Hans Zimmer & Friends: Diamond in the desert, la recensione
La sera del 21 marzo, nel giorno in cui sboccia di nuovo la primavera alle nostre longitudini, al cinema arriva il bellissimo Hans Zimmer & Friends: Diamond in the desert, film concerto che racconta non solo la straordinaria carriera del compositore, ma anche la sua visione dell'arte, del cinema e del senso di comunità che dovrebbe instaurarsi in una comunità di artisti. Ed è proprio questo che salta subito all'occhio in questo lungometraggio che miscela esibizioni sul palco, performance in giro per il mondo ma anche interviste e confessioni.
Poco dopo l'incipit, è lo stesso Hans Zimmer a spiegare il motivo per cui si è messo davanti alla macchina da presa, quale urgenza lo ha spinto a confessarsi e ad ascoltare altrettante confessioni di colleghi registi, attori e produttori. Hans Zimmer porta sullo schermo la sua ricerca dell'umanità e di come essa non possa essere considerato altro rispetto alla necessità di fare arte.
Perché creiamo cultura? si domanda il compositore di film come Dune e Il gladiatore (per citare alcuni dei suoi titoli più famosi). Perché ci teniamo ad essere narratori? E sono questi due interrogativi a guidare la messa in scena di un film in cui immagini e note vanno di pari passo, proprio come dovrebbe avvenire ogni volta che si crea un prodotto, senza necessità che un elemento vinca sull'altro. La cosa che emerge, oltre al talento ormai ben noto di Zimmer, è proprio la gioia che il compositore riceve dal fare il suo lavoro, inteso però non solo come componimento musicale, ma come tassello di un universo e di una realtà più vasta. Se da una parte quello del compositore può essere considerato un lavoro quanto meno individuale se non proprio solitario, in Hans Zimmer & Friends: Diamond in the desert il compositore e musicista è restio a prendersi qualsiasi merito che sia solo suo. Al contrario, è sempre aperto a usare il plurale quando uno dei suoi ospiti gli dice quanto abbia significato la sua presenza nella storia del cinema. Per Hans Zimmer è tutto un "noi", un "abbiamo", un "siamo". Se da una parte il protagonista confessa di aver scelto la carriera da compositore per non dover affrontare il timore e l'ansia di salire su un palco davanti a un pubblico più o meno numeroso pronto a fissarlo, dall'altra è evidente che per Hans Zimmer il suo lavoro e la sua carriera non potevano essere concepiti se non come parte di un puzzle, un'iconica catena di montaggio che ha bisogno di tanti ingranaggi per funzionare insieme.
La visione di questo film/concerto/documentario, che sfugge alle classificazioni e che proprio come il suo protagonista vuole essere solo un qualcosa da condividere, offre al pubblico un ritratto estremamente umile ed entusiasta di colui che, secondo il produttore Jerry Bruckheimer, è il miglior compositore con cui abbia lavorato. Sarebbe lecito aspettarsi che, giunto al suo livello e alla sua fama, Hans Zimmer abbia in qualche modo sviluppato una certa abitudine al successo e ai risultati sempre ottimi delle sue produzioni. Invece durante la visione di Diamond in the desert quello che emerge è un professionista preciso ma entusiasta, che ancora conserva negli occhi una sorta di meraviglia infantile quando vede le sue note prendere vita nell'ugola di qualche collaboratore o cantante. La felicità di poter condividere i suoi successi con gli amici, per Hans Zimmer, sembra ancora più importante del successo stesso, come a voler parafrasare quella famosa frase secondo la quale la felicità è vera solo quando è condivisa. Lo spettatore viene dunque trascinato dall'entusiasmo di Hans Zimmer, dalla sua felicità e dalla sua meraviglia, al punto da non avvertire nemmeno per un momento il minutaggio che sfiora le due ore e mezza e si lascia trascinare sia dalla bellezza di una musica intramontabile, sia dall'interessante scambio di opinioni che Zimmer ha con personalità del calibro di Christopher Nolan, Timothée Chalamet, Zendaya e Billie Eilish, giusto per snocciolare qualche nome. Diretto da Paul Dugdale, Hans Zimmer & Friends: Diamond in the desert è insieme un concerto, un riconoscimento e uno sguardo dietro le quinte, un tuffo nella mente creativa di un compositore che è riuscito a dare un volto sempre riconoscibile ad alcuni dei film più importanti degli ultimi decenni nella storia del cinema. E sebbene sia al cinema per un tempo estremamente limitato, Hans Zimmer & Friends. Diamond in the desert - "registrato" nell'iconica Coca-Cola Arena di Dubai e nella cupola stellata di Al Wasl Plaza a Expo City Dubai - è soprattutto un film da non perdere.