Father Joe, un thriller action scritto da Luc Besson fuori concorso a Venezia83

'Father Joe' di Barthélémy Grossmann non è un film di vendetta e giustizia sommaria, che si prende le canoniche libertà che siamo soliti aspettarci da una pellicola di genere action.
Kiefer Sutherland in Father Joe di Barthélémy Grossmann
[credit: courtesy of La Biennale di Venezia]

La Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia non è fatta solo dei film della Selezione Ufficiale che concorrono alla vittoria del Leone d'Oro per il miglior film della kermesse lagunare. Al contrario, intorno ai film del Concorso ruotano numerose altre sezioni che possono nascondere delle piccole perle che vale senza dubbio la pena recuperare. È il caso della sezione Venice Open che nel suo Fuori Concorso - Fiction ha presentato il film Father Joe, diretto da Barthélémy Grossman e scritto da Luc Besson, che quest'anno era a Venezia anche per una Masterclass in cui ha parlato della sua carriera, dei suoi film e della sua idea di cinema.

Lasciato da parte il regista di Léon, torniamo al film presentato in anteprima da Grossman, che per la sua nottata al Lido di Venezia - la prima del lungometraggio è stata la proiezione di mezzanotte - ha presentato un action movie fatto di morale grigia e di sospensione dell'incredulità. Il protagonista è Kiefer Sutherland, che interprete il Padre Joe del titolo originale. Con un passato militare e una storia familiare ammantata dalla tragedia, Padre Joe non è di certo un prete comune. Invece di limitarsi a dire Messa la domenica, questo angelo vendicatore si presenta ai criminali della zona, specialmente da quelli che hanno come vittime i più piccoli. Che siano spacciatori che vendono droga ai minori o persone ricche che rapiscono bambini per i propri scopi, Father Joe si presenta da loro, annienta la loro attività e inietta loro un veleno che diventa letale ogni sette giorni. Al settimo giorno, di domenica, Father Joe dà loro l'antidoto mentre celebra l'Eucarestia: in questo modo non solo si assicura che i criminali rimangano nei limiti disegnati dalla sua stessa etica, ma anche di avere la sua parrocchia sempre piena di fedeli, al punto da attirare l'attenzione di Roma. Padre Joe, però, attira l'attenzione anche del boss locale (Al Pacino), un vecchio criminale senza scrupoli e senza Dio, sulle cui spalle si poggia un trauma infantile. Quando la vera strategia di Father Joe appare in superficie, lui e il ganster italo-americano si troveranno a dover affrontare una volta per tutte la loro rivalità.

Kiefer Sutherland e Al Pacino in Father Joe di Barthélémy Grossmann
Kiefer Sutherland e Al Pacino in Father Joe di Barthélémy Grossmann [credit: courtesy of La Biennale di Venezia]

Father Joe, bisogna dirlo subito, non è un film che chiede verosimiglianza o che si snoda con una razionalità impeccabile. Film di vendetta e giustizia sommaria, che sostituisce l'individuo allo stato di legge, il film di Grossman si prende le canoniche libertà che siamo soliti aspettarci da una pellicola di genere action. Quindi mancanza di controlli, proiettili che sembrano studiati per evitare i protagonisti e situazioni che davvero sono al limite dell'aderenza alla realtà. Tuttavia, quando ci sediamo in sala per vedere un film come questo, non ci aspettiamo affatto una storia lucida e priva di sbavature. L'eccesso è quello che rende opere come Father Joe un parco divertimenti per la parte più oscura del nostro animo, quella che abbiamo messo a tacere con la razionalità, la civiltà e la cultura e che pure rimane lì a ribollire nell'ombra. Ecco allora che non abbiamo alcun problema a credere a un prete che riesce a mettere nel sacco qualsiasi tipo di criminale, ad avere la meglio senza che ci sia nessuna penitenza o vendetta aggiuntiva, come se fosse intoccabile. Al contrario, seguiamo Kiefer Sutherland e la sua banda di cristiani combattenti e ci divertiamo nel vedere il male arginato, la criminalità messa a tacere con intelligenza e un numero imprecisato di colpi d'arma da fuoco. Molto lineare e semplice nello sviluppo, senza guizzo di originalità particolare o sperimentazione filmica, Father Joe è un vero e proprio divertissement, una pellicola che si guarda per il piacere di guardarla, e che, paradossalmente, ci fa sognare una realtà in cui c'è un modo efficace per difendere e proteggere i più giovani, in un mondo che al contrario sembra sempre pronto a divorarli.

  • Kiefer Sutherland in Father Joe di Barthélémy Grossmann
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