Borderlands, recensione del film di Eli Roth

Eli Roth torna con un adattamento per il cinema del videogioco 'Borderlands' creato circa 15 anni fa. La pellicola, dai toni meno eccentrici e più sottotono rispetto al game, ha un cast di primo ordine, dove spiccano su tutti i nomi di Cate Blanchett e Jamie Lee Curtis, oltre a quelli di Kevin Hart, Ariana Greenblatt e la voce di Jack Black.
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Borderlands è un film co-scritto e diretto da Eli Roth, che torna sul grande schermo con una sua nuova opera ad un anno di distanza da Thanksgiving, questa volta adattando per il cinema l'omonimo videogioco creato circa 15 anni fa. La pellicola ha un cast di primo ordine, dove spiccano su tutti i nomi di Cate Blanchett e Jamie Lee Curtis, oltre a quelli di Kevin Hart, Ariana Greenblatt, Florian Munteanu, Edgar Ramirez e la voce di Jack Black.

Ci troviamo sul pianeta Pandora, dove un soldato ribelle, Roland (Kevin Hart), rapisce una giovane ragazza, Tiny Tina (Ariana Greenblatt) figlia di Atlas (Edgar Ramirez), a capo dell'organizzazione che detiene il potere. Nel frattempo, su un altro pianeta, Lilith (Cate Blanchett), una famosa cacciatrice di taglie, viene ingaggiata da Atlas stesso per aiutarlo a riavere indietro la figlia. Ma quando Lilith capisce che Tiny Tina non vuole essere salvata, anzi sta scappando proprio dal padre e dal destino che l'aspetta, la donna si allea con loro. Insieme, con un gruppo allargato di altri aiutanti, cercheranno di sconfiggere Atlas andando incontro ognuno al proprio destino.

Quando scegli di mettere in un cast di un film un'attrice del calibro di Cate Blanchett è chiaro che ogni momento in cui sarà presente, l'attenzione dello spettatore sarà totalmente monopolizzata su di lei. È quello che accede in Bordelands, dove il personaggio di Lilith diventa, fin dal primo fotogramma in cui entra un scena, protagonista assoluta della storia. È un bel personaggio, ben costruito e caratterizzato, soprattutto grazie alla bravura dell'attrice che è capace di fare qualsiasi ruolo, ma per il resto il film non regala molto altro. Restano solo scene d'azione carine, un'ambientazione non del tutto sfruttata, una trama estremamente prevedibile e noiosa e un aspetto visivo neanche così elettrizzante, una pellicola buona ma anche perdibile, di cui non si sentiva molto il bisogno, soprattutto in un panorama cinematografico pieno di film di questo tipo con risultati ben diversi.

Il videogioco è senza dubbio più sopra le righe, mentre la pellicola sceglie di avere toni meno eccentrici e più sottotono, scelta che stupisce visto che stiamo parlando di un'opera di Eli Roth, che ci ha abituati ad un linguaggio ben diverso. Possiamo dire però che riesce ad intrattenere e in film di questo tipo è la cosa più importante, quindi se è quello che, come spettatore, cercate, sicuramente lo troverete.