorio: Claudia Salinetti.
Articoli
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Curiosità
• Il documentario Carla Lonzi - Dentro e fuori dal mondo è una produzione Fandango con Rai Cinema, in associazione con Luce Cinecittà e MIC – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, opera realizzata e distribuita con il contributo del Fondo del Ministero della Cultura per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell'audiovisivo.
Note di Regia
Con un po' di imbarazzo devo parlare di me. Del perché ho fatto questo film. Ho conosciuto Carla Lonzi al liceo, era la madre di quello che sarebbe diventato mio marito, Battista Lena. Ma si è ammalata ed è morta che eravamo troppo piccoli, non avevamo nessuna idea di quello che sarebbe stato il nostro futuro. Pensavo solo che dovevo assolutamente piacerle ed ero sicura che non ce l'avrei fatta. Perché mi sentivo qualche stortura morale.
Volevo troppo entrare nel mondo e Carla ne voleva stare al di fuori. Carla e Battista, ma anche lo scultore Pietro Consagra, il compagno, erano diversi da tutto quello che avevo conosciuto fino ad allora. Avevano case bellissime e sgangherate, refrattarie a qualsiasi impurità data dal lusso. I muri erano una pinacoteca di arte contemporanea, dalle stanze zampillava musica a ogni ora, tutti i giorni c'erano riunioni femministe. Guardavo e ascoltavo rendendomi invisibile, strisciavo rasente i muri. Quando divenni fidanzatina stabile e trascorrevo le vacanze in Chianti con loro, la sentivo piangere da un casale all'altro (quello piccolo dei ragazzi e quello grande degli adulti), perché le faceva male un occhio.
Carla trascorreva lunghi periodi in quel podere molto isolato, completamente sola, in mezzo ai boschi e le vigne. Quando lei non c'era, andavo nel casale grande e rovistavo nei cassetti, frugavo nelle borse, spiavo gli appunti e le lettere private, annusavo le camicie, le ho rubato un paio di pantaloni. Ho vissuto attraverso suo figlio l'ansia della malattia. Mentre lei stava sempre peggio leggevo il diario, Taci anzi parla, diario di una femminista. Ne parlavamo.
Mi spiegava un po' di cose sul sesso, senza imbarazzo e senza voyeurismo. Non assomigliava certo a una suocera, ma alla più fantastica delle amiche adulte.
La sua amicizia è stata come un regalo per il mio diciottesimo compleanno e l'entrata nella vita adulta. Solo che se ne è andata troppo presto. Mi ha lasciato tantissime cose, prima di tutto suo figlio Battista. Spero di essere riuscita a trovare l'equilibrio fra il riserbo e lo slancio affettivo. Vorrei far dialogare i pensieri contemporanei con Carla come se fosse ancora qui, e vedere se facendo attenzione, io possa sentire ancora la sua voce.
E se riuscissi a farla sentire a tutti, anche a chi non c'era, a chi non l'ha conosciuta, a chi non la conosce ancora.
dal pressbook del film
Eventi
• Presentato in anteprima alla 83ma edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia nella sezione Giornate degli Autori - Eventi speciali.
Immagini e Foto