Gli spettatori che si apprestano a partire per le vacanze estive potrebbero provare più di qualche brivido durante la visione di Deep Water-Incubo dagli abissi: il film infatti segue il turbolento viaggio di un volo intercontinentale decollato da Los Angeles in direzione di Shanghai, a bordo del quale troviamo i piloti, l'anziano Rich (Ben Kingsley) e il più giovane Ben (Aaron Eckhart), affiancati dal resto dell'equipaggio e passeggeri di varie nazionalità, ciascuno alle prese con le proprie tribolazioni personali, che si tratti di problemi sentimentali, familiari o di salute. Quando sul velivolo scoppia un incendio, l'aereo precipita in mezzo all'oceano; i sopravvissuti allo schianto, isolati e con poche possibilità di chiedere aiuto, si trovano ben presto a fronteggiare un altro pericolo: le acque che li circondano sono infestate da squali, e riuscire a salvarsi diventerà a quel punto un'impresa ancora più difficile e rischiosa, in una vera e propria corsa contro il tempo.
Concepito inizialmente come un sequel di Shark 3D (2012) il progetto si è poi evoluto fino a diventare un film a sé stante, con la regia affidata al finlandese Renny Harlin, artefice di alcuni successi nel cinema d'azione hollywoodiano di qualche decennio fa (Nightmare 4, Die Hard 2, Cliffhanger), per poi rilanciarsi anche, in anni più recenti, come regista di film d'azione in Cina. Deep Water invece è un film che rimanda chiaramente al disaster e survival movie tanto in voga negli anni '70 ma anche sul finire dello scorso millennio, con lo stile e il gusto un po' sopra le righe da B movie, che nella trama fonde il sottogenere del film sul disastro aereo a quello della lotta contro feroci animali predatori.
Come accade in questo tipo di storie, nella prima parte del film abbiamo una panoramica sul variegato assortimento di personaggi che si imbarcano sul velivolo, con la cinepresa che attraversa fluidamente terminal, sale d'attesa dell'aeroporto, per poi spostarsi tra cabine, corridoi e file di sedili dell'aereo: conosciamo così Rich, il pilota veterano che si intrattiene al karaoke intonando vecchi classici mentre tenta ancora di far colpo sulle signore, e Ben, che capiamo essere in fuga da una situazione grave che riguarda la sua famiglia a casa; ci sono poi una squadra di atleti, una famiglia allargata con qualche difficoltà a gestire il nuovo assetto, un passeggero arrogante (ne vedremo le conseguenze) e altri ancora.
La sequenza dello schianto aereo è sufficientemente ed efficacemente spaventosa, mentre la seconda metà del film, con i sopravvissuti alla deriva in balia degli squali, punta anche sui momenti di tensione e suspense punteggiati da scene d'azione crude e sanguinolente, in cui spiccano da un lato piccoli e grandi eroismi e atti di sacrificio e generosità, dall'altro egoismi e vigliaccherie da parte dei personaggi.
In questo film a medio budget alcune scene d'azione sono ben congegnate e realizzate, visivamente d'impatto, mentre in altri momenti gli effetti in CGI sono meno riusciti e credibili; per quanto riguarda la trama, la sceneggiatura non brilla nei dialoghi né nella definizione dei personaggi, con qualche implausibilità narrativa e inevitabile retorica. Eckhart (già protagonista dell'action thriller The Bricklayer, dello stesso regista) qui dovrebbe assumere il ruolo del leader coraggioso che, attraverso questa vicenda, trova anche il modo di affrontare i suoi demoni personali, ma il suo personaggio rimane sempre piuttosto opaco e poco avvincente, così come i suoi compagni di sventure, tutti penalizzati da storie e caratteri alquanto banali.
Deep Water è dunque un film che tenta un'operazione nostalgia puntando sull'appeal di un cinema a suo modo rassicurante nella sua prevedibilità, ma che risulta inevitabilmente un po' datato e fuori forma; qui mancano quell'ironia e spensieratezza più muscolare di un altro film dello stesso Harlin incentrato sugli squali, quel Blu Profondo (1999) di discreto successo, tanto da aver generato perfino un franchise, e tuttora un piccolo cult per gli appassionati del genere.