Grand Ciel
Trama
Grand Ciel racconta la storia di Vincent, un operaio che lavora di notte in un cantiere di un quartiere futuristico. Quando un operaio scompare misteriosamente, Vincent e i suoi colleghi iniziano a sospettare che i loro superiori stiano cercando di insabbiare un incidente. Ma la situazione diventa ancora più misteriosa quando anche un secondo operaio svanisce nel nulla…
Info Tecniche
Cast
Cast e Ruoli:
Vincent
Saïd
Nour
Mihai
Ahmed
Farid
Ilyès
Delphine
Altro cast:
Suono: Céline Bodson, Jeanne Delplancq, Fanny Martin, Philippe Grivel.
Effetti visivi: Hugues Namur, Julian Nouveau.
Con: Les Films Fauves (Gilles Chanial).
Casting: Fanny De Donceel - Arda.
Produzione: Clément Duboin (Produzione per Good Fortune Films).
Articoli
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Commento di Regia da Venezia 82
Come possono la precarietà lavorativa e la pressione sociale deformare insidiosamente il corpo e la mente di una persona, al punto da distruggere ogni senso di solidarietà, fiducia e cameratismo? Questa domanda è al centro di Grand Ciel. Attraverso Vincent, un operaio edile temporaneo, terrorizzato dal declassamento sociale, il film esplora come l'interesse personale prenda lentamente il posto del bene comune.
Gran parte del cambiamento inizia a contaminare anche la sua vita familiare. Le relazioni si sfrangiano, logorate dalla sua paura di fallire. Vincent vive sotto una minaccia costante, reale, quasi palpabile: in un sistema economico spietato, in una guerra silenziosa, ogni lavoratore deve combattere per proteggere il proprio pezzetto di vita.
E poi c'è la minaccia più silenziosa, come un'eco nelle viscere del cantiere: un labirinto di cemento dove le luci al neon scavano volti cadaverici, dove il silenzio stringe la gola e asfissia la mente. Quel cemento onnipresente, freddo e minerale, la cui polvere fluttuante, come una nebbia tossica inarrestabile, s'insinua in ogni fessura, minacciando di inghiottirti, mentre il gigantesco cantiere continua a crescere e crescere, a qualunque costo.
Curiosità
• A supportare la distribuzione italiana del film, a cura di No.Mad Entertainment, il mondo associativo con ARCI Roma - Associazione ricreativa e culturale italiana e AGCI Calabria - Associazione Generale Cooperative Italiane, che sottolineano e denunciano la disumanizzazione e l'indifferenza delle morti sul lavoro, argomento cruciale proprio del film.
• Akihiro Hata, ispirandosi a un fatto realmente accaduto in Francia pochi anni prima, con Grand Ciel esplora il tema della sicurezza dei lavoratori, mettendo in luce come, in una società socialmente e tecnologicamente avanzata come la nostra, la vita umana venga messa troppo spesso in secondo piano rispetto agli interessi economici e politici. Attraverso la storia di Vincent (Damien Bonnard) un operaio che lavora di notte in un cantiere di un quartiere futuristico e dei suoi colleghi, il film denuncia l'indifferenza degli imprenditori e delle istituzioni rispetto alle condizioni spesso disumane (turni notturni massacranti, protocolli di sicurezza non adeguati,...) della classe operaia e ai rischi che il silenzio e l'omertà creano. Nel film, quando un operaio scompare misteriosamente, Vincent e i suoi colleghi iniziano a sospettare che i propri superiori stiano cercando di insabbiare un incidente. Ma presto scompare un altro operaio…
Nel 2025, in Italia, le vittime sul lavoro sono state 1093, più di tre al giorno. A fotografare l'emergenza è l'Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, che registra anche un aumento delle denunce di infortunio. A questo drammatico bilancio si aggiungono le vittime del lavoro irregolare - gli operai e i lavoratori (spesso stranieri) senza contratto - veri e propri "schiavi del terzo millennio" che muoiono ogni giorno nel silenzio e nell'indifferenza.
Racconta il regista Akihiro Hata:
"L'ispirazione per il film nasce principalmente da un fatto di cronaca. Nel 2015, un lavoratore interinale senza documenti è morto sul posto di lavoro ed è stato dimenticato, scomparendo in una zona grigia da punto di vista legale. Nessuno si era accorto della sua assenza, nonostante lavorasse nel cantiere da diverse settimane. Come se nulla fosse, come se Mamadou Traoré non fosse mai esistito. Senza il lavoro di investigazione svolto dalla CGT (Confederazione Generale del Lavoro, il sindacato più importante di Francia) Mamadou Traoré, morto come lavoratore privo di documenti, sarebbe scomparso senza lasciare traccia. Questa idea è diventata un'allegoria. Nel film le scomparse rappresentano l'alienazione, la cancellazione di sé dovuta alle pressioni e alla competizione sul lavoro e l'invisibilità dei lavoratori più precari. Per me il cinema ha il potere di rendere visibile l'invisibile: di mostrare ciò che non viene mostrato o ciò che non vogliamo vedere. Le scomparse in questo film incarnano il cinismo e l'orrore del mondo di oggi".
Eventi
• Presentato in concorso nella sezione Orizzonti del Festival di Venezia 2025.
• Film d'apertura della quinta edizione del Festival dei Film di Villa Medici, mercoledì 10 settembre 2025.
Mostra del Cinema di Venezia 2025
Sezioni/Presentato in:• Orizzonti - In Concorso
Immagini e Foto