Jurassic World: La rinascita
Trama
Una nuova era è alle porte.
A tre anni dalla conclusione della trilogia di Jurassic World, la serie di Jurassic si evolve verso una nuova e sorprendente direzione con Jurassic World - La Rinascita.
Questo nuovo capitolo ricco di azione vede un'intrepida squadra in corsa per assicurarsi i campioni di DNA delle tre creature più colossali tra terra, mare ed aria.
Cinque anni dopo gli eventi di Jurassic World - Il Dominio, l'ecologia del pianeta si è dimostrata in gran parte inospitale per i dinosauri. Quelli rimasti, vivono in ambienti equatoriali isolati con climi simili a quelli in cui prosperavano un tempo. Le tre creature più gigantesche di quella biosfera tropicale possiedono la chiave per un farmaco che porterà miracolosi benefici salvavita all'umanità.
L'esperta di operazioni segrete Zora Bennett è incaricata di guidare una squadra specializzata in una missione top-secret per ottenere materiale genetico dai tre dinosauri più imponenti del mondo. Quando l'operazione di Zora si incrocia con una famiglia la cui spedizione in barca è stata travolta da predatori acquatici preistorici, si ritrovano tutti bloccati su un'isola dove si troveranno faccia a faccia con una sinistra e scioccante scoperta che è stata nascosta al mondo per decenni.
Duncan Kincaid è il più fidato leader della squadra di Zora. Poi ci sono il paleontologo Dr. Henry Loomis, il rappresentante di Big Pharma Martin Krebs e Reuben Delgado, il padre della famiglia dei civili naufraghi.
Info Tecniche
Dove vedere
Cast
Cast e Ruoli:
S.J.Zora Bennett
M.A.Duncan Kincaid
Dr. Henry Loomis
Martin Krebs
Reuben Delgado
L.B.Teresa Delgado
Xavier Dobbs
Isabella Delgado
Nina
Leclerc
Bobby Atwater
Altro cast:
Casting: Jina Jay Csa (cdg).
Supervisione Effetti Visivi: David Vickery.
Produzione Effetti Visivi: Carlos Ciudad.
Supervisione Effetti Speciali: Neil Corbould.
Trucco: Jana Carboni.
Acconciature: Giuliano Mariano.
Produzione: Frank Marshall (Produzione), Patrick Crowley (Produzione), Steven Spielberg (Produzione esecutiva), Denis L. Stewart (Produzione esecutiva), Jim Spencer (Produzione esecutiva).
Articoli
Video
Gli Antefatti
La vita trova sempre un modo.
E' dal 1993 che il franchise di Jurassic Park ha costruito un mondo cinematografico su questa premessa, un mondo popolato da dinosauri rinati e intrepidi eroi. L'innovativo adattamento di Steven Spielberg del romanzo di Michael Crichton, Jurassic Park, ha reinventato il 'blockbuster' dando il via ad una nuova era in tema di effetti speciali, e ha lanciato un franchise di due trilogie che, complessivamente, hanno incassato oltre 6 miliardi di dollari a livello internazionale. Ed ora, con Jurassic World – La Rinascita, ricomincia una nuova era fatta di meraviglia ed emozioni.
"Volevamo un film che desse l'impressione di un nuovo inizio, pur rimanendo nel mondo dei canoni precedenti", afferma Frank Marshall, consueto produttore della saga. "Sulla scia del concetto che 'la vita trova sempre un modo' abbiamo definito una storia differente, che combina l'avventura di un heist-movie con l'horror di un film incentrato su queste creature. Presentiamo nuovi personaggi, una nuova ambientazione e nuovi dinosauri, alcuni dei quali sono diventati decisamente feroci. Allo stesso tempo, la cosa per me entusiasmante de La Rinascita è che include un tono che richiama il Jurassic Park originale: frutto sicuramente dell'impegno della squadra creativa che abbiamo reclutato per questo film".
Ritorno alle Origini
Spielberg e Koepp forgiano un nuovo Futuro
La Rinascita è stato concepito subito dopo che Jurassic World – Il Dominio del 2022 aveva chiuso la seconda trilogia, e mandato in pensione il cast di personaggi di entrambe le serie. Quando il venerato sceneggiatore di blockbuster David Koepp - autore della sceneggiatura del Jurassic Park originale e de Il mondo perduto - ha ricevuto una chiamata da Steven Spielberg in cui gli ha chiesto 'Ehi, vuoi farne un altro?', la risposta, ovviamente, è stata sì" racconta Koepp. "Sviluppare storie con Steven è divertentissimo perché è molto bravo, siamo in sintonia e abbiamo un ottimo feeling".
Spielberg e Koepp hanno iniziato la collaborazione partendo dalla premessa centrale della serie. " 'La vita trova sempre un modo' è, per me, la storia", dice lo sceneggiatore. "L'aspetto meraviglioso di questo tema è che può essere facilmente applicato alla trama sia sulla persistenza della natura, rappresentata dai nostri dinosauri, che sui personaggi e su ciò che stanno vivendo. Riusciranno a prevalere e a sopravvivere… Oppure no?! A volte la vita trova una via attraverso la morte, anche se, si spera, non per i personaggi per cui realmente si fa il tifo".
Il brainstorming di Koepp e Spielberg si è concentrato sull'immaginazione delle conseguenze degli eventi de Il Dominio, che hanno lasciato l'intero pianeta improvvisamente sopraffatto da dinosauri impazziti. Tornando ai libri di Michael Crichton per trovare ispirazione e basandosi sulle sue premesse scientifiche, hanno deciso che questa nuova era di coesistenza tra umani e dinosauri non sarebbe durata a lungo, perché gran parte del mondo moderno sarebbe stato inospitale, se non addirittura tossico, per le creature indigene dell'era mesozoica. Per questo, in La Rinascita i dinosauri sono di nuovo in pericolo di estinzione. Gli unici luoghi in cui continuano a prosperare sono i climi tropicali lungo l'equatore.
E' qui che i leviatani d'acqua calda come il Mosasauro cercano cibo vicino all'Ile Saint-Hubert, situata a 365 chilometri dalla costa nord-orientale del Sud America. L'isola, una lussureggiante foresta pluviale di basse montagne e mangrovie, è anche disseminata di rovine di un'antica civiltà e di rovine di un'impresa più recente: un centro di ricerca e sviluppo segreto, gestito dalla InGen, l'azienda che ha clonato i dinosauri per gli sfortunati parchi a tema delle prime due trilogie di Jurassic Park. Diciotto anni fa, qualcosa è andato storto in maniera catastrofica nel profondo della giungla, e ora l'Île Saint-Hubert è una zona proibita, segnata dalle orribili conseguenze di un'arroganza sconsiderata.
Dopo aver creato un nuovo "mondo perduto" per La Rinascita, peraltro piuttosto letale, Koepp e Spielberg avevano bisogno di una ragione plausibile per esplorarlo. Hanno così architettato una missione dove un colosso farmaceutico incarica una squadra di esperti in operazioni segrete (e uno scienziato di buon senso) di infiltrarsi nell'Île Saint-Hubert ed estrarre il DNA da tre creature gigantesche del periodo Cretaceo, ognuna delle quali è la più grande della propria specie: il Quetzalcoatlo (aviario), il Mosasauro (acquatico) e Titanosauro (terrestre). Il motivo: utilizzare il materiale genetico di questi animali (letteralmente) dal cuore grande, per produrre medicinali in grado di curare le malattie cardiache.
"Facendo ricerche ho scoperto che alcuni dinosauri, in particolare quelli più grandi, avevano una durata di vita straordinariamente lunga, e il motivo era che avevano un'incidenza notevolmente bassa di malattie cardiache", afferma Koepp. "Questo ha portato all'idea che si potesse sintetizzare un farmaco dal loro DNA, perché la causa principale di morte per gli esseri umani sono le malattie cardiache. Il bello di questa premessa era che era fedele al tema centrale, 'la vita trova sempre un modo'. Un prolungamento della vita! Immagino siamo tutti d'accordo su questo! A me questa sembrava una ragione valida – unita alla promessa di un'enorme ricompensa per la squadra di operazioni sotto copertura – perché persone intelligenti e competenti si assumessero il rischio di un'avventura nel luogo più pericoloso del mondo".
Per complicare ulteriormente questa ricerca, Koepp e Spielberg hanno creato una sottotrama su una famiglia di naufraghi, i Delgado, la cui situazione mette in crisi gli obiettivi e le coscienze della squadra di cacciatori di dinosauri.
Koepp e Spielberg hanno anche ideato nuove strane creature – inquietanti sottoprodotti innaturali della sfortunata sperimentazione genetica della InGen – per terrorizzare i personaggi. Una di queste è ispirata ad un memorabile pomeriggio di lavoro in giardino a casa di Koepp. "C'erano delle vecchie travi che stavano marcendo, e quindi necessitavano manutenzione", racconta Koepp. "Mentre stavo spruzzandole d'acqua, dalla cima sono uscite delle zampe con degli artigli e delle lunghe ali, seguite da una testa. Era un enorme pipistrello, bagnato fradicio. Lì ho pensato: 'Lo replico in un film!' ".
Spielberg e Koepp volevano anche creare sequenze d'azione diverse da quelle già apparse nei film di 'Jurassic Park'. Spielberg era particolarmente incuriosito dalle possibilità suggerite da un Mosasauro che si aggirava negli oceani. Koepp ha nuotato con lui. "Mi piaceva l'idea che parte del film potesse essere un'avventura marittima", afferma lo sceneggiatore. "Non solo non l'avevo mai visto prima, ma sarebbe stato un nuovo modo per la saga di catturare la bellezza selvaggia del mondo della natura, cosa che credo tutti questi film dovrebbero fare".
Koepp e Spielberg hanno trovato ulteriore ispirazione nel materiale tratto dai romanzi di Crichton che era rimasto inutilizzato nei primi due film di 'Jurassic Park', tra cui un momento di suspense su un fiume in cui i personaggi incontrano un T. rex che dorme in una laguna, intento a smaltire un pasto a base di preda fresca. "Abbiamo sempre adorato quel momento nel romanzo di Michael 'Jurassic Park'", afferma Koepp. All'inizio degli anni '90, quando giravano il primo capitolo di Jurassic, racconta Koepp, "si discuteva sull'inserire quella scena nel film, ma il numero di inquadrature che si potevano realizzare con la CG all'epoca era limitato e, per motivi di budget e tempo, non è mai stata portata avanti. Così una delle prime cose che Steven ed io abbiamo deciso a inizio lavori, è stata proprio l'inserimento di questa scena nella storia. D'altronde, il T. rex è la star di questi film; doveva almeno fare un cameo. E questa scena lo rappresentava a sufficienza".
Prima della stesura definitiva della sceneggiatura de La Rinascita avvenuta nell'autunno del 2023, Koepp ha rivisto i sei film precedenti, e ha stilato una lista di comandamenti: le nove regole che tutti i film di Jurassic dovrebbero seguire. "Temo che ora siano segreti commerciali ufficiali, quindi la lista è custodita da qualche parte all'interno della Universal", confessa Koepp. Tuttavia, è disposto a condividerne alcune: i film di Jurassic dovrebbero abbracciare il più possibile una scienza plausibile; devono mantenere la continuità con i film precedenti; e dovrebbero essere divertenti. "L'umorismo è l'ossigeno per film come questi", afferma Koepp. "Non in modo autocosciente, ma in modo assolutamente credibile e orientato sui personaggi. Per me non c'è niente di più divertente in film come questi, in cui i personaggi cercano di mantenere la calma di fronte a un pericolo estremo, minimizzandolo". La prima cosa che Koepp ha scritto è stato l'attacco del Mosasauro in mare, che domina il primo atto del film. "Girare sull'acqua è sempre molto complicato", dice Koepp, con una risatina. "Ricordo di aver pensato: 'Oh, poveretti coloro che dovranno farlo per davvero!' Ma io sono solo lo sceneggiatore! È un problema loro, non mio!".
La sfida de La Rinascita
Una nuova epopea a velocità epica
Ad accettare il guanto di sfida di risolvere le scene apparentemente impossibili della sceneggiatura, sono stati i produttori veterani di Jurassic, Frank Marshall e Patrick Crowley, che di recente hanno prodotto anche Twisters sempre per la Universal. Prima però, hanno dovuto superare lo shock dell'esistenza della sfida. "Quando abbiamo finito di distribuire Il Dominio nel 2022, non avevamo dubbi che ci sarebbe stato un altro capitolo della saga, ma non avevamo idea che Steven già ne stesse preparando uno nuovo, né che sarebbe stato pronto così presto", aggiunge Crowley. "Eravamo concentrati sulla conclusione di Twisters quando improvvisamente questa sceneggiatura di David Koepp è arrivata nel dicembre del 2023. Ci ha davvero colti di sorpresa".
L'inaspettato fascio di gioia giurassica che era La Rinascita è arrivato anche con una data di consegna a sorpresa: l'estate 2025. Crowley, Marshall e le loro squadre hanno dovuto mettersi al lavoro in fretta. "Normalmente, per un film di Jurassic ci vogliono sei mesi di pre-produzione", dice Crowley. "In questo caso ne avevamo solo tre. La post-produzione di solito durava 44 settimane, perché il team degli effetti visivi ha bisogno di ogni minuto per realizzare i dinosauri; questa volta, ne avevano solo 32. Aleggiava un po' di ansia, ma la nostra esperienza ci ha insegnato come procedere. E dopo esserci consultati con i nostri partner della Industrial Light & Magic e Skywalker Sound, ci hanno assicurato che avrebbero potuto fare il loro lavoro e anche bene". Non rimaneva altro che trovare il regista ideale, che potesse affrontare e superare la sfida".
