Bridgerton 4, la recensione in anteprima dei nuovi episodi

Bridgerton, arrivata alla sua quarta stagione, non solo non mostra alcun cedimento, ma al contrario si presenta agli occhi dello spettatore con una storia fresca, coinvolgente e piena di romanticismo. Rischia di essere la stagione migliore dell'intero show.
6cxl20MxmOs La quarta stagione di Bridgerton disponibile su Netflix in due parti: la prima parte dal 29 gennaio 2026, la seconda parte dal 26 febbraio 2026. Bridgerton - Stagione 4, scena da Trailer

Dopo lunga attesa, è finalmente arrivata su Netflix la quarta stagione di Bridgerton, la serie prodotta da Shondaland e tratta dalla serie di romanzi di Julia Quinn. Bridgerton 4 arriva sul noto colosso dello streaming on demand diviso in due parti: i primi quattro episodi sono disponibili da oggi 29 gennaio, mentre per gli ultimi quattro bisognerà attendere la fine di febbraio. Dopo aver raccontato le storie d'amore degli eredi Bridgerton Daphne, Anthony e Colin, stavolta la serie in costume concentra la sua attenzione su Benedict Bridgerton (Luke Thompson), il più libertino dei fratelli Bridgerton, che nelle scorse stagioni abbiamo visto passare da un letto all'altro, godendo del suo rango e del suo fascino senza imporsi alcun limite. Un passato, quello di Benedict, che sembrava quasi cozzare con la scelta dell'autrice dei libri di dedicare a lui una delle narrazioni più romantiche. La storia di Benedict, infatti, può essere sintetizzata come un vero e proprio retelling della fiaba di Cenerentola. Tutto prende il via, infatti, quando Benedict è quasi obbligato da sua madre (Ruth Gemmell) a prendere parte al primo ballo in maschera della stagione, organizzato da Lady Bridgerton dopo che Lady Danbury (Adjoa Andoh) si è tirata indietro. Alla festa organizzata da sua madre, il nostro protagonista incrocerà lo sguardo (e non solo!) con una misteriosa invitata, il volto nascosto da una maschera e una lingua tagliente che cattura subito l'attenzione del gentiluomo. Tuttavia, quando la mezzanotte arriva a reclamare l'attenzione degli astanti, la misteriosa ragazza è costretta a correre via, lasciandosi dietro un guanto che diventerà, per Benedict, l'ago di una bussola che egli spera possa condurlo dalla donna che ha intenzione di far diventare sua moglie. Sophie (Yerin Ha) è una domestica nella casa di una nobildonna che le è apertamente ostile, per qualcosa che appartiene al passato di entrambe. Abituata a subire i soprusi della sua padrona (Katie Leung, la Cho Chang di Harry Potter) e delle di lei figlie, Sophie si ritaglia una sola serata di favola e magia, senza sospettare che proprio quella decisione è destinata a cambiare ogni aspetto della sua vita. Intanto, intorno alla tensione crescente che sale tra i protagonisti, gli altri personaggi saranno tutti alle prese con dilemmi più o meno ampi: da chi cerca di riprendere in mano la propria vita a chi sente il bisogno di vivere sul serio; da chi si domanda sulla propria identità fino a chi non vorrebbe altro che essere accettato per quel che si è.

Quando una serie tv ha una lunga vita c'è sempre il rischio che, prima o poi, la struttura smetta di funzionare. Che il pubblico distolga lo sguardo e cominci ad annoiarsi. Bene, possiamo dire che questo non è il caso di Bridgerton. La serie, infatti, non solo non mostra alcun cedimento, ma al contrario si presenta agli occhi dello spettatore con una storia fresca, coinvolgente e piena di romanticismo. Se da una parte c'è stata una grande attenzione a mantenere i momenti cardine del libro di provenienza (sì, anche quella scena), dall'altra la chimica tra i due attori protagonisti si fa una presenza aggiunta, un elemento narrativo così ben riuscito che la quarta stagione di Bridgerton rischia di essere la stagione migliore dell'intero show. Il personaggio di Benedict, che nelle passate stagioni  rischiava di essere quasi macchiettistico, nella stagione a lui dedicata è molto più interessante: brillante come è sempre stato, mostra anche una sua fragilità che non è tanto legata alla sua incapacità di legarsi, quanto alla sua paura di mostrarsi per quello che è. Ecco allora che lo vediamo sminuire i suoi desideri e la sua arte, quasi non avesse il merito di poterli chiamare suoi. E da questo punto di vista si spiega anche la sua attrazione per Sophie che, almeno all'inizio, rappresenta un altro simbolo di qualcosa che Benedict non può avere. Come detto, tra i due attori c'è una forte chimica, che permette alla serie di giocare molto sullo slow burn, sull'incedere lento verso un sentimento che appare quantomeno inevitabile. La tensione tra Benedict e Sophie è piena, palpitante, capace di costruire un senso di attesa sempre più crescente, al punto che si arriva ben presto a provare quella sensazione per cui non si vorrebbe mai smettere di guardare lo show.

Anche i personaggi di sfondo funzionano abbastanza bene. In una Londra che non rinuncia né ai toni pastello ne ai fiori che sembrano traboccare da ogni finestra, Bridgerton 4 presenta una gallerie di personaggi insicuri, titubanti, con le loro zone d'ombra che faticano ad arrivare alla luce del sole. La stessa Sophie, che appare come un personaggio estremamente positivo, ha pozze di oscurità che la guardano dal suo passato recente e che sembrano lasciar presagire, nelle ultime quattro puntate che ci aspettano, uno svolgimento narrativo che non risparmierà lacrime e rabbia. Tutti gli altri personaggi - da Francesca e Eloise, dalla Regina Charlotte a Penelope - sono alle prese con domande che esigono risposte, con tentativi più o meno goffi di trovare il proprio posto nel mondo. Questo fa sì che quando l'attenzione si sposta dai due protagonisti - cosa più che necessaria per giustificare la durata degli episodi - non si senta mai quello stacco doloroso che porta a distogliere lo sguardo e a perdere interesse.