Mama

Mama...il prezzo altissimo di costruire un futuro
Film | 2025 | Israele e Polonia | 91 minuti
Mama di Or Sinai - Poster

Mama (titolo originale: Mama...il prezzo altissimo di costruire un futuro ) è una pellicola appartenente al genere drammatico del 2025 e realizzato in Israele e Polonia.  La durata complessiva è di 91 minuti. Or Sinai cura sia la regia che la sceneggiatura della pellicola. Nel cast artistico si alternano come interpreti principali: Evgenia Dodina, Arkadiusz Jakubik, Katarzyna Łubik, Dominika Bednarczyk, Martin Ogbu, Chelli Goldenberg.  Per quanto riguarda il mercato italiano, si segnala l'uscita nelle sale cinematografiche da

Di cosa si tratta?Mila considera la vita lontano dalla sua famiglia come un sacrificio necessario per garantire loro un futuro migliore. Ma dopo quindici anni, il tempo ha cambiato ogni equilibrio.

Trama

Dopo quindici anni trascorsi lontano dalla famiglia per costruire un futuro migliore, Mila si è adattata alla vita agiata dei suoi datori di lavoro. Quando un incidente la costringe a tornare improvvisamente nel suo villaggio rurale in Polonia, scopre che il marito e la figlia hanno imparato a vivere senza di lei.


Protagonista è Mila (Evgenia Dodina), una donna che ha lasciato la propria famiglia per lavorare all'estero come domestica. Dopo quindici anni lontana da casa, un evento improvviso la costringe a tornare nel suo villaggio natale in Polonia. Ma il tanto atteso incontro con la famiglia è molto diverso da quello che aveva immaginato: il marito e la figlia hanno infatti imparato a vivere senza di lei. Mila cerca così di ricostruire ciò che è andato perduto, confrontandosi con il prezzo delle sue scelte e con la donna che, nel frattempo, è diventata. 
"Mama" porta sul grande schermo il prezzo altissimo dell'emigrazione, il senso di colpa e la frattura identitaria di chi vive sospeso tra due mondi, senza appartenere davvero a nessuno dei due. Attraverso uno stile visivo intimo e fisico, la macchina da presa segue da vicino il percorso emotivo della protagonista, alternando distanza e prossimità, mentre gli spazi diventano metafora della sua identità frammentata, delineando un racconto potente e profondamente umano che parla di maternità e del prezzo invisibile dei sacrifici.

Informazioni Tecniche

  • Titolo italiano: Mama
  • Titolo originale: Mama...il prezzo altissimo di costruire un futuro
  • Durata: 91 minuti
  • Formato audio/video: DCP - Colore; Audio Dolby 5.1
  • Genere: Drammatico
  • Lingua: polacco, ebraico; Sottotitoli: Sottotitoli: inglese, francese
  • Anno: 2025
  • Nazione: Israele, Polonia, Italia
  • Case di Produzione: Baryo Films, Morefilm, Intramovies
  • Uscite in Italia: 28 Maggio 2026 al Cinema
  • Uscita al Cinema in Italia:
  • Distribuzione: Intramovies, Cineclub Internazionale Cinema Italiano Indie
  • Uscite internazionali: Domenica 18 Maggio 2025 - Francia

Cast Tecnico e Artistico

Per realizzare Mama scritto e diretto da Or Sinai, dietro la macchina da presa si segnala il lavoro di Matan Radin alla fotografia, Michal Holland alla direzione del montaggio.

Interpreti e Ruoli

Produzione



✖ crediti non completi

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Curiosità

• Presentato in anteprima in selezione ufficiale a Cannes 2025 e in festival internazionali, tra cui Toronto, Gdynia, Varsavia, Tallinn e Trieste Film Festival 2026.
• Ha dichiarato la regista Or Sinai: «'Mama' nasce dal mio vissuto e dall'incontro con donne immigrate costrette a rinunciare alla propria identità per garantire un futuro ai figli. Mila è una donna invisibile nella società, ma piena di vitalità, desiderio e passione. Il film la spinge dal margine al centro, seguendo il suo punto di vista con uno sguardo intimo e fisico. Esistono innumerevoli persone con una storia simile a quella di Mila: lavoratori che non si sentono parte del nuovo mondo in cui vivono e che, tornando a casa, non si sentono più a casa nemmeno lì.».
• Visione Artistica: «Il linguaggio visivo segue Mila nel suo percorso emotivo, con una macchina da presa che alterna distanza e intimità. Gli spazi diventano metafora: l'alto e il basso, il dentro e il fuori.».