Da Star Wars a Jurassic
Gareth Edwards si assume il Compito
Con un calendario di produzione tanto accelerato, La Rinascita necessitava di un regista con una comprovata esperienza nella realizzazione di franchise ad alto budget. Ed è qui che è entrato in gioco Gareth Edwards, il cui curriculum lo ha reso l'ideale per raccontare la storia di questo capitolo, e dare nuova linfa a un franchise, e che include: Monsters del 2010, un film a basso budget con creature dall'ingegnoso design; Godzilla del 2014, che ha reintrodotto l'imponente kaiju atomico a una nuova generazione di spettatori; e Rogue One del 2016, una storia di Star Wars con una carica da heist-movie. All'epoca era anche, all'insaputa di Spielberg, forse l'allievo più longevo e devoto del leggendario regista.
Edwards è cresciuto in Inghilterra, amando e studiando i film di Spielberg. All'età di 10 anni, ha deciso di concentrarsi sullo storyboard e gli effetti speciali dopo aver visto un documentario sulla realizzazione di Indiana Jones e il tempio maledetto. "La maggior parte dei miei film sono stati tentativi segreti di realizzare il mio Jurassic Park, a volte in modo più palese di altri", confessa Edwards.
Di fatto, il giorno prima che il produttore Frank Marshall chiamasse Edwards per chiedergli la disponibilità a dirigere La Rinascita, il regista aveva appena rivisto Jurassic Park come spunto per un altro progetto da sviluppare, e aveva scritto un documento di quattro pagine in cui analizzava il motivo per cui Jurassic Park avesse funzionato così bene. "Mi capita di farlo con i film che mi piacciono", sostiene Edwards. "Scrivo dei piccoli saggi per me stesso, per cercare di capire il loro codice magico. Il che non significa che ci riesco sempre! Dico solo che sono un po' strano in questo senso. Il giorno dopo ho parlato con Frank Marshall della regia di La Rinascita. È stata una coincidenza incredibile".
Per i produttori, Edwards si è rivelato il regista perfetto per lanciare questa nuova era di Jurassic. "Gareth è un fantastico visual stylist che ama i personaggi e sa come raccontare una storia", afferma Marshall, riferendosi all'opera fantascientifica di Edward del 2023, The Creator, che ha ricevuto nomination agli Oscar® per i Migliori Effetti Visivi e il Miglior Sonoro. "Gareth sa come usare al meglio le immagini generate al computer, dove non ci si accorge che si tratta di CGI, e sa come creare le sequenze incredibili che ha realizzato in The Creator e Rogue One".
Edwards ha impressionato anche lo sceneggiatore David Koepp. "Gareth ha un'immaginazione tridimensionale che gli permette di visualizzare cose spettacolari", afferma Koepp. "Ma il suo talento non risiede solo nel fatto di riuscire a visualizzarle, ma anche di capire come trasformarle in realtà. Questa è la linea che separa un bravo regista da uno straordinario".
Tuttavia, la chiamata all'avventura di Jurassic è arrivata in un momento in cui le energie di Edwards erano al minimo. Si sentiva esausto al termine di The Creator, e una parte di lui sperava che la sceneggiatura di Koepp gli avrebbe dato un motivo per dire di no. Ma proprio come nella vita, anche la buona scrittura trova sempre un modo. Edwards è rimasto affascinato dalla sceneggiatura de La Rinascita, dalla sua trama avvincente alla sua implicita lettera d'amore nostalgica per i film di Spielberg. "Speravo che non mi piacesse", dice Edwards. "Volevo poter dire: 'Grazie mille, ma mi prendo una pausa'. Ma quando sono arrivato alla fine e ho chiuso la sceneggiatura, ho capito che dovevo assolutamente farlo".
In effetti, Edwards probabilmente potrebbe scrivere un altro saggio di quattro pagine sulla sceneggiatura de La Rinascita di Koepp. "È la storia di una missione che diventa una storia di sopravvivenza con alcune grandi sorprese lungo il percorso", dice il regista. "Bilancia e intreccia elegantemente le vicende di questi avventurieri in missione con un'emozionante storia familiare. È un viaggio di capitoli distinti ambientati in circostanze interessanti: mare, terra e aria. Ognuno di essi è un breve racconto da brivido che si aggiunge alle montagne russe di una storia epica. A volte è come Lo Squalo, altre volte come Indiana Jones, e nel mezzo si delizia della maestosità della natura come un film di David Attenborough. A dire il vero, mentre leggevo la sceneggiatura ho pensato che se si fosse presentata l'opportunità di fare qualcosa di così cinematografico e intenso come l'attacco del T. rex in Jurassic Park, non avrei esitato a farlo. Ma la sceneggiatura di David offriva molteplici opportunità, e l'idea di realizzarle tutte mi entusiasmava davvero".
Oltre a una preparazione in volata, la sfida più intimidatoria che Edwards ha affrontato prima di iniziare le riprese nel giugno del 2024, è stata quella di superare il timore reverenziale di lavorare per Steven Spielberg. "Immagina di essere un compositore che ammira Mozart. Beh, Mozart è vissuto molto tempo fa, quindi è come un mito", dice Edwards. "Invece, il grande maestro del cinema di oggi è ancora molto presente tra noi, e ora che mi sono trovato al suo fianco, posso dire di aver vissuto un'esperienza surreale; è come scoprire che Babbo Natale esiste davvero".
Per quanto riguarda la sua visione de La Rinascita, Edwards ha voluto usare il Jurassic Park originale di Spielberg come pietra di paragone. "Jurassic Park è stato presentato come un film per famiglie, mentre io l'ho sempre considerato un film horror in regime di programma protezione testimoni figurativo, che quindi finge di essere un film per famiglie", aggiunge Edwards. "Jurassic Park è cinema puro perfetto. Non si riuscirà mai a battere quello che Steven ha fatto nell'originale, e non ho mai pensato di poterci riuscire. Ma spero di aver fatto un film che ne sia degno. Jurassic World – La Rinascita dovrebbe dare l'impressione che la Universal abbia aperto un archivio e trovato un film che si era dimenticata di fare, un sequel di Jurassic Park degli anni Novanta, con l'atmosfera e lo stile dell'originale".
I Personaggi
Zora Bennett (Scarlett Johansson)
Ex agente delle forze speciali ed esperta di estrazioni con la fama di essere una delle migliori, Zora Bennett all'inizio de La Rinascita si trova a un bivio personale e professionale. La promessa di una lauta paga che potrebbe finanziare una serena pensione, la porta ad accettare un incarico in un'importante azienda farmaceutica per ottenere il DNA dalle creature più grandi che abbiano mai camminato, volato e nuotato sul pianeta. Ma quel che scopre nelle giungle abitate dai dinosauri dell'Île Saint-Hubert, mette a dura prova il suo coraggio e il suo codice morale, e alla fine le offre l'opportunità di un diverso tipo di reset che le cambierà la vita.
A interpretare Zora è Scarlett Johansson, due volte candidata all'Oscar® (Storia di un matrimonio, JoJo Rabbit) il cui vasto curriculum include il suo iconico ruolo nell'Universo Cinematografico Marvel nei panni di Natasha Romanoff, alias l'assassina diventata supereroina nota come Vedova Nera, in appunto Black Widow. La Johansson è una fan della saga di Jurassic Park fin da piccola, e proprio come la cacciatrice di dinosauri che interpreta, si è posta come missione quella di ottenere un ruolo ne La Rinascita. "È sempre stato un mio sogno far parte della famiglia di Jurassic", afferma l'attrice. "Uno dei miei primi ricordi di quando andavo al cinema, è legato proprio Jurassic Park. Negli ultimi 15 anni ho seguito ogni sviluppo di Jurassic Park, e ogni volta che sentivo che stavano girando un film, ho sempre dato la mia disponibilità senza però mai ottenere la parte".
Non lasciando nulla al caso, questa volta la Johannson ha chiamato Steven Spielberg in occasione de La Rinascita, e ha chiesto un incontro negli uffici della Amblin a New York. "Gli ho chiesto un incontro generico, sperando ovviamente che menzionasse Jurassic Park", racconta la Johansson. "Abbiamo parlato per ore, e a un certo punto ho detto: 'Steven, vorrei tanto far parte di questo film. Anche se si tratta solo di interpretare un personaggio che muore nei primi cinque minuti, lo farei! È un sogno per me! Lasciamelo fare! Ce la farò!' ".
Quando il regista Gareth Edwards si è unito a La Rinascita e ha saputo che anche la Johannson desiderava farne parte, la sua reazione è stata immediata e decisa. "Durante una riunione con Steven e i dirigenti dello studio - racconta Edwards – abbiamo preso in considerazione vari nomi per il ruolo di Zora, e a un certo punto Steven ha detto: 'Beh, sai, Scarlett Johansson mi assilla da mesi per un ruolo in un film di Jurassic Park. Ogni volta che la vedo, non parla d'altro'. Ho pensato: 'Perché perdere tempo? Telefoniamo subito al suo agente, sarebbe perfetta!' ".
Da appassionata del franchise, la Johansson era entusiasta della sceneggiatura di Koepp. "Sembrava un film di Jurassic Park al 100%, un survival thriller che si sviluppa con entusiasmo e ha una posta in gioco molto alta", dice l'attrice. "L'ho letta tutta con un gran sorriso, perché era fantasiosa, divertente e spassosa". La Johansson aveva delle idee per dare spessore a Zora, e ha collaborato con lo sceneggiatore David Koepp per integrarle nella narrazione. "Zora è una mercenaria con un passato ricco e un dolore privato, quindi per me era importante mostrare le sue cicatrici" – aggiunge – Ho pensato che avremmo potuto trasmettere tutto ciò creando un personaggio che si trova a un punto di svolta nella sua vita, in cui è pronta a cambiare rotta. E c'è anche una posta in gioco personale per lei. È un argomento di cui io e David abbiamo parlato a lungo. Cosa manca nella vita di Zora? Ha fatto tanti sacrifici per gli altri; cosa è pronta a fare per sé stessa?".
La Johannson ha portato nel film vent'anni di addestramento come eroina d'azione, sebbene abbia dovuto imparare una nuova abilità per La Rinascita: la discesa in corda doppia, nota anche come rappelling. "Nel corso degli anni mi sono allenata tantissimo con le armi, e mi sono sottoposta ad addestramento militare – racconta - Non avrei mai pensato, da giovane attrice, che sarebbe stato un requisito del lavoro che svolgo, eppure sono cose davvero utili. Sono un valore aggiunto".
La Johansson ha lavorato a stretto contatto con la sua controfigura, MICKEY FACCHINELLO (Wonder Woman, Black Widow), e con la squadra degli stunt del film per la progettazione e l'esecuzione delle numerose sequenze d'azione del film. "Mickey, con cui ho lavorato in Black Widow, conosce molto bene il mio corpo e le mie performance – sostiene - Questo è di grande aiuto, perché posso dedicare il mio tempo di preparazione tanto alla forma fisica quanto alla vita interiore del mio personaggio".
La performance risultante, a detta del regista Edwards, è stata a dir poco strabiliante. "Scarlett è un pacchetto completo; non c'è niente che non sappia fare", dice Edwards. "È carismatica, è super intelligente, ha una grande profondità emotiva ed è bravissima nella commedia". Elogia anche la sua leadership dietro le quinte, attribuendole il merito di aver alimentato un cameratismo tra il cast che è durato per tutto il tempo delle riprese, fisicamente impegnative. "All'inizio delle riprese, Scarlett ha noleggiato una barca e ha invitato il cast a trascorrere con lei il fine settimana - dice il regista - E dopo, ho notato un'enorme differenza nel cast; sono tornati super uniti, come una famiglia, e appare sullo schermo. È stata una mossa intelligente la sua, come leader del gruppo, radunare tutti insieme in quel modo".
La Johansson è rimasta altrettanto affascinata dalla visione e dalla leadership del suo regista. "Gareth ha un vocabolario visivo incredibile – dice - Riesce a vedere l'intero film nella sua mente; ha un'immaginazione splendidamente organizzata ed è in grado di dirti come apparirà una scena e come si svilupperà. È una rarità. Nella mia carriera ho lavorato con pochi registi che possedevano quel tipo di vocabolario visivo. E non è nemmeno derivativo: trova la sua strada, ed è quindi un narratore unico in questo senso. Ha un atteggiamento straordinario verso il lavoro; non fa il prezioso, è collaborativo e disponibile. Mi è piaciuto molto lavorare con lui a quello che era davvero un sogno per entrambi".
Duncan Kincaid (Mahershala Ali)
Di base a Paramaribo, Capitale del Suriname, dove lo si può trovare in un bar sulla spiaggia a giocare a carte e bere Bloody Mary sotto un Plesiosauro imbalsamato, Duncan Kincaid è un soldato di ventura che comanda l'Essex, una nave militare di pattuglia mimetizzata e ridotta all'essenziale, con un equipaggio di fidati collaboratori. Amico di Zora Bennett fin dai tempi del lavoro sporco nell'esercito e, come lei, alle prese con il dolore di una recente perdita, Duncan accetta di fornire trasporto e sicurezza alla spedizione dell'Ile Saint-Hubert per una somma considerevole. Ma trova una motivazione diversa per portare a termine la missione quando salva i naufraghi della famiglia Delgado, che lo coinvolge in uno scopo che gli offre una catarsi per la sua angoscia privata.
Per dare vita a Duncan, il regista Gareth Edwards ha optato per Mahershala Ali, vincitore dell'Oscar® per le sue interpretazioni in Moonlight e Green Book, e candidato agli Emmy per i suoi ruoli in House of Cards – Gli intrighi del potere, True Detective e Ramy. "Ciò che Mahershala apporta immediatamente, tra le altre cose, è integrità e credibilità - afferma Edwards - I film che ha fatto, e la grande passione per la sua arte, sono una garanzia. Mi ricorda il motivo per cui ho intrapreso la carriera di regista e il motivo per cui i film che amo, come ad esempio Lo squalo, possono essere sia artistici che commerciali; una cosa non esclude l'altra".
