Blue Moon, recensione del biopic di Richard Linklater con Ethan Hawke
La collaborazione tra il regista Richard Linklater e il suo interprete prediletto Ethan Hawke è uno dei sodalizi artistici più solidi e amati nel panorama del cinema indie americano, iniziata fruttuosamente con Before sunrise-Prima dell'alba (1995) e proseguita con diversi titoli, fino ad arrivare adesso al biopic Blue Moon, che esce sui nostri schermi in homevideo, dopo esser stato presentato all'inizio dell'anno al Festival di Berlino, con lodi quasi unanimi da parte della critica, e attualmente candidato a due Golden Globes, per il film e per l'interpretazione di Hawke: nella pellicola l'attore incarna Lorenz Hart, acclamato librettista e paroliere che insieme al musicista e compositore Richard Rogers fu autore di diversi musical ma anche di brani diventati dei classici del repertorio musicale statunitense, principalmente nel campo del jazz (tra cui proprio il brano che dà il titolo al film); la sua vita aveva già ispirato un film, Parole e musica (1948), adesso torna protagonista di questo titolo scritto da Robert Kaplow, (autore anche del romanzo Me and Orson Welles, da cui lo stesso Linklater anni fa aveva tratto un omonimo film con Zac Efron).
Blue Moon si svolge quasi interamente in un unico luogo, per la precisione il ristorante Sardi's, un'istituzione di Manhattan, la sera del 31 marzo 1943, cioè la data in cui debutta a Broadway il musical Oklahoma!, il primo che Rodgers (interpretato da Andrew Scott, premiato a Berlino con l'Orso d'argento al miglior attore non protagonista) ha scritto insieme al suo nuovo collaboratore Oscar Hammerstein, e che diventerà un successo senza precedenti (avrà anche un'omonima trasposizione cinematografica). Dopo essere uscito dal teatro, Lorenz Hart si rifugia nel locale dove in compagnia del barman (Bobby Cannavale) inizia a commentare, in tono cinico e amareggiato, non solo la riuscita dello spettacolo, con tutta la malinconia di chi sa che i suoi giorni di gloria sono probabilmente ormai alle spalle, ma anche gli altri tormenti che lo affliggono: dall'alcolismo che cerca invano di tenere alla bada, alle sue pene d'amore, fino ai rimpianti e rimorsi riguardanti la propria carriera (compreso il tipico atteggiamento dell'autore che tenta di sminuire le sue opere più famose).
Nel corso della serata Hart tenterà di riallacciare il sodalizio artistico con Rodgers, ma attende anche l'incontro con Elizabeth Weiland (Margaret Qualley), giovanissima e affascinante ragazza (è stata proprio la corrispondenza fra i due a fornire la base per la sceneggiatura del film) a cui avrebbe intenzione di dichiararsi, nonostante si lasci intendere che le sue preferenze sentimentali vadano anche altrove (lui stesso si definisce "onnisessuale").
Il film propone dunque il ritratto di un uomo che, dietro una facciata sarcastica e all'occorrenza impertinente, rivela una profonda malinconia condita da solitudine, mentre forse inconsciamente sa di avviarsi verso il tramonto della sua vita (anticipato già dalla prima scena).
Nel ruolo del protagonista Hawke è praticamente irriconoscibile: capelli scuri, radi e impomatati, e inoltre la regia ricorre a trucchi ed effetti per ridurne considerevolmente la statura (il vero Hart era alto circa 150 cm) in un ruolo istrionico che gli permette di essere mattatore della scena, con scambi svelti e arguti e modi spesso sopra le righe, ed è affiancato da un cast eterogeneo e di alto livello.
Il film ricorda molto una pièce teatrale, tutto ambientato in pochissime stanze, quindi i dettagli sono essenziali, e la resa degli ambienti tramite scene, costumi e fotografia, riesce davvero a trasportare in un'altra epoca, con una resa quasi sensoriale di luci, profumi e materiali.
Blue Moon è certamente un'opera di nicchia, pensata per essere apprezzata maggiormente dai cultori non solo del musical, ma del teatro, della parola scritta e parlata, in una trama in cui la sceneggiatura si diverte a seminare piccoli camei di futuri celebri scrittori, registi e compositori, e che restituisce un'atmosfera di nostalgia nei confronti del tempo passato.
qo7gRHip0lI
Il trailer del film 'Blue Moon' diretto da Richard Linklater e interpretato da Ethan Hawke, Bobby Cannavale, Andrew Scott, Margaret Qualley, Patrick Kennedy, Jonah Lees.