Inde Navarrette come Nikki e Michael Johnston come Bear in Obsession

Obsession

Film | 2025 | Stati Uniti | 110 minuti | 18+ (Prime Video)
Obsession di Curry Barker - Poster

In breve: Dopo aver spezzato il misterioso 'Salice dei Desideri' per conquistare il cuore della ragazza che ama, un inguaribile romantico ottiene esattamente ciò che desiderava, ma presto scopre che alcuni desideri si pagano a caro prezzo, e in modo oscuro.

Obsession  è un progetto cinematografico proveniente da Stati Uniti relativo all'anno 2025 incentrato sul genere horror, thriller, sentimentale, psicologico, soprannaturale, con classificazione per età 18+ (Prime Video).  La durata complessiva è di 110 minuti. Il film vede Curry Barker al lavoro nel doppio ruolo per regia e sceneggiatura. La squadra degli interpreti include Michael Johnston, Inde Navarrette, Megan Lawless, Cooper Tomlinson.  Guardando ai canali di rilascio scelti per l'Italia, si rileva l'uscita nelle sale cinematografiche da , e il debutto sulle piattaforme digitali a partire da . 

Trama

Dall'esordiente sceneggiatore e regista Curry Barker, arriva "Obsession" una moderna rivisitazione del tema "attento a ciò che desideri".
Bear (Michael Johnston) è da sempre innamorato della sua migliore amica Nikki (Inde Navarrette), ma non ha mai trovato il coraggio di confessarle i propri sentimenti. Determinato a fare finalmente il grande passo, Bear si mette alla ricerca del regalo perfetto. Mentre curiosa in un negozio di cristalli del suo quartiere, qualcosa di insolito ne attira l'attenzione: un "One Wish Willow", un oggetto che, secondo la leggenda, concede a chi lo possiede un unico desiderio. Basta accendere la parte centrale e spezzarlo a metà.
Ma quando Bear si trova finalmente davanti all'occasione perfetta per avere una conversazione a cuore aperto con la ragazza dei sogni, non riesce a trovare il coraggio di dichiararsi. Decide, invece, di sedersi da solo nella sua auto e usa da solo "One Wish Willow". Le sue parole sono: «Vorrei che Nikki Freeman mi amasse più di chiunque altro al mondo», e spezza il bastoncino. Non succede nulla di spettacolare. E perché dovrebbe? Un oggetto del genere non può certo funzionare davvero… o no? È quello che pensa Bear, finché il suo desiderio non sembra essersi avverato.
Nikki non si è semplicemente innamorata di Bear: è diventata pericolosamente ossessionata da lui. E tutti si accorgono come qualcosa sia cambiato.
I loro migliori amici e colleghi Ian (Cooper Tomlinson) e Sara (Megan Lawless) guardano con comprensibile scetticismo alla trasformazione improvvisa da coppia platonica in relazione senza tregua. Nikki sembra essere finita in una sorta di trance. La sua devozione diventa sempre più intensa e pericolosa per chiunque cerchi di ostacolare il rapporto. E mentre Bear inizia a rendersi conto che Nikki non si comporta più come sé stessa, tenta di rimediare al danno causato dal suo desiderio apparentemente innocente, cercando al contempo di mantenere il segreto con tutti.
In Obsession, le conseguenze dei desideri prendono forma.

Informazioni Tecniche

  • Titolo italiano: Obsession
  • Titolo originale: Obsession
  • Durata: 110 minuti
  • Formato audio/video: Colore
  • Genere: Horror, Thriller, Sentimentale, Psicologico, Soprannaturale
  • Lingua: inglese
  • Anno: 2025
  • Nazione: Stati Uniti
  • Uscite in Italia: Giovedì 21 Maggio 2026 (Cinema), Martedì 30 Giugno 2026 (PVOD), Mercoledì 26 Agosto 2026 (TVOD)
  • Prima Uscita al Cinema in Italia:
  • Distribuzione: Universal Pictures (Italia)
  • Classificazione per età: 18+ (Prime Video)
  • Disponibile in Digitale da:
  • Uscite internazionali: Venerdì 15 Maggio 2026 (Stati Uniti)

Dove vedere

Apple TVPrime VideoYouTube Film Nota: la disponibilità del titolo sulle piattaforme indicate (con visione free, su abbonamento o acquisto) può variare nel tempo. Verificare sul sito.

