Lilo & Stitch, un live action pronto a rapirvi il cuore
Quando si parla di Disney e di live action il sentimento preponderante sembra essere quello di una certa stanchezza: da parte degli spettatori più adulti, che professano noia davanti la riproposizione pedissequa dei loro film d'infanzia, ma anche da parte della stessa casa di produzione, che sembra più orientata alla ricerca della familiarità piuttosto che della novità. Ecco, il live action di Lilo & Stitch - che arriva al cinema domani 21 maggio - sembra mettere insieme queste due necessità. Ritrovarsi, da una parte, in una storia che conosciamo e che abbiamo già amato e, dall'altra, aggiungere nuovi tasselli che non servono a snaturare la narrazione o ad allungare il proverbiale brodo, ma a rendere più credibile e "presente" la successione degli eventi. La storia di Lilo & Stitch - film d'animazione del 2002 - è rimasta pressoché la stessa.
Lilo (Maia Kealoha) è una bambina di sei anni che vive alle Hawaii e che sta fronteggiando le conseguenze della perdita dei genitori. Di lei si occupa la sorella Nani (Sydney Agudong), anche lei alle prese con l'elaborazione del lutto e con il peso di dover crescere in fretta per non correre il rischio che Mrs. Kekoa dei servizi sociali (Tia Carrere) le porti via la sorellina. La vita delle due sorelle cambia quando sull'isola arriva l'esperimento 626, un "mostro" alieno creato per distruggere e che farà in modo di essere adottato da Lilo per non venir catturato dai due alieni inviati a catturarlo (Zach Galifianakis e Billy Magnussen). L'esperimento 626, ribattezzato Stitch, porterà non poco caos nella vita già disordinata di Nani e Lilo, fino a che non capirà il significato di Ohana e l'importanza della famiglia.
L'elemento apprezzabile di questo nuovo Lilo & Stitch è la scelta di voler approfondire ancora di più il rapporto tra le due protagoniste. Viene così data importanza non solo al bisogno di Lilo di trovare un amico che possa colmare il suo vuoto, ma anche le difficoltà di Nani, che non sono quelle di trovarsi un lavoro, ma sono le grandi sfide di chi aveva pensato di aver dato un direzione alla propria vita salvo poi dover ricominciare da capo a ricostruire se stessa. Nani passa dall'essere una sorella a dover essere una madre, senza avere gli strumenti o le competenze, senza averlo desiderato, vedendosi spesso anche rifiutata da Lilo che, almeno all'inizio del film, non capisce i sacrifici e gli sforzi che la sorella maggiore sta facendo per tenerla al sicuro, anche quando questo significa rifiutare ai propri sogni, alle ambizioni e persino all'idea di inseguire un lavoro che si ama. Da questo punto di vista, questo live action di Lilo & Stitch è più umano, più attento alle relazioni familiari di quanto già non fosse il lungometraggio originale. Molto azzeccata anche l'idea di dare volti umani ai due alieni mandati sulla Terra per riprendere Stitch. Questa, forse, è la modifica principale, ma anche la più intelligente. Rende più credibile la permanenza dei due personaggi alle Hawaii senza che nessuno sospetti di loro e di certo aiuta che i sue personaggi abbiano il volto e le capacità comiche di Zach Galifianakis e Billy Magnussen. Quest'ultimo, soprattutto, dimostra un inaspettato talento per le scene comiche e surreali, grazie anche a un viso che riesce facilmente a dare un senso di ingenuità infantile. Non mancano comunque i momenti cardine che derivano dal film originale, come il significato di Ohana, o il discorso di Stitch su "questa è mia famiglia". In una buona dose di commozione e divertimento, con la piccola Maia Kealoha che riesce a restituire l'animo dolce e ribelle di Lilo, Lilo & Stitch è davvero un live action che vale la pena vedere.