È arrivata anche sugli schermi italiani la miniserie britannica Nightsleeper-Fuori controllo, thriller d'azione in sei episodi (che ha già anche ottenuto il rinnovo per una seconda stagione). La storia segue il viaggio decisamente turbolento di un treno notturno, il (fittizio) Heart of Britain, in partenza da Glasgow in Scozia con destinazione finale Londra; poco dopo l'inizio del tragitto, però, si scopre che qualcuno ha installato sul convoglio un dispositivo di hackeraggio: da quel momento il treno non risponde più ai comandi e diventa così una scheggia impazzita che si sposta fra i binari del Regno Unito, e che nessuno sembra in grado di controllare o fermare. Tra i passeggeri a bordo, c'è anche Joe Roag (Joe Cole), un poliziotto attualmente non in servizio che tenta di prendere il comando della situazione; la persona in prima linea ad assisterlo telefonicamente, tentando di sventare e disinnescare l'attacco, è Abigail Aysgarth (Alexandra Roach), momentaneamente direttrice del Centro nazionale per la cyber security. Il viaggio si trasforma quindi in una disperata corsa al cardiopalma contro il tempo per impedire la catastrofe e scoprire i colpevoli.
Nightsleeper è dunque una di quelle narrazioni che si sviluppano essenzialmente in tempo reale, con uno svolgimento punteggiato da colpi di scena che puntano a tenere alta la suspense negli spettatori; come spesso accade nelle storie di questo tipo, uno dei punti focali della vicenda è quello di non potersi fidare di nessuno, dato che i responsabili degli atti criminali potrebbero annidarsi o avere legami proprio tra le persone coinvolte: ecco quindi che con il procedere degli episodi cominceranno a svelarsi gli scheletri nell'armadio dei singoli personaggi, solitamente scoprendo che tutti o quasi hanno qualcosa da nascondere, che sia nel passato o nel presente, e veniamo così portati a diffidare o sospettare, alternativamente, di una o più figure.
Tanto fra i passeggeri del treno quanto fra coloro nelle sale di comando, troviamo un variegato assortimento di caratteri umani, quasi tutti con il proprio bagaglio di problemi e preoccupazioni, così come vediamo susseguirsi attimi di collaborazione, solidarietà e partecipazione, a momenti di tensione, ostilità e ostruzionismo, tra chi cerca di aiutare e chi tenta invece di impedirlo: è nella raffigurazione di questi personaggi che la trama si sbizzarrisce nel radunare un'ampia gamma di tipologie e caratteri umani, in maniera un po' prevedibile e stereotipata ma comunque funzionale alla storia; tra i passeggeri ci sono nientemeno che la Ministra dei trasporti e un lavoratore su una piattaforma petrolifera, un'avvocata per i diritti umani disabile e un bambino sfuggito al controllo della madre, una giornalista e un anziano malandato e così via, mentre a terra troviamo gli esperti di tecnologia e rappresentanti del governo, spesso divisi tra l'abitudine a seguire le regole e l'impulso che spinge a trasgredire gli ordini ricevuti, sfruttando al massimo la propria mente brillante e le loro abilità. In questo la sceneggiatura è servita da un cast eterogeneo, con Joe Cole (noto principalmente per serie come Peaky Blinders e Gangs of London) e dall'energia volitiva ed empatica di Alexandra Roach (vista al cinema in The Iron Lady e in tv nella recente Lazarus) affiancati da interpreti veterani come James Cosmo (Trainspotting, Il trono di spade) o emergenti come Katie Leung (Harry Potter, Bridgerton).
Da un lato la storia, in modo ovviamente attuale, ci ricorda i rischi sempre connessi a un uno smodato della tecnologia e al suo potenziale, dall'altro però sottolinea anche la forte e sempre presente componente umana, da non trascurare mai; inoltre, una delle potenziali sfide in storie come questa sta nel bilanciare scene d'azione efficaci e avvincenti ai momenti in cui bisogna affidarsi, come in questo caso, alla complessità di codici, cifre e dati per creare una credibile minaccia cyberterroristica senza eccedere in dettagli e linguaggi troppo tecnici ma restando comunque sufficientemente comprensibili allo spettatore; la serie ci riesce, seppure nel corso dei sei episodi si avverta ogni tanto qualche momento di stanca, in cui il meccanismo narrativo rischia di ripetersi o prolungare eccessivamente le situazioni.
In conclusione, Nightsleeper è una serie che fa il suo dovere, e che offre al pubblico un intrattenimento avvincente quanto basta, seppure senza inventare nulla di nuovo, ma che coinvolge fino alla fine.