Mameli - Il ragazzo che sognò l'Italia
Trama
Mameli - Il ragazzo che sognò l'Italia racconta la vita di Goffredo Mameli, poeta ed eroe del Risorgimento, ispirato autore di quel canto che è diventato l'Inno nazionale della Repubblica Italiana. La prima rockstar della storia, che con le sue parole ha raccontato un'intera generazione influenzandone le scelte, nel 1847 è un ventenne. La sua vita, breve e bruciante come quella delle rockstar, racconta chi con il suo esempio ha saputo smuovere gli animi del popolo. Con Mameli partono dalla sua città, Genova, trecento volontari verso Milano in supporto delle Cinque giornate del '48. E sempre con lui salpano altri cinquecento patrioti alla difesa di Roma nel '49. In lui i giovani - e non solo - riconoscevano l'ardore puro di chi sa amare fino in fondo, come testimoniano le due storie sentimentali che incorniciano la sua vita pubblica. La prima tragica, poiché si tratta di un amore distrutto da un matrimonio di convenienza imposto; la seconda, invece, felice come può essere quella di chi combatte al fronte e, sapendo di poter morire da un momento all'altro, giura amore eterno. In mezzo scorre la vita e, insieme, la storia: dalla composizione dell'Inno alla grande manifestazione dell'Oregina, quando per la prima volta l'Inno fu cantato da più di trentamila patrioti; l'incontro e l'amicizia con un altro grande genovese, Nino Bixio; la prima Guerra d'Indipendenza; la Repubblica Romana, all'interno della quale Goffredo è il pupillo di Giuseppe Garibaldi e di Giuseppe Mazzini. Mameli - Il ragazzo che sognò l'Italia racconta due anni di passioni, amori, lotte, sotterfugi, composizioni poetiche, incontri e dibattiti politici, amicizie, tradimenti e spie, ma soprattutto di crescita umana, elaborazione di ferite profonde e interrogativi non solo politici, ma anche esistenziali.
Prima serata
Primo episodio - Genova, 1847. Goffredo Mameli è diciannovenne quando, a una festa da ballo, conosce la Marchesina Geronima Ferretti. È un colpo di fulmine. Presto, infatti, i due scoprono di avere gli stessi sogni e ideali. Tuttavia, la madre di Geronima, dalle idee ben diverse da quelle della figlia e manipolata dal gesuita Padre Sinaldi, ostacola l'unione tra i due. Così, il giovane Mameli si trova ad affrontare la perdita dell'amata e dell'amore. Inaspettato, arriva l'incontro con Nino Bixio che introduce Goffredo nel gruppo dei giovanissimi rivoluzionari genovesi della società segreta "Entelema". Insieme iniziano a organizzare manifestazioni e Goffredo, con il suo talento poetico e il suo carisma, ne diventa involontariamente il leader.
Secondo episodio - Grazie all'entusiasmo travolgente dei suoi nuovi amici dell'"Entelema", Goffredo riesce finalmente a riprendere in mano la penna, componendo l'Inno che lo consacrerà alla storia e che sarà l'anima stessa della grande manifestazione dell'Oregina, dove sarà intonato da oltre trentamila persone, sulle note composte da Michele Novaro. Alla notizia dell'insurrezione di Milano contro gli Austriaci (marzo 1848), Goffredo e i suoi compagni decidono di passare all'azione: partono per la Lombardia, imbracciando per la prima volta le armi e sperimentando il conflitto bellico in prima persona.
Info Tecniche
Cast
Cast e Ruoli:
Goffredo Mameli
Nino Bixio
Giorgio Mameli
Adelaide Zoagli Mameli
Geronima Ferretti
Marchesa Luisa Ferretti
Padre Sinaldi
Adele Baroffio
Francesco Castiglione
Carlin Repetto
Stefano Castagnola
Gerolamo Boccardo
Giacomo Parodi
Armida
Giuseppe Mazzini
Giuseppe Garibaldi
Ciceruacchio
Generale Modane
Bianca Rebizzo
Raffaele Rubattino
Altro cast:
Soggetto: Antonio Antonelli.
