The road to Jericho

Film | 2026 | Francia e Regno Unito | 76 minuti

The road to Jericho è un film del 2026 prodotto in Francia e Regno Unito di genere drammatico.  La durata complessiva è di 76 minuti. La regia è firmata da Amos Gitai, mentre la sceneggiatura è stata scritta da Amos Gitai, Marie-José Sanselme

in Mostra a Venezia 83

Trama

The Road to Jericho è un viaggio musicale e visivo, un poema per immagini: una forma ibrida tra documentario e finzione che intreccia materiali d'archivio tratti da film precedenti con le voci di Samuel Fuller, Jeanne Moreau, Arthur Miller, Yitzhak Rabin e altri, mettendoli in dialogo con la realtà contemporanea dei beduini di Khan El Ahmar, oggi minacciati di sgombero da parte dei coloni lungo la strada che conduce a Gerico. Una meditazione intensa e delicata sui destini umani in un paesaggio desertico intriso di storia.

Informazioni Tecniche

  • Titolo italiano: The road to Jericho
  • Titolo originale: The road to Jericho
  • Durata: 76 minuti
  • Formato audio/video: Colore
  • Genere: Drammatico
  • Lingua: inglese, ebraico, arabo, francese
  • Anno: 2026
  • Nazione: Francia, Regno Unito
  • Case di Produzione: Agav Films, Laila Films, AR Content, Ruth & Stephen Hendel, Mary & Luc Hardy, Intereurop, Shuki Friedman

Cast Tecnico e Artistico

Per realizzare The road to Jericho diretto da Amos Gitai, dietro la macchina da presa si segnala il lavoro di Amos Gitai, Marie-José Sanselme alla sceneggiatura, Dan Bronfeld alla fotografia, Yuval Orr alla direzione del montaggio, con le musiche di Alexey Kochetkov.

Produzione

Cast Aggiuntivo

  • Suono: Ronen Nagel.


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Articoli

Video

Note di Regia da Venezia 83

«Il nostro viaggio inizia da Gerusalemme e procede verso Gerico, ricordando che il primo accordo di pace israelo-palestinese riguardava proprio Gaza e Gerico. Lungo questa strada, attraversando paesaggi desertici di straordinaria bellezza, portiamo con noi anche il testo di Flavio Giuseppe sulle guerre con Roma. Su questo percorso troviamo Khan El Ahmar, un piccolo villaggio di tende beduine situato nell'area interessata dagli accordi di Oslo: una comunità di trecento persone con una scuola costruita con terra e pneumatici. Incontriamo i bambini, silenziosi e felici in questa architettura semplice e minimale, di una bellezza essenziale. Negli ultimi tempi, tuttavia, questa comunità è stata minacciata di distruzione e di sgombero – qualcosa che Rabin non avrebbe mai voluto vedere. Nelle mie conversazioni con lui nel 1994, parlava di Gaza e di Gerico, delle controversie e dei dubbi, dei risentimenti accumulati nel corso dei decenni e, nonostante tutto, della volontà di andare avanti e dare una possibilità alla pace. Abbiamo scelto di guardare a questa piccola comunità beduina come a un microcosmo, una metafora che risuona con la memoria di Rabin – come avevamo già fatto in HouseWadi e Ananas, raccogliendo le voci di grandi artisti e scrittori come Arthur Miller, Jeanne Moreau e altri. Per me, regista e viaggiatore in questi luoghi, la realtà nasce sempre dall'incontro tra la memoria del passato e l'esperienza del presente.»

Eventi

Mostra del Cinema di Venezia 2026

Sezioni/Presentato in:
• Open - Fuori Concorso - Non Fiction