Imagine Dragons: Live from the Hollywood Bowl, la recensione in anteprima
Con circa 98 milioni di album venduti e 240 miliardi di stream totali, gli Imagine Dragons si sono ormai confermati come una band "On top of the world". I loro brani sono diventati universali, si sono trasformati nella colonna sonora di spot e lungometraggi cinematografici e la loro musica ha avuto il potere di unire le persone, di parlare a coloro che affrontano ogni giorno problemi come la depressione o quel sotterraneo e costante senso di "insensibilità". Argomenti, questi, che il frontman Dan Reynolds ha sempre affrontato e lo fa anche in Imagine Dragons: Live from the Hollywood Bowl, il film-concerto che arriverà al cinema il 27, il 28 e il 29 marzo prossimi, grazie a Nexo Studios (sul loro sito potrete consultare tutte le sale disponibili). Si tratta, di fatto, della registrazione dell'ultima tappa del ramo statunitense del Loom Tour, che tra qualche mese porterà il gruppo originario di Las Vegas anche sui palchi europei e italiani. La caratteristica di questo concerto? Non solo la sempre iconica cornice dell'Hollywood Bowl di Los Angeles, ma anche la presenza della Los Angeles Film Orchestra ad accompagnare i brani che hanno scandito il successo degli Imagine Dragons, da It's time a Demons, senza dimenticare i cavalli di battaglia più recenti come Don't Forget Me e In your corner. In più, l'esibizione all'Hollywood Bowl ha permesso alla band di Dan Reynolds di cimentarsi per la prima volta live con il brano Children of the Sky, senza dubbio una delle loro canzoni più belle degli ultimi cinque anni.
Imagine Dragons: Live from the Hollywood Bowl è esattamente quello che il titolo promette. Un concerto. Va da sé, dunque, che se siete tra i detrattori della band di Thunder, questo film potrebbe non fare al caso vostro. In caso contrario, invece, il film vi trasporta direttamente sotto il cielo di Los Angeles, al punto da farvi quasi sentire la brezza calda e salata che viene dall'oceano. La macchina da presa segue i movimenti di Dan Reynolds per un totale di circa 135 minuti in cui il cantante di Las Vegas regala al pubblico una performance in cui non si risparmia. Le vene gonfie sul collo, gli occhi che si riempiono di lacrime al ricordo di chi non c'è più, l'onestà nel parlare di terapia e depressione, ma anche solo la gioia di essere su quel palco coi suoi migliori amici: Dan Reynolds e gli Imagine Dragons si donano con estrema generosità a chi è lì ad ascoltarli, a chi li ascolta da più di dieci anni. Se è vero che l'amore rimane l'argomento principe per poter sperare di vendere quante più copie possibili, gli Imagine Dragons affrontano questo tema da diversi punti di vista: l'amore per se stessi che ci spinge a resistere come nel caso di It's Time, ma anche l'amore purissimo che ci lega ai nostri amici e quella lealtà che è stata raccontata alla perfezione in Follow You. Più di due ore di buona musica e spettacolo, in una location che sembra appartenere più all'universo filmico che alla realtà quotidiana, e che si fa forte della presenza della Los Angeles Film Orchestra. Senza dubbio è proprio questo l'asso vincente che rende Imagine Dragons: Live from the Hollywood Bowl una pellicola che vale la pena recuperare. La buona musica sa essere sempre spettacolare, ma non c'è niente che riesca a vestire le note di ulteriore eleganza ed epicità come la presenza di un'orchestra che suona dal vivo, sul momento. Con questo nuovo abito, le canzoni degli Imagine Dragons assumono nuove sonorità, capaci di mantenere la familiarità che li caratterizza, ma aprendosi anche a un nuovo respiro. E' il caso, ad esempio, di Whatever it takes, che parte quasi in versione acustica per diventare poi ancora più sincopato. O di Walking the Wire, che si apre a un respiro più ampio e quasi fatato, che quasi regala la sensazione tangibile di star camminando davvero in punta di piedi su un ponte sospeso tra passato e futuro.
Come già sottolineato qualche riga più su, Imagine Dragons: Live from the Hollywood Bowl non è affatto un film pensato per piacere a tutti e per aprirsi al pubblico più apertamente generalista. Si tratta di una coccola, una piccola ed elegantissima dichiarazione d'amore che gli Imagine Dragons dedicano al loro pubblico, sapendo che ne riceveranno altrettante in risposta. Ma per coloro che apprezzano la musica della band che proprio in queste settimane celebra l'anniversario di Smoke+Mirror, questo nuovo film-concerto è un altro tuffo in delle sonorità oneste e coinvolgenti, che al talento uniscono l'urgenza di diffondere messaggi ben precisi e più importanti che mai nel periodo storico che stiamo vivendo. Da non perdere.