Locked-In trappola, recensione dell'action thriller con Bill Skarsgard e Anthony Hopkins
Eddie (Bill Skarsgård) è un ragazzo dalla fedina penale non proprio pulita, attualmente a corto di denaro e accusato dalla sua ex di essere un padre assente per la loro bambina. Per rimediare qualche soldo in fretta Eddie va in giro in cerca di macchine da scassinare e derubare, finendo per introdursi in un SUV ultramoderno, lasciato apparentemente aperto e incustodito; quando tenta di uscire dall'auto, però, Eddie si accorge che la portiera non si apre, e capisce di essere stato chiuso dentro. Poco dopo, il telefono della macchina inizia a squillare insistentemente: dall'altra parte c'è William (Anthony Hopkins), il proprietario, che spiega di aver escogitato questa trappola per tutti coloro che, come Eddie, avessero provato a derubarlo; è l'inizio di un incubo per il ragazzo, prigioniero nel veicolo in attesa di capire come l'uomo voglia consumare la propria vendetta.
Locked-In trappola, diretto da David Yarovesky (L'angelo del male-Brightburn, 2019), è il remake di un film argentino, 4x4 (2019) di Mariano Cohn, che aveva già avuto anche un rifacimento brasiliano e uno indiano: si tratta infatti del classico tipo di storia che si presta facilmente ad essere riadattata, con poche modifiche, perché possa funzionare in vari contesti, basata su pochi ed essenziali elementi facilmente comprensibili su scala globale.
Da un lato la sceneggiatura gioca sul potenziale offerto dalla macchina che è a tutti gli effetti una protagonista del film: una vettura chiamata Dolus, creata appositamente (e dopo le riprese esposta in un museo), che incarna l'aspetto claustrofobico della storia e con cui ci si è potuti sbizzarrire nel progettare tutti gli elementi che la rendono una trappola perfetta e pressoché inespugnabile; è interessante anche perché, soprattutto in un'epoca in cui si discute molto dello strapotere della tecnologia con le relative preoccupazioni su ruoli e responsabilità umane, qui vediamo in azione un'auto controllata da remoto, tra elementi apparentemente semplici ma portati all'estremo e trovate diaboliche.
In parallelo al lato più action si svolge anche lo scontro dialettico tra i due protagonisti seppure per buona parte a distanza, con un dialogo che, come prevedibile, assume presto i contorni di una serie di riflessioni etico-morali, un confronto intellettuale dai toni anche esistenziali, su giustizia, vendetta, errori e ricordi passati.
Uno degli aspetti chiave è che si è portati a simpatizzare maggiormente per il personaggio di Eddie che per il proprietario dell'auto, con i ruoli di vittima e carnefice che quindi si invertono e si mescolano, in una sfida che diventa quasi politica fra due modi di vedere il mondo e di affrontare la vita e le sue difficoltà, con contrapposizioni non solo generazionali ma anche culturali, economiche e sociali.
Locked-In trappola è quindi un action-thriller che si gioca le sue carte in maniera corretta ma prevedibile, sfruttando le location, anche quando la trama si avventura al di fuori del parcheggio, ma che ricorre a più aspetti scontati e prevedibili: nel disegno dei personaggi, in particolare nell'affrontare il rapporto padri-figlie, o nei dialoghi che, tra riferimenti a Delitto e castigo e a Il signore degli anelli, infilano una serie di riflessioni pseudo-filosofiche che risultano un po' vuote e pompose, retoriche e già sentite.
La trama riesce a mantenere la suspense, tranne in qualche momento di ripetitività ed escludendo i superflui minuti finali, senza curarsi troppo delle inverosimiglianze mentre scorre via fragoroso e adrenalinico, con un'estetica da b-movie o che rimanda a un certo cinema di qualche decennio fa.
È un remake di cui probabilmente non c'era un assoluto bisogno, ma che sicuramente serve ad arrivare a un pubblico il più ampio possibile uscendo su più mercati internazionali, con l'aiuto di un nome come quello di Sam Raimi fra i produttori e quelli degli interpreti principali: è curioso il fatto che lo scontro del film avvenga fra il giovane Skarsgård che, grazie ai ruoli del clown Pennywise nei due capitoli di It, al remake de Il corvo e al recente Nosferatu è diventato ormai uno dei nomi di punta del genere horror, e il maturo Hopkins che naturalmente si diverte nella parte dell'uomo spietato e senza scrupoli, a cui viene dato inevitabilmente anche dello psicopatico.
Locked-In trappola è dunque un film che intrattiene, specialmente se non si sono viste le versioni precedenti, e che può essere apprezzato dagli amanti di un thriller d'azione che può contare anche sulle performance attoriali dei protagonisti.