Cast Tecnico e Artistico

Dietro la macchina da presa, per la realizzazione di Obsession con la regia di Curry Barker, si segnala la presenza di Curry Barker al montaggio, con la sceneggiatura firmata da Curry Barker.

Interpreti e Ruoli



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Note di Regia - Curry Barker

Con Obsession, ho cercato di raccontare una storia sui confini dell'ossessione di una persona nei confronti di un'altra. A che punto qualcosa che chiamiamo amore smette di essere tale? E, ancora più a fondo, cosa significa davvero la parola "amore"?
Il film si apre con Bear, un giovane sconvolto dalla morte improvvisa del suo gatto. Alla ricerca disperata di qualcosa a cui aggrapparsi, decide che quella sera confesserà finalmente i propri sentimenti alla sua storica cotta, Nikki. Ma quando il coraggio viene meno e si tira indietro, tutto cambia — perché Nikki inizia a comportarsi in modo strano, ed è improvvisamente lei a mostrare un'attrazione intensa e sproporzionata nei suoi confronti. Quello che nasce come il momento di realizzazione di un desiderio si trasforma rapidamente in qualcosa di più oscuro e profondamente inquietante.
Volevo partire da uno schema che conosciamo tutti — il desiderio che si avvera — e radicarlo nel mondo reale, ribaltandolo al punto di creare qualcosa di completamente nuovo. Amo mettere persone comuni in situazioni straordinarie, ma per me è altrettanto importante che ogni personaggio reagisca in modo naturale e credibile.
Con Bear, mi sono posto l'obiettivo di creare un protagonista che non fosse semplicemente "un bravo ragazzo". È imperfetto, ambiguo, capace tanto di vulnerabilità quanto di crudeltà. Non voglio imporre al pubblico cosa pensare o indicare cosa sia giusto o sbagliato. Il mio intento è piuttosto di presentare la storia in modo onesto e lasciare che sia lo spettatore a confrontarsi con essa. Voglio che le persone escano dalla sala continuando a parlarne — discutendo, persino litigando, su quello che hanno provato, su cosa avrebbero fatto diversamente e valutare se ciò che hanno visto sia amore o ossessione. 

Curry Barker: da Youtube al grande schermo

Curry Barker è entrato per la prima volta sotto i riflettori come parte di un duo comico composto insieme a uno degli interpreti di Obsession, Cooper Tomlinson. Con il nome "That's a Bad Idea", la coppia ha costruito un pubblico fedele grazie a video pubblicati su YouTube. Le cose hanno iniziato a prendere una direzione diversa alcuni anni fa, grazie al successo ottenuto da The Chair e Milk & Serial.
Prima, il cortometraggio diretto da Barker, The Chair, ha superato nove milioni di visualizzazioni su YouTube. Successivamente è arrivato Milk & Serial, un lungometraggio horror diretto e interpretato da Barker, con Tomlinson nel cast: anche questo progetto si è affermato come fenomeno virale. Il film ha colpito profondamente Hollywood, contribuendo così a dare impulso al primo film di Barker destinato alla sala cinematografica: Obsession.
Il produttore di Obsession, James Harris, è entrato in scena proprio grazie a The Chair. Produttore prolifico nel genere, con titoli come 47 Metri – 47 Meters Down, The Strangers: Prey at Night e diversi capitoli della saga V/H/S nella sua filmografia, Harris era alla ricerca di nuove voci. «Ho visto The Chair e sono rimasto colpito dal suo linguaggio cinematografico». Harris ha contattato Barker e ha subito capito di trovarsi davanti a un artista "affamato e di enorme talento". «Curry è una persona molto intelligente che comprende il genere. Ha una grande sensibilità per la paura, ma anche per la profondità necessaria per realizzare un progetto».
Inizialmente, Harris era interessato a sviluppare insieme a Barker un lungometraggio tratto da The Chair. Tuttavia, quando Barker ha proposto Obsession, Harris ha compreso immediatamente come fosse il progetto giusto. «Quando ho letto il soggetto di Obsession, l'ho trovato semplicemente fantastico. Molto intelligente e perfettamente in linea con l'horror contemporaneo: è stata una scelta automatica».
Anche il produttore Christian Mercuri è rimasto subito conquistato. Non solo ha trovato la sceneggiatura "meravigliosa e coinvolgente", ma è stato colpito anche dal tono del film. «Aveva una qualità unica: un vero horror, ma con leggerezza. E avendo visto alcuni dei primi lavori di Curry, era palpabile la sensazione che fosse in grado di portarlo a termine».
Barker sperava, fin da bambino, che arrivasse un giorno come questo. Sebbene si sia fatto conoscere attraverso la sketch comedy, ha sempre saputo di voler fare cinema. «Intorno ai dieci anni già giravo e montavo film perché volevo fare l'attore, e l'unico modo per recitare era creare da solo i miei progetti. La regia si è affermata nella mia vita come mezzo per un fine, ma è così che ho scoperto di amarla».
Questo amore in continua evoluzione ha portato alla realizzazione di Milk & Serial, il primo lungometraggio di Barker: una storia che parte da uno scherzo di compleanno a sorpresa e si trasforma in qualcosa di sempre più contorto e oscuro. Il film non solo è stato accolto con entusiasmo, ma ha anche permesso a Barker di acquisire una notevole esperienza, rivelatasi preziosa durante la realizzazione di Obsession. Tra gli insegnamenti più importanti? «Ho imparato che bisogna semplicemente mettersi a fare qualcosa, perché nella maggior parte dei casi le persone sono disposte ad aiutarti se stai cercando di creare qualcosa di interessante».