Ali ha trovato la motivazione per unirsi al cast de La Rinascita a casa sua. "Ho apprezzato l'opportunità di partecipare a qualcosa che mia figlia potesse effettivamente vedere", dice Ali, aggiungendo di essere altrettanto incuriosito dall'opportunità di interpretare un ruolo che raramente gli viene proposto. "Duncan era diverso da tutti i personaggi che ho interpretato negli ultimi anni. E' un pirata dei giorni nostri, ma con un cuore d'oro. È molto attivo, sempre in movimento, guidato da obiettivi chiari. Come attore, ero entusiasta di immergermi in questo personaggio e interpretarlo. Non avevo letto molte sceneggiature d'azione e avventura prima d'ora, ma questa mi è sembrata un'espressione entusiasmante di quel genere".
Girare La Rinascita è stata di per sé un'avventura per Ali. La Thailandia, che ha fornito gli esterni della base costiera di Duncan e dell'Ile Saint-Hubert, ha stimolato e sfidato l'attore, così come tutto il cast. "La Thailandia è stata sorprendente, costruttiva e meravigliosa - afferma Ali – Anche se a volte non è stata così sorprendente….ma in maniera lecita. La Thailandia era straordinariamente umida e calda; ci si sentiva come cotti dall'interno. C'erano tutti i tipi di animali, creature e insetti in questi luoghi. Nel mezzo della scena apparivano scimmie che scalavano una scogliera o un serpente che nuotava attraverso un fiume, pipistrelli che volavano sopra la testa e scorpioni che ti strisciavano accanto. In un certo senso, queste cose hanno davvero contribuito alla sensazione di vivere un'avventura. Mi ha dato moltissimo, come attore e come essere umano. Chi può farlo? In questa fase della vita è toccato a me, ed è stata una vera benedizione".
Altrettanto impegnativo per Ali è stato recitare le scene sul set con quella che fungeva da controfigura per la barca di Duncan, l'Essex, costruita in una cisterna d'acqua all'aperto presso i Malta Film Studios. "A Malta è stato tutto uno stunt senza sosta - confessa - Abbiamo lavorato su questa piattaforma che si muoveva in modi diversi, venendo colpiti da macchine del vento e cannoni ad acqua; ci hanno reso molto facile fingere di essere in mare!".
Edwards è grato per la perseveranza di Ali, così come per il suo impegno nelle scene e con i suoi colleghi. "Ciò che Mahershala ha da vendere è la profondità - dice Edwards - Ti dà tantissimo, che stia recitando una battuta o reagendo a qualcun altro. Rallenta davvero il montaggio, perché ogni ripresa è diversa e spettacolare, e diventa difficile fare una scelta! Potremmo realizzare un intero cortometraggio sulle reazioni di Mahershala. È semplicemente fantastico guardarlo e immaginare a cosa sta pensando".
Dr. Henry Loomis (Jonathan Bailey)
Ex studente dell'eroe della saga, il Dr. Alan Grant (Sam Neill), e paleontologo specializzato in dinosauri colossali, il Dr. Henry Loomis si unisce alla spedizione allettato dalla speranza di curare le malattie, e dalla possibilità di vedere finalmente i dinosauri in condizioni simili al loro antico habitat. Henry lega con Zora Bennett, e diventa prezioso per la squadra durante i loro incontri ravvicinati con i dinosauri, mostrandosi come la voce della coscienza mentre scoprono segreti sulla loro impresa e sugli orrori mutanti che popolano l'isola.
A interpretare Henry è Jonathan Bailey, il pluripremiato attore britannico di teatro, TV e cinema, che arriva a La Rinascita fresco della sua interpretazione di Fiyero nel successo mondiale Wicked. "Jonathan ha un senso di meraviglia e di entusiasmo molto infantile, quindi era perfetto per questo personaggio, un paleontologo che non ha mai visto un dinosauro in natura" – sostiene il regista – Gli brillano gli occhi e ha la capacità di rendere avvincente qualsiasi cosa dica, il che è molto importante per un protagonista che deve spiegare la scienza ad altri personaggi e al pubblico. Riesce a dare slancio a un'intera scena. Da regista ti affidi molto a lui, anche nelle scene in cui non parla".
Come Edwards, Bailey è cresciuto come allievo di Spielberg e, come la sua co-protagonista Scarlett Johansson, sostiene che Jurassic Park è stata un'esperienza d'infanzia fondamentale che ha catturato la sua immaginazione per il cinema. "Avevo cinque anni quando la mia famiglia mi ha portato a vedere Jurassic Park, una scelta un po' azzardata da parte dei miei genitori, dato che era vietato ai minori di 13 anni", dice Bailey ridendo.
Ricordo che era in un certo senso spirituale, non solo per la visione e la fantasia, ma perché parlava del rapporto del mondo moderno con il passato e la natura. I personaggi erano così vividi e giocosi, la scrittura era così tesa e, trattandosi di Spielberg, era una sontuosa delizia di evasione. E la colonna sonora di John Williams! Come si classificano le colonne sonore di John Williams? Ora sono letteralmente pagato per dirlo, ma penso che siano le numero uno".
Bailey, il cui Henry Loomis ne La Rinascita usa la stessa cazzuola che Alan Grant - interpretato da Sam Neill usava in Jurassic Park - dice di considerare un onore il rappresentare l'eroe-paleontologo di nuova generazione del franchise. "Portare avanti il testimone di Alan Grant è speciale - confessa Bailey - E interpretare Henry, che incarna l'amore per la natura e le nostre più grandi curiosità al riguardo, è stato molto divertente. La sceneggiatura di David Koepp era entusiasmante e affascinante. Ha toccato il mio lato nerd".
Le numerose scene di Henry con Zora hanno portato Bailey a sviluppare una profonda stima per la Johansson, e ricorda chiaramente il loro primo giorno di riprese insieme. "Dovevamo scavalcare una recinzione elettrica, e mentre lo facevamo, mi è improvvisamente venuto in mente che la recinzione elettrica è un'icona in Jurassic Park – aggiunge - Ma quando Scarlett ha saltato la recinzione, in piena modalità eroe d'azione, ho pensato ma no: quella è la cosa più iconica di Jurassic Park".
Un altro momento che ha fatto sentire Bailey un autentico eroe d'azione è avvenuto durante le riprese sulla Essex. "Abbiamo girato una scena in cui Henry deve afferrare Zora sulla barca perché sta cadendo da un lato – racconta Bailey – Avevo i cannoni ad acqua che mi sparavano addosso, la barca si stava ribaltando, e il mio bambino interiore – che non è poi così interiore, a dire il vero – urlava di gioia. Sono stati i tre minuti più spielbergiani della mia vita".
Detto questo, non tutti i giorni di riprese de La Rinascita sono stati un gioco per Bailey. Confessa di aver dovuto combattere contro le vertigini mentre girava le scene di discesa in corda doppia da una scogliera. ("Sono riuscito a nasconderle in modo che nessuno se ne accorgesse", dice Bailey).
E poi c'erano i serpenti. "Guarda, quando giri un film, vuoi avere il più possibile la percezione dell'ambito della trama – aggiunge - E caspita se ce l'hai quando ti ritrovi immerso fino alla vita in acque infestate da serpenti, con dei domatori di serpenti intorno che ti fanno sentire al sicuro, ma che ti dicono anche cose come: 'Stai attento a questo; se ti morde, muori entro dieci secondi'. Quel momento esprime il brivido viscerale che caratterizza i film di Jurassic, e ho notato che tutti si sono impegnati per fare le cose per bene. Quando ti trovi in questi luoghi straordinari ma difficili, e quando vedi il cast e la troupe scavare e Gareth stesso entrare lì con la sua macchina da presa, ti senti protetto. Non avevo mai vissuto un'esperienza del genere su un set. È stato tutto molto emozionante, e spero che sia pari all'emozione di guardare il film".
Martin Krebs (Rupert Friend)
Assunto dal colosso farmaceutico ParkerGenix, Martin Krebs recluta Zora Bennett per infiltrarsi a Ile Saint-Hubert e rubare il DNA di dinosauro per i suoi capi che producono medicinali. È spinto dall'altruismo, dalla fedeltà aziendale e dall'istinto di sopravvivenza in egual misura: vuole davvero che si trovi una cura per le malattie cardiache; vuole che la ParkerGenix sia l'unica azienda in grado di trarne profitto; e vuole consegnare la merce senza andare in prigione. O morire. È determinato a raggiungere il successo con ogni mezzo necessario, al punto da nascondere a Zora e alla sua squadra la reale pericolosità di Ile Saint-Hubert.
A ritrarre Krebs è Rupert Friend, famoso per il ruolo di Mr. Wickham nell'adattamento di Orgoglio e pregiudizio di Joe Wright del 2005, per la sua interpretazione candidata agli Emmy nei panni della spia Peter Quinn nella serie drammatica di spionaggio Homeland di Showtime, e per la sua interpretazione del Grande Inquisitore Sithy in Obi-Wan Kenobi della Disney. "C'è stato un momento nel lavoro di Rupert che mi ha davvero conquistato - afferma il regista Gareth Edwards - Era una scena di Homeland in cui si prepara per un incontro in cui deve convincere alcune persone influenti di qualcosa di estremamente importante. Non c'è dialogo; lo vedi solo mentre pensa e sente, ed è avvincente. Come attore, è difficile trascinare il pubblico nel tuo mondo interiore. Così, dopo aver visto la sua scena, l'ho messo tra i miei preferiti".
Secondo Friend, Krebs è un agente segreto d'élite che si sarebbe trovato benissimo in Homeland. "Krebs ha un passato ricco d'azione nei servizi segreti o nelle forze paramilitari, o in entrambi, e ora è un faccendiere di Big Pharma - dice Friend - Il suo lavoro consiste nel muoversi nell'ombra tra il mondo della FDA, che si occupa dei test sui farmaci e dei finanziamenti, e il mondo leggermente meno legale di come si possono ottenere i principi attivi".
Friend si è anche ispirato a James Bond per il ruolo di Krebs: la cosa fa sorridere dato che Friend è stato menzionato come potenziale candidato per interpretare 007 nei futuri film di Bond. "Un giorno, nella sala costumi stavamo cercando di trovare il tono giusto per Krebs - racconta Edwards - Rupert ha indossato una camicia e io scherzando ho detto 'Sembra James Bond, vero?'. Credo che Rupert si sia davvero lasciato ispirare da questa frase. Quella strategia ha contribuito a rendere grigio e complesso un personaggio destinato ad apparire come un villain. Aiuta anche il fatto che sia semplicemente Rupert. Non lo si può odiare. A prescindere da cosa stia facendo, c'è una parte di te che lo apprezza sempre molto".
I personaggi de La Rinascita hanno delle sfaccettature, che il cast era ansioso di abbracciare. "Volevamo tutti che i nostri personaggi sembrassero realistici e tridimensionali, non degli archetipi di buoni e cattivi", sostiene Friend, aggiungendo che lui ed Edwards hanno lavorato con lo sceneggiatore David Koepp per perfezionare le motivazioni di Krebs e smussarne l'arroganza. "Nessuno di questi personaggi è uno psicopatico o cerca volontariamente di infliggere traumi alle persone; "Non è questo il film che stiamo girando - dice Friend - Raccontiamo la storia di un gruppo di persone di talento che compiono una spedizione pericolosa e altamente illegale, per realizzare qualcosa di buono per il mondo. Ciò che li differenzia sta in ciò che ognuno è disposto a fare per proteggere la missione e raggiungere un obiettivo relativamente nobile, e le loro diverse scelte hanno conseguenze reali e a volte preoccupanti".
Come i suoi colleghi, Friend si è divertito a interpretare l'azione prevista in La Rinascita. "Adoro l'impegno fisico", afferma l'attore. "Mi è stato concesso di eseguire la maggior parte delle mie acrobazie che consistevano principalmente nel lanciarmi da una ringhiera, o giù da una scogliera, o per una rampa di scale, o farmi catturare da un qualcosa di volante che si supponeva avesse le dimensioni di un jet Harrier. È stato molto divertente".
Reuben Delgado (Manuel Garcia-Rulfo)
Reuben Delgado è un padre benintenzionato che cerca di connettersi con le figlie portandole (insieme al fidanzato della figlia maggiore) a fare una gita in barca a vela a bordo de La Mariposa, uno sloop bermudiano in teak del 1954, che ha amorevolmente restaurato lui stesso. L'imbarcazione in seguito all'attacco di alcuni Mesosauri si capovolge, così vengono portati in salvo dalla squadra di Zora Bennett e alla fine approdano sull'Ile Saint-Hubert, dove i loro legami tesi e i nervi a fior di pelle vengono messi a dura prova mentre cercano di sopravvivere in una terra selvaggia di predatori geneticamente modificati.
Per interpretare Reuben, Edwards ha scelto Manuel Garcia-Rulfo, star del legal drama di successo di Netflix Avvocato di difesa – The Lincoln Lawyer, i cui crediti cinematografici includono Cake, I magnifici sette e Assassinio sull'Orient Express. Il regista attribuisce alla direttrice del casting Jina Jay il merito di avergli consigliato Garcia-Rulfo. "Non conoscevo il lavoro di Manuel, e avevo in mente altri candidati, ma poi Jina mi ha detto di guardare una particolare scena di Avvocato di difesa - The Lincoln Lawyer - racconta Edwards - Nel giro di 10 secondi, mi sono ritrovato a provare un'ondata di sollievo: Grazie a dio, ecco Reuben".
Garcia-Rulfo si è preparato al ruolo raccogliendo il coraggio di imparare a fare immersioni subacquee. "Non ho mai usato l'attrezzatura subacquea prima - racconta l'attore - Mia sorella fa immersioni, ma io ho sempre avuto paura. Quindi, è stato fantastico imparare finalmente". Per le sequenze d'azione del film, Garcia-Rulfo ha lavorato a stretto contatto con la sua controfigura, BORIS MARTINEZ (Skyfall, No Time to Die). "Ho dovuto sottopormi a diverse acrobazie - continua Garcia-Rulfo – Mi sono provocato un piccolo infortunio alla caviglia, ma nel complesso è stato divertente. Boris ha eseguito gli stunt più importanti. Non so come facciano questi stuntman a rialzarsi dopo ogni ripresa! Un applauso per loro, perché ci fanno fare una bella figura".
