To catch a killer, recensione del thriller con Shailene Woodley
Durante la notte di Capodanno, la città di Baltimora è scossa da un terribile attentato: un misterioso e invisibile cecchino comincia a sparare, colpendo le ignare persone che si trovano dentro o nei dintorni di un palazzo, provocando così una strage senza apparente motivo. Tra i primi agenti ad accorrere sul posto, c'è Eleanor Falco (Shailene Woodley), una giovane e appassionata poliziotta che è comprensibilmente scossa e coinvolta dalla situazione, e comincia a formulare ipotesi sulle possibili cause. Il suo contributo viene richiesto e incoraggiato dal detective FBI Geoffrey Lammark (Ben Mendelsohn), incaricato del caso.
Mentre i detective indagano, tra la popolazione inizia a serpeggiare la paura che un tale gesto, proprio perché inspiegabile, possa ripetersi, e si cerca così di capire chi possa esserci dietro l'uccisione a sangue freddo di tante persone.
To catch a killer - L'uomo che odiava tutti, arrivato sui nostri schermi direttamente in home video, è il debutto in lingua inglese di Damiàn Szifron, regista argentino di Storie pazzesche (2014), commedia grottesca antologica candidata all'Oscar come Miglior film in lingua straniera, che qui cambia completamente genere e realizza un thriller d'azione fortemente radicato nel presente, che segue i codici del genere anche se con qualche elemento differente.
La trama infatti ruota intorno a dei crimini atroci, per fermare i quali bisogna risalire alle motivazioni di chi li ha progettati e poi messi in esecuzione, e quindi, oltre alla consueta raccolta di indizi e prove, si deve cercare di addentrarsi psicologicamente nella mente del killer; da qui l'idea che forse per farlo ci sia bisogno di una personalità anch'essa a suo modo tormentata, forse dal proprio passato o da traumi mai del tutto risolti la quale, se donna, non può che suscitare l'inevitabile rimando alla Clarice/Jodie Foster de Il silenzio degli innocenti (1991), già fonte di ispirazione per innumerevoli pellicole.
Qui infatti il personaggio di Eleanor (una Woodley in un ruolo piuttosto inedito per lei) appare, da quel poco che apprendiamo circa il suo passato e la sua vita privata, come una giovane donna solitaria, appassionata del proprio lavoro ma che ha faticato (e forse lo sta facendo tuttora) a trovare completamente un proprio posto nel mondo, in maniera solida e stabile; a lei si affianca il personaggio di Mendelsohn (l'acclamato attore australiano che ricordiamo in film come Animal Kingdom, Come un tuono, Rogue One: a Star Wars story) che è lui stesso una figura atipica, dal piglio autonomo e indipendente, forse apparentemente privo, fino a lì, di un'adeguata controparte professionale. L'inconsueta partnership tra i due porta all'interno di un'indagine che, al di là della ricerca di uno o più colpevoli, porta anche a scavare nel tessuto sociale di un'America, ma forse per estensione anche di una certa società occidentale, ferita e confusa: da una parte o dall'altra delle istituzioni e della legge, la sensazione di sentirsi dei reietti, emarginati, privati di uno spirito di comunità, il che diviene terreno fertile per paranoie personali e collettive, astio e rancore che, se non adeguatamente controllati e tenuti a freno, possono sfociare in episodi di violenza indiscriminata, insinuandosi nelle crepe di un sistema in cui non c'è protezione a sufficienza.
Esteticamente il film può contare su una confezione elegantemente cupa, fin dall'inizio visivamente folgorante, con il rosso del sangue che comincia a sgorgare mentre gli spari si mescolano nell'aria ai botti di Capodanno, e che trasmette bene la sensazione di un pericolo mortale che va a trasformare un'occasione di festa in un cimitero. L'ambientazione contribuisce all'atmosfera intrigante, una Baltimora ricoperta di ghiaccio e neve, un clima gelido che accentua il senso di isolamento dei protagonisti, la minaccia di un luogo che appare inospitale e poco sicuro, fino alla ventosa area rurale e isolata in cui è ambientata una sequenza chiave del film.
To catch a killer è dunque un film che mostra di prendersi sul serio e di volersi distaccare dai tanti gialli di derivazione televisiva: la storia si focalizza soprattutto sull'aspetto psicologico ed emotivo dei personaggi principali, con una coppia di protagonisti interessante e ben assortita, senza rinunciare comunque alla suspense in più di un momento, il cui percorso investigativo è volto a svelare angoli oscuri e rimossi della mente umana.