Jane Austen ha stravolto la mia vita, recensione della commedia sentimentale francese
Jane Austen ha stravolto la mia vita è l'esordio cinematografico della regista e sceneggiatrice Laura Piani e ha per protagonista Agathe (Camille Rutherford, già vista in film come La vita di Adèle e Anatomia di una caduta), una libraia francese che, nonostante passi le sue giornate in mezzo a capolavori della letteratura che narrano grandi storie d'amore (o forse proprio per questo motivo), non ha una relazione da parecchio tempo, e i suoi unici affetti stabili sono la sorella e il nipotino, che abitano con lei, e il suo collega Félix (Pablo Pauly), con cui il rapporto si è sempre limitato a un'affettuosa ma platonica amicizia.
Agathe vorrebbe portare a termine un romanzo che ha iniziato, ma lotta contro il blocco dello scrittore, finché non viene invitata a un ritiro letterario organizzato dalla Jane Austen Residency, in Inghilterra. Giunta a destinazione, la protagonista conosce la famiglia che ospita l'evento, discendenti della grande scrittrice inglese, tra cui c'è Oliver (Charlie Anson), che mostra incoraggiamento nei confronti di Agathe esortandola a terminare il romanzo.
Il nome di Jane Austen continua ad essere di grande richiamo al cinema e in tv: non solo vengono regolarmente annunciati nuovi adattamenti dei suoi romanzi (i quali, a loro volta, si suddividono in trasposizioni fedeli e versioni riviste e aggiornate in chiave moderna), ma non mancano nemmeno storie, come questa, che prendono dichiaratamente spunto dalla grande scrittrice inglese per imbastire vicende sentimentali, solitamente d'ambientazione contemporanea, che vanno a rivisitare alcuni elementi classici del genere; un esempio, presente anche in questo film, è il primo incontro tra un uomo e una donna entrambi inizialmente rigidi, impacciati e diffidenti, che ci si aspetta possano poi riuscire a superare l'orgoglio e il pregiudizio reciproci.
Agathe, una single sognatrice e un po' goffa, riesce a cacciarsi in qualche situazione comicamente imbarazzante ma è anche perennemente inquieta e dolente, con un evento dolorosamente traumatico nel passato ancora da elaborare; nel complesso quindi il film sceglie un tono tendente al cupo e malinconico che lo distanzia da una classica rom-com più ritmata e frizzante. La trama decolla definitivamente con l'arrivo della protagonista al ritiro per scrittori, in questo mondo popolato da inglesi colti e francofili, ed è qui che il film indugia sull'aspetto fiabesco e al tempo stesso un po' decadente della villa che ospita l'evento, tra cieli grigi e nuvolosi, boschi ricoperti di foglie ingiallite e bagnati di pioggia, con tanto di ballo in puro stile austeniano.
Chi si aspettasse però un film più incentrato sul potere della letteratura, un'ode spassionata ai libri e ai loro autori, potrebbe rimanere deluso, perché di fatto questo aspetto si limita a pochi scambi di battute, inquadrature contemplative sugli scrittori al lavoro (che però rimangono personaggi piuttosto anonimi e indefiniti) e in fondo anche la figura della stessa Jane Austen resta marginale, a parte qualche ovvio riferimento.
Jane Austen ha stravolto la mia vita è dunque una sorta di moderna favola sentimentale pensata per un pubblico in cerca di un film dalla forma pacatamente e austeramente sofisticata anche se, con una narrazione un po' piatta e una trama debole, sfortunatamente non riesce a stravolgere la vita anche dello spettatore.