Anni '90. La storia del sequestro più lungo dell'Anonima Sequestri, quello di Giuseppe Vinci, la cui catena di supermercati di famiglia era diffusa in tutta la Sardegna. Il padre di Giuseppe, Lucio Vinci, nonostante il blocco dei beni da parte del governo italiano, è disposto a tutto pur di riportarlo a casa. Dopo 310 giorni di prigionia Giuseppe viene rilasciato dietro pagamento di un riscatto. Il film si concentra sulle diverse fasi del rapimento di Giuseppe e sull'incomprensibile ambivalenza del governo italiano. La famiglia fu persino costretta a pagare le tasse sul riscatto di 4 miliardi e 250 milioni di vecchie lire, provocando la chiusura della loro attività.
Informazioni Tecniche
Titolo italiano: Storia di un riscatto
Titolo originale: Storia di un riscatto
Formato audio/video: Colore
Genere: Biografico
Anno: 2025
Case di Produzione: Superotto Film Production, Teatro di Sardegna (in collaborazione con), Banca Generali (in collaborazione con), Fullcode (in collaborazione con), Fondazione Sardegna Film Commission (con il sostegno di), Fondazione Banco di Sardegna (con il sostegno di), Regione Autonoma della Sardegna (con il contributo di)
"Storia di un Riscatto" si basa su una storia realmente accaduta nel 1994 in Sardegna: il rapimento di Giuseppe Vinci da parte dell'Anonima Sequestri, la cui famiglia aveva creato un'importante realtà imprenditoriale, la catena di Supermercati Vinci, in un territorio economicamente debole come la Sardegna. Giuseppe Vinci fu tenuto rinchiuso in una "bara" di compensato lunga 190 cm, larga 180 cm e alta 190 cm per 310 giorni, il sequestro più lungo mai organizzato dall'Anonima. Un'esperienza che lasciò una ferita profonda nella sua vita. Il sequestro Vinci segnò una svolta storica: per la prima volta la popolazione sarda reagì con decisione contro l'organizzazione criminale, guidata dalle mobilitazioni promosse da Sharon, la moglie venezuelana di Giuseppe. È significativo sottolineare che Giuseppe Vinci, nel film, interpreta sia sé stesso nel presente sia il ruolo del padre, Lucio Vinci, negli anni '90.