Non lasciare tracce

Żeby nie było śladów
Film | 2021 | Polonia e Francia | 160 minuti

Non lasciare tracce (titolo originale: Żeby nie było śladów ) è una pellicola appartenente al genere drammatico del 2021 e realizzato in Polonia e Francia.  La durata complessiva è di 160 minuti. Dietro la macchina da presa troviamo Jan P. Matuszyński, con uno script firmato da Kaja Krawczyk-Wnuk. Nel cast artistico si alternano come interpreti principali: Tomasz Ziętek, Sandra Korzeniak, Jacek Braciak, Robert Więckiewicz, Sebastian Pawlak, Agnieszka Grochowska

in Mostra a Venezia 78

Trama

Polonia, 1983. Il Paese è scosso dal caso di Grzegorz Przemyk, uno studente liceale picchiato a morte dalla milizia.
Ispirato a fatti realmente accaduti, il film ripercorre la storia di Jurek, l'unico testimone del pestaggio che, da un giorno all'altro, diventa il nemico numero uno dello Stato. Il regime tirannico mette in moto l'intero apparato – servizi segreti, milizia, media e tribunali – per annientare Jurek e le altre persone coinvolte nel caso, inclusi i suoi genitori e la madre di Przemyk, Barbara.

Informazioni Tecniche

  • Titolo italiano: Non lasciare tracce
  • Titolo originale: Żeby nie było śladów
  • Durata: 160 minuti
  • Formato audio/video: Colore
  • Genere: Drammatico
  • Lingua: polacco
  • Anno: 2021
  • Nazione: Polonia, Francia, Repubblica Ceca
  • Case di Produzione: Aurum Films, Les Contes Modernes, Canal Polska, Background Films
  • Uscite internazionali:
  • Soggetto/Creazione: Basato sul romanzo 'Żeby nie było śladów' di Cezary Łazarewicz.

Cast Tecnico e Artistico

Per realizzare Non lasciare tracce diretto da Jan P. Matuszyński, dietro la macchina da presa si segnala il lavoro di Kaja Krawczyk-Wnuk alla sceneggiatura, Kacper Fertacz alla fotografia, Przemysław Chruścielewski alla direzione del montaggio, Paweł Jarzębski alla scenografia, Małgorzata Zacharska per la realizzazione dei costumi, con le musiche di Ibrahim Maalouf.

Interpreti e Ruoli

Cast Aggiuntivo

  • Suono: Cyprien Vidal, Kacper Habisiak.

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Commento di regia da Venezia 78

"I film sono uno strano tipo di specchio. Possono penetrare nelle pieghe più profonde dell'anima di una persona. Sia del protagonista sia dello spettatore. Ognuno può vedere un'immagine diversa riflessa in uno specchio, ed è in questa precipua caratteristica che risiede la bellezza del cinema. Questa è la libertà di cui abbiamo bisogno. Grzegorz Przemyk amava la propria libertà quando la polizia gli chiese di esibire la sua carta d'identità il 12 maggio 1983. Sapendo di non essere tenuto a mostrarla in quanto allora la legge marziale era stata abolita, non lo fece. Nessuno sa chi abbia inferto l'ultimo colpo fatale. Ha un non so che di kafkiano e ricorda altri casi contemporanei. La presenza di un testimone oculare è l'unica ragione per cui questa storia è venuta a galla.
Il film mi ha dato l'opportunità di passare in rassegna le molteplici prospettive del regime comunista della Polonia degli anni Ottanta. Uno specchio a più strati che bisogna cercare di non infrangere. Solo con il supporto del ricordo, possiamo sperare che questo non accada nuovamente."

Eventi

Mostra del Cinema di Venezia 2021

Sezioni/Presentato in:
• Venezia 78 - Concorso