La storia di Reuben e della sua famiglia – la loro lotta per la guarigione relazionale; la loro lotta per la sopravvivenza – è "il cuore emotivo del film", dice Garcia-Rulfo, un contraltare spirituale alla trama parallela sugli agenti a caccia di DNA di dinosauro. Reuben è solo un padre normale, intrappolato in questa situazione bizzarra, che cerca di proteggere la sua famiglia. Ma Garcia-Rulfo, che non ha figli, confessa di aver temuto di non avere l'esperienza di vita necessaria per rendere giustizia al suo personaggio. "Mi piace pensare a me stesso come a un ragazzo, e ora devo interpretare un uomo con una figlia adolescente che presto andrà al college – afferma - All'inizio avevo paura. Pensavo, mio dio, come farò? ".
L'attore crede di essere riuscito nel suo intento grazie a coloro che interpretano le figlie di Rueben (Audrina Miranda e Luna Blaise) e a David Iacono, che interpreta il fidanzato della figlia maggiore. "Audrina è davvero speciale - dice Garcia-Rulfo – La sua allegria ci ha messo in uno stato d'animo utile a sviluppare l'alchimia familiare. Luna, che interpreta mia figlia Teresa, è un'attrice straordinaria, così come David, che è molto divertente, ed entrambi hanno un grande talento per l'improvvisazione. E grazie alla loro giovane immaginazione, riescono facilmente a pensare di essere inseguiti o attaccati da dinosauri, cosa che certamente mi ha aiutato a fare lo stesso. Mi hanno aiutato ad interpretare il loro padre, amarli, immaginare il pericolo e lottare per la nostra famiglia".
Come per tutti i personaggi scritti da David Koepp, Reuben Delgado è più di una cosa sola, e Garcia-Rulfo ha colto questa profondità e complessità, afferma il regista Gareth Edwards. "Il problema di Reuben è che, nelle mani sbagliate, potrebbe risultare noioso, dato che la sua identità principale è quella di padre - dice Edwards - Ma il personaggio che David ha scritto è fondamentalmente più interessante di così: Reuben, così come lo conosciamo, è in qualche modo alienato e distante dai suoi figli. E Manuel è riuscito a trovare un tono interpretativo che ha elevato il ruolo e reso Reuben e le sue relazioni davvero interessanti. Ci sono tante inquadrature in questo film in cui verrebbe voglia di abbracciarlo, perché riesce a comunicare tanto in poche battute. La telecamera lo adora. Spero che ne esca da megastar, perché ruba davvero la scena in questo film".
I Ragazzi A Bordo Della Mariposa
Isabella Delgado (Audrina Miranda), Teresa Delgado (Luna Blaise), Xavier Dobbs (David Iacono)
Le figlie intraprendenti di Reuben, Teresa di 18 anni, e Isabella di 11, accettano di accompagnare il padre in un'avventura estiva in mare aperto a bordo del veliero del padre, La Mariposa, in un momento delicato e di transizione della loro vita. Per Teresa, che si sta preparando per andare al college, il tentativo di Reuben di risaldare un legame con gli altri sembra imbarazzante, e preferisce trascorrere del tempo con il suo fidanzato, Xavier. Ecco perché anche il ragazzo partecipa al viaggio, con grande sgomento di Reuben. Questi problemi relazionali diventano irrilevanti quando un Mosasauro rovina completamente la loro vacanza, ma vengono anche risolti in modi sorprendenti mentre Reuben e le sue figlie – e Xavier – lavorano individualmente e insieme per fuggire dall'Île Saint-Hubert.
Luna Blaise, nota per le serie TV Fresh Off the Boat e Manifest, afferma che interpretare Teresa, e in particolare girare la sequenza in cui il suo personaggio si trova faccia a faccia con un T. rex, è stato un momento di svolta. "Avevo circa sei anni quando ho visto Jurassic Park per la prima volta e l'ho adorato – racconta - Circa una settimana dopo, mio fratello maggiore ha ricevuto un enorme costume da T. rex: l'ha indossato e mi ha spaventata così tanto che sono corsa da mio padre in lacrime. E ora quel momento è fin troppo reale, nel senso migliore del termine! La scena in cui aiuto la mia famiglia a salire su una zattera per scappare da questo T. rex, è stata semplicemente pazzesca".
L'attrice è stata anche attratta dalla resilienza del suo personaggio. "Ciò che mi ha affascinata di Teresa è stato il feroce impegno nel combattere per la sua famiglia - afferma la Blaise - È giovane e innocente sotto molti aspetti, ma quando le cose vanno male, si mostra coraggiosa e intraprendente. Mette tutto in gioco per proteggere le persone che ama, e quella forza mi ha davvero colpita".
Imparare a manovrare quella zattera faceva parte della preparazione che la Blaise e i suoi compagni del cast hanno fatto per le numerose scene d'acqua del film. "Sono grata per quell'addestramento, perché il rafting è più faticoso di quanto pensassi – continua la Blaise - Un saluto a tutti i rafters perché è stato pazzesco. Spero che il risultato sia soddisfacente, perché è stato un lavoro duro".
L'esordiente Audrina Miranda ha avuto modo di lavorare a stretto contatto con il quinto membro non ufficiale del Team Delgado, Dolores, alias l'Aquilops che Isabella di fatto adotta. "Dolores mi ha ricordato moltissimo i miei cani, quindi è stato facile entrare in sintonia con questo fantastico animatronico - dice Miranda - Era carina e tanto realistica. Quando ho letto la sceneggiatura, ho dovuto fare delle ricerche online per vedere che aspetto avesse un Aquilops, così da poterla visualizzare durante le prove. Quando finalmente l'ho incontrata, è stato come se il team di animatronics che ha creato Dolores avesse trasformato quelle immagini in realtà. Avere Dolores sul set è stato molto utile, perché mi ha fatto entrare nella mente di Isabella e mi ha dato la sensazione di avere un vero dinosauro con cui interagire".
David Iacono (L'estate nei tuoi occhi, Dead Boy Detectives) interpreta Xavier, il fidanzato di Teresa. All'inizio sembra un adolescente carino ma inutile, e il padre di Teresa, Reuben, non ne è affatto impressionato. Ma quando le cose si mettono male, Xavier dimostra di essere più di quello che sembra, cambiando la prospettiva di Reuben (e la nostra). Per Iacono, La Rinascita è stata un'avventura in giro per il mondo piena di esperienze esaltanti. "Non ho dovuto usare troppa immaginazione per entrare nel mondo di questo film, visti i luoghi in cui abbiamo girato", racconta Iacono. "Le giungle e le grotte della Thailandia, la navigazione sul Mar Mediterraneo, era tutto così irreale, e ci si poteva immergere negli ambienti e concentrarsi solo sulle relazioni e sulle parole. Detto questo, uno dei nostri primi giorni in Thailandia, abbiamo dovuto girare una scena sotto la pioggia battente nella giungla. È stato sicuramente un modo intenso per dare il via alla produzione, e credo che abbia davvero posto le basi per il resto delle riprese. E a quanto pare il giorno prima di girare nelle grotte, c'era un'enorme colonia di pipistrelli che hanno lasciato il guano ovunque. È stato a dir poco sprezzante, e sono sicuro che il risultato sarà fantastico!".
Iacono, che ha anche seguito un addestramento subacqueo per prepararsi al film, afferma che girare l'assalto del Mosasauro a La Mariposa è stato esaltante e straziante. "Ho un momento straordinario in cui Xavier è bloccato in una cabina dopo il capovolgimento del La Mariposa – racconta – L'acqua che si riversa in questo piccolo spazio ti rende claustrofobico, e anche se sapevo di essere completamente al sicuro, perché era un set controllato da una fantastica squadra di stuntman che si è presa cura di noi, è stato spaventoso. Un altro esempio di come non ci si debba affidare troppo all'immaginazione per girare queste scene! È stata un'esperienza pazzesca e divertente girare questo film".
La Squadra Dell'essex
Bobby Atwater (Ed Skrein), Leclerc (Bechir Sylvain), Nina (Philippine Velge)
L'equipaggio familiare di Duncan Kincaid a bordo della sua nave da pattuglia militare mimetizzata, l'Essex, ha un'aria rilassata e spensierata che smentisce la loro prodezze in ambito militare e il loro sarcasmo. A interpretare Bobby Atwater, capo della sicurezza dell'Essex, è Ed Skrein, che ha recitato in Deadpool, In Darkness – Nell'oscurità e Rebel Moon. "Bobby è sicuramente un uomo molto capace, ma ho pensato che sarebbe stato divertente se si fosse presentato in modo modesto", afferma Skrein, che ha collaborato con la costumista Sammy Differ per creare un look per Bobby che fosse "il Drugo de Il Grande Lebowski che incontra Jason Momoa di Aquaman". Per questo, Bobby appare ne La Rinascita indossando infradito, pantaloni larghi e braccialetti dell'amicizia.
A bordo della Essex, come copilota e marinaio c'è LeClerc, interpretato da Bechir Sylvain, la cui ventennale carriera di attore include ruoli in Claws, Bigger e Black Mafia Family. "Ero un dodicenne cresciuto ad Haiti che non parlava ancora inglese, quando ho visto per la prima volta Jurassic Park, e mi ha lasciato senza parole", racconta Sylvain. "Ora, far parte di questo mondo, in un film scritto da David Koepp, lo sceneggiatore originale, è un immenso onore. Ancora più emozionante è il fatto che David Koepp abbia scritto la maggior parte delle battute di Leclerc in francese, cosa che mi ha spinto a contattare il nostro regista Gareth Edwards, con l'idea di ritrarre Leclerc come haitiano. Con mia sorpresa, l'idea è stata accolta con entusiasmo, e per me è stato un momento fondamentale".
Il LeClerc di Sylvain lavora spesso in coppia con la copilota e collega marinaia Nina, interpretata da Philippine Velge (Station Eleven, The Serpent Queen), un'attrice belga che parla anche francese. Come di consueto, i due attori hanno collaborato alla creazione di storie personali per i loro personaggi, che hanno contribuito a plasmare le loro interpretazioni e le loro interazioni. "Philippine e io abbiamo deciso di creare un'intera storia in cui LeClerc recluta Nina dall'esercito quando è giovane, creando un legame indissolubile tra loro", dice Sylvain. Aggiunge la Velge: "Sì, ma mentre Nina corre su e giù per i ponti e fa tutto il possibile, LeClerc, sebbene sia un gradino sopra di lei, è molto più pigro. Fa il minimo indispensabile sulla barca!".
Una delle caratteristiche distintive di Nina sono i suoi numerosi tatuaggi, che sono stati disegnati e applicati da Jana Carboni, la truccatrice de La Rinascita. "Inizialmente, ci voleva un'ora e un quarto al giorno per applicarli, ma alla fine abbiamo ridotto il tempo a 40 minuti", racconta la Velge. "I tatuaggi di Nina sono la balena di Moby Dick, una bussola, una medusa mortale e il numero angelico 111, che le ricordano di fidarsi sempre del suo istinto. Ha un amuleto per allontanare gli spiriti e una tigre coreana, che molti combattenti hanno come simbolo di forza e protezione. E altro ancora. Ognuno di loro ha una storia diversa alle spalle che racconta di un'avventura precedente agli eventi del film".
Come il resto del cast, gli attori della Essex hanno trovato ampia ispirazione nelle location in cui è stato girato La Rinascita. "Alcune delle location in cui abbiamo girato erano così spettacolari che la gente potrebbe pensare che non siano reali e che le abbiamo create in studio, cosa che presumo dovremmo prendere come un complimento", dice Sylvain, riferendosi alle paludi della Thailandia. "Ricordo una volta che eravamo tra le mangrovie mentre ci preparavamo per le riprese, e uno dei location manager ha detto: 'Vedete quelle cose simili a funghi che crescono sugli alberi? Non toccatele, perché potrebbero paralizzarvi'. Quindi, sì, in molte delle mie inquadrature, la reazione non è recitata!. La paura nei miei occhi è reale' ".
Per Skrein, il senso di famiglia e comunità nella produzione de La Rinascita è stato diverso da qualsiasi altro nella sua carriera. "Siamo stati davvero fortunati con questo cast, e credo che appaia sullo schermo", sostiene Skrein. "C'erano un incredibile cameratismo e disponibilità tra questo gruppo di attori, dentro e fuori dallo schermo. Tutto partiva dall'alto verso il basso. Scarlett Johansson è un'attrice protagonista gentile e talentuosa che ha dato il buon esempio. Si allenava come un'atleta. Supportava i suoi colleghi. Era presente nei gruppi WhatsApp, scherzava e condivideva meme con tutti noi. Ogni membro del nostro cast e della troupe ha vissuto un affiatamento che ha reso le riprese un'esperienza davvero speciale".
Note di Produzione
Scenografie e Location
Jurassic Park – La Rinascita è stato girato tra Thailandia, Malta, Regno Unito e New York. Le riprese principali sono iniziate il 13 giugno 2024 e si sono concluse a ottobre.
Per creare il mondo de La Rinascita, il regista Gareth Edwards ha incaricato lo scenografo James Clyne, con il quale aveva già lavorato in The Creator. "Jurassic Park è stato un film fondamentale per me e per la storia del cinema, e volevo rendergli omaggio il più possibile", afferma Clyne. "L'estetica de La Rinascita ricorda molto il Jurassic Park degli anni Novanta, soprattutto l'isola, per gli edifici e le recinzioni in cemento, e l'uso di colori come il rosso e il giallo. La rappresentazione della tecnologia invece, l'abbiamo presa in prestito dai film di Jurassic World, spingendoci persino verso il futurismo, tuttavia cercando il più possibile di rimanere con i piedi per terra".
A Clyne è stato chiesto di costruire dei set funzionanti a 360 gradi in location reali, per quanto possibile, per generare la naturalezza e la prospettiva dal basso, tanto apprezzati da Edwards. "Per girare un film di Gareth Edwards, si vogliono trovare o creare luoghi, o entrambe le cose, in modo che, ovunque posizioni la sua macchina da presa, appaia il mondo in primo piano e sullo sfondo", aggiunge Clyne. "Voleva che attori e pubblico si sentissero completamente immersi nella realtà del film".