Note di Produzione

La Nascita di Obsession

Pur avendo un passato nella commedia, Barker è sempre stato attratto dalle possibilità narrative del genere horror. «Ti permette di esplorare idee ed emozioni estreme in un modo che appare autentico e viscerale».
Nel caso di Obsession, Barker ha voluto utilizzare questa chiave per indagare una dimensione che riguarda tutti, in modi e forme diverse: l'ossessione. «Che si tratti dell'ossessione per una persona o per qualcos'altro, mi ha sempre affascinato la prospettiva di essere completamente consumati da un pensiero, e l'horror senza dubbio ha tutte le giuste caratteristiche per esplorarla».
Lo spunto ha preso ulteriormente forma grazie all'ispirazione fornita da un episodio de I Simpson, in cui Bart acquista una Zampa di Scimmia con il potere di esaudire desideri e seminare il caos in città. «La combinazione tra ossessione e oggetto capace di realizzare desideri ha fatto scattare il processo creativo per la storia».

Il cast di Obsession

Obsession si concentra su un quartetto di talenti emergenti. Durante la scrittura, Barker è stato sempre consapevole che l'alchimia dei personaggi avrebbe garantito pieno supporto ai temi e alle idee che voleva esplorare. «La storia si prestava naturalmente a due ragazzi e due ragazze. Questa dinamica crea tensioni intrinseche — cotte, segreti e relazioni nascoste — che risultano familiari e funzionano perfettamente per il tipo di narrazione che volevamo costruire».
Per il ruolo di Ian, l'amico più stretto di Bear, la scelta è stata immediata. «Cooper è sempre stato Ian per definizione», ha dichiarato Barker. Trovare invece l'interprete giusta per Sarah si è rivelato più complesso. Si tratta di un personaggio di supporto che deve creare un legame forte con il pubblico pur avendo poco tempo in scena. Come spiega Barker: «Cercavo qualcuno di estremamente autentico e concreto, qualcuno con cui potresti davvero immaginare di essere amico». Quella persona è Megan Lawless.
E poi, naturalmente, ci sono Bear e Nikki, due ruoli particolarmente complessi da assegnare, per ragioni molto diverse.
Per quanto riguarda Bear, Barker ha cercato un attore dotato di una dimensione fatta di innocenza, «soprattutto perché viene progressivamente sovvertita nel corso della storia». È proprio questa evoluzione ad aver attirato Michael Johnston verso il ruolo. «Ero affascinato dalle scelte fatte da Bear. All'inizio è un ragazzo innocente, ma man mano che la posta in gioco aumenta, le sue scelte diventano sempre più discutibili. Mi entusiasmava l'idea di affrontare la sfida di sovvertire il cliché del "bravo ragazzo", mantenendo però il personaggio credibile». Johnston sintetizza ulteriormente con un'immagine: «Bear sa che c'è un mostro sotto il letto, ma si rifiuta di guardare perché vuole disperatamente credere che la sua fantasia sia reale».
Bear è il bersaglio ideale per One Wish Willow perché lo trova nel momento di massima vulnerabilità. Johnston sottolinea che, quando spezza il bastoncino, Bear non crede davvero che funzionerà, ma questo non attenua la problematicità del suo desiderio. «La tragedia è che non desidera la felicità di Nikki. Desidera la sua devozione».
Le conseguenze di questo desiderio sono devastanti, ma offrono anche un'opportunità interpretativa unica. Mercuri di solito affida le decisioni di casting al regista e ai produttori più coinvolti nella produzione, ma in questo caso ha sentito il bisogno di intervenire. «Per il ruolo di Nikki, ho insistito su Inde dopo aver lavorato con lei in Trap House, dove l'ho trovata semplicemente straordinaria, capace di catturare lo sguardo. È davvero una stella emergente».
Johnston ha colto immediatamente queste qualità in Navarrette fin dal loro primo incontro. «Io e Inde abbiamo avuto subito una connessione. Nel momento in cui ci siamo incontrati per il provino per testare la nostra chimica, ci siamo lanciati direttamente in alcune delle scene più intense del film, ed è stato come se Nikki e Bear si fossero conosciuti prima ancora di noi».
Nonostante il suo personaggio si trovi a vivere una situazione particolarmente estrema e frammentata, Navarrette afferma di aver capito perfettamente chi fosse Nikki fin dalla prima lettura della sceneggiatura di Obsession. «È il primo personaggio che ho compreso completamente. È stata una sensazione euforica avere una tale certezza su chi fosse il proprio personaggio».