Casting: Barbara Giordani, Laura De Strobel, Cristina Proserpio.
Fonico: Roberto Sestito.
Aiuto regia: Giuseppe Curti.
Coordinatrice di produzione: Roberta De Luca, Valentina Rettaroli.
Organizzatore generale: Barbara Di Girolamo.
Produzione: Mirco Da Lio (Produzione delegata Pepito Produzioni), Giacomo Centola (Produzione esecutiva Pepito Produzioni), Amelia Pollicino (Produzione perRai), Agostino Saccà (Produzione).
Articoli
Video
Personaggi
Goffredo Mameli, interpretato da Riccardo De Rinaldis Santorelli
Spirito poetico e animo romantico, Goffredo Mameli è un giovane studente che proviene da una famiglia altoborghese e, come i suoi genitori, nutre un profondo amore per la libertà, la giustizia e la politica. L'incontro con Nino Bixio è la miccia che porta Goffredo a concentrare il suo ardore romantico sulla politica e a entrare nel cuore vivo della rivoluzione (Prima Guerra d'Indipendenza), alla quale dedicherà ogni energia fino alla prematura ed eroica morte. Leader per natura, Goffredo affronta la lotta per l'unità nazionale con audacia, passione, talento e lealtà, anche a costo di entrare in conflitto con le sue certezze o con la sua famiglia. Nei due anni raccontati dalla miniserie (1847- 1849), il giovanissimo Goffredo diventa uomo, passa da essere uno studente che scrive poesie d'amore per la Marchesina Ferretti a diventare il patriota che compone l'Inno che sarà dell'Italia unita.
Nino Bixio, interpretato da Amedeo Gullà
Ribelle per vocazione, reietto denunciato dai suoi stessi genitori e con le cicatrici che gli segnano il corpo e l'anima, Nino cerca di nascondere il suo malessere con un'ironia talvolta sopra le righe. È diretto, testardo, ma incredibilmente generoso. A 24 anni ha già abbracciato la Società Segreta "Entelema" con un gruppo di giovanissimi liberali che sognano un'Italia unita, liberata dagli austriaci e dai regimi conservatori. Nino diventa amico fraterno di Goffredo Mameli, partecipa alla Prima fallimentare Guerra d'Indipendenza e tenta di difendere la neonata Repubblica Romana dall'attacco delle potenze conservatrici. Anime affini, guerrieri senza riposo uniti dalla convinzione che "l'Italia si fa oppure si muore", Nino e Goffredo, pur nella diversità dei loro caratteri e della loro visione del mondo, sono l'uno l'àncora di salvezza dell'altro.
Giorgio Mameli, interpretato da Neri Marcorè
Contrammiraglio della Marina sarda, sposato per amore con Adelaide, Giorgio simpatizza per le idee mazziniane e, forse per questo, la sua carriera non è stata facile. Al figlio Goffredo non fa mancare nulla, sebbene la sua indole militare lo faccia a volte sembrare distante o comunque meno affettuoso rispetto a come si comporta con sua moglie. In ogni caso, nella famiglia Mameli ci si dà del tu, ci si confida, ci si sostiene e Giorgio è il centro di questo nucleo moderno e pieno d'amore in cui Goffredo è cresciuto. Tuttavia, la preoccupazione di perdere quel figlio prezioso al quale ha dato tutto lo porta a cercare di fargli capire in ogni modo che forse il mondo non è ancora pronto per gli ideali che gli ha insegnato, che si può lottare diversamente, anche senza lanciarsi in azioni militari rischiose e più grandi di lui. Ma Goffredo, da vero eroe, è pronto a gettare il cuore oltre l'ostacolo.
Adelaide Zoagli Mameli, interpretata da Isabella Briganti
Nobildonna di origine sarda e amica d'infanzia di Giuseppe Mazzini, Adelaide è la madre di Goffredo Mameli. A lei si deve il merito di aver cresciuto il figlio in un ambiente colto e moderno, amorevole e aperto: l'atmosfera di un matrimonio d'amore, estremamente raro e atipico per l'epoca. Adelaide ama circondarsi di intellettuali e nobili con cui discutere di politica, dando vita a un vero e proprio salotto in casa Mameli. Donna di gran cuore, madre premurosa e moderna al tempo stesso, Adelaide è un vero e proprio mentore per il figlio al punto che, per sostenerlo, non esiterà a entrare in conflitto con il marito.
