Little Disasters, recensione della miniserie con Diane Kruger

L'attrice tedesca è a capo di un cast corale per un thriller psicologico che ruota attorno al tema della maternità e dei suoi effetti, esaminando le dinamiche di un gruppo di amici di lunga data in una storia che richiama altri successi televisivi.
Udi8DBtkxXM Il trailer della serie Little Disasters – l'errore di una madre, thriller psicologico in sei episodi tratto dal romanzo 'Anatomy of a Scandal' di Sarah Vaughan, disponibile con tutti gli episodi giovedì 11 dicembre 2025 su Paramount+ in Italia. Little Disasters, scena da Trailer

Tra le nuove serie originali in arrivo da noi su Paramount+, troviamo Little Disasters, thriller psicologico in sei episodi tratti da un omonimo romanzo della scrittrice Sarah Vaughan (autrice anche del best-seller Anatomia di uno scandalo, portato sullo schermo qualche anno fa nell'omonima miniserie Netflix con Rupert Friend).

Little Disasters segue gli eventi che hanno inizio quando Jess (Diane Kruger), moglie e madre di tre figli, porta la sua bambina più piccola al pronto soccorso in seguito a un non meglio specificato incidente domestico; Liz (Jo Joyner) è un medico di turno in ospedale, e conosce Jess da quando, anni prima, le due donne avevano fatto amicizia al corso preparto, mentre erano in attesa dei loro primogeniti.  Quando Jess non sa dare una spiegazione su cosa sia successo a sua figlia, Liz si trova combattuta fra credere alla sua amica o fare il possibile per proteggere la bambina: questo sarà l'avvio di un incubo che toccherà da vicino non solo le due donne ma anche la loro cerchia di amicizie, comprese altre due mamme, Charlotte (Shelley Conn) e Mel (Emily Taaffe), e le loro rispettive famiglie.

Le sfide e le difficoltà di essere madre, le pressioni a cui sono sottoposte prevalentemente le donne nel crescere i propri figli e mandare avanti allo stesso tempo una casa e un matrimonio, le aspettative da parte della società e l'inevitabile confronto con le altre mamme, la paura che nella cerchia familiare possa celarsi qualcuno che si riveli un potenziale pericolo: sono temi che abbiamo spesso visto portati sullo schermo, in particolar modo negli ultimi anni, tra film (La mano sulla culla) e serie tv (All her fault), così come lo spunto di un evento allarmante che porti alla luce gli aspetti nascosti di famiglie apparentemente appagate e privilegiate, così come accadeva anche in Big little lies (anche qui tra l'altro troviamo l'espediente di intervallare la narrazione con scene in cui i protagonisti, come in un presunto interrogatorio-confessione, esprimono giudizi e ricordi).
L'incidente e l'arrivo in ospedale sono infatti l'avvio di un mistero che alimenta il lato thriller della trama, mantenendo fino all'ultimo, con qualche depistaggio narrativo, la suspense su cosa sia veramente successo in quel fatale pomeriggio, e al tempo stesso fa venire allo scoperto il classico repertorio di segreti, attriti coniugali, problemi economici, invidie e risentimenti e così via, mentre nei flashback si ripercorre lo svolgersi dell'amicizia fra i protagonisti.

Il dubbio centrale della storia riguarda dunque Jess, la donna descritta da tutti come la madre e la moglie perfetta, esclusivamente dedita alla propria famiglia, della quale però improvvisamente ci si chiede se possa essere stata in grado di fare del male alla sua bambina: ecco quindi che la sceneggiatura propone una serie di scene che vogliono rappresentare la mente confusa e lo stato d'animo inquieto della protagonista, sfumando i confini tra cosa sia reale e quelle che potrebbero essere solo proiezioni e smanie dovute a un probabile esaurimento fisico e psichico in seguito al parto; in questo dovrebbe essere centrale la performance di Diane Kruger eppure l'attrice, nonostante l'abbondanza di scene emotivamente cariche, mantiene una certa rigidità di fondo che non fa mai entrare del tutto in empatia con il suo personaggio, a cui mancano le sfumature necessarie, anche di sceneggiatura (sarebbe stato utile e interessante sapere qualcosa di più sul suo background, personale e familiare). 
Anche per quanto riguarda gli altri personaggi principali troviamo delle caratterizzazioni per lo più prevedibili e un po' stereotipate, in cui si accenna a problemi che vanno dall'infertilità, all'alcolismo, alla violenza domestica, in un cast composto da attori di provenienza soprattutto televisiva nelle serie britanniche.

Un dramma emotivo al femminile dunque viene coniugato al thriller con la ricerca di un colpevole, in una serie che potrà comunque coinvolgere l'attenzione dello spettatore fino alla fine, senza grandi elementi di rilievo che rendano Little Disasters un prodotto memorabile.