Con questa sicurezza è entrata immediatamente nel ruolo, sin dall'inizio delle riprese. Barker ricorda: «Il primo giorno di lavorazione, la prima scena di Inde vede Nikki esternare una reazione fuori controllo dopo il bacio, e il primo ciak è esattamente quello che abbiamo usato nel film». E aggiunge: «Quando l'abbiamo vista quel primo giorno, abbiamo capito di avere l'interprete perfetta per il ruolo».
Johnston è rimasto particolarmente colpito dalla capacità di Navarrette — che non ama guardare film horror — di calarsi completamente nel genere sul set. «Io sono un grande fan dell'horror, ma Inde è l'opposto. Abbiamo visto Hereditary – Le radici del male e lei è letteralmente scappata dalla stanza». E continua: «Vederla poi arrivare sul set e diventare il motore di tutto il film è stato incredibile». 

Le riprese di Obsession

Come prima esperienza su un film destinato alle sale, il set di Obsession ha rappresentato un grande salto per Barker. «All'inizio è stato uno shock trovarsi su un set così grande». Ripensando al giorno prima del primo ciak, Barker racconta: «Sono entrato nella casa che avevamo scelto. Ho visto persone dipingere i muri, altre al piano di sotto intente a lavorare sulle macchine da presa, qualcuno intento nell'applicare la carta da parati… tutte cose che mi hanno fatto pensare: incredibile. Stanno facendo tutto questo per il mio film».
Superato lo stupore di vedere così tanti artisti riuniti per dare vita alla sua visione, Barker ha capito di essere pronto. «Dopo aver dato il primo "azione" il primo giorno, fatto qualche take e detto "stop", mi sono reso conto molto rapidamente che, anche se su scala più grande, si trattava esattamente della stessa cosa che facevo quando avevo 12 anni con i miei fratelli».
L'esperienza di una vita lo ha preparato a una lavorazione di 20 giorni con i limiti di budget del film. «In realtà penso che lavorare con risorse più contenute possa spesso stimolare maggiormente la creatività». Nonostante si possa pensare che risorse illimitate coincidano con la dimensione ideale, Barker sostiene che «poter fare qualsiasi cosa si voglia può risultare persino un po' destabilizzante». E aggiunge: «Il fatto di poter fare solo alcune cose, e potersi permettere solo determinate soluzioni, mi ha aiutato molto nel processo creativo».
Nel corso degli anni, Barker ha sviluppato un approccio preciso all'uso della macchina da presa per amplificare la narrazione. «Non mi piace tagliare se non è necessario, e non amo inserire dettagli di raccordo. L'unico motivo per cui li userei è se un personaggio sta guardando qualcosa. Tutto il film è raccontato dalla prospettiva di Bear».
Pur arrivando sul set con una visione così chiara, Barker ammette: «Ci sono state alcune lezioni di regia che ho dovuto imparare sul campo». L'obiettivo dichiarato è stato di girare gran parte di Obsession in «lunghi piani sequenza molto ambiziosi». Questo tipo di approccio comporta una copertura limitata e richiede agli attori una precisione assoluta nel ritmo. Come osserva Barker, se durante il montaggio ci si ritrova a pensare: «Vorrei che avesse detto quella battuta un po' più velocemente, che avesse accelerato il ritmo qui», c'è ben poco da fare. «Ho imparato che è fondamentale trovare il ritmo già sul set. Se vuoi lavorare con questo stile, è essenziale».
Una delle numerose scene in cui lo stile di Barker emerge con forza è quella del primo desiderio di Bear e del rapido ritorno di Nikki in macchina. «Era una giornata da nove pagine, tutta girata di notte». Barker prosegue: «La scena sembra non finire mai. Lei entra in macchina, poi scoppia a piangere parlando della morte del padre. È una scena lunga, e a me è piaciuto dilatarla. Mi piace restare dentro le scene».
Come accade in molti film di genere, la pressione aumenta notevolmente quando si affrontano scene di morte, e Obsession ne include una particolarmente brutale e inquietante. «La scena della morte di Sarah è stata davvero difficile». Come ricorda Barker, tutto si è giocato negli ultimi frangenti, quando a disposizione c'erano tre finestre in vetro zuccherato. «La prima si è frantumata tra le mani del reparto scenografia mentre la portavano verso l'auto». Anche se sono riusciti a posizionare la seconda, durante le riprese «un grosso pezzo di polistirolo è caduto nell'inquadratura rendendola inutilizzabile». Ne rimaneva quindi solo un'ultima. «Se non avesse funzionato, non so davvero cosa avremmo fatto». Barker conclude: «Per fortuna, quello che si vede nel film è proprio quell'ultima ripresa».