Carlin Repetto, interpretato da Giovanni Crozza Signoris
Popolano rivoluzionario, figlio non riconosciuto del generale Modane, Carlin lavora come camallo al porto di Genova. Per la povera madre, cacciata di casa quando è rimasta incinta, farebbe di tutto. E infatti accetta di collaborare con Modane e i suoi sodali ultraconservatori. Carlin diventa così il traditore del gruppo, il doppiogiochista, la spia infiltrata che passa le informazioni al nemico sulle mosse dell'"Entelema". Con Goffredo e gli altri mostra un entusiasmo smisurato verso la causa rivoluzionaria: si dà da fare nell'organizzazione delle spedizioni, nel coinvolgimento degli altri camalli alle manifestazioni e nell'impresa militare. Con il padre e gli altri cospiratori reazionari, invece, ha un fare ponderato, servile e strategico, mostrando di avere una lucida consapevolezza della sua posizione e dei suoi obiettivi. Carlin è in realtà un ragazzo dall'animo buono che, se avesse davvero avuto scelta nella vita, avrebbe abbracciato la causa rivoluzionaria con tutto sé stesso.
Geronima Ferretti, interpretata da Barbara Venturato
Educata presso il miglior collegio delle Orsoline, la Marchesina Geronima Ferretti non è, come Goffredo inizialmente crede, una ragazza ordinaria dalle idee reazionario-bigotte: Geronima è colta, aperta al nuovo, ha letto Balzac, sostiene che il suffragio andrebbe esteso anche alle donne e soprattutto dà valore alla forza delle idee. Forse è la combinazione di questi elementi o l'aspetto elegante e puro unito alla sua intelligenza e alla sua bellezza che fa perdere la testa a Goffredo. In breve tempo tra i due nasce un amore forte, giovane e appassionato. E, infatti, i due giovani amanti decidono di sposarsi. Ma il destino di Geronima è infausto e a nulla varranno le sue preghiere quando la madre e il tutore, il severo gesuita Padre Sinaldi, decideranno per lei in altro modo.
Marchesa Luisa Ferretti, interpretata da Lucia Mascino
Nobile, vedova e madre di un'unica figlia femmina, la Marchesa Luisa Ferretti è vittima del suo tempo. Un tempo in cui le decisioni vengono prese dagli uomini, in cui le donne si devono affidare all'altro sesso sperando nel miglior futuro possibile. E la Marchesa si affida a Padre Sinaldi, tutore della giovane Geronima, per decidere quale possa essere il futuro migliore della ragazza. Padre Sinaldi è irremovibile: il matrimonio con Goffredo sarebbe dannoso, addirittura periglioso. Ed è quindi senza cattiveria che la Marchesa si lascia convincere a dare in sposa sua figlia a un altro uomo, sebbene molto più anziano di lei. Con la convinzione, quindi, di agire per il suo bene, contribuisce a allontanarla da Goffredo, senza sapere che così facendo andrà incontro a un destino tragico di cui si pentirà troppo tardi.
Padre Sinaldi, interpretato da Luca Ward
Prelato gesuita, è il tutore di Geronima Ferretti. È lui, d'accordo con la madre di Geronima, a combinare un matrimonio non accettato dalla ragazza. È un uomo carismatico e mellifluo, uno stratega. Prova un'avversione radicale nei confronti dei mazziniani e, in generale, di chi ha in animo di sovvertire il mondo della Restaurazione. Sinaldi, infatti, fa parte di una società segreta formata da potenti e militari controrivoluzionari provenienti da tutta Europa, che rappresentano gli antagonisti dei giovani dell'"Entelema" e proverà a ostacolare Goffredo in tutti i modi, ponendosi come il suo primo autentico oppositore.
