A bit of light

Kami nour
Film | 2026 | Iran e Svizzera | 87 minuti

A bit of light (titolo originale: Kami nour ) è un progetto cinematografico proveniente da Iran e Svizzera relativo all'anno 2026 incentrato sul genere drammatico.  La durata complessiva è di 87 minuti. La pellicola vede la direzione di Ali Asgari, sulla base di uno script sviluppato da Ali Asgari, Shadmehr Rastin. La squadra degli interpreti include Misagh Zareh, Sadaf Asgari, Forouzan Jamshidnejad, Ramtin Daghigh, Mina Rahimzadeh

in Mostra a Venezia 83

Trama

Dopo l'arresto e la chiusura del suo ambulatorio, un medico iraniano, disilluso, perde ogni fiducia nel futuro. Deciso a porre fine alla propria vita, trascorre un'ultima giornata con i fratelli e la madre, per prepararli alla sua scomparsa. Ma la compassione, la cura e la vicinanza che gli dimostrano finiscono per riconciliarlo con la realtà. 

Informazioni Tecniche

  • Titolo italiano: A bit of light
  • Titolo originale: Kami nour
  • Durata: 87 minuti
  • Formato audio/video: Colore
  • Genere: Drammatico
  • Lingua: farsi
  • Anno: 2026
  • Nazione: Iran, Svizzera, Italia, Canada, Turchia
  • Case di Produzione: Seven Springs Pictures, Sunny Independent Pictures, Zoe Films, Good Measure Productions, Haurvatat Film, MeMo Films, Salt for Sugar Films

Cast Tecnico e Artistico

Per realizzare A bit of light diretto da Ali Asgari, dietro la macchina da presa si segnala il lavoro di Ali Asgari, Shadmehr Rastin alla sceneggiatura, Iman Tahsin alla fotografia, Iman Tahsin alla direzione del montaggio, Atena Daremi per la realizzazione dei costumi, con le musiche di Navid Divan.

Interpreti e Ruoli

Produzione

Cast Aggiuntivo

  • Suono: Sara Nasrabadi, Vahid Moghadasi.
  • Effetti visivi: Hadi Pourkerman.
  • Makeup: Saman Mahabadi.


✖ crediti non completi

Articoli

Video

Note di Regia da Venezia 83

«Mi sono spesso chiesto che cosa dia valore alla vita quando la sofferenza entra a far parte della nostra quotidianità. Possiamo davvero separare la nostra esistenza da quella degli altri? Le nostre scelte appartengono soltanto a noi, o lasciano tracce nel cuore e nella memoria di chi ci circonda? Vivendo in Iran, dove le difficoltà economiche, l'incertezza politica e l'ombra costante della guerra sono diventate parte della vita di ogni giorno, ho visto come le persone continuino a resistere, a prendersi cura le une delle altre e a creare piccoli spazi di speranza. Forse ciò che ci permette di andare avanti non è l'assenza di sofferenza, ma sono quei legami invisibili che ci uniscono, la consapevolezza che le nostre vite sono profondamente intrecciate.
Kami Nour esplora il fragile confine tra la disperazione e le forze silenziose che ci tengono legati alla vita.
Attraverso gesti quotidiani e incontri apparentemente insignificanti, il film mostra come il senso possa trovarsi nelle cose più semplici: un atto di gentilezza, una presenza familiare, un silenzio condiviso o il tocco lieve della mano di una madre.
Per me questo film non è una storia sulla sofferenza, ma sui legami invisibili che rendono la vita degna di essere vissuta. La sofferenza potrebbe non scomparire mai del tutto, e l'esistenza potrà restare segnata dall'incertezza e dall'ingiustizia. Ma forse il valore della vita non risiede nell'assenza del dolore, bensì nella nostra capacità di amare, di essere amati e nelle tracce che lasciamo nelle vite degli altri. »

Eventi

Mostra del Cinema di Venezia 2026

Sezioni/Presentato in:
• Venezia 83 - In Concorso