Trama
Basato su eventi reali, il film esplora la storia di un deportato spagnolo di un campo di concentramento, che si è rivelata essere fittizia. Il racconto della vita di un uomo di immenso carisma che per anni si è autonominato portavoce dell'Associazione spagnola delle vittime dell'Olocausto e che ha sostenuto, in pubblico e persino all'interno della sua stessa associazione – come all'interno della propria famiglia – una complessa ed elaborata menzogna: quella di essere stato prigioniero in un campo di concentramento nazista.
Informazioni Tecniche
- Titolo italiano: Marco
- Titolo originale: Marco
- Durata: 101 minuti
- Formato audio/video: Colore
- Genere: Drammatico
- Lingua: spagnolo
- Anno: 2024
- Nazione: Spagna
- Case di Produzione: Irusoin, Moriarti Produkzioak Atresmedia Cine, La verdad inventada
- Soggetto/Creazione: Basato su eventi reali.
Cast Tecnico e Artistico
Dietro la macchina da presa, per la realizzazione di Marco con la regia di Aitor Arregi, Jon Garaño, si segnala la presenza di Javi Agirre Erauso per la direzione della fotografia, Maialen Sarasua Oliden al montaggio, Mikel Serrano per la direzione della scenografia, Saioa Lara ai costumi, Aránzazu Calleja per le musiche, con la sceneggiatura firmata da Aitor Arregi, Jon Garaño, Jorge Gil Munarriz, Jose Mari Goenaga.- Regia: Aitor Arregi, Jon Garaño
- Sceneggiatura: Aitor Arregi, Jon Garaño, Jorge Gil Munarriz, Jose Mari Goenaga
- Fotografia: Javi Agirre Erauso
- Montaggio: Maialen Sarasua Oliden
- Musiche: Aránzazu Calleja
- Scenografia: Mikel Serrano
- Costumi: Saioa Lara
Interpreti e Ruoli
Cast Aggiuntivo
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Suono: Alazne Ameztoy, Andrea Sáenz Pereiro, Xanti Salvador.
- Effetti visivi: David Heras.
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Commenti di regia da Venezia 81
"Ai nostri occhi, si potrebbe dire che Enric Marco è un camaleonte. Uno specchio deformante. L'ombra di un'ombra. Un uomo, come lo ha definito il premio Nobel Vargas Llosa, "spaventoso e geniale" (allo stesso tempo). "Spaventoso" perché ci ricorda le profondità in cui chiunque di noi potrebbe sprofondare per farsi accettare dagli altri; e "geniale" perché, almeno per un po', Enric Marco ha raggiunto il suo obiettivo: costruire, agli occhi degli altri, la finzione di una vita trionfale. Almeno in quel periodo il camaleonte aveva trovato il suo travestimento perfetto. Solo Enric Marco sa chi è Enric Marco. Ma la cosa più probabile è che stia ingannando anche sé stesso. Fare questo film su verità e bugie, inganno e realtà, può di per sé generare un'interessante riflessione per lo spettatore sul medesimo artificio rappresentato dal cinema. Il cinema – la finzione – è uno strumento valido per dire la verità? E ci consente anche di usare la menzogna non solo come espediente narrativo ma come base formale. La menzogna come contenuto, ma anche come forma. "
Eventi
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