Capelli gialli, rosa, viola e abiti coloratissimi, mini, spumeggianti, provocanti. Non hanno paura di nulla e certo non hanno paura di essere notate le giovani taccheggiatrici che rubano abiti firmati nei grandi magazzini della San Francisco Bay Area per poi venderli a prezzi stracciati. Una pratica che in inglese si chiama "boosting", mentre le ragazze si fanno chiamare la "Velvet Gang" e prendono di mira soprattutto la catena Metro, che vende le collezioni monocromatiche firmate da una stilista tostissima interpretata da Demi Moore.
Il rapper Boots Riley, autore di Sorry to Bother You, torna alla regia con una commedia trascinante e politica, che scava ridendo nell'immoralità dell'industria della moda, apre squarci surreali di viaggi nel tempo e nello spazio (in Cina, dove si cuciono gli abiti costosissimi venduti da Metro), e gioca con i colori e gli stili. L'altra faccia, polemica, un po' demenziale, irresistibile, di Il diavolo veste Prada.