Paramaribo, Suriname
Il Van Dyke's Bar, la base operativa di Duncan Kincaid sulla costa settentrionale del Sud America, è stato costruito sui resti di un bar all'aperto abbandonato a Bah Gun, in Thailandia, un piccolo e remoto villaggio di pescatori. Il set era decorato con omaggi a Lo Squalo di Spielberg: una mascella di Mosasauro di due metri e mezzo, una targa di Amity Island e una sezione dell'Orca capitanata da Quint (Robert Shaw).
Ile Saint-Hubert
La sceneggiatura di David Koepp per La Rinascita descriveva un'isola tropicale con coste rocciose, grotte, mangrovie, pianure erbose, cascate e ripide scogliere calcaree. Prima di ingaggiare Gareth Edwards, i produttori stavano valutando delle location nella Repubblica Dominicana, a Mauritius, a Panama e in Costa Rica, con una forte propensione per quest'ultima. Ma Edwards ha convinto i produttori a considerare le terre selvagge "primordiali" della Thailandia, dove ha girato The Creator. È stato un sì facile e immediato. "Quando abbiamo fatto le ricerche e visto i paesaggi, abbiamo pensato che sarebbero stati perfetti per il nostro nuovo mondo di Jurassic", afferma il produttore Patrick Crowley. "Abbiamo mandato le foto a Steven Spielberg e lui ha detto: 'Abbiamo finito! È il posto giusto' ".
La Spiaggia E La Laguna Dei T. Rex
• Per le scene in cui il gruppo di naufraghi di Zora Bennett arriva sull'Ile Saint-Hubert, la produzione ha girato a Sunset Beach a Ko Kradan, un'isola nella provincia di Trang, nella Thailandia meridionale.
• L'incontro della famiglia Delgado con il T. rex è stato girato in una cava allagata in Thailandia e al Lee Valley White Water Centre nell'Hertfordshire, in Inghilterra.
Il Campo Dei Titanosauri
Per girare la scena in cui la squadra di Zora si imbatte in una mandria di Titanosauri che pascola in un campo di erba alta vicino a imponenti scogliere calcaree, la produzione ha trovato le scogliere calcaree e il campo, ma non il manto d'erba. Così, hanno provato a coltivarla in proprio usando semi autoctoni della Thailandia e zolle erbose provenienti da ogni angolo del Paese. Dopo tentativi andati a male, hanno raggiunto il successo assumendo degli orticoltori inglesi per creare un sistema di irrigazione ed utilizzato un fertilizzante speciale. "Per il lavoro che svolgo, non avrei mai pensato di dover passare la notte in bianco a preoccuparmi di far crescere l'erba; ma alla fine eccoci qua", dice Clyne. "Una volta che l'erba era al punto giusto, abbiamo portato un elefante a vagare per il campo per vedere come si muoveva la vegetazione quando un dinosauro la attraversava", racconta il produttore esecutivo Denis Stewart. "L'elefante era felicissimo. Camminava e mangiava. È stata una giornata fantastica".
Le Scogliere Del Quetzalcoatlo
• In omaggio a Indiana Jones e il tempio maledetto, Gareth Edwards ha modificato la sequenza del Quetzalcoatlo nella sceneggiatura di David Koepp per includere un antico tempio costruito all'interno di un'imponente scogliera vicino a una cascata. La produzione ha trovato una location in un parco nazionale nella provincia thailandese di Krabi, ma le regole locali per le riprese proibivano alla squadra di Clyne di fare qualsiasi costruzione o di utilizzare l'ambiente in modi che lo avrebbero deturpato. In accordo col direttore artistico ALEX CAMERON (Prometheus, X-Men: L'inizio), il suo reparto ha costruito il tempio all'esterno del parco, lo ha trasportato a pezzi sul posto e ha allestito il set assemblato con i propri verdi.
• La cascata è stata creata con effetti visivi, utilizzando filmati di una cascata in India girate da una piccola troupe.
• Per girare le scene della discesa in corda doppia della squadra di Zora verso la colonia del Quetzalcoatlo, la produzione ha costruito una parete rocciosa di 21 metri sul set degli Sky Studios di Elstree, in Inghilterra.
I Laboratori E Il Villaggio Della Ingen
• Gli interni del complesso abbandonato della InGen sull'Ile Saint-Hubert – le camere di incubazione, le sale di dissezione del laboratorio e la rete di tunnel sottostanti - sono stati allestiti su tre teatri di posa presso gli Sky Studios di Elstree, in Inghilterra. Un altro teatro di posa ospitava gli interni del tempio, ispirati all'architettura azteca e maya e alle scenografie de I predatori dell'arca perduta.
• La squadra di Clyne ha allestito anche le strutture del villaggio della InGen a Elstree, incluso il minimarket di una stazione di servizio assortito di prodotti a marchio InGen. Nella storia, il negozio è allagato e non viene visitato da anni, quindi LAURA SKINNER (Jurassic World: Il regno distrutto, Wonder Woman) e la sua squadra, addetti alla pittura degli oggetti di scena, hanno curato l'aspetto degli oggetti per farli apparire umidi e invecchiati.
• L'assistente arredatrice di scena NIKKI BRADLEY (Misteri dal profondo, Blitz), rivela che le riviste e il merchandise del minimarket mostrano riferimenti a vari film prodotti e/o diretti da Steven Spielberg, tra cui Ritorno al futuro, Incontri ravvicinati del terzo tipo, I Goonies e Poltergeist – Demoniache presenze.
La Essex E La Mariposa
• I produttori hanno incaricato il coordinatore marittimo DANIEL F. MALONE (Captain Phillips – Attacco in mare aperto, Black Panther: Wakanda Forever) e il suo collega CHARLIE GALEA (Il Gladiatore II, Napoleon), di acquistare a Malta le imbarcazioni per le riprese della Essex e de La Mariposa. Per la prima hanno trovato una veloce motovedetta costruita dalla Tokohama Yacht in Giappone, originaria degli anni '80 e lunga 26 metri. Questa, è stata utilizzata per le scene in cui l'Essex solca l'oceano (dove il Mar Mediterraneo rappresenta l'Atlantico), e come riferimento per gli effetti speciali.
• La squadra di Clyne ha sottoposto l'imbarcazione ad un restyling completo, ridisegnando il flybridge e la coffa e aggiungendo un pulpito posteriore e numerose porte. È stata dipinta di grigio mimetico, mentre la poppa è stata impreziosita da un tocco di rosso, in linea con i veicoli di Jurassic Park.
• Anche l'imbarcazione di Reuben Delgado, La Mariposa, è stata acquisita da Malone e Galea a Malta. Originariamente era uno yawl a doppio albero del 1948 progettato da Sparkman & Stephens, uno studio di architettura navale con sede in Florida ancora attivo, e misura 14 metri, con un ponte in teak. L'intero albero di poppa e la vela sono stati rimossi per ospitare la troupe, trasformando di fatto l'imbarcazione da yawl a sloop.
• Sia la Essex che La Mariposa sono state riprodotte fedelmente dai team di costruzione degli effetti speciali e del reparto artistico. Ogni elemento dell'attrezzatura di coperta e ogni accessorio è stato riprodotto nei minimi dettagli. Queste repliche sono state poi montate su enormi giunti cardanici idraulici presso delle vasche per le acque profonde e basse dei Malta Film Studios, consentendo di filmare sequenze complesse in acqua con precisione e controllo.
La Fotografia
Il regista Gareth Edwards per la direzione della fotografia ha arruolato John Mathieson, due volte candidato all'Oscar (per i film del Gladiatore, Logan – The Wolverine), noto per le sue numerose collaborazioni con il leggendario Ridley Scott. Dopo Il Gladiatore II, Mathieson ha acquisito una preziosa esperienza nelle riprese in vasca ai Malta Film Studios, dove Scott aveva girato le sequenze della corazzata ne Il Gladiatore II.
• Girato con telecamere Panavision e lenti anamorfiche, proprio come Jurassic Park del 1993, La Rinascita è il primo lungometraggio che Edwards ha realizzato utilizzando la pellicola da 35mm anziché il digitale. "Volevo quell'aspetto vintage, il tipo di texture che ha contraddistinto Lo Squalo e Jurassic Park ", afferma il regista, che attribuisce anche a Mathieson il merito di averlo incoraggiato ad optare per la pellicola. "Girando nella giungla, la pellicola fa risaltare i colori meglio del digitale. E quando tenevo in mano quella Panavision, la sentivo viva. Vibrava tra le mie mani come un animale".
• L'unico inconveniente delle riprese su pellicola in Thailandia, è stato che la produzione ha dovuto aspettare cinque giorni per proiettare i dailies, in quanto il girato doveva essere elaborato in Inghilterra. "Eravamo sempre sulle spine quando la pellicola lasciava Krabi, in Thailandia, verso Bangkok, poi da Bangkok a Londra, e da Londra all'auto fino al laboratorio", afferma il produttore esecutivo Denis Stewart. "Dovevamo aspettare cinque giorni per sapere se le riprese erano andate bene, se potevamo andare avanti, smontare il set e lasciare andare un attore, o se avremmo dovuto girare nuovamente una scena o lasciar perdere. Fortunatamente non c'è stato alcun problema. Questo è un riconoscimento a John Mathieson, alla sua troupe e a tutti gli altri membri della produzione che sapevano che era necessario fare tutto bene, e nel modo più efficiente possibile. Inoltre, sono stati tutti attenti affinché i fattori ambientali – l'umidità e la sporcizia della Thailandia, il caldo estremo o l'acqua di Malta – non compromettessero il film". Nonostante le difficoltà, i risultati parlano da soli. "Ne è valsa la pena, perché abbiamo ottenuto il giusto aspetto di Jurassic", aggiunge Edwards. "Onestamente, non so come farò a tornare al digitale dopo questa esperienza".
I Costumi
Per la creazione del guardaroba de La Rinascita è tornata nella famiglia di Jurassic la costumista Sammy Differ, i cui lavori precedenti includono appunto Jurassic World: Il regno distrutto, Annientamento, e The Imitation Game. "Gli abiti del film dovevano essere realistici e moderni, con un tocco nostalgicoa", afferma la Differ, che si è ispirata a Lo Squalo, Alien e Apocalypse Now, oltre all'estetica del franchise di Jurassic Park. "Che si trattasse di riferimenti ai precedenti film di Jurassic Park o ad altri film, ci siamo rivolti al passato per guardare al futuro".
Poiché i personaggi dei film di Jurassic Park tendono ad essere progressivamente più sudati, più bagnati, più sporchi e più insanguinati mentre fuggono da dinosauri che graffiano, mordono e fanno a pezzi un ambiente ostile come la giungla, la squadra della Differ ha dovuto creare diverse versioni di ogni abito, a volte fino a 30 iterazioni diverse, per riflettere le varie fasi di usura. La squadra della Differ ha dovuto analizzare attentamente la sceneggiatura e immaginare dettagliatamente l'arco narrativo di ogni ensemble, prima dell'inizio delle riprese principali. In più, a causa dei tempi serrati della pre-produzione, hanno dovuto acquisire e realizzare costantemente dei capi durante la produzione.
"Non c'è stato un solo capo che potevamo far indossare direttamente a qualcuno", racconta la Differ. "Tutto doveva essere tinto, modificato, allungato o personalizzato con l'aggiunta di dettagli. Dal Regno Unito una squadra straordinaria ci forniva costantemente degli abiti a Malta e in Thailandia. La logistica per ottenere tutto ciò di cui avevamo bisogno velocemente e in tempo, è stata impegnativa ma ce l'abbiamo fatta".
Zora Bennett (Scarlett Johansson)
La Differ ha lavorato al fianco di Scarlett Johannson per creare un look funzionale e pratico per Zora Bennett, oltre a creare tocchi personali e discreti che evocassero una persona tormentata dalla perdita e dalla nostalgia. Da qui l'idea della collana che Zora indossa per tutto il film, sebbene né la Differ né la Johansson desiderano rivelarne il significato, che d'altronde non viene mai svelato nel film. "Zora ha passato tutta la vita nelle forze armate, e si trova più a suo agio in una zona di guerra che in un supermercato", afferma la Johansson. "Credo che abbia vissuto molte perdite, e che ora stia cercando qualcosa di diverso per sé stessa. La collana ne è la testimonianza. Sammy ed io volevamo un look tattico e vissuto, tuttavia volevamo anche mostrare un piccolo oggetto chiaramente personale, a rappresentare ciò che ha vissuto, ciò che ha perso, ciò che sta cercando".
Dottor Henry Loomis (Jonathan Bailey)
"Ci siamo divertiti con Loomis", racconta la Differ riguardo al curioso Dr. Henry Loomis, ritratto da Jonathan Bailey. "All'apparenza gli abbiamo fatto indossare tutti i capi che un paleontologo impiegato principalmente in un museo avrebbe scelto, ma Jonathan ha voluto aggiungere qualche stranezza, come infilare i pantaloni nei calzini". Gli occhiali da vista con montatura argentata di Loomis sono un omaggio a Lo Squalo: ricordano gli occhiali indossati dall'oceanografo Matt Hooper, interpretato da Richard Dreyfus in quel film epocale. E la pala pieghevole di Loomis non è solo un omaggio ad Alan Grant di Sam Neill. La Differ e Bailey hanno deciso che la cazzuola che un tempo apparteneva a Grant, in passato l'avesse regalata a Loomis.
Duncan Kincaid (Mahershala Ali) e L'equipaggio Della Essex
• Vestito con una fresca camicia hawaiana nel suo quartier generale, ossia un bar sulla spiaggia di Suriname, Duncan Kincaid passa a un look più militare all'inizio della missione, ma i colori tenui e i capi casual riflettono i suoi sentimenti contrastanti del passato.
