Zvanì - Il Romanzo Famigliare di Giovanni Pascoli - Poster

Zvanì - Il Romanzo Famigliare di Giovanni Pascoli

Zvanì - Il Romanzo Famigliare di Giovanni Pascoli
Zvanì - Il Romanzo Famigliare di Giovanni Pascoli - Poster
Film | 2026 | Italia
1912: Giovanni Pascoli è morto e un treno parte da Bologna per le sue esequie. A bordo Mariù, l'amata sorella, che attraverso i suoi ricordi ripercorre gli eventi salienti della vita di Giovanni: l'assassinio del padre, la giovinezza segnata dalla povertà, l'impegno politico, il rapporto con Carducci, la laurea e le complicate dinamiche familiari.
Sceneggiatura: Sandro Petraglia
Uscito in digitale
Zvanì - Il Romanzo Famigliare di Giovanni Pascoli

★ voto medio: 7 /10
(1 voto)
gradimento del pubblico: 70%

Trama

La storia prende il via nel 1912: Giovanni Pascoli è morto e un treno parte da Bologna per le sue esequie con studenti, autorità e parenti, tra i quali la sorella Maria, chiamata Mariù. Il viaggio riflette il lutto del paese, dove persone di tutte le classi sociali rendono omaggio al poeta del quale - attraverso i ricordi di Mariù – viene ripercorsa la vita: l'assassinio del padre, la giovinezza segnata dalla povertà, l'impegno politico e il rapporto complicato con Giosuè Carducci. Ma, nonostante le difficoltà personali e politiche, Pascoli si laurea e, dopo anni, riabbraccia le sorelle. Vivono insieme, ma le dinamiche familiari sono tese: Ida, più indipendente, lascia il fratello per cercare una vita propria. Giovanni, famoso ma infelice, si ritira con Mariù a Castelvecchio, dove il treno che lo porta alla sepoltura attraversa uno spazio surreale, con apparizioni misteriose, come nelle sue poesie.

Info Tecniche

Titolo italiano: Zvanì - Il Romanzo Famigliare di Giovanni Pascoli
Titolo originale: Zvanì - Il Romanzo Famigliare di Giovanni Pascoli
Uscite in Italia: 13 Gennaio 2026 su Rai 1 e RaiPlay
Disponibile in Digitale da:
Formato: Colore
Genere: Drammatico, Storico
Lingua: italiano
Nazione: Italia
Soggetto: Soggetto di Sandro Petraglia.

Dove vedere

Nota: la disponibilità del titolo sulle piattaforme indicate (con visione free, su abbonamento o acquisto) può variare nel tempo. Verificare sul sito.

Cast

Sceneggiatura: Sandro Petraglia

Cast e Ruoli:
F.C.
Federico Cesari

Giovanni Pascoli/Zvani
L'attrice Benedetta Porcaroli al photocall del film Il rapimento di Arabella di Carolina Cavalli alla 82a Mostra del Cinema di Venezia, giovedì 28 agosto 2025 B.P.
Benedetta Porcaroli

Maria Pascoli/Mariù
L.B.
Liliana Bottone

Ida Pascoli
L.M.V.
Luca Maria Vannuccini

Raffaele Pascoli
F.P.
Fausto Paravidino

Gabriele D'Annunzio
M.B.
Margherita Buy

Emma Corco

Altro cast:
Collaborazione alla sceneggiatura: Lorenzo Bagnatori, Eleonora Bordi.

Produzione: Donatella Botti (Produzione creativa per Memo Films), Alexandra Rossi (Produzione esecutiva), Fania Petrocchi (Produzione per Rai), Andrea Ozza (Produzione per Rai), Francesco Melzi D'eril (Produzione), Gabriele Moratti (Produzione).