Adele Baroffio, interpretata da Chiara Celotto
Moglie del benestante Cavalier Baroffio, Adele è giunta a Roma per seguire gli impegni del marito, che tuttavia, ai primi sentori di rivolta, ha lasciato la città. Adele, invece, è rimasta a Roma volontariamente, prendendo parte attiva nel supportare la causa repubblicana. Donna forte e indipendente, si muove con facilità nell'Officina metallurgica in cui l'armata di Garibaldi deposita le armi e difende con ardore il suffragio universale quando, con Armellini e Saffi, si discute degli articoli della Costituente. La sua energia e il suo carattere conquistano Goffredo al primo sguardo, nonostante Adele impieghi un po' di tempo prima di cedere all'amore di questo giovane genovese. Il loro sarà un amore travolgente.
I Ragazzi Dell'"Entelema", interpretati da Riccardo Maria Manera, Gianluca Zaccaria, Riccardo De Rinaldis Santorelli, Amedeo Gullà, Giovanni Crozza Signoris, Domenico Pinelli, Marco Gualco
L'"Entelema" è una libera associazione patriottica di stanza genovese, che raccoglie perlopiù studenti e intellettuali dalle idee di ispirazione mazziniana. Fondata nel 1846 da Gerolamo Boccardo (Domenico Pinelli) e presieduta da Stefano Castagnola (Riccardo Maria Manera), è una fucina di dibattito politico e fermento rivoluzionario. L'"Entelema" organizza manifestazioni, rimostranze, letture universitarie ed è in contatto con le associazioni mazziniane di tutt'Italia. Nino introduce Goffredo ai suoi compagni della Società, il quale ne diventa, suo malgrado, immediatamente leader. Stefano ne è estasiato e, insieme a Nino, si lancia in progetti di manifestazioni anche di fronte ai divieti regi. Giacomo Parodi (Marco Gualco), anche lui da poco nel gruppo, è affascinato dal carisma di Goffredo e lo segue in tutte le avventure, pur con un esito tragico. Boccardo, invece, è il timoroso del gruppo, il borghese che ha paura di prendere davvero in mano un fucile, ma che poi alla fine lo fa. Goffredo trascina con sé nell'"Entelema" anche l'amico di sempre Francesco Castiglione (Gianluca Zaccaria), anche lui altoborghese, un ragazzo solare, leale ed estremamente combattivo. Tutti loro diventano un'unica grande famiglia, un gruppo coeso e inarrestabile di ragazzi che per l'ideale dimostrano di essere davvero "pronti alla morte".
Note di Regia - Luca Lucini e Ago Panini
Un'idea semplice: raccontare, attraverso la breve vita di Goffredo Mameli, gli anni fantastici tra il 1847 e il 1849, quegli anni che servirono (nonostante il loro sostanziale fallimento) da laboratorio politico, creativo, sociale, a preparare l'Unità d'Italia, che avvenne dodici anni dopo, nel 1861. E siccome Goffredo e i suoi amici Nino Bixio, Gerolamo Boccardo, Stefano Castagnola sono ragazzi tra i diciotto e i ventidue anni, abbiamo deciso di raccontarli come tali. Come sarebbero oggi, dimenticandoci l'iconografia classica degli eroi del Risorgimento, facendoli scendere dai piedistalli, dalle targhe delle vie, dai nomi delle scuole, per raccontarli vivi, pieni di dubbi, di energia, di voglia di vivere, come lo sono i loro coetanei odierni. Come i ragazzi di oggi, hanno rapporti burrascosi, si oppongono al potere ufficiale, all'autorità costituita. E cercano una loro via, fatta di parole e canzoni, di "scherzi" e "flashmob", di iniziative provocatorie e interventi sul campo. Gli adulti attorno - la famiglia di Goffredo - vivono con speranza di cambiamento e apprensione per il proprio figlio le gesta e il successo che a un certo momento lo coglie. Infine - poiché come tutti i giovani di quell'età anche Goffredo ha bisogno di amore, di innamorarsi, sognare, fremere per una donna e sognare un legame per sempre - nel nostro racconto non poteva mancare la sua anima romantica. Con Goffredo non abbiamo messo in scena un personaggio compiuto: abbiamo deciso di raccontare un giovane in divenire. Lo abbiamo immaginato