Let us through, dear ancestors (titolo originale: Makikiraan po
) è un progetto cinematografico proveniente da Filippine relativo all'anno 2026 incentrato sul genere drammatico.
La durata complessiva è di 151 minuti. Il film vede Lav Diaz al lavoro nel doppio ruolo per regia e sceneggiatura. La squadra degli interpreti include Bart Guingona, Ronnie Lazaro, Isabel Sandoval, Yul Servo, Christian Bables, Bong Cabrera.
in Mostra a Venezia 83
Trama
1617. Il frate spagnolo Padre Enciso, encomendero di una delle Islas Filipinas, governa con ferocia implacabile e una libido insaziabile. "Per domare questi selvaggi", proclama. Giustifica la propria crudeltà invocando la salvezza dell'anima attraverso la sofferenza di Gesù. Per gli ospitali e accoglienti indigeni malesi non c'è via di scampo.
Informazioni Tecniche
Titolo italiano: Let us through, dear ancestors
Titolo originale: Makikiraan po
Durata: 151 minuti
Formato audio/video: Colore Bianco e Nero
Genere: Drammatico
Lingua: tagalog
Anno: 2026
Nazione: Filippine
Case di Produzione: C'est Lovi Productions OPC, Epicmedia Production, Sine Olivia Pilipinas
Cast Tecnico e Artistico
Dietro la macchina da presa, per la realizzazione di Let us through, dear ancestors con la regia di Lav Diaz, si segnala la presenza di Lav Diaz per la direzione della fotografia, Lav Diaz al montaggio, Lav Diaz per la direzione della scenografia, Kim Perez, Zeus Bascon ai costumi, con la sceneggiatura firmata da Lav Diaz.
«Le Filippine vennero ricostruite con la forza dalla Spagna imperiale e cattolica: con sesso a profusione (oggi lo chiameremmo stupro), un insaziabile appetito (oggi la chiameremmo rapina) e la promessa della salvezza (che oggi chiameremmo catastrofe). Tra la fine del XVI e il XVII secolo si costruirono senza sosta chiese, porti, fortezze, palazzi, insediamenti, strade, ponti, piantagioni, fabbriche e miniere. Migliaia di nativi, soprattutto uomini, morirono per i lavori forzati. Le chiese, erette con una grandiosità quasi divina – enormi blocchi di pietra, mura massicce e soffitti altissimi – sono monumenti agli orrori della colonizzazione.»