Trama
Venezia, 1563. Asher e Aaron sono due adolescenti ebrei inseparabili, fuggiti dai massacri dell'Europa centrale. Feriti, raggiungono la Casa dei Catecumeni, dove gli "infedeli" che desiderano convertirsi vengono curati, nutriti, istruiti e integrati nella società cristiana... ma una volta dentro, non si può più tornare indietro.
Informazioni Tecniche
- Titolo italiano: Kushta Mayn, la mia Costantinopoli
- Titolo originale: Kushta Mayn, la mia Costantinopoli
- Durata: 19 minuti
- Formato audio/video: Colore
- Genere: Cortometraggio
- Lingua: yiddish, dialetto veneziano, arabo, giudeo-spagnolo
- Anno: 2025
- Nazione: Italia
- Case di Produzione: Centro Sperimentale di Cinematografia
Cast Tecnico e Artistico
Dietro la macchina da presa, per la realizzazione di Kushta Mayn, la mia Costantinopoli con la regia di Nicolò Folin, si segnala la presenza di Simone Sadocco per la direzione della fotografia, Alessandro Zucchelli al montaggio, Sofia Salomoni per la direzione della scenografia, Giovanni Costanzo, Livia Giacone ai costumi, con la sceneggiatura firmata da Francesco Bravi, Michael Campisano, Nicolò Folin, Pal Kolndrekaj.- Regia: Nicolò Folin
- Sceneggiatura: Francesco Bravi, Michael Campisano, Nicolò Folin, Pal Kolndrekaj
- Fotografia: Simone Sadocco
- Montaggio: Alessandro Zucchelli
- Scenografia: Sofia Salomoni
- Costumi: Giovanni Costanzo, Livia Giacone
Interpreti e Ruoli
Produzione
- Produzione per Centro Sperimentale di Cinematografia: Gabriella Buontempo
Cast Aggiuntivo
- Suono: Tommaso Libero Di Lorenzo.
✖ crediti non completi
Articoli
Video
Commento di Regia da Venezia 82
Il cortometraggio mette in scena i verbali di un processo tenutosi a Venezia a metà del Cinquecento. Nello studiare la vicenda, ho percepito che la sua portata emotiva non era stata attenuata dal tempo e che mi permetteva di indagare la crisi di un rapporto simbiotico attraverso i labirinti dell'identità. Credo che per rendere vero e quindi universale un racconto non si possa che partire dalla sua singolarità irripetibile; per questo mi affido ai documenti e cerco di restituirne il respiro più autentico. Frasi intere sono tratte dai verbali e ciascun personaggio usa la propria lingua, che ne racconta la provenienza e il percorso di vita. Ho poi cercato un'immagine imperfetta, frutto di obiettivi invecchiati e di una cinepresa sempre un passo indietro rispetto ai personaggi e quindi incapace di anticiparne i movimenti. Tutto ciò, per restituire il filtro opaco che sempre si frappone fra noi e la realtà quando cerchiamo di catturarla.
Eventi
Mostra del Cinema di Venezia 2025
Sezioni/Presentato in:• Orizzonti Cortometraggi - In Concorso