non come un "poeta", che è un abito difficile da indossare, ma come un giovane che scrive rime, come potrebbe essere un suo contemporaneo che si diverte a sperimentare con le parole. Un giovane borghese, quasi nobile, appassionato di parole che - grazie all'incontro con anime a lui affini, Nino Bixio in primis - si trova naturalmente a unire le sue due passioni: le parole e la politica. Fino a dare vita, grazie alla musica di Michele Novaro, a "Il Canto degli Italiani", oggi nostro inno nazionale. Un Canto che riassume in sé tutti i motivi per cui è necessario ribellarsi, sollevarsi e unirsi. Oltre alla celeberrima prima strofa (quella dell'elmo di Scipio), Goffredo ne scrive altre quattro piene di speranza e di ragione ("Noi siamo da sempre calpesti e derisi/ perché non siam popolo, perché siam divisi"), semplici, per essere capite da tutti. E così "Il Canto degli Italiani", prima ancora di diventare Inno d'Italia, è un successo popolare: viaggia da Nord a Sud, unisce lingue e dialetti, infiamma i cuori e spinge all'azione un Paese che ancora Paese non era. Diventa "virale" - come si direbbe oggi - rapidissimamente, con un passaparola, un testo ricopiato su un foglietto, precedendo, e poi sopravvivendo, alla figura umana di Goffredo Mameli. Il successo di Goffredo, il suo essere "rockstar" quasi senza volerlo, i suoi versi che viaggiano più veloci di lui, spargendosi di bocca in bocca, sono il contrappunto essenziale al suo carattere ardente, sempre alla ricerca del gesto, dell'azione, dell'amore. Goffredo si trova a essere simbolo, icona da imitare già in vita, eroe suo malgrado. In definitiva questa serie è prima di ogni cosa una storia di ragazzi, una "via Pál" genovese, piena di vita e di energia, per la quale abbiamo scelto un'immagine inedita del Risorgimento. Studiando i quadri dell'epoca abbiamo scoperto il gusto del colore, anche eccessivo, abbiamo scoperto che i giovani (osservando i primissimi dagherrotipi che iniziavano a catturare i volti delle persone con un'"istantanea") avevano i capelli lunghi, gli orecchini. Abbiamo scoperto che il Risorgimento non è forzatamente rigido, scuro, e soprattutto… noioso. Abbiamo lavorato quindi sempre molto vicini ai ragazzi, con la macchina a mano, per ascoltare le loro voci, quasi non fossero quelle di personaggi storici, ma di qualcuno le cui idee sono senza tempo. Abbiamo privilegiato scenografie vere, sfruttando il sempre incredibile patrimonio italiano. In particolar modo, abbiamo avuto accesso a zone e palazzi di Genova, perfette scenografie naturali per raccontare la passione di Goffredo e dei suoi. Abbiamo cercato di dimenticare l'importanza storica a posteriori dei nostri protagonisti, per concentrarci sul loro divenire. Proprio come un gruppo di ragazzi contemporanei, le cui voci si fondono e le cui passioni si influenzano l'una con l'altra, il gruppo di Goffredo si ritrova catapultato in una realtà sempre più grande, si ritrova a sfiorare un sogno (quello dell'Italia libera e repubblicana) in una corsa a tutta velocità, dove amore, passione politica, voglia di vivere, ma anche paura, guerra e inevitabilmente sofferenza, convivono, si mischiano, trovano nuova linfa. Così i "grandi" che incontrano, da Mazzini a Garibaldi, da Armellini e Saffi e Ciceruacchio, sono i loro idoli, ma sono umani anch'essi (abbiamo in scena un inedito Mazzini chansonnier, scoperto durante una visita al museo a lui dedicato a Genova), affascinati dall'energia dei giovani, incapaci di contenerla, e bisognosi di sfruttarla per rendere la rivoluzione contagiosa. Raccontare questa storia agli italiani di tutte le generazioni è stata una "missione" emozionante e piena di significato e orgoglio. Dopo questa esperienza, ascoltare l'Inno nazionale italiano per noi non è più la stessa cosa e vorremmo che fosse così per tutti quelli che incontreranno questa serie
Eventi
Immagini