• Allo stesso modo, il capo della sicurezza di Duncan, Bobby Atwater (Ed Skrein), ha due stili: uno da spiaggia super casual a Suriname, e uno da soldato della Marina. I suoi bermuda cargo ricordano il personaggio di Jurassic Park, Robert Muldoon (interpretato da Robert Peck), guardiano del parco divertimenti. Atwater indossa due distintivi: un Bonefrog, che gli ex Navy SEAL indossano in onore dei commilitoni caduti, e una mangusta con un nastro con la scritta "Abbiamo bisogno di una barca più grande", un altro piccolo omaggio a Lo Squalo. Il look di LeClerc (Bechir Sylvain) richiama le origini haitiane sia del personaggio che dell'attore, con un braccialetto con i colori rosso e blu della bandiera del Paese. E su suggerimento del regista Gareth Edwards, Nina (Philippine Velge) è stata vestita come una moderna eroina d'azione piratesca, con muta, salopette e sciarpa rossa.
Teresa Delgado (Luna Blaise) E Isabella Delgado (Audrina Miranda)
• Le figlie di Reuben Delgado hanno esperienza nella navigazione, ma il regista Gareth Edwards voleva che la Differ le vestisse in modo da trasmettere i loro sentimenti contrastanti riguardo a questa avventura con il padre, Teresa in particolare. L'adolescente retrò e cool, che indossa una maglietta scolorita con David Bowie e jeans strappati, non è esattamente pronta per la vita da mare, figuriamoci per la sopravvivenza nella giungla.
• Sua sorella minore Isabella, è piena di riferimenti a Jurassic Park: il suo impermeabile giallo è un omaggio al personaggio di Dennis Nedry interpretato da Wayne Knight, e la frase in spagnolo sulla sua maglietta con il logo del pellicano si traduce in "La vita trova sempre un modo".
Trucco e Acconciature
Così come la costumista Sammy Differ, anche la truccatrice Jana Carboni e l'hair designer Giuliano Mariano hanno pianificato il loro lavoro leggendo attentamente la sceneggiatura e analizzando gli archi narrativi di ogni personaggio, osservando come diventano più sudati, più sporchi, più fradici, più scottati dal sole peggiorando nel corso della loro avventura di più giorni. Hanno identificato quattro fasi distinte per ogni personaggio e le hanno pensate ad personam.
• La squadra addetta ha affrontato il film come l'inizio di una nuova era, lavorando al fianco del regista Gareth Edwards per creare un'estetica distintiva per Jurassic World – La Rinascita. Ogni elemento, dalla sporcizia al sangue all'intera tavolozza colori, è stato sviluppato appositamente per questo progetto, e testato per resistere all'intensa umidità della Thailandia e al caldo di Malta.
• A ogni personaggio è stata assegnata un'identità visiva unica, espressa attraverso palette, acconciature, texture e tatuaggi personalizzati. Ogni dettaglio è stato scelto appositamente per riflettere il loro viaggio e l'ambiente circostante.
• "Quando abbiamo iniziato le riprese in Thailandia, molti attori non erano abbastanza abbronzati per le scene che stavamo girando, quindi per prima cosa abbiamo dovuto abbronzarli in modo che sembrasse un colorito naturale e che non si sciogliesse, perché pioveva", afferma Carboni. "Per alcuni, abbiamo deciso di usare uno spray abbronzante. Ma bisognava stare attenti, perché l'abbronzatura spray tende all'arancione; quindi, ho mescolato una soluzione di toni grigi caldi. Per altri, abbiamo usato del trucco per il corpo, ma anche in questo caso doveva essere waterproof, quindi abbiamo dovuto fare molte ricerche per trovare il prodotto giusto. Quando siamo arrivati a Malta, il problema è stato minore, perché gli attori si erano abbronzati naturalmente in Thailandia. Ma una volta giunti in Inghilterra, l'abbronzatura perdeva colore, costringendoci a tornare agli spray e al trucco per mantenerli costantemente della stessa tonalità. Mantenere la continuità è stato molto importante in questo film".
• Carboni e Mariano hanno applicato della terra sugli attori – o meglio, una miscela di trucco appositamente formulata che assomigliava alla terra – a seconda delle necessità e dove richiesto dalla scena. Per tale miscela hanno fatto riferimento visivo a dei campioni del terreno in Thailandia, dai quali sviluppare una tavolozza di colori. Sperimentando diversi tipi di trucco, si resero conto che ciò che funzionava meglio per la pelle non era necessariamente adatto per i capelli, quindi hanno creato un prodotto personalizzato che funzionare bene per entrambi.
Effetti Visivi e Speciali
La Essex E La Mariposa
• La scena della Essex che viene attaccata dalle creature marine, si è svolta in un elaborato set costruito dal team degli effetti speciali in collaborazione con BGI SUPPLIES nel Regno Unito. È stato costruito in parti, con pannelli in acciaio tagliati al laser, robot 3D e stampanti 3D e spedito in 16 roulotte ai Malta Film Studios, dove è stato assemblato su un'enorme base in movimento subacquea a 8 assi. La piattaforma, progettata dal supervisore degli effetti speciali premio Oscar® Neil Corbould, poteva inclinare la barca di 45 gradi a sinistra e a destra, e ruotare per adattarsi al sole. Poteva anche ricreare il movimento della barca reale in diverse condizioni oceaniche.
• Il reparto effetti visivi ha sviluppato un ambiente di ripresa virtuale presso gli Sky Studios Elstree, consentendo al regista Gareth Edwards di bloccare e progettare digitalmente tutte le sequenze in barca prima delle riprese. Girare in uno spazio ristretto come la Essex è stato estremamente impegnativo, e questa configurazione ha offerto a Gareth la flessibilità necessaria per pianificare inquadrature complesse che sarebbero state difficili da visualizzare sul set. Ha inoltre permesso a Edwards e David Vickery, regista della seconda unità e supervisore degli effetti visivi, di coordinare nel dettaglio ciò che la seconda unità doveva catturare in mare, mentre l'unità principale girava con il cast. L'esperienza di Edwards negli effetti visivi ha reso questa collaborazione più efficace, consentendogli di lavorare a stretto contatto con il team degli effetti visivi fin dalle prime fasi del progetto. Una volta fissate le inquadrature presso gli Sky Studios Elstree, Edwards ha potuto utilizzare un sistema di dispositivi portatili sviluppato da Industrial Light & Magic (ILM) sul set a Malta per visualizzare la posizione del Mosasauro in tempo reale e inquadrare l'azione conseguente, contribuendo a garantire una perfetta integrazione tra live-action ed effetti visivi.
• Per la produzione è stata costruita una colossale replica a grandezza naturale dell'Essex: un enorme set pratico progettato principalmente per l'utilizzo in una vasca d'acqua. A causa di vincoli di produzione, requisiti di salute e sicurezza e necessità di flessibilità durante le riprese, la cisterna è stata tenuta vuota e l'acqua è stata aggiunta digitalmente in un secondo momento. Anche le riprese in esterno con luce naturale si sono rivelate estremamente utili per ottenere un'illuminazione realistica, cosa che sarebbe stata impossibile replicare in un teatro di posa.
• Per replicare le condizioni oceaniche, il team degli effetti speciali ha collaborato con MOCO FX, che ha inviato delle imbarcazioni nel Mediterraneo per raccogliere dati in tempo reale su onde e correnti. Questi dati sono stati inseriti nel motion rig dell'Essex, costruito su una cisterna d'acqua orizzontale posizionata lungo il bordo del mare, per simulare il comportamento di una vera imbarcazione in mare.
• Consapevoli che quasi un terzo della sceneggiatura prevedeva scene in acqua, il team di ricerca e sviluppo VFX della ILM ha iniziato a sviluppare i sistemi di simulazione dell'acqua del film mesi prima dell'inizio delle riprese. "Creare un'acqua oceanica credibile è stata una grande sfida tecnica; il team ha dovuto abbinare le condizioni del Mediterraneo, della Thailandia, di un serbatoio vuoto e di alcune riprese pratiche dell'acqua", afferma CARLOS CIUDAD, produttore VFX. "L'acqua si comporta e appare in modo diverso a seconda della geografia, del meteo e della luce, e l'obiettivo era rendere tutto fluido", aggiunge Vickery. Squadre specializzate in VFX hanno catturato lastre di acqua reale in tutto il mondo, studiandone il movimento, il colore e l'interazione con le superfici per fornire informazioni alle simulazioni utilizzate in oltre 500 riprese.
• Dopo le riprese a Malta, il set della Essex è stato rispedito in Inghilterra e riassemblato all'interno del Teatro 4 degli Sky Studios Elstree per girare tutte le sequenze in interni. Sono state utilizzate simulazioni VFX dell'acqua per estendere l'ambiente al di fuori degli oblò della nave, e fondere perfettamente le riprese interne ed esterne. Ulteriori sezioni degli interni della Essex sono state inoltre costruite in un teatro di posa separato a Elstree.
• L'imbarcazione della famiglia Delgado, La Mariposa, aveva una controfigura per gli effetti speciali utilizzata per le scene di attacco dei dinosauri, girate in una vasca d'acqua diversa e più profonda presso i Malta Film Studios. Pesava 12 tonnellate e poggiava su una base subacquea da 65 tonnellate a 11 assi, in grado di inclinarsi di 180 gradi. Durante le riprese della sequenza della Mariposa, una squadra di sei sommozzatori era sempre in acqua per garantire la sicurezza del cast e delle controfigure.
Effetti Visivi Scenici
• Durante la pre-produzione, pochi giorni dopo l'approvazione delle location, i team di Vickery e Ciudad si sono recati in tutte le località chiave del mondo per acquisire dati ambientali, una pratica insolita, ma che ha permesso alla troupe di pianificare il film in modo più efficiente. Questo lavoro preparatorio iniziale ha permesso alle squadre di iniziare a costruire gli ambienti digitali visti nel film mesi prima dell'inizio delle riprese. Ha inoltre fornito al regista Gareth Edwards versioni digitali precise di ogni location, aiutandolo a pianificare e bloccare le sue inquadrature con largo anticipo. La collaborazione iniziale tra effetti visivi, reparto artistico e effetti sonori ha garantito la perfetta corrispondenza tra i set fisici e le costruzioni digitali che alimentavano la pipeline degli effetti visivi. Integrare diverse location da lati opposti del mondo in un unico ambiente è stata una sfida importante, soprattutto perché molte location chiave, come la struttura, le rapide del fiume del T-Rex e l'intera isola, non esistevano nella realtà, e solo piccole porzioni erano state costruite praticamente. Gli effetti visivi sono diventati il collante che ha tenuto insieme tutti gli elementi.
• A detta del supervisore degli effetti visivi David Vickery, sono stati applicati dei miglioramenti in quasi tutti gli ambienti presenti sull'Ile Saint-Hubert. "Gareth Edwards mi ha avvertito fin dall'inizio che, anche se ci saremmo recati in location remote per girare sulla nostra isola, avrebbe dovuto arricchire lo scenario e aggiungere elementi dove necessario", racconta Vickery. Per prepararsi, Vickery e Ciudad hanno acquisito dati ambientali durante i sopralluoghi. Utilizzando la una tecnologia basata sui NERF (campi di radianza neurale) sviluppata presso l'ILM, hanno creato ambienti completamente in 3D direttamente da riprese video a 360 gradi. In questo modo Edwards e il team degli effetti visivi hanno avuto la possibilità di esaminare le potenziali location in 3D alla fine di ogni giornata, e di pianificare quali fossero le più adatte al film.
• Per filmare le riprese panoramiche degli immensi sfondi preistorici intorno all'isola, il team degli effetti visivi si è recato in alcune delle location più remote ed estreme che sono riusciti a trovare. "Ho trovato un posto chiamato Dragon's Crest", racconta Vickery. "Sembrava perfetto nelle foto, ma si trovava a 520 metri sul livello del mare. Ci sono volute quattro ore di cammino con tutta la nostra attrezzatura fotografica e i droni, e volevamo uno scatto all'alba!" Altre location erano ancora più difficili da raggiungere, e richiedevano un'ora di barca senza traccia di vita umana per chilometri. Le condizioni erano difficili – alcuni membri del team sono stati punti da insetti in modo così grave da finire in ospedale (stanno tutti bene!) – ma i risultati ne sono valsi la pena. L'utilizzo di location reali combinate con estensioni digitali, si è rivelato fondamentale per costruire il mondo credibile e maestoso che appare in La Rinascita.
"Circa 600 scene del film sono ambientate nell'oceano, e solo il 15% di queste utilizza acqua reale: il restante lo abbiamo sostituito o creato digitalmente", afferma Ciudad. "Riuscire a combinare tutti questi diversi aspetti dell'acqua – riprese di serbatoi a Malta, location reali nel Mediterraneo e in Thailandia – è stato estremamente impegnativo, ma l'obiettivo era semplice: rendere impossibile per il pubblico percepire la differenza".
I Dinosauri
La sfida di progettare i dinosauri de La Rinascita e dar loro vita sul set e sullo schermo è stata un lavoro di squadra che ha coinvolto diversi reparti, guidati dal regista Gareth Edwards, dal supervisore degli effetti visivi David Vickery e dal produttore degli effetti visivi Carlos Ciudad. Il reparto degli effetti delle creature è stato guidato dal supervisore creativo di CFX JOHN NOLAN (Jurassic World – Il dominio, The Witcher). "La progettazione dei dinosauri è stata una delle sei settimane più folli della mia vita", afferma Vickery a proposito della sfida di allestire il laboratorio di progettazione dei dinosauri de La Rinascita durante la finestra di preparazione del film più breve del solito. Ero fuori a cena e Gareth mi ha chiamato per dirmi: 'Abbiamo solo sei settimane per progettare tutti i nostri dinosauri. Ci servirà un esercito di artisti'. Il giorno dopo, ero in una chiamata via Zoom con oltre 50 talentuosi concept artist provenienti da tutto il mondo. Nel giro di una settimana, avevamo più di 700 concept art da sottoporre a Gareth. Lui è così bravo in fatto di design, ha una straordinaria capacità di esaminare centinaia di immagini e focalizzare molto rapidamente gli elementi che gli piacciono di ogni concept. Quello è stato l'inizio di un viaggio lunghissimo e pieno di versioni!".