Note di Regia (da Cannes 2025)

A casa mia i ruoli erano chiari. Mio padre era il capofamiglia, il principale sostegno economico. Mia madre era la casalinga silenziosa. In un certo senso è sempre stata la servitrice privata di mio padre, finchénon ha più potuto esserlo. Dopo anni di lotta contro il Parkinson, mia madre ha deciso di accogliere in casa una lavoratrice immigrata. Un bulldozer scavò una profonda buca sotto la casa per costruire una stanza sotterranea destinata alla nuova collaboratrice domestica. E all'improvviso, nella nostra casa, comparve un'altra donna. Sarebbe diventata la casalinga che mia madre non poteva più essere.
La presenza di una donna straniera in casa nostra mi ha profondamente segnata. Era sempre accanto a noi, eppure tutti facevano finta che non esistesse. Questo mi ha resa consapevole della crudele divisione in classi sociali, persino all'interno della mia famiglia. Osservare questa donna "trasparente", ridotta a sostituta domestica, ha aggiunto un ulteriore livello di complessità al mio rapporto con l'idea di femminilità.
All'inizio, per me, era solo una badante ucraina. Poi ho scoperto che aveva appena tre anni più di me. Lentamente, le conversazioni educate, a metàtra ebraico e inglese, si sono trasformate in dialoghi profondi sulla vita. Mi raccontava della sua famiglia rimasta a casa, del suo amore in Israele. Le sue storie strazianti erano in assurdo contrasto con l'invisibilità che la società le imponeva.
Da quei dialoghi sono nate molte altre conversazioni con lavoratrici immigrate. Ho scoperto l'esistenza di una vasta comunità di donne dell'Europa dell'Est in Israele. Parlando con loro ho compreso il conflitto insopportabile tra il desiderio di garantire un futuro alla propria famiglia e il senso di colpa per l'assenza, per i figli che crescono senza madre. Tutte mi raccontavano che, mentre la nostalgia le divora, costruiscono identitàtemporanee fatte di nuovi luoghi, nuove persone, una nuova lingua. Un'identità sospesa, di "mezzo".
Con MAMA ho voluto dare una nuova luce a personaggi ai margini della società. Mila è un'immigrata che lotta per sopravvivere, ma è anche una donna traboccante di vitalità e sensualità. Sa come nascondersi, come soffocare tutto questo sotto l'uniforme da domestica. In realtà, desidera vivere una vita piena di passione.
Tutte le mie scelte artistiche nascono dal desiderio di spingere Mila dai margini al centro della scena, almeno per il tempo limitato dell'esistenza del film.
Volevo che il pubblico vivesse ogni esperienza insieme a lei, seguendo il suo percorso emotivo. È una storia guidata dal personaggio: lo sguardo di Mila conduce la macchina da presa, alla ricerca di un'intimità profonda con lei. Insieme al direttore della fotografia abbiamo cercato costantemente di collocare lo spettatore dentro il suo punto di vista. Abbiamo costruito un linguaggio visivo dinamico, nervoso, ruvido, che prosegue anche nel montaggio: un linguaggio che accompagna Mila nel suo viaggio accidentato.
La sua storia prende forma attraverso il contrasto tra due famiglie e tra due spazi: il piano superiore della splendida casa borghese in Israele e il piano inferiore, dove si trova la stanza seminterrata di Mila.
Mila èinterpretata da Evgenia Dodina, grande attrice israeliana di origini sovietiche. Evgenia èun concentrato di contraddizioni affascinanti: può essere una lavoratrice semplice, ma anche selvaggia e profondamente sensuale. Avevamo già lavorato insieme nel mio cortometraggio Anna e da allora si è creato un legame che ci ha permesso di dare vita a un'eroina unica, capace di spezzare gli stereotipi.
MAMA doveva essere girato in Ucraina nell'agosto 2022, ma poi è scoppiata la guerra. Il nostro coproduttore ucraino passava dal set al fronte, un giorno produttore e quello dopo soldato. Abbiamo perso i finanziamenti ottenuti prima del conflitto. Abbiamo ricominciato da capo con i partner polacchi e, poco prima dell'inizio delle riprese, è scoppiata un'altra guerra, questa volta in Israele. Il film ènato nonostante la guerra, e non parla di guerra, ma inevitabilmente la guerra è entrata nel DNA della sua realizzazione.
Per rendere possibile il film, Mila, inizialmente ucraina, èdiventata polacca. In questo senso, la Polonia nel film non è solo un luogo reale, ma una metafora di tutte le terre che le persone sono costrette a lasciare per costruire un futuro per sé e per le proprie famiglie. Per me MAMA è sempre stata una storia profondamente umana, più che politica. Col tempo ho capito che nulla èdavvero "non politico", soprattutto quando una donna perde la propria identità e la propria casa nel paese d'origine.
Nel mondo di oggi, segnato da guerre e difficoltà economiche, la migrazione èuna realtà in continua crescita. Esistono innumerevoli persone con una storia simile a quella di Mila: lavoratori che non si sentono parte del nuovo mondo in cui vivono e che, tornando a casa, non si sentono più a casa nemmeno lì. In una societàfondata sulle disuguaglianze di classe, ci saranno sempre persone invisibili come Mila, costrette a lottare da sole per il proprio futuro.
Mila ritorna al suo villaggio e il divario tra la donna che era prima di partire e quella che è diventata oggi èla storia che volevo raccontare. In qualche modo, questo scarto è anche lo spazio in cui vivo io stessa: un conflitto irrisolto tra le convenzioni patriarcali con cui sono cresciuta e la donna libera e contemporanea che cerco di essere.


dal pressbook del film

Eventi

  • Mama di Or Sinai - Poster