The Assessment - La valutazione, recensione dello sci-fi distopico con Elizabeth Olsen e Alicia Vikander
The Assessment - La valutazione (che arriva da noi in prima visione su Prime Video) si svolge in un imprecisato futuro, in cui il pianeta è arrivato al collasso a causa di catastrofi ambientali, scarsità di risorse e sovrappopolamento, il che ha portato alla divisione in un "Vecchio Mondo" dove sono stati confinati dissidenti e altre persone rimaste ai margini della società, e coloro che invece tentano di portare avanti la sopravvivenza della specie; tra questi c'è la coppia composta da Mia (Elizabeth Olsen, la Wanda dell'universo Marvel, protagonista anche di successi indie come La fuga di Martha e I segreti di Wind River), botanica che sviluppa cibo sostenibile, e Aaryan (Himesh Patel, il protagonista di Yesterday di Danny Boyle) che crea animali con l'AI. Poiché l'unico modo per avere un figlio è affidarsi a un utero artificiale e ogni nascita deve essere approvata dal governo, la coppia deve sottoporsi a una rigorosa valutazione da parte dell'agente incaricata Virginia (Alicia Vikander, premio Oscar per The Danish Girl, nonché ultima Lara Croft del grande schermo): il programma prevede che la donna si trasferisca a casa dei potenziali genitori per una settimana, al termine della quale giudicherà se sono idonei oppure no; l'esame però si trasforma rapidamente in un incubo, che mette a dura prova i protagonisti facendo emergere difficoltà, verità spiacevoli e rischiando di far saltare più di un equilibrio.
Il film, esordio alla regia di Fleur Fortunè, regista con un background in spot e video musicali, si inserisce quindi nel filone della fantascienza distopica che prende spunto dal nostro presente, e nello specifico da alcuni dati di fatto spaventosamente reali, a partire dal cambiamento climatico e dalla difficoltà di gestire le risorse e il numero della popolazione globale, per tracciare il ritratto di un futuro distante da noi ma non troppo; è una tematica che, come sappiamo, negli ultimi anni è stata affrontata più volte sia sul piccolo che sul grande schermo, declinata anche in più generi, da una serie di culto quale The Handmaid's tale a film come Seven Sisters (2017) o Figli dell'intelligenza artificiale (2023).
In questo caso ci troviamo di fronte a uno di quegli scenari in cui ci sono alcuni dettagli a ricordarci, ad esempio, che ci troviamo in futuro tecnologicamente avanzato, ma con un'atmosfera vagamente apocalittica, a partire dall'abitazione dei protagonisti: praticamente isolata, in una località remota, e interni dove dominano cemento e vetro con un look rétro anni '70, un mix tra il minimalista e impersonale e i colori caldi e intimi di uno spazio casalingo.
La storia ha i toni di un dramma dal tocco thriller che anzi a tratti ricorda certi film horror (le scene in cui Virginia si finge una bambina piccola, diventando una presenza imprevedibile e incontrollabile che fornisce una sensazione costante di minaccia nel nucleo familiare) ma attraversato anche da uno humour nero che evidenzia l'aspetto surreale e paradossale di certe situazioni; l'ambientazione fantascientifico-distopica è sempre indubbiamente una maniera efficace di creare un universo con le proprie regole, e che quindi non è tenuto al confronto costante con la nostra realtà attuale, ma al tempo stesso consente di farsi domande su un possibile futuro e su questioni che interessano, spaventano e generano dibattito: in questo caso soprattutto la questione dell'avere figli in condizioni sfavorevoli, per qualcuno una decisione sconsigliabile e dannosa, per altri un simbolo di speranza e di umanità, il che a sua volta genera riflessioni sulla maternità, che sia cercata, negata, o rimpianta.
Quello che resta per lo più al di fuori del film è l'aspetto che riguarda ciò che succede al di fuori dell'abitazione: ne abbiamo un assaggio durante la sequenza della cena (in cui compaiono, tra gli altri, Minnie Driver e Indira Varma) e questo scatena la curiosità di saperne di più non solo sul background dei personaggi principali, ma anche sul resto della civiltà, ma anche alcuni dettagli come l'età dei personaggi (il cui aspetto, scopriamo, non tradisce la loro vera età); sul finale abbiamo qualche risposta ad alcune domande ma sarebbe stato interessante anche avventurarsi oltre.
The Assessment – La valutazione è quindi un film che ripercorre alcuni temi e scenari già battuti, e quindi per certi versi poco sorprendenti, ma può contare sulle interpretazioni, con un cast internazionale di esponenti della nuova Hollywood, e fornisce una visione decisamente cupa e pessimistica sul destino dell'umanità e del pianeta.