Edwards ha incoraggiato i concept artist a spingersi oltre, dando loro totale libertà di rompere con le convenzioni consolidate in Jurassic. "Abbiamo letteralmente chiesto concept che fossero selvaggiamente non convenzionali, spingendo le cose a 11 e oltre, e poi abbiamo raffinato quelle idee in design che sembrassero unici e memorabili", dice Vickery. "È molto più facile riportare qualcosa di ridicolo a un livello brillante e bello, che avvicinarsi lentamente al 'buono' partendo da qualcosa di banale".
Migliaia di artisti VFX di talento e animatori tradizionali della Industrial Light & Magic (ILM) hanno svolto il duro lavoro di dare vita ai dinosauri sullo schermo. Per supportare il processo durante le riprese, il team degli effetti speciali delle creature di Nolan, lavorando sotto la guida del reparto VFX, ha contribuito alla costruzione di parti fisiche dei dinosauri da utilizzare durante le riprese – teste, arti, artigli e altre parti del corpo – principalmente come riferimenti per l'illuminazione e la visuale del cast. Allo stesso modo, alcuni artisti specializzati in motion capture hanno interpretato la parte di alcuni dinosauri. "Aiutiamo gli attori a dare interpretazioni autentiche", afferma il capo burattinaio TOM WILTON, un veterano del franchise che ha curato la motion capture per il Velociraptor Blue di Jurassic World: Il regno distrutto. "Gran parte del lavoro si basa sull'emissione di suoni. Mi sono ritrovato a creare molti suoni di dinosauro e altre cose per spaventare gli attori, o semplicemente per indicare loro la posizione della creatura".
Queste creazioni e performance dei burattinai sono una parte importante del processo di realizzazione del film. "Il team degli effetti speciali delle creature, composto da artisti, burattinai e performer, aggiunge un contributo fondamentale alle riprese", afferma Vickery. "Aiutano gli attori a capire cosa dovrebbe accadere. Che si tratti di un tizio in tuta blu con una pallina da tennis, di qualcuno che tiene in mano un paio di fauci di Spinosauro scattanti o di un pupazzo seduto proprio di fronte a te".
Tutti questi elementi sono stati completamente sostituiti in post-produzione dagli artisti degli effetti visivi, che hanno svolto un ruolo centrale nel dare forma al 75% delle inquadrature del film finale, assicurandosi che i dinosauri risultassero integrati, credibili e vivi in ogni inquadratura.
Piuttosto che saltare da creature reali a creature in CG durante il film, l'obiettivo di Edwards era quello di mantenere un'estetica coerente, attenendosi a una metodologia chiara e utilizzando gli effetti visivi per creare tutti i dinosauri de La Rinascita. Questo approccio ha permesso al team di concentrarsi sullo sviluppo di risorse digitali completamente realizzate, alcune delle quali hanno richiesto quasi un anno di lavoro.
Mosasauro
Introdotto con clamore in Jurassic World, il Mosasauro era lo Squalo del tardo Cretaceo, però più grande: un'enorme e muscolosa macchina divoratrice e, tecnicamente, non un dinosauro, bensì un cugino stretto dei rettili. "Il Mosasauro è un animale strano", sostiene il consulente per i dinosauri de La Rinascita, STEVE BRUSATTE, biologo evoluzionista e professore di paleontologia all'Università di Edimburgo. "È un po' come una balena; è un po' come un coccodrillo, ma è qualcosa a sé stante".
• Per La Rinascita, la Industrial Light & Magic (ILM) ha riprogettato il Mosasauro, evidenziandone le incredibili dimensioni, velocità e potenza. ILM ha lavorato per migliorare la pelle e i muscoli dei Mosasauri e la simulazione dell'acqua, utilizzando nuovi strumenti che hanno creato effetti più realistici dell'interazione della creatura con l'ambiente oceanico.
• Con una lunghezza di 30 metri, pesa più di 18 tonnellate e si muove alla velocità di un'orca.
• Ispirato a uno squalo tigre, il Mosasauro presenta un design innovativo con una colorazione grigio-verdastra e un caratteristico motivo leopardino.
Titanosauro
• Il Titanosauro è uno dei più grandi sauropodi mai visti. Questo massiccio erbivoro del Cretaceo superiore, il cui nome significa appropriatamente "lucertola titanica", è alto circa 15 metri, lungo 21, pesa più di 30 tonnellate e aveva zampe grandi come sequoie, ciascuna delle quali con una circonferenza di circa 2,4 metri.
• Dal collo lungo e con una lunga coda a frusta, il Titanosauro è l'elefante del Cretaceo superiore, ma almeno cinque volte più grande, con... qualche giraffa in più. Nella vita reale, le creature che un tempo vagavano per la Terra potevano pesare fino a 70 tonnellate e misurare 30 metri di lunghezza.
• Anche se i realizzatori preferirebbero che il pubblico scopra da solo come questi dinosauri sono rappresentati nel film, il supervisore degli effetti visivi Vickery afferma che i suoi artisti hanno studiato alcuni video naturalistici molto specifici che coinvolgevano giraffe e cigni come ispirazione per i rituali di accoppiamento dei Titanosauri.
Quetzalcoatlo
• Il Quetzalcoatlo è un gigantesco pterosauro del tardo Cretaceo. Questo enorme onnivoro è uno dei più grandi animali volanti conosciuti di tutti i tempi. È alto 4,8 metri quando è a terra, e ha un'apertura alare di 9 metri quando è in volo. Ha un becco affilato come un rasoio lungo 1,8 metri e pesa circa 250 chili.
• Come volatore era un aliante, capace di librarsi per ore sulle correnti geotermiche senza sbattere le ali…
• …o almeno così pensano gli esperti. Per quanto si conosca del Quetzalcoatlo, non è abbastanza, a causa della sua scarsa documentazione fossile. "Non sappiamo molto sulle teste o sui becchi di questi pterosauri giganti", afferma Brusatte. "Che colore dovremmo dare a questi esseri? Che tipo di tessuto molle dovrebbero avere? Che aspetto dovrebbero avere i becchi? Che aspetto dovrebbero avere le creste?".
• Date queste incognite, il regista Gareth Edwards ha incoraggiato il team a progettare con un occhio di riguardo alla plausibilità e all'aspetto spaventoso, poiché il Quetzalcoatlo del film è un predatore aggressivo e un feroce difensore delle sue uova. Gli hanno aggiunto un po' di peluria, e non delle piume perché gli pterosauri erano rettili, non uccelli, e avevano ali fatte di pelle. Inoltre, dice Vickery: "Gareth pensava che i dinosauri completamente piumati assomigliassero a grossi polli e non fossero poi così spaventosi. Tendo a essere d'accordo".
Spinosauro
• Uno dei preferiti dai fan fin dalla sua prima apparizione in Jurassic Park III, lo Spinosauro è un enorme predatore anfibio. Lo Spinosauro, il cui nome significa "lucertola spinosa", è vissuto per la prima volta nel Cretaceo superiore. È lungo 11,7 metri e alto 4 metri, con corpi spessi e possenti, artigli massicci, denti affilati come rasoi e pinne a vela alte quasi due metri.
• Pur mantenendo la sua caratteristica "vela" di vertebre sporgenti lungo il dorso, la creatura ritorna in La Rinascita in una forma evoluta, poiché i paleontologi hanno fatto nuove scoperte sullo Spinosauro dalla sua ultima apparizione sullo schermo. Molti ora credono che questi carnivori ringhianti cacciassero sia in mare che sulla terraferma.
• "L'impressione di Gareth della creatura era quella di un carro armato che si muove dentro e fuori dall'acqua", dice Vickery, aggiungendo che hanno preso ispirazione da coccodrilli e orsi grizzly per l'aspetto e il comportamento. "Gli abbiamo dato arti posteriori più potenti, una coda molto più grande e ampia, una membrana interdigitale tra le zampe e l'aspetto di un collo più corto e potente aggiungendo depositi di grasso e pieghe cutanee extra".
Aquilops
• Una novità nel franchise di Jurassic è questo erbivoro cornuto scoperto di recente, un lontano parente del Triceratopo vissuto circa 100 milioni di anni fa nel Cretaceo inferiore, in quello che oggi è il Montana. "La mia ipotesi è che l'Aquilops fosse un piccolo dinosauro impertinente", dice Brusatte, osservando che molto di questo animale è anche speculativo, poiché è stato trovato un solo fossile. "Era lungo forse un paio di metri e pesava quanto un cucciolo".
• L'Aquilops de La Rinascita, chiamato Dolores nel film dal personaggio di Isabella Delgado (Audrina Miranda), è stato il frutto di una vera e propria collaborazione tra il reparto effetti speciali di Vickery e il team degli effetti speciali delle creature di John Nolan, che ha dovuto creare tre animatronics da 45 cm da utilizzare sul set, azionati tramite telecomando da una squadra di burattinai. La versione che interagiva più frequentemente con il cast è stata chiamata Dorothy dalla troupe. Un'altra, Simba, è stata utilizzata per i momenti in cui i personaggi prendono in braccio la creatura. La terza, più simile a un pupazzo di peluche, è stata utilizzata come riferimento per l'illuminazione.
• Secondo il responsabile del design degli animatronics ADRIAN PARISH (Jurassic World: Il dominio, Star Wars: Episodi VII, VIII e IX), ci sono volute quattro settimane per progettare Dorothy e i suoi fratelli, e quasi altrettante per costruirli. "La cosa che preferisco di questo pupazzo è che abbiamo utilizzato molte parti stampate in 3D invece di realizzare il tradizionale telaio in alluminio", afferma Parish. "È molto più leggero di un pupazzo animatronico tradizionale che avremmo realizzato qualche anno fa".
• La pelle di Dorothy era fatta di silicone impermeabilizzato, che la proteggeva dalle condizioni potenzialmente degradanti della foresta pluviale in Thailandia. Aveva sette motori nella testa, sei per azionare gli occhi e uno per azionare la mandibola. Aveva cinque motori nel collo per far girare la testa, uno su ciascun lato del torace per generare l'illusione del respiro e due motori nella coda per farla scodinzolare.
• Per il trio di tecnici che ha fatto battere le palpebre, mangiare e muoversi Dorothy con i telecomandi, "era un po' come essere in una band, dove devi imparare a suonare insieme e conoscere i ritmi di tutti", afferma il senior animatronics designer KARL GALLIVAN (Jurassic World – Il dominio, BeetlejuiceBeetlejuice).
• Ci sono voluti mesi di progettazione e sviluppo del concept, con decine di artisti che hanno lavorato giorno e notte, per avere le creature pronte in tempo per le riprese. Il reparto effetti speciali delle creature ha poi creato riferimenti fisici resistenti alle intemperie che il team degli effetti visivi ha utilizzato sul set nelle ardue condizioni della giungla thailandese. Durante le riprese, è iniziata un'intensa fase di ricerca e sviluppo presso la Industrial Light & Magic (ILM), guidata dal direttore dell'animazione STEVE APLIN, dove "decine di artisti hanno lavorato per radicare le creature nella realtà del nostro film, utilizzando riferimenti reali a cui il pubblico potesse credere istintivamente, creature che sembrassero autentiche per il mondo che abbiamo costruito", aggiunge il produttore degli effetti visivi Carlos Ciudad. Ogni movimento è stato meticolosamente realizzato tramite animazione keyframe, dando vita alle creature fotogramma per fotogramma in una performance completamente digitale.
• Sebbene sia un erbivoro che si nutre di frutta, foglie e aghi di conifere, l'Aquilops diventa ghiotto di liquirizia in La Rinascita, dopo che la giovane Isabella Delgado gliene ha dato una caramella. "Non mi sorprenderei se l'Aquilop fosse il personaggio preferito di tutti nel film", dice Rupert Friend, che interpreta Martin Krebs. "Probabilmente è il mio".
Tirannosaurus Rex
• Ispirati dall'iconico lavoro di Ray Harryhausen sulle creature, e rimanendo fedeli agli incredibili design creati dai precedenti team di Jurassic Park, i concept artist VFX hanno deciso di far evolvere il T. rex per La Rinascita, creando qualcosa di più cattivo, riconoscibile, ma distinto. "Volevamo che il pubblico lo associasse immediatamente al T. rex che conosce, ma che allo stesso tempo lo percepisse come un animale diverso, plasmato dal suo ambiente e dalla storia de La Rinascita", afferma Vickery. Capire come avrebbe dovuto muoversi, soprattutto durante i brevi momenti in cui nuota sott'acqua, è stata una sfida importante per il team di animazione, che ha lavorato attentamente per mantenere la creatura coerente con il linguaggio visivo del nostro film".
• Nessun film di Jurassic Park sarebbe completo senza un'apparizione del re dei dinosauri. E, come si addice a un film che cerca di rievocare in molti modi lo spirito di Jurassic Park del 1993, la scena principale de La Rinascita dedicata al T. rex – in cui il roboante teropode insegue la famiglia Delgado che fa rafting lungo un fiume – era un passaggio del romanzo di Michael Crichton, Jurassic Park, che non è mai stato utilizzato da Steven Spielberg e dallo sceneggiatore David Koepp per il primo film di Jurassic. "In termini di battute essenziali", afferma Koepp, "non credo che la sequenza, così come appare nel film, sia molto diversa da quella che il signor Crichton scrisse sulla pagina più di trent'anni fa". Ciudad aggiunge: "È stata un'incredibile soddisfazione dare finalmente vita a un momento del libro che Frans aveva solo immaginato per decenni: ne è valsa decisamente la pena".
• "Non avevamo mai visto un T. rex nuotare nel franchise di Jurassic prima d'ora", afferma Vickery. "È stata una sequenza complessa per i nostri animatori, che hanno dovuto cercare di riprodurre la meccanica corporea del T. rex in un ambiente in rapida evoluzione".