Articoli

Video

Note di Regia - Giuseppe Piccioni

Giuseppe Piccioni: "Il mio Pascoli oltre le facili semplificazioni".
Ho letto la bella sceneggiatura di Sandro Petraglia e ho deciso di fare questo film. Non mi sono preoccupato di collocarlo nella forma rituale del biopic. Ho cercato di fare un film personale, assecondando il mio istinto. L'istinto spesso ha le sue ragioni, una sua logica. Cosa ho fatto? Ho aggiunto qualche spunto di dialogo, ho cercato delle soluzioni di messa in scena che mi permettessero di raccontare le scene degli scambi epistolari con parole e sguardi in macchina, inserendo anche degli interventi di alcuni personaggi del film, che guardano in macchina e dicono qualcosa di significativo sulla vita di Giovanni Pascoli. Mi ricordavo, vagamente, alcune invenzioni di Truffaut per "Le due inglesi", e altri suoi film. Ma non li ho rivisti, sono rimasto col dubbio che si tratti davvero di ricordi, o di un sogno. Grazie al lavoro e alla complicità di Sandro Petraglia e alla sua disponibilità ho cercato di mettere a fuoco alcuni aspetti di molte poesie di Pascoli in cui il poeta e i defunti si parlano. E di arricchire la cornice del racconto - il treno speciale che porta il feretro di Giovanni da Bologna a Barga dopo la sua morte - con intrusioni, apparizioni, un clima da dormiveglia, accantonando il realismo stretto, dove qualcosa di "pascoliano" si affianca ai personaggi presenti in treno. Qualche critico qualificato ha detto, a ragione, che alcune poesie che possiamo definire famigliari di Pascoli, sono sedute spiritiche. Così il viaggio si dilata, il treno non è più cronaca o funzione ma è in stretta relazione con il passato, le ellissi del racconto, i salti e il presente abitato da ricordi, visioni così come nel racconto del passato si intravede l'ombra del viaggio in treno, di un destino che si compie. Poi mi sono dedicato agli attori, soprattutto ai giovani attori del film, con la dedizione e la soddisfazione di sempre, e ho potuto sceglierli liberamente, senza pressioni o richieste particolari. Con passione uguale alla mia, si sono buttati con generosità in questa avventura. Abbiamo condiviso molti momenti insieme, di studio, di prove, con loro ho condiviso anche tutte le mie ansie e le mie granitiche incertezze. Ho trovato dei nuovi amici, dei nuovi compagni di strada. Su questo gruppo di giovani sono pronto a scommettere sul loro avvenire. Di tutte le scelte che ho fatto, oltre Sandro, non posso che ringraziare la RAI e Francesco Melzi di MEMO FILM per l'apertura, vigile certo, ma attenta e generosa. Ringrazio anche gli amici attori che mi hanno regalato i loro contributi partecipando al film anche in una sola scena. Contributi generosi e preziosi, davvero. Ringrazio anche GIBI film e Donatella Botti per aver avviato questo progetto e aver pensato a me per questo appassionante lavoro. Abbiamo scelto di amare Pascoli, fino in fondo, e anche le sue sorelle e tutti i personaggi secondari, non trascurando alcune ombre e ambiguità, ma senza indulgere nel gossip, senza assecondare alcune morbose e facili interpretazioni della sua vita famigliare. Approfittando della cornice ho cercato di raccontare delle tranches de vie del poeta che mi consentivano di spostare il racconto cercando di mettere in luce alcuni momenti significativi della vita e della carriera letteraria di Giovanni, con una decisiva e circoscritta attenzione al periodo che lo lega alle due sorelle. Ma questa è la scelta che ha guidato la sceneggiatura di Sandro. Diversamente sarebbe stato impossibile raccontare Pascoli in maniera esaustiva, soddisfacente, considerato il numero incredibile di "pascoliani" che ho conosciuto, molto attenti alle verità riguardanti la sua biografia e la sua opera. Sì, forse voglio semplicemente mettermi al riparo dagli strali, per altro giustificati, della loro eventuale delusione. Ma ho sempre amato Pascoli e ho approfittato