Costruire la Claustrofobia

Nella costruzione del mondo dei personaggi, la scenografa Vivian Gray ha posto grande attenzione sulla casa di Bear, un set che doveva essere visivamente stimolante sullo schermo ma anche capace di esprimere la storia del personaggio.
«Nel dialogo si accenna brevemente al fatto che la casa di Bear appartenesse in realtà alla nonna recentemente scomparsa. Bear si è preso cura della donna per un periodo e, ora che non c'è più, la mia idea è che non abbia alcun desiderio di mettere mano alle cose o di rendere quello spazio davvero suo». Uno dei pochi oggetti personali presenti è la postazione da gaming di Bear. «La contrapposizione dichiarata tra i suoi oggetti e quelli della nonna serve a farlo apparire estraneo nella propria casa, accentuando il fatto di un personaggio che non è in grado di essere protagonista della stessa propria vita o di realizzare i propri desideri».
Quando Gray ha avuto a disposizione la location scelta per ambientare la casa di Bear, gli spazi erano quasi interamente bianchi, il che ha richiesto un intervento significativo per raggiungere lo stile desiderato, capace anche di sovvertire alcune aspettative del genere horror. «La casa della nonna del Sud, nell'immaginario horror, tende a essere rappresentata come una baita o in stile vittoriano. Io ho voluto qualcosa di più autentico, almeno ai miei occhi».
Per trovare ispirazione, Gray ha fatto riferimento a fotografie di amici e familiari che ritraevano murales in finto stucco anni '70, palme finte in vaso, tavoli da biliardo in seminterrati, strati su strati di tende e carta da parati, poltrone imbottite con stampe animalier, tonalità corallo e verde acqua, librerie in ferro, divani trapuntati a motivi floreali, pannellature in legno, bagni a tema marino e tavoli rivestiti in tessuto naturale e sigillati in resina. «I miei riferimenti erano per lo più nostalgici, ma man mano che costruivamo gli ambienti e oscuravamo le finestre per girare le scene notte/giorno, ho iniziato a percepire una sensazione di sovrastimolazione e claustrofobia».
Gray attribuisce alla art director Sally Choi e al suo team il merito di aver amplificato ulteriormente queste sensazioni. «Bear non riesce a sfuggire né ad accettare le proprie azioni, e il suo ambiente riflette questa condizione».
Per le altre location principali di Obsession, la produttrice Haley Johnson ha dato priorità alle riprese in ambienti reali. Nel film compare un locale iconico di Burbank, il Rougelike Tavern, così come il negozio The Green Man Store di North Hollywood, che diventa il luogo in cui Bear trova il One Wish Willow.
Inoltre, Obsession contribuirà a preservare la memoria del Cassell's Music, già apparso anche in Fusi di Testa - Wayne's World, ma chiuso definitivamente nel luglio 2025. Gray sottolinea inoltre: «La casa di Ian si trovava ad Altadena, e la famiglia che la possedeva ha perso tutto negli incendi del 2025».