• Il T. rex de La Rinascita, avendo da sempre vissuto sull'Ile Saint-Hubert, è un animale completamente diverso rispetto al T. rex dei film precedenti, così il regista Gareth Edwards ha incoraggiato il suo team a considerare un design diverso. "Questo nuovo T. rex è più sano, più pesante, più muscoloso, più simile a un toro", afferma Vickery. "Sembra un T. rex di Jurassic Park, ma il miglior T. rex di Jurassic Park che abbiate mai visto".
Mutadon
La Rinascita si basa sull'idea dei dinosauri ibridi, immaginando che il reparto di ricerca e sviluppo della InGen avesse un laboratorio segreto sull'Ile Saint-Hubert dove gli scienziati continuavano a manipolare la natura in modi sempre più estremi. "Hanno iniziato a creare ibridi", dice lo sceneggiatore David Koepp, "ma hanno finito per creare mutanti, alcuni deformi e squilibrati". Aggiunge Vickery: "Queste sono creature geneticamente modificate che hanno avuto un impatto negativo, e non intenzionalmente; sono animali orribilmente rotti".
• Ispirato all'inquietante incontro ravvicinato di Koepp con un pipistrello gigante uscito da una colonna marcia nella sua proprietà (vedi pagina 7), il Mutadon ha all'incirca le dimensioni di un rapace, misurando 1,90-2,10 metri di altezza, 5 metri di lunghezza e pesando circa 250 chili.
• Il Mutadon ha enormi ali sottili come la carta e una pelle leggermente traslucida che rivela porzioni del suo scheletro sottostante. "Sono creature delle dimensioni di un rapace, ma più grandi", dice Vickery. "Abbiamo esaminato tantissimi progetti diversi, esplorando diverse configurazioni degli arti e creature con più teste e bocche".
• "Il dinosauro Mutadon è quello che ha richiesto più tempo per essere progettato, passando attraverso centinaia di iterazioni mentre il team lavorava per trovare il giusto equilibrio tra fantascienza e credibilità", afferma Carlos Ciudad, produttore degli effetti visivi. "Mettere insieme un raptor e uno pterosauro ha rappresentato una sfida progettuale complessa. Sebbene nella storia venga rappresentato come un esperimento fallito, la creatura doveva comunque apparire fondata e realistica sullo schermo".
Distortus Rex
• Il Distortus rex è un tentativo di modificare geneticamente un T. rex, ma il risultato è stato orribilmente sconcertante. I primi e disastrosi tentativi di unire frammenti di DNA di altri animali sono stati introdotti incautamente nel genoma del T. rex, dando vita a un mutante deforme e terrificante. La sconcertante creatura è alta quasi 8 metri, lunga 14 metri e pesa circa 9 tonnellate.
• Ha una testa colossale deforme che riesce a malapena a tenere in alto, ed emette un ruggito orribile. Prevalentemente una creatura quadrupede, ha zampe rigide e gonfie e due lunghe braccia superiori aggiuntive. Sebbene abbia una mobilità alquanto limitata a causa delle sue proporzioni distorte, non c'è nulla che possa fermare questa enorme creatura mentre distrugge tutto ciò che incontra sul suo cammino. "Abbiamo creato questa creatura basata su un T. rex, ma con due potenti braccia simili a quelle dei gorilla e una massa extra gonfia sulla nuca", afferma Vickery, aggiungendo che è stato il suo "dinosauro" preferito da realizzare per il film.
• Il regista Gareth Edwards è stato molto coinvolto nello sviluppo del Distortus rex, dedicandogli letteralmente tutto il suo impegno fisico e mentale. "Stavamo facendo dei test di animazione e mostravamo a Gareth una scena in cui il Distortus zoppicava", racconta Vickery. Gareth l'ha guardato e ha pensato: 'Oh sì, è davvero fantastico', poi si è messo a terra e ha iniziato a muoversi come un gorilla, cercando di trasmettere come voleva che si muovesse il dinosauro. L'intero processo è stato caratterizzato da questo coinvolgimento viscerale con Gareth, e abbiamo apprezzato la sua disponibilità a sperimentare e il suo desiderio di trovare qualcosa di nuovo e originale. Non c'è linea di demarcazione troppo lunga per lui. Quando ci siamo incontrati per la prima volta, mi ha detto: 'Se torni da me con 10 diversi progetti di una cosa e almeno sei di questi non sono ridicoli, non sei andato abbastanza lontano'. Non gli interessa la media. Vuole che tu sia coraggioso, perché è più facile trovare la genialità allontanandosi dal ridicolo che allontanandosi dal banale'.
Anurognato
La Rinascita include questa specie mai vista, che vola sullo sfondo dell'Île Saint-Hubert. Con un'apertura alare stimata di 50 cm, un corpo lungo 90 cm e un peso piuma di soli 450 g, questo piccolo pterosauro del Giurassico superiore colpisce per il suo colore verde brillante e gli occhi scuri che ricordano vagamente quelli di una raganella.
Velociraptor
La Rinascita presenta due nuovi Velociraptor con un design fresco e accattivante, ispirato a Jurassic Park III. Sono alti 1,62 m, lunghi 3,6 m e pesano circa 225 kg. Come sempre accade nei film di Jurassic Park, i raptor sullo schermo sono più grandi di quelli conosciuti dai fossili. Carnivori del Cretaceo superiore, il cui nome significa "Ladro Veloce", si nutrono di piccoli mammiferi e dinosauri.
Dilophosauro
Il Dilophosauro è un teropode del Giurassico inferiore il cui nome significa "lucertola dalla doppia cresta", in riferimento alle creste dai colori brillanti che sovrastano la sua testa. Nel film, il Dilophosauro è alto 1,5 metri e lungo 2,4. Nella vita reale era molto più grande, con un peso di circa 360 kg. Questo carnivoro, apparso per la prima volta in Jurassic Park del 1993, è noto per nutrirsi di dinosauri e vertebrati più piccoli.
Anchilosauro
• Questo erbivoro ben corazzato è un vero e proprio mostro! L'Anchilosauro, il cui nome significa "lucertola fusa", risale al Cretaceo superiore. Il dinosauro è alto circa 3 metri e lungo 9, e pesa circa 4.5 tonnellate.
• Sebbene non sia tipicamente aggressivo, l'Anchilosauro può essere molto pericoloso se avvicinato. La sua robusta mazza caudale può generare fino a 400 megapascal di forza, abbastanza forte da rompere le ossa di qualsiasi potenziale minaccia.
Compsognathus
Il Compsognathus è un piccolo dinosauro teropode bipede del Giurassico superiore. Delle dimensioni di un pollo, è alto circa 30 cm e lungo 90-120 cm. Pesa circa 3 kg. Il suo nome significa "mascella elegante", ma non lasciatevi ingannare dalle sue piccole dimensioni. Questo spazzino è un pericoloso carnivoro con denti piccoli e affilati che mangia qualsiasi cosa, dai vertebrati ai piccoli insetti, e può facilmente uccidere le loro prede, soprattutto quando attacca in branco.
La Musica
Per creare la colonna sonora di Jurassic World – La Rinascita, il regista Gareth Edwards si è rivolto a un illustre amico, il due volte premio Oscar® Alexandre Desplat (Grand Budapest Hotel, La forma dell'acqua), con cui aveva già lavorato in Godzilla. "Mi sento molto fortunato a poter scrivere la musica per un franchise cinematografico come questo, che mi ha divertito così tanto come spettatore, per decenni", afferma Desplat. "Sognavo di scrivere musica per film come questo fin da quando ero adolescente, e ora eccomi qui", aggiunge ridendo, "a far parte di Jurassic World, ancora quasi adolescente".
La Rinascita rappresenta la seconda collaborazione di Desplat in un franchise, ereditando e adattando motivi musicali iconici scritti da un artista che considera il suo "idolo di sempre", il leggendario John Williams: Desplat aveva già affrontato la stessa sfida con Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 1 e 2. "John Williams ha scritto una melodia fantastica per Jurassic Park che ora posso reinventare, rielaborare e scolpire in modi che vadano a beneficio del nostro film", afferma Desplat. "Il mio desiderio non era quello di citare bruscamente la colonna sonora di John, ma di farne un eco sottile o di utilizzarla nella colonna sonora originale che ho scritto per il film, in modi giocosi e significativi".
• Il processo creativo di Desplat inizia sempre con la scelta degli strumenti più adatti alla portata e al tono del film, per poi scrivere una colonna sonora. "La Rinascita è un'opera enorme e imponente, fantastica e terrificante", afferma Desplat. Prima di scrivere, desidero sempre decidere il tipo di strumentazione da utilizzare. Fin dall'inizio con Gareth abbiamo convenuto che la musica avrebbe dovuto seguire il sound della saga, mantenendo la continuità con un'orchestra sinfonica: un'enorme band di 105 musicisti con pianoforte, molte percussioni, un po' di elettronica e un coro di 60 elementi. Da lì, ho creato la musica richiesta dal progetto, passando da brani molto rumorosi a temi più intimi. Questo è ciò che può fare un'orchestra".
• La colonna sonora de La Rinascita è stata scritta per sembrare un unico brano musicale con motivi ricorrenti che si evolvono e si adattano per catturare i sentimenti mutevoli dei personaggi, invece di scrivere in base all'azione o creare temi nettamente diversi che avrebbero dato come risultato una colonna sonora frammentata o "a pezzi", spiega Desplat.
• Desplat ha registrato la colonna sonora per il film nella primavera del 2025 presso gli Abbey Road Studios di Londra, con un gruppo selezionato di 105 musicisti. "Quando il taxi ti lascia davanti al cancello, ti sembra di entrare in un tempio sacro, perché ci sono persone che scattano foto alle famose strisce pedonali, e i corridoi sono pieni di foto di tutte le leggende della musica che hanno registrato lì – continua - Ti fa mantenere la concentrazione per le ore a seguire, sapendo di lavorare in una delle sale più belle mai costruite per la registrazione musicale".
• Durante la registrazione della musica per la sequenza in cui il personaggio del Dr. Henry Loomis (Jonathan Bailey) tocca un dinosauro per la prima volta, l'orchestra di Desplat è stata raggiunta da un ospite speciale: Bailey stesso, che nella vita reale suona il clarinetto. "Jonathan suona il clarinetto molto bene - racconta Desplat - Lo abbiamo invitato a sedersi con la nostra fantastica sezione di clarinetti, vicino al posto del direttore, e gli abbiamo persino offerto la possibilità di suonare un paio di assoli. È stato fantastico, nonostante la pressione. È stato divertente e credo che tutti i membri dell'orchestra siano stati felici della sua presenza".
• Alla domanda su cosa spera che il pubblico senta quando vedrà La Rinascita, Desplat risponde: "Spero che gli spettatori non si limitino ad ascoltare la musica, ma che vivano un'esperienza da montagne russe, percependo il film come un'entità unica e dinamica, con il suono, le immagini e gli incredibili effetti visivi che Gareth Edwards, il suo team e il cast hanno creato. La musica è solo una parte dell'esperienza, con momenti melodici forti e potenti. Spero che al pubblico piaccia; sono sicuro che colpirà".
Il Piano Di Sostenibilità
Jurassic World – La Rinascita ha aderito al programma GreenerLight della Universal, un'iniziativa volta a promuovere la sostenibilità in tutte le fasi della produzione cinematografica, dallo sviluppo alla produzione, fino alla distribuzione.
• Eco Talent: La produzione ha assunto un Dipartimento Ecologico per pianificare e supervisionare la sostenibilità, dalla preparazione alla conclusione delle riprese, e sulle location in ogni Paese.
• Alimentazione Elettrica Della Produzione: Il team di produzione ha dato priorità all'utilizzo dell'elettricità di rete ove possibile, collegandosi alla rete a Malta e agli Sky Studios Elstree, e integrandola con batterie anziché generatori, migliorando la qualità dell'aria per il cast e la troupe, e riducendo al contempo rumore ed emissioni.
• Restituzione Alla Comunità: In ogni location, la produzione ha cercato opportunità per restituire qualcosa alla comunità, anche donando le eccedenze del catering in modo da evitare sprechi alimentari. Il cast e la troupe hanno partecipato a operazioni di pulizia volontaria delle spiagge, rimuovendo oltre 2 tonnellate e mezzo di detriti che si erano riversati sulla riva. Il film ha anche collaborato con un'organizzazione locale per la protezione della vita marina, lavorando con un team di sommozzatori esperti per il recupero di reti da pesca abbandonate da 19 barriere coralline oceaniche.
• Trasporti Elettrificati: La produzione ha noleggiato 21 veicoli ibridi ed elettrici in tutte le location, tra cui una bicicletta elettrica e un camion elettrico da 26 tonnellate a Londra per i traslochi.
• Programma Completo Di Gestione Dei Rifiuti: La produzione ha implementato un sistema di smaltimento rifiuti a 3 flussi in tutte le unità. Utilizzando stoviglie e bicchieri riutilizzabili per il catering, oltre a fornire bottiglie riutilizzabili e stazioni di ricarica, la produzione ha eliminato oltre 108.000 articoli monouso.
• Costruzione Circolare Dei Set: A Malta, il team addetto alle scenografie ha riutilizzato set e legname di una produzione precedente.
• Ispirazione Per Il Pubblico: La saga di Jurassic Park ha ispirato una generazione di paleontologi, e ha reso la scienza e la natura entusiasmanti per il pubblico. Nell'ambito delle iniziative di marketing di Jurassic World – La Rinascita, il team di GreenerLight pubblicherà degli speciali sulla sostenibilità che metteranno in risalto la bellezza e la potenza della natura, nonché gli incredibili sforzi intrapresi per ridurre l'impatto ambientale del film e lasciare un'impronta positiva e duratura sulle comunità in cui è stato girato.
dal pressbook del film
Eventi
Tra gli eventi seguiti sul nostro portale, Jurassic World: La rinascita ha ricevuto 1 candidatura
Oscar 2026
Candidature:• Migliori effetti visivi | David Vickery, Stephen Aplin, Charmaine Chan e Neil Corbould
Immagini