di questa occasione per approfondire la conoscenza della sua biografia e dell'opera. Ho approfondito la conoscenza di Pascoli leggendo tutto quello che potevo, compresi gli scritti di Cesare Garboli e di altri critici del tempo e non, compresa la monumentale biografia scritta da Mariù, "Lungo la vita di Giovanni Pascoli", preziosissima, i numerosi e altrettanto preziosi consigli, contributi, libri e pubblicazioni di Rosita Boschetti, direttrice del Museo Casa Pascoli di San Mauro. Ringrazio anche Sara Moscardini per il sostegno e la vigile collaborazione nella Casa Pascoli di Barga. In tutti ho trovato, spunti, avvertenze, una mappa ragionata in cui orientarmi. Ho letto anche alcuni suoi poemi in latino, con l'aiuto del testo originale e della traduzione. Inevitabile omettere qualcosa, e operare qualche piccola forzatura così sterminata è la sua produzione poetica insieme a saggi, componimenti in latino, poemi e poemetti, canti, gli studi su Dante e tutto ciò che sua sorella Maria, ha raccolto negli anni, e che con la stessa meticolosità è stato sapientemente schedato e catalogato nel Museo Casa Pascoli di San Mauro e nella Casa Barga di Castelvecchio Pascoli. Cosa abbiamo cercato di fare? Beh, sicuramente mettere al riparo il poeta da facili semplificazioni che riguardano la sua vita, per altro smentite da una nuova ricca documentazione di lettere e testimonianze raccolte nel tempo. Poi dichiaro candidamente che il mio amore per Pascoli è senza riserve e che è tutto da rivedere il modo in cui gli studenti della mia generazione lo hanno studiato. Un modo riduttivo, spesso polveroso, solo come un poeta delicato e tragico, quello delle piccole cose, sottolineato dalla sventura che ha accompagnato la sua vita nel corso dell'infanzia e della giovinezza. In questo sono stato aiutato dal copione che circoscrive il racconto alle sue vicende famigliari, con il corrispettivo poetico di quelle vicende, in particolare al rapporto intenso, felice e insieme ambiguo, con le sorelle. Per semplificare abbiamo raccontato un periodo della sua vita che va dalla prima giovinezza fino ai suoi quarant'anni. Fino al suo arrivo, con Mariù, nella nuova casa di Barga dopo che l'altra sorella, la maggiore, Ida, aveva rotto il patto che legava i tre fratelli, il tentativo di Giovanni di ricreare IL NIDO, quella famiglia perduta e dispersa dopo la tragica morte del padre. Non ci sono tutti i luoghi vissuti e abitati dal poeta, i suoi amici lucchesi, il felice periodo di Messina, e poi Livorno, Firenze, e molto, molto altro. Sarebbe stato impossibile avendo solo 5 settimane a disposizione per girare. Cosa mi aspetto? Ovviamente tutto il bene possibile insieme al giudizio indulgente di molti, non solo critici. Mi aspetto, e sarebbe già un grande risultato, che tra gli spettatori molti siano spinti a leggere e approfondire Giovanni Pascoli, soprattutto per la sua modernità, molto più vicino, di quanto riusciamo a immaginare, alle questioni fondamentali della vita di tutti noi, non solo nella poesia ma anche nelle gioie e nelle amarezze dell'esistenza. Non posso che ringraziare i produttori (RAI e MEMO FILM) e tutta la troupe, in tutti i reparti con gli aiuto e gli assistenti, la scenografia, costumi, fotografia, colonna sonora, suono, produzione, il reparto di regia, quello della post-produzione, tutta, il casting, e l'incredibile, appassionato e raffinato lavoro di montaggio di Esmeralda Calabria. Senza di loro, senza l'entusiasmo e l'abnegazione che hanno messo nel lavoro, non avrei potuto fare questo film. Insieme a loro ringrazio i distributori di Academy Two, che hanno amato il film e deciso di distribuirlo nelle sale cinematografiche, e gli amici che hanno arricchito e stimolato le mie conoscenze, attraverso chiacchiere suggerimenti e momenti di allegria. Giuseppe Piccioni


dal pressbook del film

Eventi

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