La creazione di One Wish Willow

Elemento centrale del film è un oggetto originale, ispirato alla "Zampa di Scimmia": One Wish Willow. Barker ha avviato il processo attraverso una fase di ricerca. «Ho studiato molti oggetti legati ai desideri, tra cui ossa, pozzi, stelle cadenti e la Zampa di Scimmia». Quando nessuna idea è risultata del tutto convincente, si è arrivati a creare qualcosa di completamente originale.
Barker attribuisce alla madre un ruolo fondamentale nel processo. Insieme hanno sviluppato la visione iniziale, poi affidata alla scenografa Vivian Gray e alla graphic designer Amy Vega per la realizzazione concreta. Gray ricorda: «La scatola è nata per prima. Curry e Amy hanno collaborato per mesi, prima ancora che gran parte della troupe fosse coinvolta». Hanno esplorato diverse soluzioni di design per la scatola, passando da uno stile «moderno e dai toni freddi» a uno «più onirico e dalle forme curve». Gray ha capito subito quando è stata trovata la versione definitiva: «Per me, la scelta finale è coincisa con l'oggetto che sembrava avere un proprio campo gravitazionale: una scatola a tre lati, angolare come una gemma — un oggetto raro ma al tempo stesso nostalgico».
Le caratteristiche scelte richiamavano l'estetica dei gadget scherzosi venduti nei piccoli negozi o nelle botteghe di dolci. Gray aggiunge: «La perversione di quell'innocenza estetica e della promessa del prodotto risulta in questo caso ancora più disturbante».
Altrettanto importante quanto la scatola è il bastoncino di One Wish Willow. Gray non voleva che fosse un semplice ramo qualsiasi, ma un oggetto dotato di una storia precisa. «Volevo che la mitologia superasse il concetto di semplice prodotto. L'idea di renderlo un oggetto di merchandising tratto da una serie televisiva di nicchia — come se la magia di quella storia avesse preso vita — mi è sembrata perfetta».
Per il design del bastoncino, Gray si è ispirata all'estetica di Scooby-Doo, in particolare ai celebri fondali dipinti delle foreste "spaventose" della serie animata. «Volevo che sembrasse come spezzato direttamente dalla punta di un ramo».
L'obiettivo era conferire a One Wish Willow «un presentimento di pericolo in ogni sua parte — una sottile inquietudine, qualcosa di profondamente sbagliato ma da cui non si riesce a distogliere lo sguardo». Per definire la silhouette, Gray si è ispirata agli scheletri di cactus essiccati. «Abbiamo scelto una tonalità di grigio né troppo fredda né troppo calda, simile a un'animazione non ancora renderizzata». E aggiunge: «Gli ovali bianchi si ispirano esteticamente alle ombreggiature semplici dei cartoni 2D, ma creano anche un pattern chiaro e leggibile sullo schermo, soprattutto nelle scene buie».
Il design di One Wish Willow era quasi completo, ma mancava ancora un elemento fondamentale da perfezionare prima delle riprese: il modo in cui il bastoncino si spezza.
«Curry è da sempre affascinato dal meccanismo a scatto di una penna scherzo con cui giocava da bambino». Gray e il responsabile degli oggetti di scena Luke Cull si sono messi alla ricerca di una soluzione simile. Una volta trovato, lo hanno smontato per studiarlo e ne hanno persino incorporato un componente nel design finale di One Wish Willow. «È collegato al filo, viene aperto e poi inserito all'interno. Quando si stacca il bastoncino, torna di nuovo su sé stesso, fornendo un'indicazione visiva del punto in cui si genera la scintilla luminosa».
La combinazione visiva tra l'apertura della scatola e lo scatto del bastoncino ha restituito esattamente la sensazione che Gray e Barker volevano ottenere. «Bisogna superare un leggero momento di resistenza, tirando completamente il legnetto dopo aver aperto la scatola. È un attimo silenzioso ma carico di tensione, come a chiedere: "Sei sicuro di volerlo fare?"».


dal pressbook del film

Eventi

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  • Regista Curry Barker e attori Inde Navarrette e Michael Johnston sul set di Obsession
  • The One Wish Willow display dal film Obsession
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