Dracula - L'amore perduto, recensione film di Luc Besson
Dracula - L'amore perduto (Dracula: A Love Story) di Luc Besson viene presentato alla Festa del Cinema di Roma per la prima volta in Italia, dopo essere già uscito in Francia lo scorso 30 luglio. Il film uscirà nelle sale italiane il 29 ottobre, in tempo per l'arrivo di Halloween. Besson riporta sul grande schermo una delle storie più famose della letteratura horror, attingendo sia al romanzo di Bram Stoker che al film più famoso di Francis Ford Coppola. I panni di Dracula sono interpretati da Caleb Landry Jones, già al lavoro con il regista francese in Dogman, opera presentata nel 2023 al Festival di Venezia; ad affiancarlo nel cast troviamo Christoph Waltz, Zoë Bleu e Matilda De Angelis.
Il principe di Valacchia Vladimir (Caleb Landry Jones) durante la guerra che minaccia il suo regno in Transilvania perde sua moglie, uccisa dai nemici. Impazzito di dolore e senza più una ragione per vivere, rinnega Dio e la sua fede, ricevendo in cambio una maledizione, diventare un essere immortale, un mostro destinato a nutrirsi di sangue e posseduto dalla malvagità, un vampiro. Si crea così la leggenda del conte Dracula, condannato a vivere per sempre la mancanza della donna che ama, così che ritrovare l'amore perduto nei secoli diventa la sua speranza in una esistenza che altrimenti non avrebbe più senso.
C'è da fare subito una premessa importante per approcciarsi a questa nuova trasposizione di una storia che abbiamo ormai visto così tante volte trattata sia nel cinema e nelle serie, nei libri e in altre forme di arte: Dracula di Luc Besson, come suggerisce il sottotitolo della pellicola (ovvero l'amore perduto) non è propriamente un film horror ma tende molto di più al melodramma, dando molto spazio al romanticismo e alla storia d'amore immortale che rivive nei secoli. Il regista sceglie di portare sul grande schermo un Dracula più umanizzato, un essere profondamente tormentato e sofferente, una creatura che agisce solo ed esclusivamente portato dall'amore. Già ad inizio film si intuisce che l'aspetto romantico sarà fondamentale nel racconto, in quanto il primo pensiero di Vladimir, anche quando deve combattere per proteggere il proprio popolo e deve portare avanti i suoi compiti di principe regnante, è comunque sempre quello della sicurezza della moglie e prova dolore fisico a doversi allontanare da lei, un amore ossessivo e folle, un legame così forte che neanche la morte riuscirà a spezzare e questo aspetto sarà quello più importante per tutto il corso dell'opera, fino alla fine della storia.
Non mancano anche aspetti più horror e cruenti, avendo a che fare con creature mostruose, ma l'atmosfera è molto poco gotica (aspetto che siamo abituati subito ad associare al personaggio di Dracula) e dark rispetto a quello che ci si aspetterebbe. Il film ha degli aspetti positivi, come la bravura di Landry Jones che riesce ad immergerci perfettamente nel suo dolore, ha delle scene visivamente molto belle, soprattutto all'inizio della pellicola, ma gli aspetti negativi purtroppo prevalgono. Il film spesso mette in scena troppe cose, in maniera spesso esagerata e fuori luogo, alcuni aspetti risultano fuori contesto tanto da apparire comici, bisogna approcciarsi all'opera sapendo di non potersi aspettare l'eleganza e l'oscurità del film di Coppola, nonostante sia evidente che Besson si sia molto ispirato a quella pellicola. Se si è consapevoli di ciò il film riesce ad intrattenere e scorre veloce.